Brescia Photo Festival: People, grandi fotografi e 70 anni di Magnum Photos

Il Brescia Photo Festival inquadra la comunità umana e festeggia i primi 70 anni di Magnum Photos, con il ricco programma di mostre, incontri, proiezioni ed eventi

Il panorama di festival nazionali di respiro internazionale si prepara ad inaugurare il Brescia Photo Festival, con una prima edizione "People", dedicata alla rappresentazione della comunità umana e un ricco programma ad alto tasso di fotogiornalismo e reportage, pronto a spaziare dalla prima mondiale di un inedito di Steve McCurry, a mostre, incontri, proiezioni ed eventi per i primi 70 anni di Magnum Photos, mentre un nuovo Premio Internazionale intitolato a Mario Dondero premierà i reportage inediti a tema sociale.

La città della Franciacorta orfana della Biennale Internazionale di Fotografia, ma non del legame con la fotografia, coltivato da molteplici iniziative pubbliche e private, si prepara quindi ad ospitare un progetto inclusivo, in grado di portate mostre, workshop, incontri e dibattiti con grandi fotografi e realtà del settore, dal Museo di Santa Giulia e gli spazi dell’ex-tribunale del MO.CA., alle gallerie e gli spazi privati del circuito del "Festival il città" (elenco alla fine della segnalazione), mentre il Cinema Eden dedica un ciclo di film documentari alle biografie di grandi fotografi.

Brescia Photo Festival al Cinema

In occasione della prima edizione del BRESCIA PHOTO FESTIVAL e delle mostre organizzate presso il Museo di Santa Giulia e Ma.Co.f. - Centro della fotografia italiana, il Nuovo Eden propone una rassegna dedicata ai grandi reporter, internazionali e italiani, che hanno fatto la storia della fotografia e del fotogiornalismo.
Esponenti della leggendaria Magnum Photos, fondata nel 1947, si alterneranno ad alcuni dei miti della fotografia italiana.
Con Magnum si percorrerà un viaggio di più` di sessant’anni di storia, dal crollo delle Torri Gemelle di Steve McCurry al ritratto di Muhammad Ali di Thomas Hoepker; dalle proteste di Piazza Tienanmen fotografate da Stuart Franklin all’era gloriosa dei Beatles raccontata dai ritratti di David Hurn fino agli scatti rubati di Nixon e Krusciov, Marilyn Monroe, Margaret Thatcher, Miles Davis.
Foto iconiche e tante storie, storie dei “contatti” tra i fotografi e i loro soggetti. Storie raccontate dalle foto stesse e dalla voce dei loro creatori. Centinaia di scatti che hanno preceduto o seguito l’immagine scelta, che spesso fisserà un momento storico nella memoria collettiva.

Accanto ai racconti internazionali, le firme più celebri e acclamate del panorama fotografico italiano contemporaneo: da Basilico a Fontana, passando per Berengo Gardin e Scianna, raccontate in una serie di documentari per la regia di Giampiero d'Angeli. Poi un appuntamento speciale dedicato a Mario Dondero: la proiezione del documentario Calma e gesso di Marco Cruciani in occasione del Premio Dondero indetto da Ma.co.f. che verrà consegnato l’8 luglio 2017. Racconti per immagini, racconti di immagini. La grande fotografia al cinema.

Mercoledì 8 marzo, ore 21
THOMAS HOEPKER – MUHAMMAD ALI
Ha appena 24 anni ed è già una leggenda dello sport. Ha conquistato la cintura di campione mondiale dei pesi massimi di pugilato e l’ha difesa strenuamente, mettendo a tappeto un avversario granitico come Sonny Liston. È una figura di incredibile carisma, simbolo di rivalsa per un’intera generazione; mette la sua fama a servizio di tenaci battaglie per l’emancipazione e l’uguaglianza, diventando ben presto un campione in difesa dei diritti umani. Muhammad Ali è, nel 1966, l’uomo del momento. A evocare quei giorni il reporter tedesco Thomas Hoepker, autore con la propria Leica di una delle immagini simbolo del XX secolo. Ali guarda dritto in camera e sferra uno dei suoi portentosi diretti destri: il pugno si ferma a pochi millimetri dalla lente, restando impresso sulla pellicola con tutta la carica adrenalinica di uno strepitoso gesto sportivo.
GUY LE QUERREC – MILES DAVIS
Sotto l’occhio attento della sua macchina fotografica sono passati tutti i più grandi. La regale Nina Simone e l’incontenibile Ray Charles; il nodoso Bill Evans, piegato in pose surreali sulla tastiera del pianoforte e l’inafferrabile Herbie Hancock. Guy Le Querrec ha dedicato gran parte della sua vita professionale ai giganti del jazz: provando a carpirne l’anima, l’essenza, la spiritualità. Stabilendo una silenziosa e fortissima complicità con ognuno di loro. In particolare con Miles Davis. Sono scatti unici quelli raccolti dal fotografo francese, che cattura sulla propria pellicola smorfie e impressioni, la fatica e l’estasi di un instancabile atleta della musica.
DAVID HURN – THE BEATLES
Il fotografo che ha scattato una delle più storiche foto dei Beatles era più interessato a scattare foto alle orde di fans che li assediavano e li circondavano. Prevedendo se una foto del gruppo di Liverpool fosse più adatta per Vogue o per un’altra rivista, ritagliava inquadrature per un altro nuovo simbolo dell’epoca: i fans appassionati e in deliro, insomma la Beatlesmania.
Una carriera che spazia dagli scenari di guerra in Ungheria, fino al festival dell’Isola di White.
Un uomo appassionato che per prima cosa crede nelle fotografie e nel loro valore. La sua passione è stata poi la leva per risvegliare un fotografo dalla grande sensibilità e umanità.

Durata totale proiezioni: 90’

Mercoledì 19 aprile, ore 21
GABRIELE BASILICO: LO SPAZIO, LA CITTA’ E IL PAESAGGIO CONTEMPORANEO
Documentario. 51’
Da Milano alla Francia, da Beirut alla Silicon Valley, dal porto di Genova a Mosca, Gabriele Basilico ci spiega come la “lentezza dello sguardo” sia fondamentale per comprendere e dare un senso ai luoghi. Basilico racconta se stesso e il proprio lavoro, di come le sue fotografie mettano al centro lo spazio, senza pregiudizi.
FERDINANDO SCIANNA: LA DIMENSIONE LETTERARIA DELLA FOTOGRAFIA COME MEZZO PER RIFLETTERSI NEL MONDO
Documentario. 52’
Nel film dedicato a Ferdinando Scianna, il fotografo scava nella camera oscura della memoria attraverso le sue stesse fotografie e ritorna in Sicilia, dove incontra e fotografa dopo vent’anni la sua musa, la top model Marpessa. Scianna rivela come la fotografia non sia per lui soltanto un modo di vedere, ma anche di specchiarsi nel mondo, di sentire e di pensare la vita.

