Mostre fotografiche: secondo weekend di Febbraio 2017

Uno sguardo alle mostre fotografiche inaugurate nella seconda settimana di febbraio 2017

Il secondo fine settimana di febbraio 2017 torna ad arricchirsi di mostre fotografiche inaugurate in tutta Italia, con visioni stellari a prova di Biasiucci o Ghirri e quelle artiche di Marco Urso (nel video di apertura e in libreria), con le Tonalità del pittorialismo italiano di Peretti Griva e quelle più irriverenti di Elliott Erwitt Kolor e il suo André S. Solidor, insieme agli scatti più rari e recent di Paolo Ventura e le donne volanti di Lorenzo Cicconi Massi.

Un viaggio che diventa 'coast to coast' con 7439 di Renato D’Agostin e continua a muoversi con Run for Art – Diversity, spingendosi da Foto Gang Firenze alla XIV edizione di Seravezza Fotografia, senza ignorare il presente di A Polaroid for a refugee di Giovanna Del Sarto, il diVento Curdo di Sabina Broetto e Silvano Monchi, insieme a Torture di Andres Serrano e Love and Violence.

"Le utopie sono come le stelle: sono irraggiungibili, ma indicano la giusta via"

Antico proverbio persiano

Run for Art – Diversity

Da un progetto della Fondazione Giulio Onesti, ente no profit per la promozione della cultura e dei valori dello sport, creato con l’intento di unire arte e sport, nasce una mostra fotografica dal respiro europeo, capace di rendere l’energia creativa dell’arte partner della forza sprigionata dalla determinazione sportiva.

Nei mesi di giugno e luglio 2016, giovani talentuosi da tutta Europa si sono sfidati nell’interpretare attraverso la fotografia il concetto di “Diversity”, parola che riconosce, rispetta e valorizza le differenze, contribuendo a promuovere una cultura inclusiva in tutti gli ambiti. La mostra racchiude i 40 scatti finalisti dell’omonimo concorso, scelti da una giuria internazionale d’eccellenza presieduta dall’On. Silvia Costa, Presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo e composta da rappresentanti delle più importanti Accademie d’Arte europee e del Comitato Olimpico Europeo.

Run for Art è un contest fotografico nato da un' idea della Fondazione Giulio Onesti e rivolto a fotografi professionisti e amatoriali, fra i 18 e i 35 anni, residenti nell' Unione Europea.
"Diversity" il tema scelto per l'edizione 2016: la parola diversity riconosce, rispetta e valorizza le differenze, contribuendo a promuovere una cultura inclusiva in tutti gli ambiti:

1. Ability Diversity
2. Age Diversity
3. Cultural Diversity
4. Ethnic Diversity
5. Gender Diversity

Dopo il grande successo al Parlamento Europeo di Strasburgo, la II tappa di Run for Art - Europe approda al Corner D del Museo MAXXI di Roma con I 40 scatti finalisti (8 per categoria).

ingresso libero

7-12 febbraio 2017
Inaugurazione: martedì 7 febbraio 2017, ore 18.30
MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Corner D
Via Guido Reni, 4A
Roma
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ph: Cultural Diversity, Ocean less Beach Photo © Petra Zublasing

Cosmic pulses

Assolute testimonianze del miracolo della luce e della materia, le stelle, da sempre, hanno ispirato uomini, poeti, scienziati, artisti. Da una parte la contemplazione del cosmo come lontananza, privazione, nostalgia, inestricabile mistero. Dall’altra, la visione del cielo stellato come meraviglia, stupore, grazia, luce. La vertiginosa immensità dell’universo; ancora di più, la recente ipotesi della possibile esistenza di altri universi paralleli al nostro, ma fuori dal nostro spazio tempo. Ipotesi felice ed inquietante, fascinosa ed astratta

Rimangono, per ora, le nostre stelle: quelle lontanissime ed incastonate nel velluto della notte o quella vicina, il sole, che ci illumina e ci riscalda. Tra queste presenze, in questa antitetica danza, intrecciata da catene d’oro, tra meraviglia e nostalgia, mistero e luce in diverse espressioni, dove la fotografia e il collage, il colore tradizionale e nuovi segni, s’incontrano tra il cielo stellato sopra di noi e la legge morale in noi.

Antonio Biasiucci, James Lee Byars, Daniele De Lonti, Jan Dibbets, Lucio Fontana, Luigi Ghirri, Hans Hermann, Tancredi Mangano, Giulio Paolini, Alberto Sinigaglia, Michele Zaza, Natale Zoppis, Gilberto Zorio.

8 febbraio - 8 aprile 2017
Inaugurazione: mercoledì 8 febbraio 2017, ore 18.00
The Lone T Art Space
via Senato, 24
Milano
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Tonalità Tangibili. Peretti Griva e il pittorialismo italiano

Il pittorialismo, felice manifestazione della fotografia d’arte, ebbe il suo momento di maggior splendore tra la fine dell’Ottocento e i primi vent’anni del Novecento. L’elemento di unità dei fotografi pittorialisti fu imposto da un preciso concetto estetico, al fine di legittimare la fotografia come espressione artistica alla stessa stregua della pittura o del disegno.

I pittorialisti italiani si confrontarono alla pari con i maestri pittorici europei e americani partecipando e affermandosi ai vari Salon internazionali di fotografia artistica.

