Mostre fotografiche inaugurate l'ultimo weekend di gennaio

Il calendario delle mostre fotografiche 2017, illuminato dalle inaugurazioni dell'ultima settimana di gennaio

Il calendario delle mostre fotografiche si arricchisce di nuove inaugurazioni e visioni che fendono l'oscurità più ancestrale dell'ultimo fine settimana di gennaio 2017 con tutta la luce dell'arte.

Dal colore della notte fotografato da Rafael Y. Herman, alla sinfonia in nero delle nuove contaminazioni di Mustafa Sabbagh, passando per Villa Diodati e il MAST, la fotografia onirica e visionaria di Bart Herreman e quella silenziosa di Jason Shulman, la fotografia contemporanea di Confini14, di Serena Vittorini, Alberto Selvestrel e tutta quella che raggiunge Bologna com Arte Fiera/Art City e FRUITography, da Paolo Ventura e Martin Parr a Kyoji Nagatani e Danila Tkachenko (nel video di apertura), dal reportage di Closer alla classe 1984 di Iacopo Pasqui, da Federico Borella a Fulvio Bugani. Seguite i link e approfittate dei box a scomparsa.

Rafael Y. Herman
The Night Illuminates the Nigh

25 gennaio - 26 marzo 2017
MACRO Testaccio
Padiglione A
Roma

Come in cielo, così in terra - fotografie di Serena Vittorini

"Trovare per strada una pietra, preziosa per il rapporto a prima vista ermetico che sembra avere con la mia esistenza, significa sentire che essa risponde precisamente, nell’ordine morfologico del suo linguaggio, a un’emozione in me fino ad allora inespressa".

Le fotografie di Serena Vittorini costituiscono una reazione al materialismo del quale la società stenta a disfarsi. Il suo lavoro rappresenta una sottile, incalzante esortazione a focalizzare l'attenzione su dettagli che vengono normalmente fagocitati da ritmi vitali più consoni alle macchine che agli esseri umani, da prerogative fallaci e soprattutto da necessità di dubbio valore.
Durante il suo soggiorno a Lodine, piccolo paese dell'entroterra sardo, la fotografa ha avuto modo di cogliere, sia attraverso la sua personale ricerca che in modo fortuito, i momenti che regolano l'ancestrale coesistenza dell'uomo e della natura. Quei momenti fondanti della vita dell'essere umano, che spesso sono ignorati ma che costituiscono l'unica possibilità per l'uomo di riconciliarsi con l'ambiente e, di conseguenza, con se stesso.

La mostra è a cura di Diego Mormorio e Fanny Borel

25 gennaio - 15 febbraio 2017 prorogata fino a mercoledì 22 febbraio 2017
Inaugurazione: mercoledì 25 gennaio 2017, ore 18:30
Galleria Acta International
via Panisperna, 82/83
Rione Monti
Roma

Lavoro in movimento


La Fondazione MAST presenta per la prima volta dalla sua apertura un progetto espositivo interamente dedicato all’immagine in movimento con video e installazioni sulle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro e della produzione realizzati da 14 artisti di fama internazionale, con LAVORO IN MOVIMENTO. Lo sguardo della videocamera sul comportamento sociale ed economico, a cura di Urs Stahel.

Se finora il racconto dell’industria e del lavoro è passato attraverso un percorso scandito dalla narrazione fotografica, in questa mostra, curata da Urs Stahel, sono i video a darne una rappresentazione visiva.
Mediante l’interpretazione filmata della realtà, l’occhio della videocamera è in grado di testimoniare la mutabilità di un mondo in rapida trasformazione, descrivendo in modo immediato e coinvolgente cambiamenti, evoluzioni e rotture.

Le opere in mostra offrono immagini intense degli ambienti di lavoro e di commercio più diversi: dall’attività artigianale di un singolo individuo alla produzione di massa, dal lavoro umano a quello robotizzato, dalla produzione di energia a quella di beni e servizi high-tech, dallo sviluppo del prodotto alla contrattazione commerciale, dalle sfide di natura legale alle questioni strutturali ed esistenziali legate al sistema finanziario.