Mercoledì 17 maggio, ore 21
BRUCE GILDEN – YAKUZA
Capelli impomatati, eleganti cappotti, pose esibite che ostentano arrogante sicurezza. Sigarette all’angolo della bocca, smorfie da duri: sguardi sferzanti e taglienti, minacciosi. L’iconografia è quella del classico mafioso, costruita con calcolo preciso. Quasi si trattasse di una farsa, del set di un film di Martin Scorsese. E invece è tutto vero. Il linguaggio del corpo comunica violenza, dramma. Ma anche la perversa ammirazione per modelli altri, lontani anni luce dalla propria cultura. Non siamo in uno sperduto paese della Sicilia e nemmeno tra le vie di Little Italy. Ma a Tokyo, nei meandri di una malavita tra le più sanguinarie al mondo.
Un cortocircuito documentato con straordinaria potenza dagli scatti di Bruce Gilden, che si sposta nel sottobosco di una società sommersa, che vive secondo regole che sfuggono alla morale comune.
ELLIOTT ERWITT – NIXON/KRUSCIOV
Mosca, Sokolniki Park. È il 24 luglio 1959. Ad incontrarsi non sono solo due leader politici: ma due sistemi di pensiero, due filosofie, due idee di vita diametralmente opposti. Da un lato Richard Nixon, all’epoca vice-presidente degli Stati Uniti, alfiere di una nazione lanciata nella fase del più espansivo e dirompente consumismo capitalista. Dall’altro Nikita Chruscëv, autorevole e autoritario leader dell’Unione Sovietica, orgoglioso portabandiera del modello comunista.
La cornice è quella surreale, ma in fondo altamente significativa della National American Exhibition, tentativo di avvicinamento tra i due blocchi in forma di fiera campionaria.
Un evento che ha segnato in modo decisivo il fluire della Storia. E che si è trasformato in icona della contemporaneità grazie all’occhio magico di Elliott Erwitt.
PETER MARLOW – MARGARET THATCHER
È stata l’unica donna ad aver ricoperto il ruolo di primo ministro della Gran Bretagna. Ha preso per mano il suo Paese in un momento di gravissima crisi economica e, dunque, in un periodo di forti tensioni sociali: ha tenuto la barra del timone a tutta dritta, con un’autorevolezza che non ha mancato di trascendere nell’autoritarismo. Carattere deciso, scelte difficili quelle assunte da Margaret Thatcher. La Lady di Ferro.
A raccontare il carattere di Margaret Thatcher è Peter Marlow che ha viaggiato in Giappone e negli Stati Uniti, in Francia e ai Caraibi. Ma il suo soggetto preferito resta l’amata Gran Bretagna. Marlow è stato testimone delle battaglie dell’IRA a Belfast e attento osservatore della quotidianità inglese, ma soprattutto discreto e intenso ritrattista degli inquilini del civico dieci di Downing Street.

Durata totale proiezioni: 90’

Mercoledì 7 giugno, ore 21
FRANCO FONTANA: IL COLORE E L’EMOZIONE COME MEZZI DI INTERPRETAZIONE E DI CONOSCENZA
Documentario. 43’
Franco Fontana si racconta immergendosi nella città e nel paesaggio, che trasforma in spazio interiore dando alle forme, alla materia e alle ombre una forte potenza emotiva. Per lui il colore è sensazione filosofica, emozione, interpretazione e mezzo di conoscenza. Lasciando da parte ogni tentativo di narrazione e di descrizione, il suo lavoro mira a scuotere le abitudini mentali che rendono cieco il nostro sguardo.
GIANNI BERENGO GARDIN: I REPORTAGES E LE TRASFORMAZIONI DELLA NOSTRA SOCIETA’
Documentario. 55’
A partire dalla sua Venezia, Berengo Gardin rievoca i momenti vissuti e i suoi tanti reportage, come quelli sugli ospedali psichiatrici, il movimento del 1968, gli zingari. Da oltre cinquant’anni, il fotografo racconta con sguardo onesto e partecipe la trasformazione del nostro Paese e della società contemporanea, sempre con profondo rispetto e mettendo sullo stesso piano l’occhio, il cuore e la mente.


Mercoledì 21 giugno, ore 21
STUART FRANKLIN – PIAZZA TIENANMEN
Beirut, 1983. Sul fronte del terribile scontro militare tra l’esercito israeliano e i guerriglieri dell’OLP. Bruxelles, 1985. Tra i sopravvissuti della tragedia dello stadio Heysel. Honduras, 1986. Perso nella giungla, nei meandri di una sanguinosa guerra civile che procede senza esclusione di colpi. Non c’è evento della Storia recente che non abbia conosciuto gli scatti di Stuart Franklin, tra i più grandi fotoreporter in attività.
Decine le immagini grazie alle quali Franklin ha consegnato all’eternità fatti, volti, persone. Le più emozionanti risalgono senza dubbio alla primavera del 1989. La morte di Hu Yaobang, tra i più fermi sostenitori della necessità di rinnovamento del Partito Comunista Cinese, spinge centinaia di studenti, intellettuali e semplici operai a scendere per le strade di Pechino: la protesta gonfia a vista d’occhio, nella richiesta al regime di maggiori libertà.
Stuart Franklin è a Piazza Tienanmen. La concitazione di quei giorni è raccontata nel suo straordinario lavoro di documentazione.

ABBAS ATTAR – RIVOLUZIONE IRANIANA
Non c’è tensione internazionale, rivolta o movimento popolare che – a partire dagli Anni Settanta – non abbia documentato. Raccontando attraverso le sue straordinarie fotografie la guerra del Vietnam e la strenua battaglia contro l’apartheid in Sud Africa, il dramma del Biafra e le tensioni in Irlanda del Nord. Quando gli animi si sono accesi nel suo Iran, teatro della rivoluzione khomeinista, non ha potuto fare a meno di imbracciare la reflex. E scattare.
Abbas Attar è stato lucido testimone della nascita del regime degli ayatollah, evento di portata globale.
Per Abbas il momento clou di quella confusa stagione è segnato dall’occupazione dell’ambasciata americana a Teheran, simbolo della contrapposizione tra il nascente regime islamista e le ingerenze dell’Occidente nella politica dell’area mediorientale.

STEVE MCCURRY – 11 SETTEMBRE
Steve McCurry, uno dei maestri più acclamati a livello internazionale, coglie il momento drammatico dove i destini della gente, e l'atmosfera della situazione, sono messi a fuoco. Racconterà agli spettatori come il fotografo riesce a trovare il punto di contatto fra lui e il soggetto, in particolar modo in rapporto alla vicenda dell’11 settembre. Le immagini che realizza a Ground Zero sono un testamento per l’eroismo dei cittadini di New York, «Si sentiva – afferma McCurry – l’orrore e subito, istintivamente ho capito che la nostra vita non sarebbe stata mai più la stessa».
Durata totale proiezioni: 90’

Mercoledì 5 luglio, ore 21
CALMA E GESSO
Di Marco Curciani. Documentario. 130’
Scorrono immagini di città, luoghi, donne e uomini, storie partigiane, storie incredibili, storie vere.Scorrono foto in bianco e nero e diapositive a colori. Scorrono strade e paesaggi.
Siamo in viaggio con uno dei grandi maestri del fotogiornalismo mondiale e il documentario è un tentativo di raccontare l'avventurosa storia del fotoreporter Mario Dondero attraverso il suo presente in continuo movimento. Un percorso di quasi cinque anni trascorsi al fianco del fotografo seguendo le sue ricerche, le sue mostre, inaugurazioni, conferenze, premiazioni, eventi vari e semplici passeggiate.
Da Corrado Stajano a Ermanno Rea, da Gianni Berengo Gardin a Uliano Lucas, da Vinicio Capossela a Don Andrea Gallo, in tanti nel film proveranno a raccontarcelo pieni di stima e grande amicizia, ma Mario è come sempre inafferrabile e sta già puntando verso una nuova meta con la sua Leica in spalla, perché sa benissimo che ci sarà sempre un prossimo futuro da non dimenticare.

Informazioni:
Ingresso: 3,00 euro

Nuovo Eden
Via Nino Bixio, 9
25122 Brescia
www.nuovoeden.it
info@nuovoeden.it
030.8379404

Il Museo di Santa Giulia, aperto ad ospiti di levatura internazionale, ospita la prima di "Leggere", inedita produzione made in Brescia dello Steve McCurry, in mostra con la curatela di Biba Giacchetti e i contributi letterari di Roberto Cotroneo, prodotta da Fondazione Brescia Musei e Civita Mostre e realizzata in collaborazione con SudEst57, con un progetto di allestimento dello scenografo Peter Bottazzi.

Steve McCurry però è solo uno dei fotografi della celebre agenzia Magnum Photos, giunta a festeggiare i suoi primi 70 anni di sguardi sul mondo, anche in Italia e al Santa Giulia, con mostre-evento e diverse iniziative, analogamente a Camera – Centro Italiano della Fotografia di Torino e il Museo del Violino di Cremona che ha già ospitato la mostra su La nascita di Magnum.