A questi autori di grande talento è dedicata la mostra Tonalità tangibili. Peretti Griva e il pittorialismo italiano. Dalle collezioni fotografiche del Museo Nazionale del Cinema; primo, fra tutti, alla figura emblematica di Domenico Riccardo Peretti Griva e alle sue poetiche “impressioni fotografiche” che ci introducono nel mondo del pittorialismo. Un ricco percorso presenta l’importante collezione fotografica conservata dal Museo Nazionale del Cinema, alcune tra le più significative testimonianze provenienti da istituzioni italiane e collezioni private e le opere di autori contemporanei che dialogano con la produzione storica.

La mostra prosegue alla Bibliomediateca Mario Gromo con un approfondimento su temi cari a Peretti Griva, in particolare paesaggi, ritratti e animali “amici”.

La mostra è curata da Marco Antonetto e Dario Reteuna; la sezione Peretti Griva, da Giovanna Galante Garrone.

INTORNO AL PITTORIALISMO

Programma di appuntamenti febbraio - marzo 2017

Martedì 14 febbraio 2017 San Valentino | h. 15.00-19.00
SET FOTOGRAFICO D’EPOCA. Un romantico viaggio nella fotografia d'altri tempi! In occasione della mostra sul pittorialismo, il fotografo francese Nicolas Boria allestirà la sua Camera Oscura Ambulante per scattare ritratti fotografici con attrezzature e procedimenti d’epoca, un autentico set fotografico vintage per ridare vita all’attività di fotografo ambulante di cent’anni fa, con quel tocco in più. I visitatori che si presenteranno in coppia pagheranno un solo biglietto d'ingresso (al Museo e alla mostra temporanea).

Museo Nazionale del Cinema - Mole Antonelliana (Via Montebello 20 – Torino)

Venerdì 17 febbraio 2017 | h. 17.30-19.00
LA FOTOGRAFIA D’ARTE: ANTICHE TECNICHE DI STAMPA
Incontro sulle tecniche fotografiche pittorialiste e il loro utilizzo nella fotografia contemporanea, a cura del Gruppo Rodolfo Namias.
Intervengono Alberto Novo, Giorgio Stella (Gruppo Rodolfo Namias), Roberta Basano (Resp. Fototeca MNC).
Gruppo Rodolfo Namias: intitolato a Rodolfo Namias (il più importante studioso italiano di fotochimica e divulgatore di fotografia), il Gruppo porta avanti l’idea di una fotografia “creativa e manuale”, dove l'immagine è fatta anche da matericità, superfici e rese tonali notevolmente diverse tra loro.
Il Gruppo Rodolfo Namias aderisce alla Federazione Italiana delle Associazioni Fotografiche.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Bibliomediateca Mario Gromo (Via Matilde Serao 8/A – Torino)
Info biblioteca@museocinema.it

Sabato 18 febbraio 2017 | h. 15.00-17.00
TECNICHE DI STAMPA PITTORIALISTE: L’Oleotipia
A cura di Alberto Novo (Gruppo Rodolfo Namias).
Incontro di dimostrazione pratica della tecnica dell’oleotipia, uno dei principali procedimenti di stampa utilizzati dai fotografi pittorialisti.
A seguire, visita libera alla mostra temporanea.
Alberto Novo: chimico veneziano, socio del Gruppo Rodolfo Namias dal 2001 e Presidente dal 2008.
Si interessa allo studio dei vari processi fotografici storici e alla loro applicazione contemporanea in funzione dell’estetica dell’immagine.
Attività gratuita + Ingresso Museo
Museo Nazionale del Cinema - Mole Antonelliana
Prenotazione obbligatoria didattica@museocinema.it entro il 15 febbraio.

Mercoledì 1 marzo 2017 | h.17.30 – 19.00
DUE VITE. Domenico Riccardo Peretti Griva magistrato e fotografo
Nato a Coassolo (Lanzo) nel 1882, Domenico Riccardo Peretti Griva fu magistrato fino ai più alti gradi, autore di importanti scritti giuridici, antifascista e impegnato nel dopoguerra in numerose battaglie per la laicità e i diritti civili (tra cui il divorzio). Colto fotografo dilettante, dedicò ogni istante del suo tempo libero alla fotografia, la sua attività più amata. La figura e l’opera di Peretti Griva verranno presentate da Giovanna Galante Garrone (Storica dell’arte), Paolo Borgna (Magistrato della Procura della Repubblica di Torino), Donata Pesenti Campagnoni (Vice Direttore e Conservatore Capo MNC).
In occasione dell’incontro, visita guidata alla sezione della mostra ospitata presso la Bibliomediateca Mario Gromo.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Bibliomediateca Mario Gromo
Info biblioteca@museocinema.it

Sabato 18 marzo 2017 | h. 15.00-16.00; h. 16.00-17.00
TECNICHE DI STAMPA PITTORIALISTE: Il Platino
A cura di Giorgio Stella (Gruppo Rodolfo Namias).
Il platino è uno dei procedimenti più delicati e laboriosi tra le antiche tecniche di stampa. L’impiego di sali di platino e palladio permette di ottenere una stampa fotografica preziosa, non solo per il valore dei prodotti utilizzati, ma per la grande ricchezza di toni e la grande finezza dei dettagli.
A seguire, visita libera alla mostra.
Giorgio Stella: Torinese, dagli anni 70 si occupa di fotografia in bianco e nero. La particolare attenzione per la stampa fotografica lo ha portato a sperimentare le possibili applicazioni della fotografia alla serigrafia e all’incisione, provando a unire la stampa fotografica vera e propria con queste tecniche di stampa d’arte. Dal 2005 ha iniziato la sperimentazione della stampa al Platino.
Attività gratuita, fino ad esaurimento posti (max 20) + Ingresso Museo
Museo Nazionale del Cinema - Mole Antonelliana
Prenotazione obbligatoria didattica@museocinema.it entro il 16 febbraio

