Paolo Ventura. Early Works and Rare Prints

Paolo Ventura in mostra con le prime rappresentazioni di oggetti rinvenuti casualmente e rare immagini inedite di War Souvenir

Quello che ritroviamo per caso ci restituisce spesso la dimensione 'ideale' di quanto abbiamo perso, dimenticato, cancellato. Un principio che sembra guidare da anni la ricerca fotografica di Paolo Ventura, ispirando anche la nuova mostra fotografica ospitata alla Galleria del Cembalo di Roma, con work print di progetti inediti e delle rare immagini di War Souvenir, dopo la presentazione al Palazzo Isolani di Bologna durante l'ultima edizione di Arte Fiera.

Early Works and Rare Prints è allestita come una scatola ritrovata, in viaggio dalle prime rappresentazioni di oggetti rinvenuti casualmente, posti come indizi di drammi individuali e tragedie collettive, a quelle che nutrono la vera finzione credibile, messa in scena con stampe ancora inedite di War Souvenir che potete iniziare a sbirciare nella piccola gallery virtuale che apre questa segnalazione.


    "Il primo lavoro "mio", fuori dagli incarichi di moda, s’intitola Buchi di violenza, ed è una ricerca che ho fatto sulle tracce lasciate da episodi di violenza. Sono dei close up di buchi, illuminati dal ring flash che ti permette di illuminare tutto e di andare molto vicino".

    "Vent’anni fa casualmente avevo cominciato a trovare oggetti "sparati", e ho iniziato a fotografarli; come ad esempio dei lampioni di Piazza della Repubblica (a Milano), traforati dalle schegge di bomba della seconda guerra mondiale. Fanno impressione perché sono dei lampioni di ghisa di un metro di diametro, passati da parte a parte come il burro, con il foro di entrata e di uscita, che sembra un fiore. Sono ancora lì."

    "Poi un mio amico collezionista ha trovato la divisa di un ragazzo ucciso sul Carso, sulla quale si vede ancora oggi il foro e la macchia di sangue. Quindi sono stato a Redipuglia dove sono esposti degli oggetti privati di combattenti e ho fotografato un portafoglio di un soldato, attraversato da una pallottola, e la pallottola ha forato una lettera e la fotografia della fidanzata. E io ho fotografato tutto. Ho trovato anche mantelline con il colpo di baionetta, elmetti, un quadro che stava in una birreria di Udine, e anche quello portava le
    tracce di una sparatoria".

    "Nello stesso periodo avevo conosciuto un ragazzo di Bologna che aveva una valigia piena di libri salvati da una tipografia, alla quale i fascisti avevano dato fuoco, dove suo nonno stampava i volantini dell’Avanti. E questa valigia era piena di libri bruciati. E li ho fotografati uno alla volta. Sono delle sculture".

    "Ancora, c’è un lavoro più piccolo dedicato ai reperti della Grande Guerra che trovavo in campagna, ad Anghiari. Scavavo e appena questi emergevano dalla terra li fotografavo. Fotografie in emersione. Sembravano dei fantasmi".

    Paolo Ventura

Paolo Ventura. Early Works and Rare Prints
11 febbraio - 29 aprile 2017
Galleria del Cembalo
Palazzo Borghese
Largo della Fontanella di Borghese, 19
Roma

Foto | War Souvenir © Paolo Ventura, Courtesy Galleria del Cembalo

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