Uliano Lucas: 50 anni di vita, impegno e giornalismo d’inchiesta

Viaggio in un cinquantennio di fotografia, impegno e giornalismo d’inchiesta di Uliano Lucas

"La vita non ha senso, anzi è la vita che ci dà un senso, sempre che noi la lasciamo parlare. Perché prima dei poeti, parla la vita. Dobbiamo ascoltarla"

Alda Merini

A ritrarre e condividere il senso della poesia di vita di Alda Merini, scovata nelle pieghe più oscure della mente e del cuore, con la forza d'animo e la gentilezza dello sguardo che sa spingersi oltre senza inaridire, è l'obiettivo acuto di Uliano Lucas, nella Milano che ha fornito ad entrambi i natali, insieme alle sfumature più sublimi dell'esistenza per il loro temperamento e talento inquieto.

Uliano Lucas: biografia


Nato a Milano nel 1942 da una famiglia operaia, Uliano Lucas cresce nel clima di ricostruzione civile e intellettuale che anima il capoluogo lombardo nel dopoguerra.
Studia nei Convitti della Rinascita dove insegnanti come Luciano Raimondi, Albe Steiner o Guido Petter offrivano la possibilità di un’istruzione e di un sostegno ai figli dei partigiani e dei reduci con problemi familiari, poi, espulsone per troppa indisciplina, curioso e inquieto, prende a frequentare, ancora sedicenne, l’ambiente di artisti, fotografi e giornalisti che vivevano allora nel quartiere di Brera. E qui, durante le interminabili discussioni ai bar Genis e Giamaica con grafici, disegnatori, intellettuali e artigiani della vecchia Milano, ma anche con i fotografi Ugo Mulas, Mario Dondero, Alfa Castaldi, che ancora si ritrovavano nella ex latteria, decide di tentare la via del fotogiornalismo, ravvisandovi, come altri giovani della sua generazione, uno strumento di impegno civile e insieme una professione indipendente, libera dalle costrizioni, viatico per quella scoperta di mondi diversi che infatti caratterizza poi tutta la sua esistenza.

I primi anni lo vedono fotografare le atmosfere della sua città, la vita e i volti degli scrittori e pittori suoi amici – Enrico Castellani e Costantino Guenzi, Piero Manzoni e Arturo Vermi – ma anche raccontare i nuovi fermenti nella musica e nello spettacolo, dal Cab 64 di Velia e Tinin Mantegazza ai gruppi rock degli Stormy Six e dei Ribelli.

Poi arriva il coinvolgimento nelle riflessioni politiche scaturite dal movimento antiautoritario del ’68 e l’impegno in una lunga campagna di documentazione sulle realtà e le contraddizioni del proprio tempo: l’immigrazione in Italia e all’estero, la distruzione del territorio legata all’industrializzazione, le proteste di piazza degli anni ’68-’75, il movimento dei capitani in Portogallo e le guerre di liberazione in Angola, Eritrea, Guinea Bissau, seguite con i giornalisti Bruno Crimi ed Edgardo Pellegrini per riviste come Tempo, Vie nuove, Jeune Afrique e Koncret o per iniziative editoriali diventate poi un punto di riferimento per la riflessione terzomondista di quegli anni.
Uomo colto e visionario, Lucas lavora in quel giornalismo fatto di comuni passioni, forti amicizie e grandi slanci che negli anni ’60 e ’70 tenta di opporre una stampa d’inchiesta civile all’informazione consueta del tempo, poco attenta ad una valorizzazione della fotografia e imperniata sulle notizie di cronaca rosa e attualità politica. Collabora negli anni con testate come Il Mondo di Mario Pannunzio e poi di Arrigo Benedetti, Tempo, L’Espresso, L’Europeo, Vie nuove, La Stampa, Il manifesto, Il Giorno, o ancora con Tempi moderni di Fabrizio Onofri, Abitare di Piera Pieroni, Se – Scienza e Esperienza di Giovanni Cesareo e con tanti giornali del sindacato e della sinistra extraparlamentare. A servizi sull’attualità e sul mondo dell’arte e della cultura, alterna reportage, che spesso sfociano in libri, su temi che segue lungo i decenni: dalle trasformazioni del mondo del lavoro, alla questione psichiatrica.
Racconta le nuove forme d’impegno del volontariato degli anni ’80 e ’90, le iniziative del Ciai (Centro italiano per l’adozione internazionale) in India e in Corea e le realtà della cooperazione in Africa. Durante la guerra jugoslava vive e restituisce in immagini le tragiche condizioni di esistenza della popolazione sotto assedio. 