Domenica 19 marzo 2017 | h. 15.00-19.00
SET FOTOGRAFICO D’EPOCA
In occasione della mostra sul pittorialismo il fotografo Nicolas Boria farà una dimostrazione dell’antico mestiere di fotografo con la sua "camera oscura ambulante". Usando l’attrezzatura e i procedimenti chimici dei primi Novecento, realizzerà ritratti ai visitatori del museo.
Nicolas Boria: fotografo d'arte e ricercatore accademico francese vive e lavora tra Torino e Parigi. Dopo aver esposto i suoi lavori artistici in tutta Europa, condivide la sua passione per la fotografia analogica con il suo progetto "camera oscura ambulante", un set fotografico portatile dove scatta e sviluppa ritratti con attrezzatura e procedimenti fotografici dei primi Novecento.
Museo Nazionale del Cinema, Mole Antonelliana

Sabato 25 febbraio, sabato 25 marzo e sabato 22 aprile 2017 | h. 18.00 TONALITÀ TANGIBILI - Visita guidata alla mostra
Un ricco percorso presenta l’importante collezione fotografica conservata dal Museo Nazionale del Cinema, alcune tra le più significative testimonianze provenienti da istituzioni italiane e collezioni private e le opere di autori contemporanei che dialogano con la produzione storica.
Visita guidata € 5 + Ingresso Museo
Durata: 1h
Museo Nazionale del Cinema - Mole Antonelliana
Prenotazione obbligatoria prenotazioni@museocinema.it Info: 011 8138564/565

8 febbraio - 8 maggio 2017
Inaugurazione: mercoledì 8 febbraio 2017, ore 11.30
Museo Nazionale del Cinema
via Montebello,22
Torino

diVento Curdo: Mostra fotografica di Sabina Broetto e Silvano Monchi.

Un reportage presso il popolo dei Curdi, il popolo “senza terra” per scoprire storie contemporanee, dipinte nei volti.

Sono racconti millenari negli occhi di gente che non ha mai avuto la fortuna di essere dalla parte “giusta della storia”, perseguitati, divisi, condannati e sempre strappati dal possesso di una terra da vivere, che dovrebbe essere il diritto inalienabile di ogni etnia.

Le foto, prevalentemente di donne e bambini, proiettano in una dimensione emozionale, non fatta solo di mera ripresa di espressioni e vita quotidiana, ma di volontà di rendere la stessa fotografia, stampata direttamente dagli autori con tecnica artigianale e particolarissima, un veicolo di riflessione e emozione.

Sono delle vere e proprie FOTOEMOZIONI, che travalicano il senso tradizionale di reportage giornalistico per andare in una dimensione più psicologica ed interiore, rendendo ogni scatto un'opera a se stante e irripetibile.
Sabina Broetto e Silvano Monchi

09-25 febbraio 2017
Inaugurazione: giovedi 9 febbraio 2017, ore 19.30 - 21.30
Galleria Mohsen
via pantaneto 128/130
Siena

Aldo Salucci ad Affordable Art Fair

Cinque opere fotografiche di Aldo Salucci sono presentate dalla galleria STATUTO13 di Milano a "Affordable Art Fair" giunta alla settima edizione presso gli esclusivi spazi di Superstudio Più. I lavori esposti della serie Aquaticus affrontano in maniera originale il tema dell'astrazione e del concettualismo che l'artista esprime attraverso l'indagine ravvicinata dell'acqua in immagini dai colori brillanti fortemente evocative.

10 - 12 febbraio 2017
Inaugurazione: giovedì 9 febbraio 2017, ore 18-22
Affordable Art Fair
Galleria STATUTO13 - Stand E1
SUPERSTUDIO PIÙ
Via Tortona, 27
Milano
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ph: Aldo Salucci, Opale e rubino, 2016 (C-Print Lambda montata sotto acrilico, cm 80x150)

Mario Cresci La fotografia del no
10 febbraio - 17 aprile 2017
Inaugurazione: giovedì 9 febbraio 2017, ore 19.00
GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
Via San Tomaso, 53
Bergamo

4 mostre Omaggio a Mario Cresci
9 febbraio – 17 aprile 2017
Inaugurazione:giovedì 9 febbraio 2017 (su invito)
Palazzo Caporale
via Collina
Aliano

MIG - MUSEO INTERNAZIONALE DELLA GRAFICA
Piazza Guglielmo Marconi 3,
Castronuovo Sant’Andrea

MAM – Musei Aiello
Moliterno

Fondazione Sinisgalli - Casa delle Muse
Corso Leonardo Sinisgalli, 44
Montemurro

Le donne volanti e altre storie di Lorenzo Cicconi Massi

La realtà in bianco e nero viene ridotta all’essenzialità, bastano pochi semplici tratti per raccontare una storia
Lorenzo Cicconi Massi

Le Donne Volanti, l’ultimo lavoro di Lorenzo Cicconi Massi, viene presentato per la prima volta a Milano da Contrasto Galleria che lo inserisce in un più ampio progetto espositivo.
A partire come sempre dalla natura in bianco e nero del paesaggio marchigiano, da cui Cicconi Massi trae ispirazione per la propria creazione, si giunge ad una celebrazione del dialogo tra la natura e la figura umana.

