Mostre fotografiche per il 2° weekend di giugno 2017

Aspettando il secondo fine settimana di giugno 2017 con le migliori mostre fotografiche, fresche di inaugurazione

La consueta selezione di proposte interessanti per il weekend, torna ad approfittare delle mostre fotografiche inaugurate durante questa settimana, con una ricca gamma di scorci e prospettive offerte in tutta Italia, dalla fotografia d'autore della prima Milano PhotoWeek e il WIDE PHOTO FEST 17 in Piazza Gae Aulenti, alle prime "storie" della XIII edizione di Fotoleggendo, passando per ..

Milano PhotoWeek
5-11 giugno 2017
Milano

Mauchi - Indeterminazione

“Indeterminazione” è la mostra fotografica firmata Mauchi che prenderà il via allo Spazio Nour di Viale Bligny 42 martedì 6 giugno alle ore 18.
La mostra è un’antologica sull’arte di Mauchi a cura di Elisabetta Rizzuto e dedicata interamente alla fotografia in bianco e nero. “Mauchi vede bianco e nero – si legge nella presentazione – uno imprescindibile dall’altro, lo yin e lo yang da cui tutto ha origine. Il nero è freddo, oscuro, profondo, inerte e convive con il bianco caldo, chiaro, epidermico, dinamico. In questa geografia cromatica, il grigio è un colore indefinito e complementare a se stesso. Mauchi forza il gesto fotografico componendo grafici, segni e disegni. Come ‘lo stile d’erba’ della calligrafia cinese, tutto il lavoro di Mauchi si caratterizza per la ricerca della forma di un’armonia esistente in natura, che viene colta oltre l’oggetto della rappresentazione, spesso non più riconoscibile anche all’occhio più attento”.
La curatrice lega il lavoro dell'artista con una delle teorie più affascinanti della fisica moderna, il Principio di Indeterminazione, invitando il pubblico ad una riflessione sulla dimensione relazionale dell'arte. Come sostiene Heisenberg, padre della quantistica, l’osservatore e l’osservato in relazione generano mutamenti sempre diversi e imprevedibili. Allo stesso modo tutta la fotografia di Mauchi è imprecisa, indefinita e non ha alcuna determinazione data perché può assumerne diverse e generare una gamma infinita di percezioni e sensazioni.

L’appuntamento per l’inaugurazione della mostra è martedì 6 giugno alle ore 18. La mostra sarà visitabile dal 6 giugno al 20 giugno, dal lunedì al venerdì 10 – 13 e 15 – 19 e sabato e domenica su appuntamento (telefonare al 388.7881752). Ingresso gratuito.

MAUCHI è uno sperimentatore visivo. Nato nel 1973 a Lucca, inizia a fotografare giovanissimo da autodidatta. Alla fotografia presto affianca anche la produzione di video. E' appassionato di culture orientali e praticante dell'aikido, arte marziale giapponese. Ha vissuto in Liguria e poi a Prato, dove ha conosciuto Elisabetta Rizzuto con cui collabora allo sviluppo di progetti artistici. Oggi vive a Lucca e lavora tra l’Italia e la Svizzera.

Testo di presentazione della mostra a cura di Elisabetta Rizzuto

6 - 20 giugno 2017
Inaugurazione: martedì 6 giugno 2017, ore 18.00
Spazio Nour
viale bligny, 42
Milano

FotoLeggendo XIII edizione
6 giugno - 15 luglio 2017
giornate inaugurali 16 – 17 e 18 giugno 2017
sedi varie
Roma

Claudia Marini: Ritratti senza passato


Ritratti senza passato 
a cura di Michele Corleone 
con la collaborazione di Collettivo Luce 
 