Yuri Ancarani, Gaëlle Boucand, Chen Chieh-jen, Willie Doherty, Harun Farocki / Antje Ehmann, Pieter Hugo, Ali Kazma, Eva Leitolf, Armin Linke, Gabriela Löffel, Ad Nuis, Julika Rudelius e Thomas Vroege sono gli artisti che la Fondazione MAST ha riunito per offrire, in un serrato dialogo tra le rispettive opere, la rappresentazione visiva di uno scenario sociale ed economico in continuo movimento.

Come spiega il curatore Urs Stahel: “Viviamo in tempi in cui la realtà è una dimensione in movimento – la percepiamo come un insieme di piani paralleli che si affiancano, si susseguono, si sovrappongono. La mostra ne traccia un resoconto visivo attraverso una selezione di video che si configurano come piccole galassie, nelle quali la singola opera ha un valore autonomo ma trova il suo significato soprattutto in relazione alle altre, di cui diventa di volta in volta commento, critica, o tacita risposta. L’intensità spesso toccante, la forza e la ricchezza di queste immagini in movimento restituiscono con forme, meccanismi narrativi e linguaggi visivi diversi, l’evoluzione del mondo del lavoro e della nostra vita”.

Orari
martedì-domenica, ore 10-19
Ingresso libero

25 gennaio-17 aprile 2017
MAST
Via Speranza, 42
Bologna

Villa Diodati & Beyond

Presso l'incantevole cornice della Keats Shelley House di Piazza di Spagna, casa museo e memoriale dedicati ai Poeti Romantici John Keats, Percy e Mary Shelley, Lord Byron tra gli altri, viene inaugurata l'esposizione fotografica Villa Diodati & Beyond a cura del collettivo creativo BM Studio. Gli scatti di Madeleine N. ritraggono attori e modelli professionisti (nella gallery l'attore Guglielmo Pinelli nelle vesti di un giovane Byron contemporaneo) in un fashion shoot ispirato a La Notte di Villa Diodati.
Nel 1816, un gruppo di romanzieri inglesi, divenuti poi leggendari, Mary Shelley, Percy Shelley, Lord Byron, John Polidori e Claire Clairmont, si riunirono per villeggiare in una fastosa residenza d'epoca sul lago di Ginevra nota come Villa Diodati. Durante una notte di tempesta i cinque iniziarono a leggere delle storie di fantasmi da un antico pamphlet tedesco dal titolo Phantasmagoriana, finché Byron non propose a tutti di fare una gara di scrittura dove ognuno avrebbe dovuto scrivere la propria ghost story. E' durante questa famosa notte che i capolavori del romanzo gotico romantico di Frankenstein, Il Vampiro di Polidori, La Sepoltura di Byron tra gli altri vennero alla luce. Nei mesi successivi gli autori viaggiarono in Europa, soprattutto nel Lazio e in Toscana. Mary scrisse Frankenstein nel 1817, la mostra celebra il bicentenario della scrittura del romanzo. La serata di inaugurazione si terrà il 26 gennaio 2017 alle ore 18.00 e comprenderà anche un reading teatrale curato da BM Studio, dove l'attrice Caterina Murino, icona glamour di fama internazionale grazie alla sua partecipazione come Bond Girl in 007 Casino Royale, dopo vari impegni sui set e una tournèe in teatro con Doppio Sogno di Arthur Schnitzler, eseguirà un reading di Mary Shelley, dagli appunti della scrittrice sul Frankenstein e la famosa Notte che ne ha visto la creazione. Le pareti in boiserie originale e le eleganti ambientazioni dalla mobilia stile impero della House si tingeranno di mistero e fascino.
Il reading sara' introdotto da un incontro letterario sul Gothic Novel e la sua eredità, come il Romanzo Gotico abbia influenzato tutti i campi, dalla Moda e lo Stile alla Letteratura e L'Architettura. Tra gli ospiti il Prof. Richard Ambrosini e la Prof.ssa Simona Corso, docenti di Letteratura Inglese presso lUniversità di Roma Tre e Il Prof. Florian Mussgnug dello University College of London.