Lorenzo Cicconi Massi scatta da sempre rigorosamente in bianco e nero, riflessione, la sua, risultato di una intima rielaborazione del maestro di Senigallia Mario Giacomelli.
Il suo ultimo progetto, Le Donne Volanti, è dedicato alla natura in dialogo con la figura femminile: giovani donne fluttuanti, sospese nell’aria, sono protagoniste di una coreografia estremamente raffinata. La riflessione sulla donna, sul suo corpo, emerge in maniera affatto scontata: le storie narrate da questi scatti ci portano nel mondo molteplice dello slancio e della libertà d’espressione personale femminile.

In mostra anche la serie Gli Alberini: sono opere dal formato ridotto che però racchiudono grandi paesaggi naturali: segni grafici in bianco e nero, quasi stilizzati, che descrivono sia spazi sconfinati che preziosi dettagli di arbusti e piante.

Corollario degli Alberini sono gli Arzigogoli: qui, all’opposto, le grandi dimensioni delle opere servono per amplificare particolari minuscoli, minuziosi, quasi invisibili. La natura è protagonista ancora una volta, qui sotto la lente d’ingrandimento: infatti in questi scatti compaiono venature delicatissime di foglie, steli, gambi ricoperti di rugiada che risultano in astratti ed eleganti segni grafici.

BIOGRAFIA
Lorenzo nasce a Senigallia dove tuttora vive. Nel 1999 ottiene il primo premio al concorso Canon. Dal gennaio del 2000 è uno dei fotografi della Contrasto. Dal 2006 alcune sue stampe fanno parte della collezione della fondazione Forma a Milano. Nel 2007 è premiato nella sezione “sports features singles” al World Press Photo, e poi con il premio G.R.I.N. (Amilcare Ponchielli) per “Fedeli alla Tribù”. Espone a palazzo del Duca di Senigallia la mostra “Viaggio intorno a casa”. Espone a tre edizioni di Paris Photo, in numerose mostre all’estero e in Italia, fra cui la biennale di Venezia padiglione Marche. Al cinema esordisce nel 2003 con il film “Prova a volare” con l’esordiente Riccardo Scamarcio. Nel 2011 realizza il film “Mi ricordo Mario Giacomelli”, con la partecipazione dei più importanti personaggi della fotografia e dell’arte italiana.

ingresso gratuito

10 febbraio - 28 aprile 2017
Inaugurazione: giovedì 9 febbraio 2017, alle 18.30
Contrasto Galleria
Via Ascanio Sforza, 29
Milano

7439 - Renato D’Agostin
10 febbraio - 10 marzo 2017
Inaugurazione: venerdì 10 febbraio 2017, ore 18.30
Leica Galerie Milano
Via Mengoni, 4 (angolo Piazza Duomo)
Milano

Marco Urso. Signore dell'Artico

L’inquinamento e l’aumento della temperatura del pianeta affliggono l’ambiente artico e influenzano l’esistenza dell’orso polare che, in decine di migliaia di anni, si è specializzato per sopravvivere in una delle zone più ostili del pianeta.

Marco Urso, con le fotografie di numerosi viaggi nell’Artico, vuole condividere le emozioni provate nell’osservare e riprendere l’orso polare in diversi momenti della sua esistenza: dalle immagini di cuccioli che giocano sotto lo sguardo vigile di una madre attenta e premurosa, alle lotte giocose tra esuberanti orsi adolescenti fotografati nel loro ambiente.

Ogni immagine è corredata da una didascalia che indica titolo, luogo dello scatto e breve spiegazione. La visita della mostra diventa così l’occasione per leggere delle “pillole informative” relative al comportamento dell’orso polare.

Le immagini esposte sono tratte dal libro fotografico “Il signore dell’Artico”.

Marco Urso è un “wildlife and travel photographer”, ovvero dedica i propri scatti a soggetti di reportage di viaggio e di natura.
I suoi scatti sono stati utilizzati per libri di natura e viaggi in tutto il mondo e sono stati pubblicati sulle più importanti riviste del settore.
È stato vincitore o finalista nei più importanti concorsi internazionali.
Le sue foto sono state esposte a Washington, San Francisco, Londra, Colonia, Singapore, San Pietroburgo e Mosca.
Ha visitato e viaggiato in settantaquattro paesi.
È un inviato speciale per le riviste Oasis e Natura, sulle quali pubblica regolarmente i suoi servizi. È un fotografo ufficiale Fujifilm, testimonial e tester per il brand.
Nel 2015 ha fondato l’Accademia di Fotografia che propone corsi e percorsi di cultura e tecnica fotografica.

Inaugurazione: venerdì 10 febbraio alle ore 17,30 con la presenza di Guido Gandino, Direttore Cultura e Turismo del Comune di Genova, Giuliano Doria, Direttore del Museo di Storia Naturale, e Marco Urso, autore delle fotografie, che racconterà i suoi incontri con l’orso polare.