“Ritratti senza passato nasce dal mio amore per le fotografie dimenticate, come naturale evoluzione del progetto precedente, Ritratti di città, una collezione di fotocollages composti con ritagli di fotografie acquistate nei mercatini delle pulci. Le fasi di lavoro che seguono questo primo progetto, mi hanno portata alla produzione di due serie di opere, che io sento molto simili, per quanto apparentemente forse molto diverse fra di loro.
A differenza di Ritratti di città, in cui il focus era posto sulle figure umane e sulle relazioni fra esse, in Ritratti senza passato la mia ricerca si è spostata sulla relazione fra figura e sfondo o figura e ambiente. Anche nella Fotografia ritrattistica di fine Ottocento, il soggetto veniva ritratto davanti ad un fondale dipinto oppure all’interno di una scenografia, creando un dialogo fra diversi livelli, di finzione e di realtà. Quel fondale o quella scenografia diventavano in quel momento il contesto del soggetto.
Da una prima fase di lavoro in cui ho sovrapposto più livelli di fotografie (una figura sopra ad uno sfondo), sono passata alla creazione di veri e propri “teatrini” tridimensionali che raccolgono i frammenti di foto singole collocate in uno spazio fisico capace di ridonar loro una logica della terza dimensione. Utilizzando materiale fotografico vernacolare di varia natura, i diversi soggetti vengono posti su vari piani di profondità ricreando una sorta di nuova realtà da fotografare nata dal riutilizzo di stralci ricomposti di fotografie dimenticate. Queste rappresentazioni tridimensionali costituiscono il soggetto del mio fotografare, il “teatrino” esiste per essere fotografato, poi viene distrutto.
L’accostamento tra i vari elementi, tra le figure e lo sfondo, è dettato dalla ricerca di un equilibrio formale dell'immagine nuova. A volte esso è coerente, sul piano dei significati, altre volte lo è solo illusoriamente e crea così uno sfasamento percettivo, dove l’immagine è ancora percepita come ‘funzionante’, anche se illogica.
La relazione tra scenografia, Personaggi e drammaturgia, danno vita ad ognuna di queste nuove immagini, per me nuove fotografie.
Le figure umane ritratte, da fantasmi di un’umanità dimenticata, divengono Personaggi che appartengono al tempo presente, al qui e ora dello sguardo e della rappresentazione.
In fondo, la mia necessità di fotografare è la necessità di raccontare storie.
BIO
Claudia Marini si occupa di fotografia dal 1993, seguendo ogni passaggio della creazione di un'immagine fotografica, dalla fase della ripresa, allo sviluppo e poi alla stampa. Nel 2001 comincia a specializzarsi in fotografia di architettura e di interni, utilizzando il medio e il grande formato di pellicole e attrezzature pesanti a banco ottico. 
Ha collaborato con diverse riviste, editori e con diversi enti pubblici e privati per progetti editoriali. 
La sua ricerca artistica, che si sviluppa sempre su base progettuale, è narrativa e comprende sempre una serie di immagini. La modalità utilizzata per unire fra di loro le fotografie ha sempre a che fare con il progetto di cui sono parte in maniera drammaturgica. Da sempre indaga il ritratto, come racconto di vita, come identità biografica, ma anche nella sua stretta relazione con i luoghi. 

6 - 30 giugno 2017
FotoLeggendo 2017
Interzone Galleria
Via Avellino, 5
Roma

Gian Paolo Barbieri. In viaggio


29 ARTS IN PROGRESS gallery di Milano, in occasione della prima edizione di Milano PhotoWeek 2017, rende omaggio a uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea, Gian Paolo Barbieri e, in particolare, al ciclo “tropical” del suo lungo itinerario fotografico: quello che lo vede, a partire dagli anni Ottanta, in luoghi esotici e lontani, a collezionare ritratti inediti di un’umanità e di una natura intatta, frammenti di memoria destinati a perdersi per sempre, attimi sottratti a un processo di metamorfosi e devastazione inarrestabile.

La mostra “In viaggio”, in programma dal 7 giugno al 14 luglio 2017, raccoglie una selezione di 30 opere fotografiche di Gian Paolo Barbieri, tra cui vintage ai sali d’argento e polaroid, scattate a partire dagli anni Ottanta nel corso dei suoi viaggi in paradisi tropicali come Tahiti, Madagascar, Seychelles e Polinesia.

Barbieri si trova dunque, forse per la prima volta, completamente da solo dietro alla macchina fotografica e davanti a un soggetto che non ha bisogno, anzi non concepisce alcuna possibilità di alterazione o di setting.

