Donne e fotografia in mostra: da Letizia Battaglia a Sarah Moon

Donne e fotografia, in mostra con la fragilità di Barbara Luisi e la passione di Letizia Battaglia, da Vanessa Beecroft a Juno Calypso, da Cindy Sherman e Nan Goldin a Ellen Von Unwerth e Sarah Moon

Il 25 novembre è stato scelto nel 1999 come Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. A conti fatti non sembra aver fatto un buon lavoro fino ad oggi, ma le donne sono più resistenti dell'odio del mondo.

Anche per questo, l'ultima settimana di novembre 2016 non lesina sguardi e obiettivi puntati sull'universo femminile, protagonista di mostre, talk e incontri dal Photo Vogue Festival che sfila a Milano con la fotografia di moda, alle mostre di grande fotografe e giovani promettenti, inaugurate con fragilità e passione, fascino e forza, gioia e amore, da Torino a Roma.

Saranno Julia Margaret Cameron, Ruth Bernard, Diane Arbus e Francesca Woodman, con Marina Abramovich, Cindy Sherman, Shirin Neshat, Annie Leibovitz, le donne che fotografano le donne per sostenere altre donne, a fornire gli sguardi necessari alla mostra di beneficenza di Brescia. A questo aggiungete che sabato 26 potrebbe anche essere una delle fotografe finaliste a vincere il Portfolio Italia 2016 - Gran Premio Hasselblad.

Fragilità 
Fotografie di Barbara Luisi

21 novembre - 14 dicembre 2016 
Inaugurazione: lunedì 21 novembre, ore 18.30 
ACTA International 
via Panisperna, 82-83 
RioneMonti 
Roma

Photo Vogue Festival 2016
22-26 novembre 2016
diversi sedi
Milano

Actrices. Fotografie di Kate Barry

CAMERA e Alliance française di Torino, nei giorni del Torino Film Festival, inaugurano Actrices. Fotografie di Kate Barry, a cura di Aline Arlettaz con 25 ritratti di attrici francesi scattati dall’artista, figlia di Jane Birkin e del compositore John Barry.

«Discreta, generosa, premurosa, delicata, sottile, dolce, umile, sensibile, con una risata incredibile, strana, malinconica» Aline Arlettaz

Nata a Londra nel 1967, figlia di John Barry e di Jane Birkin, Kate Barry è stata prima stilista. È nel 1996 che comincia la sua carriera di fotografa. Realizza anche numerose copertine di dischi e lavora nella pubblicità di celebri marchi.
La sua prima mostra come fotografa si tiene alla Bunkamura Gallery di Tokyo nel 2000. Ne seguono molte altre in Francia, Italia e Giappone. Ha anche scritto e realizzato un film documentario sullo scrittore Philippe Djian e pubblicato un libro fotografico con testi dello scrittore Jean Rolin, Dinard, essai d’autobiographie immobilière.
Ha realizzato molte mostre in Francia, in Italia e in Giappone. Kate Barry è morta nel dicembre 2013. La mostra, dedicata alla sua memoria, è un omaggio alla sua opera.
Kate Barry preferì «l’ombra degli studi di posa alla luce dei proiettori». Impegnata socialmente e umanamente, sensibile alle cause dei più deboli, siano animali feriti o senza tetto per le strade, Kate Barry «amava le rughe, le imperfezioni, le cicatrici», riuscendo a captare «quanto di più sensibile e personale» c’è in ognuno dei suoi modelli. Mai prima d’ora le attrici erano state fotografate così. «Senza artificio, lasciandosi andare a stati d’animo indefiniti, abbandonandosi (…) Il ritratto di Laetitia Casta fa pensare al film Bellissima di Visconti, quello di Lou Doillon al disegno Donna seduta con gambe rannicchiate di Egon Schiele, e le fotografie di Géraldine Pailhas e Charlotte Gainsbourg ad un film americano degli anni Cinquanta». La sua prematura e tragica scomparsa, nel 2013, ha colto tutti alla sprovvista, compresa Arlettaz: «Ho salvato il tuo ultimo sms del 10 dicembre, come per non interrompere la nostra conversazione».
Ritratti d’attrici, soprattutto francesi, alcune delle quali con un forte legame con l’Italia, come Catherine Deneuve e Isabelle Adjani. Altre sono italiane d’origine, come Monica Bellucci o Sofia Coppola. Questi ritratti catturano, con sobrietà, la loro grande bellezza. Grazie al talento dell’artista, le attrici si sono lasciate andare a una sorta di abbandono non comune. Ne sono scaturiti alcuni ritratti, privi di artificio, sobri e potenti.
CAMERA ringrazia in particolar modo Jane Birkin e l’Agence Renate Gallois Montbrun &Guillaume Fabiani per il coinvolgimento nel progetto.
Sotto la supervisione di Aline Arlettaz, giornalista e fotografa, la mostra è prodotta dall’Institut français, in partenariato con Roman de Kermadec, figlio dell’artista.
CAMERA accoglierà la mostra grazie al sostegno di Yves Rocher Italia, main sponsor dell’iniziativa.