10 febbraio- 19 marzo 2017
Inaugurazione: venerdì 10 febbraio 2017, ore 17.30
Museo di Storia naturale Giacomo Doria
Via Brigata Liguria, 9
Genova

Elliott Erwitt Kolor
and André S. Solidor

Inaugurazione: sabato 10 febbaio 2017, ore
11 febbraio – 16 luglio 2017
Palazzo Ducale
Sottoporticato
Piazza Matteotti, 9
Genova

Foto Gang Firenze
11 febbraio – 12 febbraio 2017
Fondazione Studio Marangoni
via San Zanobi 32r / 19r
Firenze

Paralleo Quotidiano: Arianna Petri e Rivka Spizzichino


Parallelo Quotidiano è un lavoro fotografico a quattro mani realizzato dalle artiste Arianna Petri e Rivka Spizzichino che, come dichiarano loro stesse è “un progetto che percorre la visionaria rielaborazione del reale attraverso la sovrapposizione e la stampa combinata dei loro archivi fotografici su pellicola”

Dunque il quotidiano si declina nella rielaborazione fotografica di elementi reali che ci circondano e che proprio in quanto quotidiani oramai sfuggono al nostro “vedere”, mentre il parallelo viene declinato dall’esistenza di due archivi fotografici costruiti ed in costruzione che si basano su esperienze di vita diverse e parallele, archivi che, per l’occasione, si fondono dando vita alle immagini proposte in questa esposizione.
È un progetto fotografico che necessità di una accurata lettura delle immagini esposte e come suggerisce Francesca Molè nel suo pezzo di presentazione delle artiste e della mostra, richiamandosi al metodo surrealista:
“Il meccanismo di dualità/unità sotteso all'ideazione delle loro opere è una sorta di metalinguaggio del metodo. Guardando i loro lavori si possono trovare richiami e significative analogie sia di vita che di visione con la coppia di
artiste surrealiste Lucie Schob (Claude Cahun) e Marcel Moore (Suzanne Malherbe).”
La visione d’insieme dell’una e la visione del particolare dell’altra formano all’unisono, partendo dall’dea fotografica passando per lo scatto e giungendo alla fase di stampa, nuove immagini, nuove sensazioni, nuove emozioni per un diverso quotidiano.

Grazia Menna

Il catalogo della mostra è disponibile su Blurb

Arianna Petri
Arianna Petri nasce a Roma dove vive e lavora.
La sua laboriosa indagine formale inizia da una descrizione irreale dell'arte consacrata. Per lei la fotografia diviene un mezzo attraverso il quale si esprimono stati d'animo o visioni immaginarie della realtà. La visione della Petri è come un suono che al tempo stesso simboleggia groviglio e soluzione. Plasma la sua costituzione fotografica presso la Scuola D'arte e Mestieri - Scienza e Tecnica.
Con Parallelo Quotidiano inizia il suo percorso espositivo

Rivka Spizzichino
Vive e lavora a Roma; la sua formazione fotografica avviene presso la Scuola d’Arte e Mestieri – Scienza e Tecnica, Sezione Fotografia. Orienta da subito il suo stile fotografico verso una ricerca visiva che la porta prima nei Balcani con la realizzazione del reportage Rebuilding Hrvatska da cui la mostra personale presso lo spazio espositivo “La Magnolia” presso la Casa Internazionale delle Donne. Nel 2013 collabora con la Ottimo Film - società di produzione con base a New York - per la realizzazione del film documentario “Oro Macht Frei” film documentario proiettato al Toronto Jewish Film Festival con la collaborazione di CHHANGE - Center for Holocaust History and Genocide Studies, ed al Muhlenburg College. Sempre nel 2013 inizia a collaborare come fotografa e disegnatrice per l’opera Triumphs&Laments di William Kentridge, realizzata a Roma ad aprile 2016 in collaborazione con Tevereterno. Attualmente è in chiusura il suo ultimo progetto fotografico dal titolo K. sui moderni trattamenti del carcinoma tiroideo. Ha pubblicato su The Independent, Il Messaggero, La Repubblica, Rubbettino Editore, Dentro Magazine, D La Repubblica delle donne, UTET – Unione Tipografico Torinese, Exibart.com, ExibartOnPaper, La Piazza, Editori Riuniti.

11-26 febbraio 2017
Inagururazione: sabato 11 febbraio 2017, ore 18.00
Archivio Menna/Binga
via dei Monti di Pietralata, 16
Roma

A Polaroid for a refugee di Giovanna Del Sarto

Il progetto ritrae un momento di transizione nella vita dei rifugiati, rispecchiando la forza interiore e la dignità di queste persone nel corso di un viaggio lungo e tormentato.

Nel 2015, dopo aver passato mesi a leggere giornali, guardare la TV o ascoltare diverse opinioni riguardo alla crisi dei rifugiati in Europa, Giovanna Del Sarto ha sentito il bisogno di andare a vedere con i suoi occhi. Il suo obiettivo era innanzitutto fare volontariato, per poter capire meglio ed essere più vicina alla gente. A partire da ottobre 2015 l’autrice ha quindi visitato una serie di luoghi, tra cui Preševo in Serbia, dove ha prestato aiuto ai "Volontari di Preševo" lavorando al punto informazioni, la tenda dove avviene il primo contatto tra i volontari e i rifugiati appena arrivati che devono registrarsi; Lesbo, una delle isole greche più vicine alle coste turche, dove ha pattugliato di notte le coste assieme alla ONG norvegese, A Drop in the Ocean; Atene e Idomeni, dove l’emergenza umanitaria si è rivelata nettamente più tangibile e Chio, un’isola al largo della costa turca.

