La Leica Monochrom nelle mani di Gianni Berengo Gardin

Ho ascoltato Gianni Berengo Gardin in diverse amabili conversazioni sia pubbliche che private ed in tutte ha sempre  dichiarato che non avrebbe mai usato una macchina fotografica digitale e la sua grande abilità oratoria unito al fatto che nessuno degli astanti avrebbe osato contraddire una icona della fotografia italiana lo ha sempre fatto uscire vincitore da simili confronti.

Adesso blog e riviste annunciano che “Berengo” sta sperimentando la nuova Leica Monochrom , in pratica è come se Henri Cartier-Bresson nel 1990 avesse annunciato di “sperimentare” una reflex autofocus dotata di zoom.

 

I commenti si sprecano  “risoluzione impressionante”, “grande latitudine di posa”, risultati che impressionano a 3200 ISO.

Certo per uno che fino ha ieri ha usato pellicole come l’HP5 della ILFORD o come la TRIX della Kodak (pellicole già vetuste già nel 1990) scattare a 3200 iso ed avere grana quasi inesistente e tutte le sfumature di grigio  impressiona. Per me  i 3200 iso (che per chi ha usato una volta nella vita la TMAX 3200 sa che voleva dire “grana come palle da golf”) sono la quasi normalità dal 2008 quando sono uscite la Nikon D700 e la Canon 5D Mark II. Non ho ancora provato la Canon 5D Mark III ma sembrerebbe che la soglia “dell’impressionamento” si sia alzata e di parecchio.

A me della Leica Monochrom impressiona il prezzo che si aggira intono ai 7000 € ai quali bisogna aggiungere  2000 € per il 35 mm f/2. Sarebbe bello confrontarla con la nuova Canon Eos M corredata del 22 mm f/2 o con la più costosa Fujifilm X-pro 1 con il 18 mm f/2  e vedere che succede. Certo perderò “il piacere di mettere a fuoco manualmente” o di “scattare con una macchina che è l’erede di quelle che hanno scritto la storia del reportage” ma risparmierò un sacco di soldi e tra un paio d’anni quando il mio costoso giocattolo sarà ampiamente superato non avrò remore a portarlo sulla spiaggia o sotto la pioggia.

 

Inviterei quindi Gianni Berengo Gardin (che insieme a Tommaso Le Pera è uno dei fotografi più gentili che ho mai conosciuto) a provare magari anche la Nikon D4 corredata con il 35 mm f /1,4 (conosce bene il sistema Nikon autofocus visto che quando l’ho incrociato per la prima volta nel 1997 alla festa dei Santi Cosma e Damiano a Riace aveva al collo due F4 dotate di pesanti zoom) ed allora rimarrà impressionato sul serio.
Via|Leica

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