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 12.00 alle 19.00, chiuso il martedì
Ingresso gratuito.

23 novembre – 5 dicembre 2016
Opening: martedì 22 novembre 2016, ore 18.30
Torino Film Festival
CAMERA
Cripta di San Michele Arcangelo
Piazza Cavour
Torino

Yasuko Oki. Trips with a Plastic Bottle + Hitohira


DOOZO - Art Book & Sushi presenta la mostra 'Yasuko Oki. Trips with a Plastic Bottle + Hitohira', a cura di Manuela De Leonardis, secondo appuntamento italiano della fotografa giapponese dopo la sua partecipazione al festival Castelnuovo Fotografia 2016 (con il patrocinio dell’istituto Giapponese di Cultura).

Una mostra incentrata su due progetti on going: Trips with a Plastic Bottle (2008) e Hitohira (2009). Come afferma l’autrice, cercare di catturare le meraviglie della vita quotidiana diventa un esercizio, soprattutto quando la loro esistenza passa attraverso la macchina fotografica a foro stenopeico (pinhole), il cui piccolo foro è capace di proiettare la luce come un obiettivo, creando immagini spesso imprevedibili grazie anche alla profondità di campo illimitata.

In entrambi i lavori il tempo rallentato - tecnicamente ottenuto dalle minuscole dimensioni del foro che determinano una scarsissima luminosità e tempi di posa molto lunghi - suggerisce “che possiamo vedere gli aspetti della realtà con occhi diversi.

Possono essere i ricordi del passato e, contemporaneamente, momenti della vita presente.”, come afferma la fotografa.

Lo slittamento temporale diventa soggetto stesso delle sue immagini, traducendo il senso di un viaggio metaforico che è anche reale. E’ il caso di Trips with a Plastic Bottle, in cui Yasuko Oki registra i vari passaggi lungo la Tojaido Line (tra la stazione di Kozu e Ninomiya, alla stazione di Fujisawa, etc.), la Tokaido Shinkansen, la Setagaya Line, come pure il tragitto in aliscafo alle Seven Island.

"Sono incline a soffrire di mal d'auto,” - spiega Oki - “ma per andare a visitare i miei suoceri che vivono in montagna, dovevo necessariamente percorre in auto una strada ripida e tortuosa. Così ho provato diversi metodi, oltre alle medicine, e sono giunta alla conclusione che bere acqua era la cosa migliore. Motivo per cui ho iniziato a portare con me una bottiglia di plastica con dell’acqua, ogni volta che salgo su una macchina, un treno o una nave. Un giorno, mentre ero in treno, mi sono chiesta cosa avrei potuto cogliere con la macchina fotografica guardando fuori dal finestrino, attraverso la bottiglia di plastica con l’acqua. Il risultato è stato una serie di linee colorate fatte da un treno in corsa. Un viaggio attraverso la distorsione spazio-temporale. Una bottiglia piena di luce del tramonto. Questi sono i viaggi misteriosi che nascono attraverso i diversi occhi di un foro stenopeico."