"Magnum First", giunge per la prima in Italia, negli spazi del Santa Giulia fino al 3 settembre, con le stampe vintage in bianco e nero della prima mostra del gruppo Magnum "Gesicht der Zeit", presentata tra il giugno 1955 e il febbraio 1956 in cinque città austriache e poi dimenticate in una cantina di Innsbruck dal 1956 al 2006.

In mostra ci saranno le 83 fotografie in bianco e nero, montate su pannelli di varie dimensioni, scattate da Robert Capa (Festival in the Basque country, 1952 - 3 stampe) Marc Riboud (Dalmatia, 1951 - 9 stampe) Werner Bischof (Photographic Diary, 1952-1954 -6 stampe), Henri Cartier-Bresson (Gandhi’s funeral, 1948 - 17 stampe), Ernst Haas (Land of the Pharaons, 1954 - 12 stampe), Erich Lessing (Austria, Viennese children, 1954 - 10 stampe), Jean Marquis (Hungary, 1954 - 10 stampe), Inge Morath (London, Mayfair, 1954 - 9 stampe), con 2 casse (vuote) originali del 1956.

"Magnum – La première fois" a cura di François Hébel, presentata una sola volta nel 2012 a Les Rencontres d'Arles, porta contemporaneamente nella stessa sede, stampe originali e proiezioni dei servizi che hanno reso celebri 20 grandi fotografi Magnum.

Magnum. La première fois – La prima volta
Brescia, Museo di Santa Giulia
7 marzo – 3 settembre

MEXICO. Ciudad Madero. 1983.
ph: Alex Webb Ciudad Madero, Mexico. 1983 © Alex Webb/Magnum Photos

Saranno gli spazi della Camera di Commercio di Brescia ad ospitare per la prima volte le proiezioni di Brescia Photos, i tre reportage dedicati alla città d'arte e cultura ed il suo territorio, realizzati nel 2003 dai reporter Magnum Harry Gruyaert, Alex Majoli e Chris Steele-Perkins.

Il comitato scientifico del Ma.Co.f (Centro Italiano di Fotografia), presieduto da Gianni Berengo Gardin, privilegia la Fotografia Italiana guardando "Nel mirino della storia", la prima antologia mai realizzata sul lavoro del fotogiornalista Caio Mario Garrubba, ospita contemporaneamente al MO.CA., un’antologica di circa 200 immagini di Uliano Lucas.

Saranno Gianni Berengo Gardin, Uliano Lucas, Maddalena Dondero, Renato Corsini, Walter Guadagnini e Gianluigi Colin, ad esaminare i reportage inediti a tema sociale "dalla parte dell’uomo" del nuovo Premio Internazionale per la fotografia intitolato a Mario Dondero.

La prima edizione del Brescia Photo Festival è promossa e organizzata dalla Fondazione Brescia Musei e Macof-Centro della fotografia italiana, con il sostegno del Comune di Brescia, MO.CA. e della Fondazione Asm, con la collaborazione di Silvana Editoriale e Laba.

Brescia Photo Festival 2017

La settimana del Festival
7-12 marzo 2017
inaugurazioni, eventi e incontri

Il festival in città
7 - 12 marzo 2017
Nelle Gallerie D'Arte di Brescia

Museo Santa Giulia
7 marzo - 3 settembre 2017
Steve Mc Curry, Leggere
Magnum First
Magnum, La premiére fois
Via dei Musei, 81/b

Ma.Co.f Centro Italiano Fotografia
7 marzo - 3 settembre 2017
Uliano Lucas
Caio Mario Garruba
Mille Miglia, il mito della velocità (dopo il 12 marzo)
Via Moretto, 78

Camera di Commercio
7 marzo - 3 settembre 2017
Magnum Brescia Photo
Via Luigi Einaudi, 23

Brescia Photo Festival: Incontri con grandi maestri della fotografia


In occasione del Brescia Photo Festival
l’opportunità di un contatto diretto con i grandi maestri della fotografia
8 conferenze
1 workshop esclusivo
Per un Festival condivisione, diffuso in città.

Il festival prevede due sedi principali, il Museo di Santa Giulia e il MO.CA. dove saranno radunate le grandi mostre. Un ruolo importante avrà anche il “Il Festival in città” con un ricco programma di esposizioni nelle gallerie e in altri spazi privati della città. In questo contesto non potevano mancare gli incontri con i grandi fotografi, anch’essi diffusi su tutta la città.

Ulteriori informazioni ed immagini: www.studioeseci.net

CONFERENZE CON I FOTOGRAFI

MERCOLEDÌ 8 MARZO PRESSO MO.CA. – VIA MORETTO 78, BRESCIA
FRANCESCO CITO – 18:00
Francesco Cito, è nato a Napoli il 5 maggio 1949, interrotti gli studi si trasferisce a Londra nel 1972 per dedicarsi alla fotografia. L'inizio in campo fotografico avviene con l'assunzione da parte di un settimanale di musica pop-rock (Radio Guide mag.). Esplorando l'Inghilterra fotografa i concerti e vari personaggi del mondo della musica leggera. In seguito, divenuto fotografo free-lance, inizia a collaborare con The Sunday Times, che gli dedica la prima copertina per il reportage "La Mattanza". Successivamente collabora anche con L'Observer mag.

GIOVEDÌ 8 MARZO - PRESSO AUDITORIUM SANTA GIULIA – VIA PIAMARTA 4, BRESCIA
JASON SCHMIDT – 21:00 -ENGLISH
Jason Schmidt è un fotografo americano, noto per i suoi ritratti di artisti e personaggi del mondo della cultura. Durante gli ultimi vent’anni Jason Schmidt ha perseguito un ambizioso progetto fotografico, ritraendo oltre cinquecento tra i più importanti artisti internazionali a lui contemporanei. La maggior parte delle sue fotografie sono conservate nella raccolta “Artists” che include un ampio ventaglio di ritratti di artisti quali John Baldassarri, Maurizio Cattelan, ed emergenti come Ryan Trecartin e Servane Mary.

VENERDÌ 10 MARZO - PRESSO AUDITORIUM SANTA GIULIA, VIA PIAMARTA 4, BRESCIA
MONIKA BULAJ – 21:00
Monika Bulaj è nata in Polonia dove ha studiato filologia polacca all'Università di Varsavia, si è stabilita in Italia dal 1993. Nel 1985 ha cominciato a fare le sue prime ricerche in Polonia sulle minoranze etniche e religiose e in particolare sui Lemki, la memoria ebraica e gli zingari. Ha poi spostato il suo campo di ricerca nell'Europa orientale, nel Caucaso, in Medio Oriente, in Africa settentrionale, nell’altipiano iranico, in Asia centrale e in Russia. Nel 2014 ha ricevuto il Premio Nazionale Nonviolenza per la sua attività di fotografa, reporter e documentarista, capace di mettere in luce l'umanità esistente nei confini più nascosti eppure evidenti della terra.

SABATO 11 MARZO, PRESSO MO.CA. – VIA MORETTO 78, BRESCIA
NINO MIGLIORI – 16:00
Nino Miglioro inizia a fotografare nel 1948, nell’immediato dopoguerra si avvicina al circolo fotografico Bolognese e inaugura un’intensa attività che si svilupperà sempre su differenti paralleli canali di ricerca. Fin dall'inizio il suo operare è ricco di molteplici esplorazioni: sperimentazione, fotografia formalista, realista, muri cioè temi, soggetti, motivi, linee di ricerca che in parte continueranno a caratterizzare il suo lavoro sino ad oggi. Ad una produzione fotografica vicina alla straight Photogaphy affianca infatti, già dal 1948, sperimentazioni come le "Ossidazioni", i "Pirogrammi", i “Clichés verres”, che ne fanno uno dei più interessanti autori post Bauhaus della fotografia mondiale. Negli anni cinquanta insieme agli amici Tancredi, Emilio Vedova frequenta il salotto di Peggy Guggenheim a Venezia ed è a quegli incontri che trova sostegno e affinità culturale.