Quel che resta è la qualità dell’attenzione e l’onestà intelligente di uno sguardo capace di accedere autenticamente all’interiorità del soggetto.

Dei fotografi contemporanei Barbieri è senzʼaltro tra coloro che hanno sempre manipolato la libertà dʼinvenzione con più maestria e più coraggio, incurante, anzi compiaciuto di elidere i confini fra vero e falso, fra spazio artificiale e spazio praticabile. A questo punto sono le immagini a condurre il gioco e la realtà, a inseguirle. In mondi lontani, sospesi sul crinale della bellezza.

7 giugno – 14 luglio 2017
Inaugurazione solo su invito: martedì 6 giugno 2017, ore 18.00
Milano PhotoWeek 2017
29 ARTS IN PROGRESS Gallery
via San Vittore, 13
Milano

Monica Carocci - Outer Space

Francesca Antonini Arte Contemporanea è lieta di presentare la prima personale in galleria di Monica Carocci, dal titolo Outer Space.

La mostra inaugura un progetto a lungo termine che la galleria Francesca Antonini presenterà per tappe nel corso nel prossimo anno. Il progetto si intitola Terra Incognita e ha come tema quel paesaggio enorme, infinito, sconosciuto che contiene in sé ogni essere umano. Un territorio solo in parte mappato, solo in parte visibile e noto.
Il resto, appunto, è terra incerta, inesplorata, perché, non supponendone l’esistenza, non la si cerca.
Interi territori che mancano all’appello della propria consapevolezza, come pezzi perduti di un puzzle, il cui oblio terrà sempre aperte fessure e mancanze, non permettendo mai la visione completa, la percezione integrale di sè.
Non esistono formule o istruzioni per andarne alla ricerca. Unica bussola d’orientamento l’empatia e l’istinto. E poi il seguire una deriva ondivaga, di tipo situazionista, senza meta, un abbandono ipersensibile curioso di tutto, pronto e aperto a tutto, soprattutto alla sorpresa interiore, a trovarsi di fronte altre identità e possibilità, zone oscure che appartengono. Un’appropriazione che avviene attraverso lo smarrirsi, per trovare proprio quello che non si cercava. E che quando lo si trova, però, si riconosce.

L’immersione in sé appare un’esperienza di flânerie dell’anima, tra cervello e intestino, sospendendo le categorie di tempo e spazio. Passato e futuro convivono, contemporanei. Né prima né dopo, perché il momento in cui accade è quello della congiunzione, dove perdersi per ritrovare parti di sé, iniziando a farle emergere, evocandole.
Smarrirsi dentro di sé, fuori di sé, in un flusso irrazionale e sensoriale, come in una sorgente dentro cui scoprire tracce personali ma anche collettive. In questo consiste precisamente la circolarità del tempo, che si attorciglia a spirale attorno alla vita individuale per raggiungere e coinvolgere poi una profondità antica che contiene il singolo, amplificandolo fino a renderlo specie, Natura.
Questa flânerie alla deriva è una raccolta di episodi immaginisensazioniricordivociluci suoni, solo apparentemente disordinata.

Frammenti che galleggiano e convivono nella mostra di Monica Carocci.

