Lisette Model

Lisette Model, tra crudo realismo e neri intensi, dai ritratti ai riflessi, dalla strada all'insegnamento

Non scattare la foto finché l’esperienza non ti fa sentire in imbarazzo...

(Lisette Model)

A giudicare dai ritratti vitali e i riflessi viscerali con i quali continua a ispirare generazioni di adepti e la cosiddetta street photography, il talento visivo di Lisette Model, non si è limitato ad innescare una grande intimità con i suoi soggetti, ma ha saputo superare brillantemente anche quei momenti di imbarazzo che impediscono a molti di scattare.

Istanti di appassionato fervore per la vita delle persone comuni, forgiata da dettagli di crudo realismo e le sfumature di neri abissali, scrutando nell'intimo di volti della strada e corpi strappati alla folla, dalla Costa Azzurra a New York.

Un viaggio nelle geografie più oscure dell'umanità, dai margini impietosi della società fotografata lungo la Promenade des Anglais (1934) in Costa Azzurra, alla focale frenetica e seducente della folla 'altezza strada e gambe velate' di Running legs, dai ritratti esuberanti colti sulla spiaggia di Coney Island e nei jazz club, ai riflessi della ricchezza glamour ed evanescente della Fifth Avenue.

Mentre la strada si presta alle interpretazioni documentarie e artistiche più accattivanti tra i fotografi americani, lo sguardo 'migrante', diretto e acuto della Model la afferma come fotografa del lato oscuro di New York ma, insegnando alla New School, anche come mentore di talenti del calibro di Diane Arbus, Eva Rubinstein, Bruce Weber o Larry Fink.

La donna singolare, la fotografa con un talento per le ombre della società e la grande insegnate, dopo tante personali, collettive e pubblicazioni in tutto il mondo, sarà la protagonista della personale a cura di Claudio Composti alla mc2gallery di Milano, a pratire dal prossimo 14 febbraio. Un giorno immolato ai festeggiamenti dell'amore, anche quello per la fotografia.

Lisette Model
14 febbraio - 24 marzo 2017
Inaugurazione: martedì 14 Febbraio 2017, ore 18.30
mc2gallery
Via Malaga, 4
Milano

In primavera la mostra, in collaborazione con Mc2Gallery, raggiungerà anche gli spazi torinesi del PHOS.

Lisette Model
4 aprile - 10 maggio 2017
PHOS Torino
Via Giovanni Battista Vico, 1
Torino

Lisette Model: una biografia possibile. 1901-1983

Lisette Model nasce Elise Amelie Félicie Stern, a quanto pare il 10 novembre 1901 e non nel 1906 come da lei spesso riportato. Viene alla luce nell'ottavo distretto di Vienna e in un seno ad una delle sue famiglie benestanti,con un padre medico militare, ebreo di origine italo/austroungarica e madre francese cattolica romana che la battezza alla sua fede.

Due anni dopo la sua nascita, i genitori cambiano il nome di famiglia in Seybert, ma sull'infanzia di Lisette aleggia anche l'abuso paterno, riportata da una testimonianza di suo fratello maggiore, mai chiarita del tutto riguardo la natura dell'abuso, probabile causa degli anni di psicoanalisi affrontati a Parigi.

La secondogenita della famiglia viene educata da insegnati privati, impara a parlare tre lingue e a diciannove anni inizia a studiare musica con il compositore Arnold Schönberg, appartenente alla cerchia di frequentazioni di famiglia.

Dopo la morte del padre, causata dal cancro nel 1924, Lisette lascia Vienna per studiare canto con il soprano polacco Marya Freund a Parigi, dove incontra il futuro marito, il pittore ebreo russo Evsa Model (1901-1976).

Nel 1933, lascia lo studio della musica per quello dell'arte visiva, studiando pittura con André Lhote, insieme a studenti come Henri Cartier-Bresson, mentre si avvicina alla fotografia, apprendendo le base di tecnica e camera oscura da sua sorella minore Olga Seybert, fotografa professionista per tutta la vita, ma anche dalla fotografa Rogi André, pseudonimo di Rosza Klein, prima moglie di André Kertész.

Nel 1934, durante una visita alla madre che risiede a Nizza, lisette scatta la serie di ritratti lungo la Promenade des Anglais, destinati a divenire alcune delle sue opere più riprodotte ed esposte.

Sembra che la prima a pubblicare gli scatti sia stata la rivista Regards nel 1935, un periodico di fede comunista guidato da Ehrenburg, Gide, Gorky e Malreaux, anche se la Model non ha mai negato o riconosciuto di aver pubblicato il suo lavoro anche in Europa.

Nel 1937 sposa l'artista Evsa Model e l'anno successivo i Model emigrano in merica per raggiungere la sorella di Evsa che vive a Manhattan, nella metropoli americana che non tarda ad affascinarli, ispirarli e dove, tramite Evsa, entrano in contatto con Fernand Léger, Piet Mondrian, Ossip Zadkine e Hans Hofmann, mentre grazie a Lisette, con fotografi come Ralph Steiner, Berenice Abbott, Ansel Adams, Beaumont Newhall.

"Non appena abbiamo messo piede su Riverside Drive, in un batter d'occhio ci siamo innamorati della città...la bellezza delle autostrade...la poesia dei grattacieli..."

A New York la signora Model inizia a lavorare come fotografa per mantenersi, dopo essere stata notata da direttori artistici del calibro di Ralph Steiner del PM's Weekly o Alexey Brodovich di Harper’s Bazaar, giunto a renderla un punto di riferimento per le migliori pubblicazioni, con le sue immagini meno convenzionali e più sperimentali.