SABATO 11 MARZO, PRESSO MO.CA. – VIA MORETTO 78, BRESCIA
ULIANO LUCAS – 18:00
Noto per aver realizzato per decenni reportage per importanti giornali e riviste italiane, dopo il sessantotto, documenta con ampi servizi la realtà e le contraddizioni del proprio tempo. Sono noti anche i suoi reportage su scenari di guerra: dal Portogallo del dittatore António de Oliveira Salazar alle guerre di liberazione in Africa, dell'Angola alle cruente e spietate guerre jugoslave, con reportage sulle martoriate Mostar nel 1992 e Sarajevo nel 1993.

DOMENICA 12 MARZO, PRESSO MO.CA. – VIA MORETTO 78, BRESCIA
GIANNI BERENGO GARDIN – 16:00
Ha iniziato dal 1954 ad occuparsi di fotografia. Inizia la sua carriera di fotoreporter nel 1965, quando lavora per Il Mondo di Mario Pannunzio. Negli anni a venire collabora con le maggiori testate nazionali e internazionali come Domus, Epoca, Le Figaro, L'Espresso, Time, Stern.
Il suo modo caratteristico di fotografare, il suo occhio attento al mondo e alle diverse realtà, dall'architettura al paesaggio, alla vita quotidiana, gli hanno decretato il successo internazionale. Molte delle più incisive fotografie pubblicitarie utilizzate negli ultimi cinquant'anni provengono dal suo archivio.
Berengo Gardin ha esposto le sue foto in centinaia di mostre in diverse parti del mondo: il Museum of Modern Art di New York, la George Eastman House di Rochester, la Biblioteca Nazionale di Parigi, gli Incontri Internazionali di Arles, il Mois de la Photo di Parigi, le mostre dei centri commerciali FNAC.

DOMENICA 12 MARZO, PRESSO MO.CA. – VIA MORETTO 78, BRESCIA
FRANCO FONTANA – ORE 18:00
Franco Fontana inizia a fotografare nel 1961. Frequentatore dei "Fotoclub", la sua attività è prevalentemente amatoriale, anche se svolge ricerche estetiche su vari temi. Molto rilevanti saranno le ricerche dedicate all'espressione astratta del colore, svolte in un periodo in cui l'astrattismo in fotografia era da ricercarsi esclusivamente nel bianco e nero.
Nel 1963 espone alla Terza Biennale Internazionale del Colore a Vienna; l'anno dopo Popular Photography gli pubblica, per la prima volta, un portfolio con testo di Piero Racanicchi. Tiene le prime esposizioni personali nel 1965 a Torino (Società fotografica Subalpina) e nel 1968 a Modena (Galleria della Sala di Cultura). L'esposizione nella città natale segna una svolta nella sua ricerca.
La sua complessa attività e il rilievo internazionale della sua produzione possono essere compendiati in alcune cifre.

E ANCORA...

DURATA: SABATO 11 MARZO – DOMENICA 12 MARZO
PRESSO “LA STANZA DELLE BICICLETTE” - VIA DELLE BATTAGLIE 12, BRESCIA
MONIKA BULAJ – “LA SCRITTURA CREATIVA E NON-FICTION DEL REALE”, WORKSHOP

Mettersi in discussione, con al centro l’attenzione pura, quasi infantile, profondamente intuitiva, alla realtà. La fotografia è per me una questione di impegno, di pratica, di meditazione, di sensibilità e di pazienza. Partire dalla base, dai punti cardinali dell’immagine: il Tempo e lo Spazio, in senso filosofico, visivo e tecnico. Come ritagliare, inquadrare, selezionare il reale, quindi dello Sguardo,
della soggettività. Analisi del vostro portfolio, dei maestri, del mio lavoro. Studiare assieme la drammaturgia, la composizione, il ritmo, le sequenze, i contrappunti, la grafica dei vostri progetti. Verità e mistero nella fotografia. Vostra percezione e sensibilità; vedere la realtà senza trasformarla, senza influenzarla e senza mentire (etica nel reportage, onestà, questioni
morali in post-produzione); evoluzione del reportage; legame del fotoreportage con la scrittura, il cinema, la poesia, il teatro, la narrativa.

MARTEDÌ 14 MARZO, PRESSO LABA – VIA DON GIACOMO VENDER 66, BRESCIA
OLIVIERO TOSCANI – INAUGURAZIONE ANNO ACCADEMICO LABA ORE 11:00

Martedì 14 marzo alle ore 11 nell'aula magna della sede centrale della LABA in via Don G. Vender, 66 a Brescia, verrà conferita la Laurea Honoris Causa a Oliviero Toscani, ospite speciale per la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2016/17.
Ad introdurlo saranno il direttore della LABA Roberto Dolzanelli e il critico d’arte Alberto Mattia Martini.
Oliviero Toscani, celebre per la dirompente e coraggiosa espressività, in alcuni casi anche provocatoria è un artista mai sceso a compromessi, tanto da essere stato oggetto di forti critiche e anche di censura.
Nel 1990 ha ideato e diretto "Colors", il primo giornale globale al mondo, e nel 1993 ha concepito e diretto Fabrica, centro di ricerca di creatività nella comunicazione moderna.
È cofondatore dell’Accademia di Architettura di Mendrisio. Ha insegnato comunicazione visiva in svariate università.
Dopo quasi cinque decadi di innovazione editoriale, pubblicità, film e televisione, ora si interessa di creatività della comunicazione applicata ai vari media, producendo, con il suo studio, progetti editoriali, libri, programmi televisivi, mostre ed esposizioni.
Il lavoro di Toscani è stato esposto alla Biennale di Venezia, a San Paolo del Brasile, alla Triennale di Milano e nei musei d’arte moderna e contemporanea di tutto il mondo.

Eventi Festival in città

ACCADEMIA DI BELLE ARTI SANTA GIULIA DI BRESCIA
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA FONDAZIONE CIVILTÀ BRESCIANA - VICOLO S. GIUSEPPE 5, BRESCIA
PASSAGES_PRIVATES
A CURA DI CARLO SUSA E MASSIMO TANDARINI, CON IL CONTRIBUTO DI MARCO MAZZOLENI E MAURO PINI
Inaugurazione: 07 marzo ore 11:00
Durata: 07 marzo 2017 – 16 marzo 2017

Poche cose come una serie di fotografie riescono esprimere la tensione, fondamentale nella vita di ogni persona, tra la piena coscienza dell'istante e la vocazione a continuare il percorso. La singola immagine che fissa l'istante interseca molti sguardi, è un incrocio di storie che viaggiano al nostro interno. Quando si guardano delle fotografie, sia che ci riguardino direttamente, sia che ci mostrino qualcosa di totalmente altro da noi, può accadere di percepire un appello. «Un appello rivolto all’osservatore, che gli chiede di raccontare o di immaginare cosa si potrebbe raccontare a partire da queste fotografie». «Non si sa in che contesto si trovi la persona raffigurata, di che paesaggio si tratti. È la Francia meridionale o l’Italia? Non si sa. E bisogna iniziare a pensare per ipotesi. Seguendo questa strada si giunge inevitabilmente alla finzione e al racconto» [W.G. Sebald]. Tale vocazione al racconto inevitabilmente si nutre non solo di quanto ci pare essere noto in quanto vediamo, ma anche da misteriose corrispondenze che vediamo tra forme, particolari, luci e colori che non ci capita mai di notare e intrecciare nella realtà. È la coscienza della pregnanza
dell'istante. Nel momento in cui ci troviamo di fronte a immagini disposte in un certo ordine, ci disponiamo a escludere molte possibilità offerte dal singolo istante per costruire relazioni tra quelle che ci appaiono le tappe di un percorso. È a questo punto che percepiamo una tensione, una contrapposizione 'ortogonale' tra la contemplazione statica e il naturale impulso al cammino. E forse allora capiamo che è quello che ci accade costantemente, che quella tensione è fondamentalmente la vita. Di questa contrapposizione è figlia la selezione di immagini in mostra, le quali sono state
concepite e realizzate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti Santa Giulia, non come specifici punti d’arrivo ma come tappe di un percorso d’esame o formativo. In questo senso sono dei “passages”. Ma sono anche dei “privates”, in quanto riflesso - privato che diviene pubblico - del desiderio di trovare una relazione fra l’interiorità e la realtà.
Il nostro invito è quello di incrociare i loro sguardi e di accompagnarli nel viaggio.