In tutte queste occasioni Giovanna ha portato con se una Polaroid Land Camera e così è iniziato il progetto Una Polaroid per un Rifugiato. E' un progetto molto semplice, che si basa sul concetto del dare, del restituire qualcosa ai rifugiati, ossia un momento della loro vita e del loro viaggio, catturato per sempre. Ogni soggetto che ha fotografato ha con sé una fotografia: "Mi piace l’idea che un giorno guarderanno questi scatti. Per ogni Polaroid che scatto ne lascio una al soggetto della fotografia, come ricordo di quel momento, con una frase molto semplice scritta sul retro: "Qualunque sia la tua destinazione, fammi sapere se sei al sicuro." Si tratta di un messaggio di speranza, che, purtroppo, non varrà per tutti".

I ritratti che ha scattato sono molto simili a ritratti di famiglia e comunicano un’atmosfera rilassata e spensierata, che non scava nella profondità delle esperienze dei rifugiati. Il loro valore risiede piuttosto nell’offrire un momento di fuga dagli orrori del quotidiano, oltre che nella possibilità di conservare il ricordo di un viaggio che continua. Tutti vogliono un ritratto, e per diverse ragioni. Ai giovani piace mettersi in posa; alle madri l’idea di poter mostrare le foto ai figli una volta che saranno cresciuti e ai bambini perché è un gioco. E cosa significano queste foto per noi che le guardiamo? Offrono un punto di vista diverso da quello che ci viene proposto dai media. Ci aiutano a vedere queste persone come tali, non vittime, non eroi, né rifugiati da compatire né migranti da temere. Persone che resistono, si preoccupano, gioiscono.

Il progetto ha ricevuto diversi premi nell’ambito di festival internazionali, tra cui Lugano Photo festival e Kolga Tbilisi Award. Un’edizione limitata di cartoline del progetto ricamate a mano (riproduzione digitale APfaR polaroid) è disponibile presso The Photographers Gallery di Londra. I ricavati della vendita sono donati ad “Athena” Centro per Donne Rifugiate sull’isola di Chio (Action from Switzerland).

11 febbraio - 9 marzo 2017
Inaugurazione: sabato 11 febbraio 2017, ore 19
WSP photography
via Costanzo Cloro, 58
Roma

Kate Bush
The Kate Inside
Classic and Unseen photographs by Guido Harari, 1982-1993

11 febbraio - 26 marzo 2017
Inaugurazione: sabato 11 febbraio 2017, ore 15.30
Wall Of Sound Gallery
Via Gastaldi, 4
Alba (CN)

«Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi; è l’indifferenza dei buoni»

Martin Luther King

Love and Violence

La mostra “Love and Violence”, aperta al pubblico dall’11 febbraio al 2 aprile 2017 in Galleria Cavour, nasce come manifesto di denuncia contro la violenza sulle donne, ma con un importante lavoro di ricerca delle curatrici, si estende a tutte le forme di violenza e vuol essere un momento di riflessione sociale e culturale che suggerisca soluzione e speranza.

Organizzata dal Comune di Padova, Settore Cultura Turismo Musei e Biblioteche e patrocinata da la Nuova Provincia di Padova, con il sostegno di Confartigianato Imprese Veneto e Assosomm – Associazione Italiana delle Agenzie per il Lavoro, la mostra è a cura di Barbara Codogno e Silvia Prelz.
La mostra sarà inaugurata venerdì 10 febbraio alle ore 18 e rimarrà aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.

Scriveva Martin Luther King: «Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi; è l’indifferenza dei buoni». Si potrebbe quasi dire, infatti, che alla violenza siamo stati abituati: quotidianamente la cronaca ci mostra immagini terribili davanti alle quali, addomesticati all'orrore, non sappiamo più reagire. Non prendiamo le distanze dai tanti abusi, soprusi, dalle menzogne, dai ricatti... Perché se è pur vero che la violenza sulle donne ha raggiunto quelle drammatiche cifre che hanno le guerre o i genocidi (da qui la parola femminicidio, appunto), è altrettanto vero che violenza è una modalità di pensiero e azione che irrompe in moltissime dinamiche e relazioni. Come parlare di tutto questo attraverso l'arte? Ventisette artisti, tra le eccellenze locali fino ai vertici dell'arte internazionale, sono stati chiamati a esasperare e risolvere questo binomio e il conseguente disequilibrio violento che si può innescare quando si esce dalla modalità dell'amore.

Tra installazioni, opere di fotografia, pittura, scultura e videoarte, “Love and Violence” affronta il tema affidandosi all'interpretazione di ogni singolo artista, con particolare attenzione alla sua ricaduta sociale. In mostra sarà messo a disposizione del pubblico un foglio di sala elettronico a supporto della visita. Come nei grandi musei, per la prima volta in Galleria Cavour, sarà presente una postazione con laptop liberamente utilizzabile dove grazie ad una tecnologia di ultima generazione brevettata da Volare Design & Project, si potrà accedere ad informazioni e approfondimenti sulla mostra e sugli artisti presenti. Catalogo Cleup Editore, testi critici di Francesca Bottacin e Alessia Castellani.