Nel 1940 il Museum of Modern Art di New York acquisisce due delle sue stampe, dedicandole ben 13 mostre personali tra il 1940 e il 1962.

Diventa anche membro attivo della New York City's Photo League che ospita la sua prima personale nel 1941.

Model diventa la fotografa del lato oscuro di New York, frequentando la Lower East Side e i suei piccoli bistrot, scattando ritratti e riflessi.

"Ciò che vediamo nelle vetrine dei negozi la dice lunga sull'America, sulla sua civiltà e la sua cultura. E non facevo questo per mere ragioni estetiche."

Nel 1942, i suoi scatti di un raduno patriottico, accompagnati da versi scritti da Carl Sandburg, vengono pubblicati anche sulla rivista Look e mentre la sua fama cresce, le foto vengono pubblicate anche su riviste come Ladies' Home Journal, Vogue, Saturday Evening Post e Cosmopolitan, tra i tanti.

A New York scatta anche 'Sammy's on the Bowery', il locale definito ironicamente da Arthur Fellig "lo Stork Club dei poveri" e il ritratto della cantante che sembra balzare in primo piano, come quasi tutti i suoi ritratti, non perchè scattasse a distanza ravvicinata, ma ingrandendo e ritagliando il negativo in camera oscura.

"Ho notato che quando fotografo la gente in primo piano, elimino sempre il più possibile ogni cosa sullo sfondo. Così sono giunta alla conclusione che sono attratta da enormi forme biologiche..."

Lisette Model sembra avere una vera passione per le forme voluminose, abbondanti come l'energia, la vitalità e i gesti enfatici, in un mondo trasformato in un enorme palcoscenico con regole 'estetiche' che non si cura troppo di rispettare.

Ovviamente tra i suoi ritratti non mancano quelli di colleghi come Wegee, Dorothea Lange, Edward Weston o Imogen Cunningham.

Nel 1947 insegna fotografia presso il San Francisco Institute of Fine Arts, mentre nel 1951 viene invitata ad insegnare presso la New School for Social Research di New York City, contando su docenti come Berenice Abbott e allievi come Diane Arbus, entrambe grandi amiche. Secondo il marito della Arbus, Diane ...'dopo tre sedute con la Model era diventata una fotografa'.

I suoi allievi contanto anche Bruce Cratsley, Elaine Ellman, Larry Fink, Peter Hujar, Raymond Jacobs, Ruth Kaplan, Leon Levinstein, Eva Rubinstein, Gary Schneider, Rosalind Solomon, Bruce Weber.

La Model continua ad insegnare fino alla sua scomparsa, mentre smette di fornire materiale agli editori, tenendo per se ritratti di musicisti jazz come quello di Billie Holliday nella bara.

Tra premi e riconoscimenti, nel 1965 riceve il Guggenheim Fellowship, nel 1967 un Creative Artists Public Service (CAPS), seguono nel 1968 l'Honorary membership in the American Association of Magazine Photographers, nel 1973 il Creative Artists Public Service Program Award, nel 1981 l'Honorary Doctor of Fine Arts by the New School of Social Research, nel 1982 il The Medal of the City of Paris.

Contraria alle autocelebrazioni, Model si oppone a lungo al progetto di una monografia della sua opera, mentre si moltiplicano le mostre ospitate in tutto il mondo, al the Art Institute of Chicago, the California Palace of the Legion of Honor, New York's Limelight Gallery, the National Gallery of Canada a Ottawa, Smithsonian Institution, Galerie Zabriskie in Paris, San Francisco Museum of Art, Yale University's School of Art, Boston's Vision Gallery, Amsterdam's Galerie Fiolet, London's Photographers Gallery, e Austria's Tiroler Landesmuseum Ferdinandium.

Alla fine si lascia convincere da Berenice Abbot, che scrive l’introduzione, con Marvin Israel che cura l’impaginazione e nel 1979 esce la monografia edita da Aperture, con un volume di grande formato, introvabile per anni, ripubblicato nel 2007.

Dopo essere sopravvissuta ad un cancro all'utero nella metà degli anni '60, Lisette Model muore il 29 (forse era già il 30) marzo 1983.

La fotografa è rappresentata dalla Bruce Silverstein Gallery di New York, mentre le sue opere sono custodite da istituzioni del calibro della George Eastman House di Rochester e lo Smithsonian Institution.

Alcuni dei particolari biografici meno noti che appaiono in questa biografia, arrivano dalle 188 pagine di "Lisette Model" con "Running Legs, Fifth Avenue" scelta per la copertina, scritto da Ann Thomas insieme a Sam Stourdzé e pubblicato dalla National Gallery of Canada, con la documentazione raccolta in occasione dell'acquisizione di ventinove stampe della fotografa dalla National Gallery di Ottawa. Il volume accomoagna la mostra itinerante del suo lavoro, esposto negli Stati Uniti, in Canada e Germania, nel 1990–1992.

Scrivere questa biografia 'probabile' non è stato quindi facile perché tra le informazioni disponibili, sono molti i particolari e le dichiarazini che differiscono, come emerge anche dalla ricerca della Thomas, per la stessa tendenza della fotografa di parlare liberamente della sua vita, arrivando poi a negare le sue stesse parole, censurando testi, negando pubblicazioni e mettendo fine ad amicizie. Tutto questo ovviamente non cambia il valore del suo contributo alla fotografia.

Una foto pubblicata da Olivier Bassuet (@olivierbassuet) in data:


Foto | Lisette Model, Courtesy Claudio Composti, mc2gallery

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