IMAGEACADEMY GALLERY - CORSO G. GARIBALDI 16, BRESCIA
SONY WORLD PHOTOGRAPHY AWARDS 2016
A CURA DI MASSIMO REGGIA
Inaugurazione: 07 marzo 2017 ore 18:00
Durata: 07 marzo 2017 – 07 aprile 2017
Selezione di venti opere vincitrici del Sony World Photography Awards 2016 e tratte dai progetti di fotografi professionisti di varie nazionalità. Questa edizione del prestigioso concorso mondiale, che ha raccolto oltre 230mila candidature, rappresenta un’occasione per i giovani fotografi che desiderano farsi conoscere per far decollare la propria carriera.

KANALIDARTE – VIA ALBERTO MARIO 55, BRESCIA
NOBUYOSHI ARAKI, ALAN BELCHER, VANESSA BEECROFT, MIRCEA CANTOR, GREGORY CREWDSON, JAN FABRE, NAN GOLDIN, CANDIDA HOFER, YASUMASA MORIMURA, ROBERT MAPPLETHORPE, STEVE MCCURRY, LUIGI ONTANI, CINDY SHERMAN, HIROSHI SUGIMOTO, MICHELE ZAZA, IL TEATRO DI NESSUNO
Inaugurazione: 7 marzo 2017, ore 18.30
Durata: 7 marzo – 13 maggio 2017
La mostra “Il Teatro di Nessuno” per la Galleria Kanalidarte a cura di Graziano Menolascina è una rassegna di fotografia d’artista che analizza e va a fondo attraverso l’opera fotografica, all’evoluzione identitaria dell’uomo contemporaneo. Metaforicamente crea un teatro fatto di ritratti in cui personaggi e situazioni celebrano e rappresentano le contraddizioni, le inquietudini e i rapporti interpersonali nel nostro tempo, la quotidianità e la sua parodia, l’erotismo, il sesso, gli orrori della guerra, i contrasti sociali, la contrapposizione politica, il mito dell’artista ed il culto della personalità e la morte si rincorrono nella vanità della posa fotografica. Centrata su opere di artisti di fama internazionale uniti nel loro lavoro dalle stesse tematiche. Nobuyoshi Araki, Alan Belcher, Vanessa Beecroft, Mircea Cantor, Gregory Crewdson, Jan Fabre, Nan Goldin, Candida Hofer, Yasumasa Morimura, Robert Mapplethorpe, Steve McCurry, Luigi Ontani, Cindy Sherman, Hiroshi Sugimoto, Michele Zaza.

MO.CA. – VIA MORETTO 78, BRESCIA
MARCELLA CAMPAGNANO, L’INVENZIONE DEL FEMMINILE
Inaugurazione: 7 marzo 2017 ore 21:00
Durata: 07 marzo 2017 – 04 giugno 2017
Marcella Campagnano (1941), si forma e studia Pittura all'Accademia di Brera a Milano, negli anni '60. Negli stessi anni assume anche la fotografia come strumento di indagine, sviluppando il suo lavoro in modo singolare entro il contesto più ampio della pratica femminista dei primi anni '70.
Nel 1974, con l'apporto di alcune amiche del suo gruppo di autocoscienza e del Collettivo femminista di Via Cherubini, mette in scena i diversi RUOLI imposti dal sociale alla figura femminile, trasformando il soggiorno di casa sua in un temporaneo, improvvisato set fotografico.
Appeso un pezzo di moquette grigia a una parete, la macchina fotografica fissa sul cavalletto, due sole lampade rivolte al soffitto per ottenere luce diffusa, uno specchio per controllare la propria immagine prima dello scatto, registra uno scanzonato e ironico gioco di travestimenti che è un atto di presa di coscienza e riflessione sull'improbabile identità femminile. Ne nasce la serie "L'Invenzione del Femminile: RUOLI ", una delle più acute intuizioni e dei più significativi lavori sull'identità e relativa rappresentazione, nella ricerca artistica degli anni '70 e nell'arte dell'Avanguardia Femminista. Successivamente Marcella Campagnano riprende a lavorare su "L'Invenzione del Femminile" con il ciclo REGALITA' in cui le amiche ritratte indossano abiti confezionati dall'artista con materiali poveri o di riciclo, che alludono a lontane figure regali. Il gioco delle rappresentazioni prende così le forme di un libero omaggio ai grandi protagonisti della storia della pittura e, travalicando il sogno stereotipico infantile della principessa, diventa potente affermazione dell'originaria "regalità" delle donne che, come scrive Marcella Campagnano, "affonda le radici nei miti delle Dee Madri e che è, per tradizione, di origine divina".

CAMILLA FILIPPI, PSYCHEDELIC BREAKFAST
Inaugurazione: 7 marzo 2017 ore 21:00
Durata: 07 marzo 2017 – 04 giugno 2017
Una parete in cucina. Un tavolo. Una tazza.
E una camera fotografica. Senza fronzoli e trucchi digitali.
Solo un corpo e le sue molteplici identità. Le sue invenzioni. I suoi atti poetici. Davanti ai nostri occhi: l’interpretazione dei sogni coscienti. Davanti a noi: una donna e i suoi gender. Sempre con una tazza in mano. Lei si chiama Camilla Filippi. Attrice. Artista visiva.
Una donna, con le sue rivelazioni. Qui con il suo diario in forma fotografica. Ora, davanti ai nostri occhi: per ricucire la direzione privata del narcisismo.
Tutto nasce da un’attitudine divenuta professione: il mestiere di attrice.
Camilla, come altre attrici della sua generazione, s’interroga da tempo sul ruolo linguistico dei social network, sul modo giusto di sfruttare l’onda fotografica dei media sul web. Cercava un senso dentro il margine astratto di Instagram, un’azione oltre la pura promozione, affinché le fotografie ampliassero la fisionomia degli abiti liquidi, captando il cuore performativo della trasformazione, il disegno estetico della sua inquadratura immaginata. Da qui un’idea, diventata sistema circolatorio del suo immaginario: ogni giorno un personaggio, ogni volta un’interpretazione aderente, il volto e il busto che si plasmano negli archetipi del singolo racconto. Non più l’attrice che mostra la persona ma una persona che reinventa le radici e i frutti di uno, cento, mille ruoli d’attrice. Uno scatto, una condivisione, una stampa, un’esposizione: l’inconsapevole leggerezza dell’essere artista. Essere artista in un sistema connettivo digitale. Essere artista attraverso la sintesi di una privata attitudine. Essere artista nell’indefinibile condizione del fluttuare.
L’atto fotografico si trasforma in un sistema biologico di ritmi esistenziali.
Un processo che nasce nell’istante in cui si accende la giornata: la prima colazione.
Da questo momento la prima colazione non sarà più la stessa.
Qualcuno direbbe, colazione da campioni.
Per la precisione, colazione da campionessa.

WUNDERKAMMER. LA STANZA DELLE MERAVIGLIE
A CURA DI SONIA LAMIA E GABRIELE CHIESA
Inaugurazione: 7 marzo 2017 ore 21:00
Durata: 07 marzo 2017 – 04 giugno 2017
Mostra collettiva di opere fotografiche di artisti contemporanei italiani, composta da stampe di esclusiva manifattura analogica: sperimentazioni e rivisitazioni delle tecniche antiche ed alternative. Collotipia, oleotipia, resinotipia, ambrotipia, carbone, ferrotipia, platinotipia, gomma bicromatata, albumine, sali d’argento con viraggi, cianotipia, lumen print, lift-off, carta salata, van dyke. La tecnologia esclusivamente digitale si sta rivelando costituzionalmente insufficiente. I giovani “nativi digitali” più attenti e propensi alla comunicazione stanno constatando che qualcosa di fondamentale manca nelle nuove tecnologie, che alcune sensazioni, gesti, profumi, siano essenziali per innescare nel nostro cervello i processi di creatività, apprendimento, arte. Indietro non si torna. Nessuna romantica nostalgia: i conservatori reazionari guardano indietro; i visionari guardano avanti. Avanti non ci sono cose vecchie ma cose che funzionano, anche se sono antiche.