INCONTRI
Per analizzare e approfondire le molte sfaccettature del binomio Amore e Violenza, la mostra “Love and Violence” presenta, oltre all’esposizione d'arte contemporanea, un’importante rassegna di eventi, conferenze ed incontri che si terranno in Galleria Cavour sempre ad ingresso gratuito.

Si comincia giovedì 23 febbraio alle ore 17.30 con una conferenza tenuta dalle filosofe dell’Università di Padova Emanuela Magno “ARTE E TERRORE. Botero su Abu Ghraib” e Silvia Capodivacca “La violenza delle donne. Pratiche di emancipazione alternativa”.
In particolare il ciclo di dipinti su Abu Ghraib di Botero è una pagina poco conosciuta, lontana dalle immagini di donne abbondanti e festose che lo hanno reso famoso nel mondo. Ottanta opere con cui Botero ha deciso di comunicare al mondo tutto il suo disgusto e disprezzo alla vista delle immagini delle torture e dell’orrore nel carcere di Abu Ghraib, piccola cittadina a circa 30 km da Bagdad.

Si continua con l’incontro di mercoledì 8 marzo alle ore 17.30 dedicato alla calligrafia e pittura giapponese con la performance dell'artista Shofu Yoshimoto e il contributo del filosofo dell’Università di Padova Alberto Giacomelli.
Shofu Yoshimoto, tra i quattro artisti giapponesi presenti in mostra, è un’esponente conosciuta internazionalmente per l'arte calligrafica. Nelle sue opere crea contrasti meravigliosi tra il nero dell'inchiostro giapponese e il bianco della carta vegetale in un mirabile equilibrio di fragilità e forza.

Mercoledì 15 marzo dalle ore 17.30 si terrà un approfondimento sul tema “L’emancipazione della donna contribuisce al superamento della violenza”. Interverranno: Confartigianato Donne Impresa, la dott.ssa Grazia Carfaglio, Consigliere di Assosomm Associazione Italiana delle Agenzie per il Lavoro e Gianpaolo Scarante dell’Università di Padova, diplomatico e ambasciatore.

Il 17 e 18 marzo si terrà il convegno della Associazione di psicoanalisti Junghiani "VJA" (Viaggi Junghiani Analitici) dal titolo “Amore e Violenza: trauma, dissociazione e cura” in collaborazione con il Centro Junghiano Psicologia Analitica, il Centro Soranzo Mestre, che vedrà la partecipazione di Paolo Santonastaso, dell’Università di Padova e di Umberto Gallimberti, dell’ Università di Venezia.

Giovedì 23 marzo alle ore 17.30 spazio alla fotografia femminile con un focus tenuto dalle curatrici Barbara Codogno e Silvia Prelz. Si esploreranno i linguaggi della fotografia declinata al femminile passando da Francesca Woodman a Diane Arbus senza tralasciare artisti locali come la fotografa padovana Alessandra Toninello.

Chiude il ciclo di incontri la conferenza di giovedì 30 marzo ore 17.30 tenuta dai filosofi dell’Università di Padova Lorenza Bottacin Cantoni e Alberto Giacomelli che approfondiranno il tema della violenza dell’eros a partire da due romanzi in cui la letteratura si intreccia con la sessualità: “La filosofia nel boudoir” (1795) il manifesto più compiuto ed estremo del pensiero di François de Sade e “Venere in pelliccia” (1870) di Leopold von Sacher Masoch. Due autori che hanno esercitato una notevole influenza in ambito letterario e culturale tanto da dare origine ai termini “sadismo” e “masochismo”.

11 febbraio - 2 aprile 2017
Inaugurazione: venerdì 10 febbraio, ore 18-22
Galleria Cavour
Piazza Camillo Benso Conte di Cavour
Padova

Andres Serrano – Torture

A vent’anni dalla sua ultima mostra a Napoli, Andres Serrano torna in città con la sua terza mostra “Torture” presso la Galleria Alfonso Artiaco (nel 1994 e nel1995).