Un magma fluido e onirico di tempi e luoghi scontornati e scardinati rispetto alle loro dimensioni di appartenenza e origine. Entrati a far parte di un flusso visionario e poetico dal ritmo a volte scorrevole altre a singhiozzo, che suggerisce come nelle lande interiori il tempo sia incerto, il paesaggio metropolitano e quello naturale non siano opposti, gli animali e gli uomini sconfinino uno nell’altro. Forme, masse, bianchi e neri, ombre e luci, linee, segni. Ogni stanza è un respiro che libera immagini sulle pareti. Un coinvolgimento ipnotico ed emozionale, che attiva sinapsi di pensiero e sensoriali per empatia.
Si entra in un Outer space dove le visioni sono extraterrestri, per loro natura evanescenti e instabili. Allucinazioni che si addensano come buchi neri o esplodono in bianchi cangianti.
I contorni fluidi, la superficie contaminata da molteplici segni, le rendono soggette a una continua metamorfosi percettiva, a deformazioni in corso di visione. Sono fatte della stessa materia dell’outer space, come viene chiamato in astronomia lo spazio esistente tra i corpi celesti. Quel cosmo infinito oltre cui si perde il cielo, convenzionalmente identificato al di là della linea Kàrmàn, a un'altezza di un centinaio di chilometri sopra il livello del mare nell’atmosfera terrestre. L'inizio dello spazio sconfinato.
Un vuoto apparente eppure densissimo, in cui si riverberano e conflagrano echi terrestri ed extraterrestri.
Una dimensione immaginifica che assomiglia a un ectoplasma, metafora perfetta dello spazio interiore: un vuoto solo apparente, perché racchiude materia sconosciuta, ma in realtà un pieno.
Così un viaggio dentro di sé diventa un’esperienza spaziale, oltre le leggi fisiche che regolano la Terra e lo Spazio anche in senso metaforico. Ogni essere umano, infatti, è un cosmo in continua esplorazione. E le immagini di Monica Carocci ne restituiscono perfettamente quella visionarietà da apparizione.
Sono raccolte in giro, una sorta di diario di incontri sparsi lungo una vita.
Sono apparizioni di vita, senza alcun riferimento alla loro origine, immersi in una dimensione onirica e surreale, che si condensano sulla carta baritata con una fisicità che dà loro una perturbante consistenza. La fotografia diventa pittura e installazione insieme, destrutturando completamente la sua natura riproduttiva e bidimensionale.
Per l’artista la nascita di ogni immagine è una pratica rituale, che parte da uno scatto rigorosamente analogico, per passare poi in camera oscura, luogo magico e demiurgico il cui risultato non è mai scontato. Carocci segue e conduce la fase di sviluppo come un alchimista: ogni fotografia prende forma seguendo una processualità dalla regia controllata nel dettaglio e condotta con precisione. Ogni scatto rivela una pelle dalla texture minuziosa. Il soggetto si apre in un tessuto immaginifico che regala una lettura extrasensoriale, oltre la sua apparenza. Tutto diventa visione e simbolo in una dimensione sospesa, sempre sull’orlo di vaporizzarsi in altro, come un’epifania. Assurge a un altrove che può essere solo un outer space. Strade, skyline metropolitani, interni ed esterni, fiori, animali, figure umane. Sono esperienze, emozioni, sensazioni, ricordi. Lampi nel cui bagliore appaiono suggestioni diverse. Una ballerina è un’architettura, un giaguaro un uomo, un fiore una porta di passaggio, una giraffa un sentimento. Il bianco e il nero, il buio e la luce sono condizioni osmotiche e intime, entrando direttamente in contatto con l’inconscio dello spettatore. Ogni opera di Monica offre un segmento introspettivo di mappa delle proprie terre incerte.

7 giugno - 30 settembre 2017
Inaugurazione: mercoledì 7 giugno 2017, ore 18.00
FAAC - Francesca Antonini Arte Contemporanea
Via Di Capo Le Case, 4
Roma