“GIVE PHOTOGRAPHY A CHANCE”
Inaugurazione: 07 marzo 2017 ore 21:00
Durata: 7 marzo 2017 – 30 luglio 2017 MO.CA
7 marzo 2017 – 29 aprile 2017 Planet Vigasio Gallery
Perché lasciare aperte le porte delle gallerie? Perché mettere a disposizione di chiunque voglia esporre le proprie fotografie uno spazio di parete bianca, perché non fare selezione, perché non censurare, perché semplicemente aspettare che le stanze si riempiano di immagini fino a raggiungere la saturazione? Perché tutto questo? Il Brescia Photo Festival apre le porte a chiunque voglia mostrare il/i propri lavori: negli stessi spazi in cui hanno esposto i Maestri della Fotografia. Qualunque appassionato, qualunque fotoamatore, qualunque persona dotata di una macchina fotografica o di uno smartphone che creda nella necessità di restituire ad un largo pubblico le proprie opere, potrà farlo presentandosi a Brescia, dove avrà a disposizione una superficie in cui disporre le immagini realizzate. Perché la parete di uno spazio espositivo è un luogo di sovrapposizioni, di sperimentazioni in cui testare, senza alcuna censura, la duttilità del mezzo fotografico, la voglia e la necessità di allargare i propri osservatori critici, di confrontarsi con un luogo destinato alla lentezza dello sguardo. Ognuno di noi oggi può avere a disposizione infinite pareti digitali in cui mostrare il proprio modo di guardare e restituire il mondo, ma una galleria definisce un diverso rapporto con le immagini, frena inevitabilmente lo scorrere del tempo d’osservazione.

PACI CONTEMPORARY - VIA TRIESTE 48, BRESCIA
ERIC RONDEPIERRE, C’ERA UNA VOLTA IL CINEMA
Inaugurazione: 7 marzo 2017 ore 18:30
Durata: 7 marzo – 30 settembre 2017
Ventun’ anni dopo la grande esposizione alMOMA di New York che l’aveva inserito tra i fotografisperimentatori più all’avanguardia, un anno dopo lagrande antologica a lui dedicata dal MEP di Parigi, lagalleria Paci Contemporary è lieta diannunciare la mostra personale di ERICRONDEPIERRE dal titolo “C’era una voltail cinema”. Il Solo Show avrà come oggettogli storici bianchi e neri delle serie Annoncese Précis de décomposition, testimonianza di unafotografia cinematografica. Il lavoro di Rondepierre offre una visione enigmatica della realtà che, per quanto segnata da una grande forza sperimentatrice, sembra rievocare continuamente il fascino di epoche passate. I segni del tempo che affliggono e deformano la pellicola donano all’immagine un fascino e un potere inatteso, suggerendo quella condizione di instabilità che stimola l’immaginazione dello spettatore. In mostra saranno inoltre visibili anche alcuni dei suoi lavori più noti (Champs-Elysées, Confidence, Cent Titres,...) per la prima volta in grande formato, insieme alla celebre installazione Les 30 Étreintes.

PLANET VIGASIO PHOTO GALLERY – VIA PUSTERLA 3/A, BRESCIA
LORENZO MERLO, PEOPLE OF ERITREA
Inaugurazione: 7 marzo 2017 ore 18:00
Durata: 02 maggio 2017 – 02 luglio 2017
L’Eritrea e Lorenzo Merlo sono una “storia”. Così come lo sono i suoi viaggi in Cambogia, in Vietnam o negli Stati Uniti, solo per citarne qualcuno. Il rapporto con i paesi che visita non è mai solo quello di un, seppur colto ed attento, narratore imparziale: per lui documentare significa prima di tutto partecipare, significa osservare e conoscere fino in fondo la quotidiana straordinarietà di un luogo, viverlo dall’interno e condividerne la cultura. Il suo non è mai uno sguardo oggettivo e distaccato, ma piuttosto una presa di posizione, una capacità di racconto coinvolta e coinvolgente, attenta a rispettare ma anche a scegliere. Le sue immagini sono appunti di viaggio, piccoli capitoli di un diario metodico e puntuale che trovano spazio strada facendo fino a diventare racconto completo, senza ricercare superflui estetismi o insistite composizioni ma puntando dritto all’obbiettivo con l’obbiettivo, senza nascondersi dietro una macchina fotografica ma imponendo la sua discreta presenza. L’Eritrea è un paese che lo ha molto affascinato e non potrebbe che essere altrimenti. Lo ha percorso più volte e sempre ha voluto esserne testimone ed interprete, filtrandone la realtà attraverso la sua Leica. Lorenzo Merlo è un fotografo di genti, di umanità e di reazioni: sono le persone che lo interessano, sono i loro sguardi, i loro timori ed i loro sorrisi. I paesaggi e le architetture sono un supporto alla contestualizzazione, un semplice, seppur prezioso, accessorio alla storia che ha deciso di narrare. L’Eritrea, come tanti altri paesi, sarà soggetta a grandi cambiamenti e subirà un’evoluzione della quale non è ancora possibile valutare i tempi. Rimane una certezza: Lorenzo Merlo ha saputo raccontarne una parte con grande capacità di storicizzazione, con colta lucidità nel saperne individuare i caratteri salienti.

GALLERIA MASSIMO MININI – VIA APOLLONIO 68, BRESCIA
GEORGES VANGERLOO, DALLA SCULTURA ALLA FOTOGRAFIA
Inaugurazione: 8 marzo 2017 ore 17:00
Durata: 8 marzo 2017 – 11 marzo 2017
Le fotografie delle opere di Vantongerloo esposte presso la galleria Massimo Minini,
indagano il rapporto tra la bidimensionalità della fotografia e i modi della scultura. Si tratta di 29
fotografie tra studi, servizi da tavola, maquettes di architetture di interni, esterni, dipinti, disegni e
sculture: tutte immagini in cui l’artista ha voluto dare una lettura architettonica a forme che partono dalla scultura.

ALBA AREA GALLERY - CORSETTO SANT’AGATA 22, BRESCIA
RADU GALLI, SIMONE ABRAMI, ELENA FEDERICI, ALESSANDRA DALL’ARA, SILVIA MARIOTTI, ALBERTO ZANCHETTA, UN OCCHIO FOTOGRAFICO PUÒ VEDERE TUTTO TRANNE SÉ STESSO
Inaugurazione: 10 marzo 2017 ore 18:00
Durata: 10 marzo – 31 marzo 2017
Anziché celarsi dietro l’obiettivo fotografico, Simone Abrami sceglie invece di mostrarsi allo spettatore, inscenando situazioni che denotano un forte valore scultoreo e performativo. Se l’immagine fotografica rivendica un ruolo attivo da parte dell’operatore che guarda il mondo attraverso l’otturatore, Elena Federici pone il fruitore in una situazione diametralmente opposta, in cui il desiderio voyeuristico è associato a un ruolo distruttivo, tale da vanificare la memoria che ogni pellicola custodisce. Facendo il verso al pittorialismo, Alessandra Dall’Ara sfrutta la riproduzione fotomeccanica per ritoccare i volti di donne ritratte tra il Seicento e l’Ottocento, sottoponendole a veri e propri interventi di cosmesi estetica. Spiccatamente rarefatta è l’opera di Silvia Mariotti che, come suo solito, scandaglia i contesti geografici per riconoscere in essi non solo sensibilità

paesaggiste ma anche (e sempre) le loro implicazioni antropiche. Infine, Alberto Zanchetta, curatore della mostra, indaga la consuetudine – tipica di gran parte dell’arte contemporanea – di ricorrere a materiali preesistenti, passibili di essere reinventati e manipolati a piacimento; allo stesso tempo vanifica però ogni apporto artistico per mettere in evidenza un approccio archivistico, in cui una serie di fotografie anonime degli inizi del secolo scorso permettono di riflettere sull’incredibile sviluppo della rivoluzione industriale, e la conseguente “dismisura” tra l’individuo e la macchina. Uno degli intenti di «UN OCCHIO FOTOGRAFICO PUÒ VEDERE TUTTO TRANNE SE STESSO» è porre l’attenzione su ciò che è “autentico”, e ciò che invece è semplice “verosimiglianza”, perché non si può soltanto riprodurre e rappresentare il reale, è anche possibile creare una profonda relazione tra l’artista e il proprio mezzo espressivo.