26 gennaio - 03 febbraio 2017
Inaugurazione: 26 gennaio, ore 18
Keats Shelley House
Piazza di Spagna, 26
Roma
villa-diodati-beyond.jpg


Paolo Ventura: Early work and rare print
Danila Tkachenko: Resticted Areas /Ritual

con Galleria del Cembalo
Giovedì 26 gennaio 2017, ore 18.30
Art City/Arte Fiera Bologna 2017
Palazzo Isolani
Piazza Santo Stefano, 16
Bologna

Restricted areas Danila Tkachenko simboli di #utopia in rovina alla galleria del cembalo #romanascosta

Una foto pubblicata da Simona Cut-tiva (@cut_tiva) in data: 16 Apr 2016 alle ore 01:23 PDT


Confini14 – Fotografia Contemporanea

26 gennaio – 12 febbraio 2017
Inaugurazione: 26 gennaio 2017, ore 18.30
Tibaldi Arte Contemporanea
Via Panfilo Castaldi, 18
Roma

Bart Herreman. ONYRICON

Bart Herreman nasce in Belgio dove vive fino agli anni 60,
frequenta l'accademia Sint Joost di Breda in Olanda.
Si trasferisce in Italia alla fine degli anni 60 e inizia la sua carriera fotografica:
dalla moda alla fotografia di reportage, d'arredamento, architettura e still life.

Parallelamente, con l'avvento della fotografia digitale, continua la sua ricerca creando
un mondo di fantasie e surrealismo: animali e personaggi vivono all'interno
di un mondo che di volta in volta rappresenta luoghi reali resi improbabili e momenti quotidiani.

Uno dei capitoli della ricerca fotografica di Bart Herreman è "Twiga" (giraffa in lingua swahili)
che ispira il suo libro di fotografie.
Twiga lo segue in questo cammino fatto di visioni, viaggi e mondi fuori dalla realtà.
Questo capitolo ed un nuovo zoo fantastico, saranno la sua nuova personale:
ONYRICON, 30 fotografie fantasiosamente costruite.

Erik Johansson “Io non catturo momenti. Catturo idee”

In quest’epoca di photoshop, usato per camuffare e stravolgere la verità sostanziale e visiva con l’imbarbarimento estetico, molta della nostra “salvezza” può risiedere nel ricorso alla fantasia più sfrenata e poi articolata in opere d’arte, meglio se fotografiche, che dichiarino l’uso dell’onirico come antidoto, la forza dell’irreale fantastico.
Questo fa Bart Heremann, fotografo belga trapiantato a Milano, dopo anni di modelle e moda, di shoot fotografici e di architetture bellissime: traduce e compone il contenuto del sogno, gli toglie la latenza ed esaudisce il desidero proibito rendendolo pubblico.
E lo fa con un contenuto ironico, che possa essere vissuto e condiviso, lo rende storia da vivere nello stato di veglia.

Questa è la sua filosofia, che coniuga un sorprendente realismo alla finzione e all’illusione. Anche per questo è stato definito fotografo surrealista, definizione che lui non condivide ed ha ragione.
Dice l’artista:

“…Sono convinto che per creare qualcosa di surreale non siano necessari troppi artifici ma che vi si arrivi anche solo realizzando l’infinito, con un cielo o un orizzonte sciolti e lasciati scevri da dettagli superflui…”

Certamente vi è un riferimento al surreale, non nei contenuti, quanto nell’impatto visivo che le opere hanno sullo spettatore, ma, mentre i surrealisti hanno utilizzato la fotografia per spingere la realtà oltre i propri limiti, oggi, grazie all’evoluzione digitale, ciò che può sembrare un’eco surrealista in realtà è un mish-mash di psicologia, eleganza, nuova grammatica della visione, finzione e realtà senza secondi fini o bisogno di autodeterminazione. Il racconto di questi artisti contemporanei sfugge ad etichette formali, a movimenti: modificare con l’ausilio delle nuove tecnologie sì, ma evitando sterili virtuosismi e ragionamenti di appartenenza.
Un’arte dilatata che compie un servizio alla fantasia soggettiva. Poi arriva la tecnica.