La mostra presenta 18 lavori della serie “Tortura”: il suo interesse per il tema inizia nel 2005 quando il New York Times Magazine gli ha chiesto di produrre un’immagine che accompagnasse la copertina e l’articolo di fondo dal titolo “Di cosa non parliamo quando parliamo di tortura” Dieci anni dopo, nel 2015, dopo un incontro con il gruppo a/political (un’organizzazione fondata nel 2013 con obiettivi utopici, mossa dall’intenzione di lavorare in modo indipendente per permettere agli artisti totale libertà creativa nella produzione e in tutte le fasi curatoriali di progetti collettivi), Serrano ha ottenuto il supporto logistico per la produzione del progetto.
Con il suo lavoro, Serrano entra in edifici di dolore e sofferenza, ricreando le scene con estrema accuratezza.
Alcuni di questi lavori sono stati fatti in musei di tortura o ex campi di concentramento, mentre i restanti in una ex azienda a Maubourguet, in Francia, conosciuta come “la Fonderia”, ora residenza per artisti guidata dall’artista Andrei Molodkin e dal gruppo a/political.
Alla Fonderia, Serrano ha fotografato diversi modelli simulando un moderno interrogatorio con diverse tecniche di tortura. L’intento era quello di “guardare alla tortura attraverso una prospettiva differente per fotografare il soggetto in modo da dargli un senso estetico”. Essendo in grado di empatizzare sia con la vittima che con il carnefice, Serrano ha provato ad assumere il ruolo di entrambi: esecutore e torturato.
Come scrive Germano Celant nel suo saggio “Fotografie senza scampo” l’area scelta dall’artista è quella che “rappresenta l’impresentabile, ciò che va oltre ogni concepibile dimensione ed etica. Il suo lavoro tende ad eccedere ogni limite per avvicinarsi ad una visione tragica, che con la sua tensione tende a condurre un discorso sugli essere umani, dei quali viene dato un quadro doppio. La sua fotografia è quindi un interrogatorio e una meditazione di natura religiosa, che vuole ottenere una comprensione del mistero della vita e nelle sue estreme manifestazioni, dal sesso alla politica, dal vivere a morire. "
Percorrendo le stanze della mostra, il dramma e la violenza che la tortura porta con se vengono rappresentati in diverse maniere indicando così diversi punti di vista che indagano la sofferenza umana delle vittime e la follia del boia.
A proposito di quest’ultima il lato più oscuro dello spettatore è stimolato dalla vista di sei fotografie che rappresentano antichi oggetti relativi alla tortura, quattro dei quali provenienti dalla collezione di autentici dispositivi di tortura di Hever.
Incluse in mostra ci sono anche cinque fotografie di uomini contorti in posizioni disperate che ci fanno preludere il dramma che questi stanno per affrontare. Immagini di questo tipo, grazie ai media, fanno ormai parte della psiche collettiva riportandoci alla memoria gli eventi avvenuti nella prigione Abu Ghraib.
Queste ricostruzioni sono state effettuate in “Fonderia”, un luogo che l'artista ha detto potrebbe, in altre circostanze, essere servito come un luogo oscuro prima di essere trasformato in una residenza per artisti.
Continuando attraverso la mostra si trovano la serie degli “Uomini incappucciati” (4 fotografie) e “Fatima”.
In entrambi i casi, Serrano ha deciso di usare come modello per la fotografia la vittima reale della tortura.
Nel primo caso, ha chiesto di posare per lui agli “uomini incappucciati” del Nord dell’Irlanda, uomini che sono stati detenuti e torturati nel 1972 dalle autorità Inglesi perché sospettati di essere membri dell’esercito della Repubblica Irlandese. “Se fossi stato un fotografo avrei scattato dei ritratti delle loro facce”, dice Serrano, “ma sono un artista concettuale e quindi volevo fotografare l’immagine “dell’Uomo incappucciato”.
Mentre con “Fatima”, la scelta di coprirle il viso è stata sua, ma facendo così è diventata il simbolo per tutte quelle donne che hanno dovuto subire torture ed umiliazioni dalle mani dei loro carnefici.
Infine, c’è una fotografia che mostra una stanza vuota di Buchenwald, campo di concentramento Tedesco.
Qui sembra che il nulla del corridoio sia stato sbiadito dall’onnipotenza del male e della brutalità che quei luoghi hanno accolto. Quando il direttore del gruppo a/political, Becky Haghpanah-Shirwan ha discusso con Andres Serrano circa l’urgenza e il bisogno che qualcuno sente di distinguere tra le immagini d’arte e quelle delle news, Andres rispose: “Non penso che un’immagine costruita sia meno potente rispetto a una reale. Una buona fotografia giornalista ha il potere di essere reale, mentre un’immagine costruita ha il potere di essere arte.”
Quando ci relazioniamo a questi lavori, siamo quindi divisi tra l’essere affascinati dal magnifico risultato formale che queste immagini portano con sé e allo stesso tempo l’imbarazzo e lo sconforto che queste immagini ci creano se pensiamo a cosa rappresentano.

Andres Serrano è nato a New York nel 1950 dove attualmente vive e lavora.
Serrano ha ricevuto attenzione internazionale con lo scandalo mosso dal lavoro suo “Piss Christ” (1987), accendendo un dibattito nazionale sulla libertà d’espressione artistica e il finanziamento pubblico per opere controverse. Ha continuato a produrre molte serie tra le quali il KKK, The Morgue e Merda. In tutto il suo conflittuale e politicamente impegnato lavoro, Serrano decostruisce e mette in luce le ipocrisie all'interno di costrutti religiosi, politici e sociali.
Tra le recenti mostre personali è importante citare le seguenti: Maison Europeenne De La Photographie, Parigi, Francia (2016) “Torture,” Collezione Lambert ad Avignone, Avignone, Francia (2016) Uncensored photographs, Musées Royaux di Belle Arti in Belgio, Brussels, Belgium (2016); The Denizens of Brussels / Residents of New York Congrès (gare), Bruxells, Belgio, organizzata dal Museo di Belle Arti di Bruxelles, Bruxells, Belgio (2016); Ainsi soit-il ? Collectione Lambert in Avignone, Avignone, Francia (2016); Ainsi soit-il Château de Villeneuve, Fondazione Emile Hugues, Vence, Francia (2015); Redemption Fotografiska Museo di Stoccolma, Svezia (2015).

11 febbraio - 31 marzo 2017
Inaugurazione: 10 febbraio 2017
Galleria Alfonso Artiaco
Piazzetta Nilo, 7
Napoli


Paolo Ventura. Early Works and Rare Prints

11 febbraio - 29 aprile 2017
Galleria del Cembalo
Palazzo Borghese
Largo della Fontanella di Borghese, 19
Roma

XIV Seravezza Fotografia 
12 febbraio - 17 aprile 2017 
Palazzo Mediceo
Seravezza

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