LA STANZA DELLE BICICLETTE – SPAZIO PER LA FOTOGRAFIA – VIA DELLE BATTAGLIE 16, BRESCIA
MONIKA BULAJ, NUR. APPUNTI AFGHANI
Inaugurazione: 10 marzo 2017 ore 18:00
Durata: 10 marzo – 1 aprile 2017
Un viaggio solitario con bus, taxi, cavalli, camion, a dorso di yak, dividendo il cibo, il sonno, la fatica, la fame,il freddo, i sussurri, il riso, la paura. Dal confine iraniano a quello cinese, armata solo di taccuino e Leica. Un mondo che dalla Maillart a Bouvier gli europei amarono, la culla del Sufismo e di un Islam tollerante che ora, dopo anni di presenza militare, si rinuncia a conoscere. Terra di poeti odiata dai Taliban, di sole abbacinante e cieli sconfinati, minacciata dallo scontro bipolare. Un Paese dove la donna è schiacciata dal tribalismo e l’oppio è la sola medicina dei poveri; dove si rischia la vita solo andando a scuola e in periferie disperate i bambini alle quattro del mattino vanno a prendere l’acqua. Ma un Paese capace di sorriso e ironia, rispettoso degli anziani, conscio che il futuro è nella scuola, per bambini che domani saranno uomini. Nel giardino luminoso dell’Afghanistan ho trovato focolai di speranza nei posti più insperati, nel fondo più nero della disperazione.

APALAZZOGALLERY – PIAZZA TEBALDO BRUSATO 35, BRESCIA
JASON SCHMIDT, ARTISTS
Inaugurazione: 11 febbraio 2017
Durata: 11 febbraio 2017 – 18 marzo 2017

Durante gli ultimi vent’anni Jason Schmidt ha perseguito un ambizioso progetto fotografico, ritraendo oltre cinquecento tra i più importanti artisti internazionali a lui contemporanei nei rispettivi studi e durante l’installazione del loro lavoro.
APALAZZOGALLERY è lieta di presentare un’esposizione di ventitré ritratti d’artista di Jason Schmidt, datati tra il 2001 e il 2017. La raccolta include un ampio ventaglio di artisti noti quali John Baldassarri, Maurizio Cattelan, e artisti emergenti come Ryan Trecartin e Servane Mary.
Come per fotografi di generazione precedenti, noti per i lori lavori di ritrattistica, quali Man Ray, Hans Namuth e Ugo Mulas, le fotografie di Schmidt sono più che semplici ritratti. Le fotografie infatti sono segno della modalità con la quale gli artisti si approcciano al lavoro e al processo creativo.
Ognuno dei ritratti esposti è un mondo a sé stante, che riguarda la mitologia e la metodologia dell’artista che divengono a loro volta il soggetto del lavoro stesso.

ASSOCIAZIONE ARTISTI BRESCIANI – VICOLO DELLE STELLE 4, BRESCIA
STUDENTI DIPARTIMENTO FOTOGRAFIA LABA, LO SGUARDO OLTRE
A CURA DI GIOVANNA MAGRI E LORENZA DI CARNE
Inaugurazione: 11 marzo 2017 ore 18:00
Durata: 11 marzo 2017 – 02 aprile 2017
Il tema della mostra di opere degli studenti del dipartimento di Fotografia della LABA, intitolata Lo sguardo oltre, chiede ai giovani fotografi di interpretare il cambiamento in atto nei luoghi della loro vita. L'argomento può essere affrontato attraverso molteplici aspetti: sociale, relazionale, ideale, introspettivo, provocatorio, utopico, spaziale, come evoluzione, scambio. Del tutto libera è la scelta della forma: ciò che conta è la verità del sentire. Per “cambiamento” si intende ogni variazione dei modelli culturali, dello spazio e dei comportamenti umani. Il tema ha una connotazione di significato molto ampia. Viviamo un'epoca di grandi cambiamenti, forse irreversibili. Tutto scorre, scriveva già Eraclito. Un uomo non può immergersi due volte nello stesso fiume, perché non è mai lo stesso uomo, né il fiume è lo stesso fiume. Questo principio vale soprattutto per il mondo che ci circonda e che incessantemente muta: l'individuo e la sua personalità sono in continua, vitale metamorfosi. Nessuna società può impedire il cambiamento, che è la condizione naturale delle società umane. Il mutamento coinvolge oggi fattori complessi e di diversa natura: l’ambiente, la popolazione, le idee, gli eventi, l'innovazione culturale, l'azione umana, la tecnologia. L'argomento porta a riflessioni sull'esistenza, sulla cultura nell'epoca della società plurale, mai come oggi scorrente e fluida, nella quale le sfide del cambiamento possono suscitare, oltre che nuovi allarmi, nuove idee, nuovi pensieri, un nuovo sentire. Gli studenti, stimolati da un mondo in continuo movimento, attraverso la ricerca, la loro sensibilità e consapevolezza, danno origine a progetti artistici individuali che possono suggerire allo spettatore ulteriori nuove riflessioni.

GUSMERI FINE ART – VIA XX SETTEMBRE 58/A, BRESCIA
KARIM EL MAKTAFI, POBEDA, IL GIORNO DELLA VITTORIA
Inaugurazione: 11 marzo 2017 ore 18:30
Durata: 11 marzo 2017 – giugno
8 maggio 1945, ore 23.01: la Germania firma la resa mettendo fine a un conflitto durato cinque anni, otto mesi e sette giorni. La seconda guerra mondiale lascia dietro di sé tra i 55 e i 60 milioni di morti. Di questi, almeno 28 milioni sono russi. Dal 1965, per celebrare questo avvenimento, ogni 9 maggio in tutti i paesi dell’Europa orientale si celebra il giorno della vittoria, Den’ pobedy. Negli anni successivi alla fine dell’Unione Sovietica, la celebrazione ha assunto anche toni di rivalsa diventando un momento di unità nazionale che riempie di orgoglio la grande maggioranza dei russi. Le foto di Karim el Maktafi fanno parte del progetto “Pobeda, il giorno della vittoria” e sono state scattate a Mosca il 9 maggio 2015. Attualmente il fotografo collabora con Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione del gruppo Benetton.
Gusmeri Fine art avrà il piacere di ospitare l’autore presso la galleria durante l’inaugurazione della mostra.

IL BUNKER - VIA ODORICI 11, BRESCIA
PASSO PASSO
A CURA DI ALBANO MORANDI E RENATO CORSINI
Inaugurazione: 11 marzo ore 18:00
Durata: 07 marzo 2017 – 03 settembre 2017
Il lavoro svolto dalla scuola media Mompiani in collaborazione con gli studenti della LABA, unito all’archivio di un consolidato negozio di fotografia e alla ricerca di Mario De Carolis offrono spunti di riflessione su una parte di Brescia che storicamente rappresenta una delle sue anime più popolari. Il quartiere del Carmine e l’adiacente Corso Garibaldi sono da anni il contenitore di “people”, di culture, di religioni e di tradizioni difficilmente riscontrabili, in quantità così concentrate, in altre zone della città. Le immagini scattate all’interno di “negozio via Garibaldi 30” di Ennio Rassiotti e quelle presenti nel progetto “I CARMENI” sono in grado di raccontarci un processo di evoluzione della nostra società e del suo modo di porsi nei riguardi della fotografia. Una mostra/installazione che, negli intenti dei curatori, vuole anche essere l’identificazione e la valorizzazione di uno spazio espositivo alternativo, un luogo ricco di storia che per ubicazione e struttura merita un’attenzione del tutto particolare.