Herreman pesca nel suo immenso archivio; animali, chiese ed esseri umani sono i soggetti più ricorrenti di queste 30 rappresentazioni dell’artista, il cui obiettivo non è quello di creare il normale, bensì l’ironico assurdo. Ammirando le foto si ha la sensazione, alquanto bizzarra, poiché si sta parlando di rappresentazioni fantastiche, di essere trascinati all’interno, come in un vortice, in cui la nostra immaginazione e la nostra fantasia, in quel preciso istante, trovano la più ampia valvola di sfogo. Sono racconti, non foto.

Non resta che venire a trovarci e… tuffarsi in questa pazzia creativa.
Mario Giusti

26 gennaio – 25 febbraio 2017
Inaugurazione: 26 gennaio 2017, ore 18.30
Mario Giusti HQ Headquarter
Via Cesare Correnti, 14
Milano

41ª Arte Fiera
27-30 gennaio 2017
Fruit Exhibition 5 - FRUITography
27, 28, 29 gennaio 2017
Palazzo Re Enzo
Bologna

Closer - Dentro il Reportage

Dal 27 al 29 gennaio 2017 si tiene a Bologna la prima edizione di Closer - Dentro il Reportage: un evento speciale dedicato alla fotografia sociale presso lo spazio espositivo di QR Photogallery in Via Sant’Isaia, 90.

L’obiettivo di Closer, promosso dalle associazioni Witness Journal e Terzo Tropico, è creare un appuntamento a cadenza annuale che promuova il talento di nuovi e promettenti autori che realizzano lavori di fotografia documentaria e di fotogiornalismo.

Il programma, prevede tre giorni di incontri, workshop, letture portfolio e una mostra fotografica collettiva con i lavori di cinque giovani fotografi selezionati attraverso una open call internazionale ed un lavoro scelto tra quelli pubblicati nel 2016 dalla rivista Witness Journal.

Di seguito ecco i progetti selezionati per la mostra: “Circus Festival” di Alessandra Cecchetto, “Good Morning Ghana” di Gabriele Cecconi, “Touch Ground” di Massimo Cristaldi, “Sangue Nero - Terra di Veleni” di Gaetano Fisicaro, “In Between” di Marco Panzetti, “The Endless Winter of Kashmir” di Camillo Pasquarelli.


Programma 27-29 gennaio 2017

Venerdì 27 gennaio| ore 18:00
Presentazione e inaugurazione della mostra fotografica
Partecipano Cristina Berselli, Marina Mussapi, Nicola Sacco e Alessandro Zanini
QR Photogallery - via Sant'Isaia 90, Bologna

Sabato 28 gennaio| ore 18:00
Incontro con il collettivo Terra Project e presentazione del libro LAND INC.
Modera Davide Barbera, redazione Witness Journal
QR Photogallery - via Sant'Isaia 90, Bologna

Domenica 29 gennaio| dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00
Lettura portfolio a cura della fotografa Isabella Balena, della redazione di Witness Journal e dei curatori di QR Photogallery
QR Photogallery - via Sant'Isaia 90, Bologna


WORKSHOP

Sabato 28 e domenica 29 gennaio | dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00
“Fotogiornalismo e nuovi media”
Federico Bernini, fotogiornalista e responsabile fotografi dell'agenzia LaPresse
Giulio Di Meo, fotografo e Presidente dell’associazione Witness Journal
Amedeo Novelli, fotogiornalista e Direttore responsabile della rivista Witness Journal
Il programma completo su questa pagina.