In Hitohira è la natura il tema centrale con cui Yasuko Oki - declinando elementi tipici dell’estetica giapponese - si relaziona alla caducità, bellezza e immortalità. Fotografa foglie e petali di camelia, ciliegio… che hanno espletato il loro ruolo nel ciclo naturale, ma sono ancora belli. "Li raccolto da terra e, per trattenere l’essenza della loro bellezza, li fotografo mentre la luce del sole li attraversa, rendendo eterna l’acqua che scorre nelle vene di una foglia o le particelle di luce scintillante." Manuela De Leonardis

Bio
Yasuko Oki (Tokyo 1971, vive e lavora a Tokyo). Nel 1993 consegue la laurea in Arabo presso la Tokyo University of Foreign Studies. Il foro stenopeico (pinhole) è il mezzo fotografico con cui realizza le sue immagini. Nel 2014 si aggiudica il premio Rokkatei File Season 5 dal Rokkatei Rokka Bunko, Hokkaido e nel 2010 è vincitrice alla 5. Daikokuya Contemporary Art Competition, Itamuro Onsen Daikokuya, Tochigi.

Tra le mostre personali: 2016 - Yasuko Oki. Trips with a Plastic Bottle + Hitohira, festival Castelnuovo Fotografia 2016 (IV edizione), Castelnuovo di Porto (Roma); 2015 - Trips with a Plastic Bottle - Part 2, Gallery Two-Plus, Tokyo; Hitohira, 1010ArtGallery, Yokohama; 2014 - Looking for the Bright Light, Gallery Two-Plus, Tokyo; 2013 - Stories around the water, Gallery Two-Plus, Tokyo; 2012 - Trips with a Plastic Bottle. Gallery SORA, Tokyo: 2011 - Looking into a glass. Shimokita-ekimae Gallery, Tokyo; 2010 - Aquarium, Gallery Two-Plus, Tokyo; 2009 - Looking into a glass, Roonee 247 photography, Tokyo; 2007 - Aquarium, Roonee 247 photography, Tokyo.

Tra le mostre collettive: 2016 - Axis Photo Marche 3, Axis Gallery, Tokyo; Pinhole Photo Exhibition - Soft Light, Gentle Time, Chofu Culture Community Center sponsored by Chofu City, Tokyo; 2015- International Photo Project, Fondazione Malerba, Spazio Soderini, Milano; Glass work + photo, Crossroad Gallery, Tokyo; 2015 Axis Photo Marche 2, Axis Gallery, Tokyo; 2014 - Welcome to photograph by Roonee vol.7, Acru, Osaka; Welcome to photograph by Roonee vol.6, Gallery Toriko, Shizuoka; 2013 - Welcome to photograph by Roonee vol.5, Monokoto, Nagoya; Welcome to photograph by Roonee vol.4, Café Z, Okayama; 2011 - Seven Japanese Pinhole Photographers, The Queensland Centre for Photography, Brisbane (Australia); 2010 - Tokyo Pinhole Today, Roonee 247 photography, Tokyo; 2008 - 10 persons Pinhole Photo Exhibition, Fujifilm Photo Salon Tokyo.
martedì-sabato, ore 11-22

24 novembre 2016 - 25 febbraio 2017
Vernissage: giovedì 24 novembre 2016. ore 18:30
Finissage (alla presenza della fotografa): sabato 25 febbraio 2017, ore 18:30
DOOZO - Art Book & Sushi
via Palermo, 51/53
Roma

LETIZIA BATTAGLIA. Per Pura Passione
24 novembre 2016 - 17 aprile 2017
MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Galleria 1
Via Guido Reni, 4/a
Roma

PhotograpHer - donne che fotografano le donne

Dal 25 novembre all’8 gennaio, da Spazio Contemporanea a Brescia, in mostra gli scatti delle più note e talentuose fotografe al mondo, per un obiettivo solidale: aiutare altre donne.