MUSEO NAZIONALE DELLA FOTOGRAFIA – C.DA DEL CARMINE 2F, BRESCIA
FRANK DITURI, MOSTRA NEL CASSETTO
Inaugurazione: 11 marzo 2017 ore 17: 00
Durata: 11 marzo – 2 aprile 2017
Frank Dituri, fotografo statunitense, racconta con le proprie immagini “la sensazione e la presenza del tempo” anziché “i momenti decisivi”. L’immagine deve funzionare come uno specchio o una lente, e reindirizzare l’osservatore verso l’oltre, l’altro.

ELEONORA MARTINA, UNTITLED. COME PIACE A ME
Inaugurazione: 11 marzo 2017 ore 17:00
Durata: 11 marzo – 2 aprile 2017
“Untitled. Come piace a me” è un racconto di frammenti di corpi, paesaggi e suggestioni, catturati attraverso immagini in bianco e nero in cui il tempo appare sospeso e rarefatto, immobile e poetico.

MANUEL COLOMBO, WHO’S THAT GIRL?
Inaugurazione: 11 marzo 2017 ore 17:00
Durata: 11 marzo – 2 aprile
“Who's that girl?” è il racconto per immagini della storia di una donna che diventa consapevole di se stessa, che sceglie di abbandonare il ruolo di figlia, moglie e madre per essere qualcuno fuori dall'ombra degli uomini. L'attrice e modella si chiama Jane Alexander; il fotografo è Manuel Colombo. Insieme danno vita a una serie fotografica che cattura un momento cruciale dell'esistenza: quello della scelta consapevole.

MO.CA. – VIA MORETTO 78, BRESCIA
PROTAGONISTI E PERCORSI DELLA FOTOGRAFIA ITALIANA DEL SECONDO NOVECENTO
Durata: mostra permanente
Attraverso duecentocinquanta fotografie di quarantanove fra i maggiori protagonisti della fotografia italiana la collezione permanente del Macof offre una corposa testimonianza della storia della fotografia italiana del Secondo novecento.
Racconta la nascita di una nuova fotografia documentaria nell’Italia liberata dal fascismo del dopoguerra e ne restituisce i diversi volti: la fotografia d’informazione legata all’affermazione di una stampa libera e alla stagione del rotocalco; le esperienze dei fotoamatori che scoprono in questi anni la fotografia come racconto della realtà; i percorsi di giovani freelance del Gruppo romano della Realfoto e del bar Jamaica a Milano, che rileggono con la loro cultura e il loro impegno civile le poetiche della fotografia umanista francese. La mostra segue poi l’evoluzione del linguaggio della fotografia giornalistica nel corso degli anni, con i grandi reporter inviati dei rotocalchi e una nuova generazione di autori che si dedicano ad una quotidiana indagine dei cambiamenti del costume e della società, ed evidenzia così il passaggio dagli stilemi e dalle sensibilità “neorealiste” degli anni cinquanta a forme narrative nuove legate alla modernizzazione della società italiana.
I fotografi in mostra: Paola Agosti, Maria Vittoria Backhaus, Studio Ballo, Marina Ballo Charmet, Gian Paolo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Carlo Bavagnoli, Sandro Becchetti, Gianni Berengo Gardin, Giovanna Borgese, Giuseppe Bruno, Romano Cagnoni, Lisetta Carmi, Alfa Castaldi, Elisabetta Catalano, Carla Cerati, Francesco Cito, Mario Cresci, Luciano D’Alessandro, Tano D’Amico, Mario De Biasi, Mario Dondero, Franco Fontana, Federico Garolla, Caio Mario Garrubba, Giovanni Gastel, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Paolo Gioli, Frank Horvat, Mimmo Jodice, Giorgio Lotti, Uliano Lucas, Pepi Merisio, Nino Migliori, Ugo Mulas, Occhiomagico, Carlo Orsi, Giuseppe
Palmas, Federico Patellani, Gianni Pezzani, Franco Pinna, Piero Raffaelli, Tazio Secchiaroli, Enzo Sellerio, Gianni Turillazzi, Massimo Vitali.

E ANCORA...

PHOTO – PHYSIONATRACE – PERFORMANCE E MOSTRA IN PROGRESS
A CURA DI GABRIELE CHIESA
MOCA SPAZIO MAKERS HUB – VIA MORETTO 78, BRESCIA
Durata: 23 marzo 2017 – 02 luglio 2017
Photo-Physionotrace propone l’interpretazione fotografica dell’antico procedimento pre-fotografico inventato da Gilles Louis Chrétien nel 1784. La silhouette si produce per proiezione diretta del profilo del soggetto. Pertanto il prelievo dell’immagine avviene senza fotocamera e senza obiettivi: solo ombra. L’impressione avviene su carta fotosensibile ai sali d’argento. Segue il tradizionale trattamento della fotografia analogica in bianco-nero. L’impronta fotografica del profilo è pronta in pochi minuti per essere montata ed esposta e/o consegnata. Photo-Physionotrace non è quindi solo un laboratorio o la dimostrazione di un processo, ma una mostra in progress che si arricchisce man mano con i ritratti presi in impronta fotografica diretta a tutte le persone che partecipano all’evento come attori protagonisti di una installazione fotografica in divenire.

“CYANOPEOPLE” – PERFORMANCE INSTALLATIVA
A CURA DI BRANCO OTTICO
PIAZZA LOGGIA
Inaugurazione: 29 aprile 2017
Il contributo di animazione e cultura fotografica proposto da “Branco Ottico” sviluppa il progetto che ha portato alla produzione della stampa fotografica cyanotype da negativo più grande al mondo realizzata in occasione di Phototrace Firenze 2015. Nel corso di Brescia Photo Festival 2017 si tenterà di realizzare un’opera fotografica collettiva che stabilisca il record del maggior numero possibile di soggetti protagonisti attivi.Si procederà all’impressione di un unico gigantesco mosaico di autoritratti, riuniti in un’unica matrice negativa che sarà stampata su un telo di 3x6 metri con l’antico processo fotografico cyanotype, inventato da Sir John Herschel nel 1842. In preparazione dell’evento, nel corso di Brescia Photo Festival 2017, chiunque potrà posare per un ritratto. Verrà infatti predisposta al MO.CA. una postazione che funzionerà come un chiosco fotografico automatico per la ripresa di fototessere. I ritratti saranno utilizzati per comporre la scritta PEOPLE su un negativo che verrà stampato a contatto su un telone foto - sensibilizzato. La performance avrà luogo nella tarda mattinata di sabato 29 aprile 2017 (domenica 30 aprile in caso di maltempo) in piazza della Loggia, a Brescia. L’azione fotografica comporterà l’intervento operativo di chi vorrà lasciare con le mani l’impronta della propria presenza sul gigantesco telo fotografico che verrà immediatamente trattato ed appeso in esposizione all’interno del MO.CA. in Via Moretto n. 78.

THE GLOBAL T(W)EENS PROJECT – IL MIO SGUARDO È IL TUO FUTURO – MOSTRA
VIVIEN ALLENDER
AREA ESPOSIZIONI PRESSO MO.CA., VIA MORETTO 78
Inaugurazione: 8 giugno 2017 ore 18:00
Durata: 8 giugno – 2 luglio 2017
L’indagine artistica di Vivien Allender consiste nel ritrarre pre-adolescenti di vari paesi del mondo, allo scopo di coglierne, attraverso lo sguardo, la capacità di situarsi nello spazio presente e di immaginare il proprio futuro e quello della loro città. Serena Uberti, intravedendo la forte valenza sociale del progetto, ha affiancato alla dimensione dell’immagine, quella della parola, per dar voce ai giovani protagonisti. Urban Center Brescia riconosce in questa ricerca l’opportunità di acquisire, con i preadolescenti, un nuovo dinamico punto di vista sulla città, arricchendo così le proprie attività di partecipazione e dialogo con i cittadini. Saranno esposte più di 150 fotografie di ragazzi di diverse città, con una speciale sezione dedicata ai giovani bresciani, già coinvolti nell’evento del settembre scorso presso i giardini di Ambiente Parco e nella corte interna di Mo.Ca. La mostra rientra nel ciclo di iniziative del progetto “Moving Culture - Brescia, Culture in Movimento”.

Foto | Studio ESSECI

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