Domenica 29 gennaio | dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00
“Fotogiornalismo e Instagram: in viaggio col cellulare” con il fotografo Francesco Zanet
Per info sui workshop e prenotazioni: formazione@witnessjournal.com

27-29 gennaio 2017
Inaugurazione: venerdì 27 gennaio 2017, ore 17
QR PHOTOGALLERY
via Sant'Isaia, 90 
Bologna

“Soul” y Sombras di Fulvio Bugani (Leica Oskar Barnack 2016)

Una mostra fotografica per Art City White Night 2017: “Soul” y Sombras

Per la notte bianca dell’arte a Bologna, in occasione di Arte Fiera, presentiamo la mostra “Soul” y Sombras del fotografo Fulvio Bugani. In anteprima italiana nella sua versione integrale, questo lavoro su Cuba che nasce da un lungo progetto di ricerca iniziato nel 2009, è stato recentemente premiato al prestigioso concorso internazionale Leica Oskar Barnack 2016 e pubblicato sulla rivista dedicata – LFI Special Edition.

L’autore rappresenta la parte più nascosta dell’Isola Caraibica, che spesso sfugge ad uno sguardo distratto e “vacanziero”, per metterne in luce, attraverso un uso creativo di luci e ombre, le profonde spaccature e le mille sfaccettature dei Cubani, che lui stesso definisce il vero “monumento” del paese.

L’obiettivo di questo lavoro è quello di descrivere un mondo misterioso, libero ma allo stesso tempo ingabbiato, fatto di ritmo, passione e forti contrasti, rappresentando suggestive scene di vita quotidiana in cui la luce diventa un tratto fondamentale dello scatto, essendone sia il protagonista che il mezzo espressivo per catturare la complessa anima di Cuba.

Le ombre profonde sono, a loro volta, utilizzate come attori immaginari, metafore di quel lato sfuggente dell’isola che è difficile da afferrare. Una sorta di altro mondo, non così visibile ma costantemente presente.

sabato 28 gennaio 2017, ore 19-24.00
Arte Fiera Bologna 2017
Studio Foto Image
primo piano di Palazzo Filicori
via Delle Belle Arti, 19
Bologna

1999 Iacopo Pasqui

Iacopo Pasqui, classe 1984, fotografo documentarista e artista emergente, pubblicato da L’Espresso, Vice e The Smart View, espone il suo ultimo lavoro fotografico 1999 a Bologna in occasione di Set Up + 2017, presso la galleria Piedàterre Studio, a cura di Matilde Piazzi. 1999 è stato recentemente edito dalla casa editrice indipendente Witty Kiwi e sarà possibile acquistarlo in galleria. 

Venerdì 27 gennaio 2017 dalle 19:30 avrà luogo il vernissage alla presenza dell’artista Iacopo Pasqui e dell’editore Tommaso Parrillo per booksigning e confronti

“Dal febbraio 2015, per circa un anno, Iacopo Pasqui ha documentato la vita di un gruppo di  adolescenti nati sul finire del millennio: il 1999. 
L’osservazione di una stagione di passaggio si traduce in immagini che parlano due lingue: quella più  distaccata del fotografo che guarda e una, più coinvolta, dell’uomo adulto che ricorda la sua stessa  adolescenza. 
Quello che era cominciato come un viaggio alla ricerca delle differenze generazionali si risolve invece nella scoperta dell’universalità delle età dell’uomo. 
Le mutazioni a cui assistiamo sono le stesse che abbiamo vissuto noi e che vivranno le future  generazioni, per sempre: l’iniziazione dell’amore, la ritualità dell’estate, la divina certezza di una eterna  amicizia. 
La delicatezza dello sguardo di Iacopo Pasqui resta fedele al tema osservato, dimostrandosi  sguardo adulto, maturo, senza mai diventare freddo e distaccato, accettando il rischio di  lasciarsi travolgere. 
Ed è proprio qui che pulsa la forza di 1999; qui, sul confine mai chiaro dell’origine dello sguardo. 
Chi sta guardando chi? 
Chi sono questi ragazzi? 
Chi diventeranno? 
E noi, chi siamo diventati?” 
a cura di Matilde Piazzi 