Dopo il grande successo delle scorse tre edizioni, torna per il quarto anno consecutivo la mostra di grandi fotografie organizzata dalle storiche ong bresciane MMI (Medicus Mundi Italia), SCAIP (Servizio Cooperazione Assistenza Internazionale Piamartino) e SVI (Servizio Volontario Internazionale) presso Spazio Contemporanea in corsetto Sant’Agata 22 a Brescia. Ogni anno l’iniziativa raccoglie celebri scatti dei più noti fotografi da tutto il mondo, toccando una particolare tematica o un’area specifica del pianeta.

La prima edizione è stata nel 2013 con “Scatti latinoamericani. I grandi maestri da Salgado ad Álvarez Bravo”, un allestimento di fotografie sulle tradizioni e le culture del sud e centro America. Nel 2014 protagonista è stata l’Africa, con “Scatti Africani: da Seydou Keita a Peter Beard”, mentre nel 2015 abbiamo realizzato “Scatti d’Asia. Dall’800 al contemporaneo” con in mostra il famosissimo ritratto della ragazza afghana di Steve McCurry.

Quest’anno è la volta di “Photographer”, che si vuole distaccare nettamente dalle precedenti mostre, ponendo l’accento non su un continente, ma su un tema: la donna, e più precisamente la donna fotografata da un’altra donna. La mostra presenterà una sessantina di fotografie di fama internazionale provenienti da collezioni private e prestigiose gallerie di Brescia, Napoli, Milano, Lucca, Treviso e altri luoghi. Ammireremo capolavori delle più grandi fotografe internazionali, da quelle storiche come Julia Margaret Cameron, Ruth Bernard, Diane Arbus e Francesca Woodman, alle più conosciute artiste contemporanee come Marina Abramovich, Cindy Sherman, Shirin Neshat, Annie Leibovitz.

La mostra è a ingresso libero, ma le offerte saranno più che gradite: l’obiettivo solidale delle tre Ong quest’anno sarà a favore del progetto “Sostegno delle donne delle comunità resilienti del Mozambico”. A beneficiarne saranno 8.000 donne, che potranno usufruire di visite pre e post parto e dei servizi offerti dalle case “Mae de espera”che prevedono incontri di formazione per un gruppo di 34 parteiras (levatrici), la formazione di 20 attiviste per la realizzazione di sessioni di educazione alimentare e il sostegno del Programma di salute Materno infantile.

Chi volesse contribuire potrà farlo anche scegliendo di portarsi a casa le opere delle fotografe Ilaria Facci, Cinzia Battagliola, Antonella Monzoni, Carla Cinelli, Renza Grossi, Serena Gallini, Manuela Metelli, Silvana Wilhem, Alejandra Mendez, Piera Cavalieri e Chiara Boschi, acquisibili su offerta minima.

La mostra è curata dalla fotografa bresciana Cinzia Battagliola, affiancata dallo storico curatore delle mostre delle ong bresciane Lucio Merzi, esperto e collezionista.

giovedì-domenica, ore 15:30-19.
Aperture straordinarie su richiesta per gruppi e scuole, da prenotare al numero 030 2306873.

25 novembre 2016 – 8 gennaio 2017
Inaugurazione: 25 novembre, ore 19
mostra
Spazio Contemporanea
corsetto S.Agata 22
Brescia

Tutto questo insieme alle mostre già inaugurate dedicate a Vivian Maier e alle Nude Forme di Antonella Sacconi, dalle giovani fotografe etiopi che riflettono sul tema della distanza a Addis Abeba e Venezia, alle donne fotoreporter in luoghi di guerra. In Prima linea e in mostra alla Corte Medievale del Palazzo Madama di Torino.

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