Photo Trouvè 1860/1940. Quando i fotografi erano rari

Dall’otto al dieci giugno, per soli tre giorni presso la galleria Rilievi Contemporary Art in via della Reginella 1a a Roma, saranno presentate al pubblico oltre cinquanta photo trouvè, un racconto per immagini lungo ottant’anni che mostra i cambiamenti sociali, urbanistici e culturali della Città Eterna; e come si sia evoluto l’uso del mezzo fotografico dal 1860 alle soglie della Seconda Guerra Mondiale. L’esposizione, a cura di Stefano Esposito da una ricerca di Simone Schiavetta, è composta principalmente da scatti anonimi, con l’aggiunta di due grandi stampe di Tommaso Cuccioni, all’inizio incisore e commerciante, poi divenuto uno dei più celebri fotografi attivi a Roma nell’Ottocento.
Destinazione del Grand Tour, affollata da artisti e vedutisti intenti a immortalarne gli angoli più suggestivi e monumentali, con l’avvento della fotografia l’Urbe ospita numerosi autori, molti stranieri, passando da una fase puramente artigianale, da bottega a direzione familiare, verso una vera e propria organizzazione semi industriale; ma è attraversata soprattutto da non professionisti e caratterizzata da una produzione amatoriale di grande qualità. Sono i luoghi delle antiche rovine a essere prediletti, le vestigia della classicità; ancora ville piazze e giardini, basiliche e architetture moderne; fino al gusto per l’antiretorico e il quotidiano.
La mostra testimonia questa evoluzione: i ponti di Roma, la Fontana di Trevi, l’Arco di Tito, i Fori e l’Isola Tiberina lasciano il passo a ville e dimore fuori porta, allo zoo e a scorci nascosti e meno convenzionali; e ai ricevimenti di principi e papi vengono accostati i mestieri più umili fino a giungere nelle campagne durante il tempo della mietitura.

Photo Trouvè 1860/1940 è organizzata in distinte sezioni: si parte dalle tipiche vedute “da cartolina”, dagli indirizzi e siti storici. I lavori di ammodernamento di vie e interi quartieri fino agli sventramenti del Ventennio testimoniano come la città si sia trasformata proprio in quel periodo per acquisire, almeno nelle sue zone centrali, l’aspetto che ancora oggi conosciamo. La campagna è rappresentata da osterie, vita contadina, e ruderi che se un tempo sorgevano nel vuoto, nel 2017 sono inglobati nel tessuto urbano. Gli animali costituiscono un blocco a parte. Infine gli avvenimenti memorabili (dal cinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia ai festeggiamenti della fine della Prima Guerra Mondiale all’incoronazione di Benedetto XV) si fronteggiano con la quotidianità dei tragitti in tram, i galleggianti sul Tevere, le tante attività per portare a casa del cibo. Albumine e poi stampe salate: quando i fotografi erano rari ogni scatto aveva un valore.

8 - 10 giugno 2017
Inaugurazione: giovedì 8 giugno 2017, ore
Rilievi Contemporary Art
Via della Reginella, 1a
Roma

KromArt. Fotografia e non solo

Il Centro Sperimentale di fotografia adams organizza la prima edizione della manifestazione espositiva fotografica KromArt – fotografia e non solo… nei locali della ex Cartiera Latina dall’ 8 all’ 11 giugno. L’iniziativa, vuole essere un’occasione di incontro, riflessione e dibattito sullo stato della fotografia italiana e internazionale; una vetrina espositiva di autori noti ed emergenti che presentano le loro ultime produzioni fotografiche.
KromArt – fotografia e non solo… è un progetto espositivo ad evento annuale che assorbe l’esperienza maturata negli anni da cascinafarsettiArt innovandone la formula e i luoghi espositivi. La stessa manifestazione, proseguirà con una programmazione articolata durante l’anno all’interno dei locali della galleria d’arte KromArt.
Espongono:

dalla Polonia Kasia Derwinska, dalla Repubblica Ceca Jan Mlčoch e Tomas Paulus, dalla Romania Loredana Bardas, dall’Italia Luciano Carletti, Stefano Cherti, Mario Di Lorenzo, Chiara Pansini, Riccardo Piredda, Daniele Romaniello, Katia Rossi, Alessio Vissani, Pina Zenga.
Verrà proiettato il video “L’inquietudine dell’ordine” di Elisabetta Marangon.
Roberta Marsigli, vincitrice della residenza d’artista anno 2016 presso il C.S.F.adams
Saranno presenti le opere dei finalisti del concorso fotografico Nessun limite eccetto il cielo…, promosso dal Creative Art Contest, Sara Aguzzoni, Filiberto Galli, Leonardo Perri.
Sono previsti seminari e workshop
Vi aspettiamo, ingresso libero.