27-29 gennaio 2017
Inaugurazione + booksigning: venerdì 27 geNnaio 2017, ore 19.30-22.00
PIEDàTERRE
Via Rolandino 1
Bologna

Alberto Selvestrel. Rettangoli colorati

Il 28 gennaio prende il via la stagione 2017 del Museo a cielo aperto di Camo e lo fa partendo col progetto "The new generation" (nuove generazioni al museo). Quest'anno tocca ad Alberto Selvestrel ad inaugurare il progetto nato per dare spazio ai giovani artisti italiani. Selvestrel nato a Torino nel 1996 (residente a Cuneo dove frequenta l’ Accademia di Belle Arti) presenterà le sue originali fotografie scattate in Italia nel 2016.
Fotografie che il promettente artista definisce con due semplici parole "rettangoli colorati". Da un lato perché ritiene che questi termini riassumano l’ estetica e il concetto alla base dei suoi elaborati, dall'altro perché la semplicità di queste due parole è riconducibile al suo percorso di ricerca nelle forme e nei colori per trasmettere messaggi e sensazioni più complesse.

Sabato 28 gennaio verrà poi presentata l'intera stagione artistica del MCA che vedrà nel mese di Marzo (25 e 26), in occasione della giornata mondiale della poesia, la terza edizione di Prima Vera Regia, rassegna di arti contemporanee, poesia, performances pittoriche e nuove acquisizioni, nel mese di giugno, in occasione della Walking&art, (18 giugno) lungo i sentieri del percorso si incontreranno interventi di Land Art (arte legata al territorio)e nei mesi estivi tornerà poi #Costruzioni la residenza creativa che vedrà gli artisti risiedere nel nostro territorio di langa.
Nell'arco dell'anno continueranno inoltre le iniziative di collaborazione culturali con altre realtà locali al fine di promuovere l'arte contemporanea. Già in programma a metà aprile un evento a Neive e a fine luglio a Somano.

28 gennaio - 28 febbraio 2017
Inaugurazione: sabato 28 gennaio 2017, ore 17.30
Museo a cielo aperto di Camo
Pinacoteca Civica CAMO (CN)
Piazza Municipio 1
Camo (CN)

Jason Shulman - Fast Forward (The Trilogy of Silence, Chapter I)

Scultore e fotografo eclettico di fama internazionale, Jason Shulman arriva per la prima volta in Italia, dopo diverse collaborazioni con artisti del calibro di Marc Quinn. Shulman inaugura il 28 gennaio, alla White Noise Gallery di Roma, la mostra fotografica Fast Forward, capitolo 1 della Trilogia del Silenzio, progetto espositivo in 3 tappe curato da Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti.

Artista che ama utilizzare il metodo empirico proprio della scienza, Shulman comprime le centinaia di migliaia di frame di un film in un’unica immagine fotografica attraverso lunghissime esposizioni dell’obiettivo.

A Roma presenta 13 fotografie a grande formato che condensano l’America di Sergio Leone (Per un pugno di dollari), l’orrore di Dario Argento e Mario Bava (Suspiria, Inferno, I 3 volti della paura, Diabolik), ma anche l’Italia piena di inquietudine raccontata dai maestri del cinema dagli anni ‘60 a oggi, da Visconti (Il Gattopardo) a Sorrentino (La grande bellezza), da Tinto Brass (Caligola) a Pasolini (Salò o le 120 giornate di Sodoma e Il Vangelo secondo Matteo).