Nei primi anni ’90 collabora intensamente con la rivista King, con il Corriere della Sera e il suo supplemento Sette ed è coinvolto da Guido Vergani e Paolo Mereghetti nelle inchieste sulla Grande Milano delle pagine cittadine di Repubblica. Su questa testata pubblica diversi reportage sulle architetture e gli spazi di Milano e del suo infinito hinterland che si inseriscono in un lavoro mai interrotto sul cambiamento del territorio come specchio delle trasformazioni nell’economia e nel tessuto socio-culturale italiani.
La chiusura, fra gli anni ’80 e i ’90, della maggior parte dei giornali con cui collabora e i cambiamenti nel sistema dell’informazione e della produzione e distribuzione della notizia, lo portano a diradare nell’ultimo quindicennio le corrispondenze giornalistiche per dedicarsi a inchieste di ampio respiro condotte insieme a giornalisti, sociologici e storici.
Ne sono un esempio il racconto dei primi anni ’90 sui centri di recupero per tossicodipendenti a Torino, con Carlo Degiacomi, la documentazione degli stessi anni sulla difficile riconversione industriale nel ponente genovese, con Leila Maiocco e il sindacalista Franco Sartori o il reportage sulle carceri di San Vittore e Bollate, realizzato per la Triennale di Milano con Franco Origoni e Aldo Bonomi. Degli ultimi anni sono anche il libro Scritto sull’acqua, in cui le sue immagini sulle popolazioni borana dell’Etiopia meridionale, dialogano con il racconto letterario di Annalisa Vandelli, e la lunga indagine sul territorio di Bari e sulla devozione a Padre Pio, in cui Lucas rinnova, con uno stile che riflette i cambiamenti del tempo, l’impegno di conoscenza e analisi e la capacità narrativa ed evocativa che lo hanno da sempre contraddistinto.
Tatiana Agliani (biografia sul sito di Uliano Lucas

La Milano che ha segnato l'avventura umana, insieme all'impegno civile e professionale di uno dei grandi fotoreporter italiani, dalle prime discussioni al Bar Jamaica di via Brera, alla decisione di documentarne fermenti e contraddizioni, boom economico e contestazioni, dalla piazza al carcere, dalle fabbriche ai manicomi, tra volti anonimi e di grandi artisti, seguendo l'immigrazione fin dove osa spingersi.

Immigrato sardo davanti al grattacielo Pirelli, Milano, 1968ph: Immigrato sardo davanti al grattacielo Pirelli, Milano, 1968 © Uliano Lucas

«Questa immagine mi ha reso felice, perché è da dieci anni nei libri di testo. Non c'è "World press photo award" che valga una soddisfazione del genere: significa che attraverso il tuo lavoro una nuova generazione prende conoscenza di una storia accaduta decenni prima. Sta tutto lì, riassunto in un fotogramma: il grattacielo Pirelli di Giò Ponti, il potere dell'industria che nella "Vita Agra" Luciano Bianciardi sognava di far saltare per aria, l'opulenza del miracolo economico e il volto di chi con le sue braccia e i bassi salari quel miracolo ha reso possibile...»

Uliano Lucas

L'inizio di un lungo viaggio in più di mezzo secolo di giornalismo d'inchiesta, pronto a lasciare l'Italia per seguire il movimento dei capitani in Portogallo e le guerre di liberazione in Africa, la scoperta del capitalismo in Cina e le adozioni in India e Corea, senza mai perdere di vista limiti e contraddizioni di questo mondo e del fotogiornalismo, con riflessioni che arricchiscono da anni mostre collettive, personali e pubblicazioni.

Una sintesi, inevitabilmente parziale, di questo cinquantennio di fotografia, impegno e giornalismo d’inchiesta di Uliano Lucas, anima la rassegna che Tatiana Agliani e Renato Corsini gli dedicano al Ma.Co.f (Centro Italiano di Fotografia), ospitato da 14 maggio 2016 al piano nobile del Palazzo Martinengo Colleoni di Malpaga a Brescia, per volontà di Uliano Lucas, Gianni Berengo Gardin e Renato Corsini, in collaborazione con le storiche della fotografia Tatiana Agliani e Giovanna Bertelli.

In occasione della prima edizione del Brescia Photo Festival, gli spazi del Ma.Co.f, custodi di una collezione permanete di circa 240 fotografie originali, di 42 tra i più importanti e rappresentativi fotografi italiani del XX secolo che contano Lucas, ospitano la retrospettiva di Uliano Lucas, con un viaggio in oltre 150 immagini, scelte espressive, onestà intellettuale e quella poetica visiva che caratterizza immagini e parole di 50 anni di storia, realtà e contraddizioni, lasciate spesso ai margini del sistema dell’informazione.

Uliano Lucas. Restrospettiva
Brescia Photo Festival 2017
7 marzo – 3 settembre
Ma.Co.f (Centro Italiano di Fotografia)
Brescia

Foto | Uliano Lucas. Restrospettiva
Via | Studio ESSECI

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