La scelta delle opere viene effettuata su criteri puramente estetici, mentre la dominante di colore che emerge in ognuna delle sue opere collega immediatamente lo spettatore alla propria conoscenza del regista e del relativo immaginario. Se, ad esempio, la dominante ocra rimanda alla polvere del vecchio west di Sergio Leone, la dominante rosa rimanda subito ai fenicotteri ricorrenti nelle sequenze de La grande bellezza di Sorrentino.
Le scene del film si sovrappongono, l’audio sparisce, il movimento viene condensato e la logica del racconto perde di significato in favore di un’impressione del tutto emotiva. Esperimenti visuali che diventano composizioni astratte in cui per comprendere il tutto bisogna rinunciare al dettaglio.
Dal punto di vista estetico uno dei riferimenti di Jason Shulman è sicuramente Gerhard Richter ma l’artista inglese condivide con l’Arte Processuale degli anni ‘70 la stessa fascinazione per l’imprevedibilità: come uno scienziato, non è mai certo del risultato che un particolare film produrrà sulla macchina e non è in grado di definire aprioristicamente se l’esperimento avrà successo o meno.

Come il rumore bianco (il “white noise”) è il suono più vicino al silenzio assoluto perché copre tutte le frequenze udibili simultaneamente, così le immagini di Shulman sono, nel loro essere dense, al contempo incredibilmente caotiche ed assolutamente silenziose.

Capitolo 1
Jason Shulman – Fast Forward
28 gennaio – 25 marzo 2017

Capitolo 2
Lee Madgwick – Stand-By
8 aprile – 31 maggio 2017

Capitolo 3
Mar Hernández – Rewind
14 giugno - 31 luglio 2017

Comprimere un intero film in un’unica immagine. Dipingere il mondo come se l’umanità fosse, improvvisamente, scomparsa nel nulla. Rappresentare lo spazio attraverso le tracce di una presenza passata. E’ la Trilogia del Silenzio, nuovo progetto espositivo declinato in tre mostre in programma dal 28 gennaio al 31 luglio alla White Noise Gallery di Roma, con la curatela di Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti.
L’impossibilità fisica di creare l’assenza genera da sempre una fascinazione irrisolta. Nel celeberrimo brano 4’33” di John Cage, infatti, il silenzio degli strumenti acquistava senso in relazione al rumore variabile del pubblico, perché il vuoto e il silenzio sono pura astrazione e più si tenta di raggiungerli, più emerge il loro opposto.

3 artisti internazionali, 3 mostre personali, 3 linguaggi differenti riuniti in un’unica traiettoria di pensiero: raccontare l’umanità attraverso la sua assenza con l’obbiettivo di creare il Silenzio. Questa la sfida raccolta da Jason Shulman, Lee Madgwick e Mar Hernàndez con Fast Forward, Stand-By e Rewind, titoli delle rispettive mostre e uniche condizioni in cui il suono esiste ma non può essere percepito.

Come un lungo videotape regolato da questi comandi, la Trilogia del Silenzio inaugura il 28 gennaio con “Fast Forward”, personale fotografica dell’artista inglese di fama internazionale Jason Shulman, capace di comprimere migliaia di frame di film cult in un’unica fotografia. Il progetto prosegue l’8 aprile con “Stand-by” in cui il mondo viene congelato in un’eterna istantanea nei dipinti del britannico Lee Madgwick, e si chiude il 14 giugno con “Rewind” dell’artista spagnola Mar Hernàndez, che, con le sue opere tra disegno, incisione e fotografia, rappresenta la realtà attraverso le tracce fantasmatiche di un passato che non esiste più.

Orari: Mar-Ven 12:00-20:00 / Sab: 16:00-20:00
Ingresso libero

28 gennaio - 25 marzo 2017
Inaugurazione: 28 gennaio, ore 18.30
White Noise Gallery
via dei Marsi, 20/22
Roma

Contemporary Cluster #02 feat. Mustafa Sabbagh
28 gennaio - 15 aprile 2017
Inaugurazione: sabato 28 gennaio 2017, ore 18-21
Contemporary Cluster
presso la nuova sede del Cohouse Pigneto
via Casilina Vecchia, 96/C
Roma