8 - 11 giugno 2017
Ex Cartiera Latina
Via Appia Antica, 42
Roma

Wolf di Frederik Buyckx

Il vincitore del Life Framer Series Award, selezionato da Mona Kuhn, è Frederik Buyckx con la serie “Wolf”, presentata presso la galleria Matèria a Roma dall’8 giugno al 4 luglio 2017. La personale è co-curata da Life Framer, dall’Artista Mona Kuhn e da Niccolò Fano, direttore di Matèria.

Il titolo della serie – Wolf - è una metafora per i suoi viaggi attraverso i paesaggi europei, riscoprendo la natura selvaggia e i suoi abitanti, alla ricerca di un antidoto alla vita in una giungla di cemento.

8 giugno - 5 luglio 2017
FotoLeggendo 2017
Inaugurazione: giovedì 8 giugno 2017, ore 18.00 - 20.00
Matèria Gallery
Via Tiburtina, 149
Roma
frederik-buyckx-galleria-materia.jpg

Anatole Saderman. Ritratti romani 1961/62

Anatole Saderman, sicuramente uno dei maggiori fotografi del novecento in Latinoamerica e pioniere della ritrattistica, visse a Roma dal 1961 al 62. In quel periodo romano Saderman frequentò la Galleria la Nuova Pesa che si trovava a via del Vantaggio e grazie all’amicizia con Berenice giornalista dalla penna intelligente, garbata e ironica, divenuta celebre per la sua storica colonna “il Settevolante”, fiore all'occhiello del quotidiano Paese Sera conobbe gli artisti che erano attivi o transitavano a Roma. Città che in quegli anni era sicuramente uno dei centri delle avanguardie artistiche nazionali e non solo. Nel suo soggiorno a Roma nei primi anni ’60 Anatole Saderman ha quindi vissuto e interpretato il “cuore ” artistico della città eterna frequentando e fotografando, sempre con la visione personale del ritratto, la componente intellettuale che si stringeva intorno alla Galleria Nuova Pesa uno dei fulcri culturali della rinascita del postguerra. Nel rivederle oggi, dopo 55 anni, nella stessa galleria della sua prima personale romana, ritroviamo la nostalgia di quegli anni, ma anche riviviamo attraverso questi ritratti, gli sguardi, principalmente di artisti, che ci rinviano la sensazione, direi, la certezza che la rinascita era in cammino e che la prepotenza delle idee molto forte. Che loro “i ritrattati” erano consapevoli di essere parte delle avanguardie artistiche di quegli anni. Le posizioni, gli interni di studi o solo semplici ritratti, coinvolti da un sapiente uso della luce che esalta il bianco e nero, ne sono la felice dimostrazione. Presenti in mostra anche alcuni ritratti di artisti argentini di origine italiana che dimostrano il forte intercambio tra i due paesi e anche il fascino che la città ha sempre avuto sugli artisti. Tra i ritratti proposti, tra gli altri, quelli di Afro, Giuseppe Capogrossi, Renato Guttuso, Mario Mafai, Giulio Turcato, Salvatore Provino, e gli “argentini/italiani”Lucio Fontana e Juan Carlos Castagnino.

Anatole Saderman nato a Mosca il 6 marzo 1094 e morto a Buenos Aires nel 1993

Orario visite
martedì - sabato, ore 10.00-13.00 / 16.00-19.30
Ingresso libero

8 giugno - 28 luglio 2017
Inaugurazione: giovedì 8 giugno 2017, ore 19.00
La Nuova Pesa Centro per l'Arte Contemporanea
Via del Corso, 530
Roma

PH Neutro presenta PH Neutro

Inaugurazione della nuova sede a Siena della Galleria PH Neutro Fotografia Fine-Art di Pietrasanta. Per l'occasione sarà presentata una mostra collettiva di artisti trattati dalla Galleria.

Ansel Adams, Renate Aller, Silvia Celeste Calcagno, Mario Cresci, Mario Giacomelli, Jefferson Hayman, Michael Kenna, Elizabeth Kleinveld, Tobia Makover, Beth Moon.

Giovedì 8 giugno alle ore 18.00 apre a Siena in via delle Terme 45 la nuova sede della Galleria d’arte PH Neutro Fotografia Fine-Art con la mostra “PH Neutro presenta PH Neutro”.

Nell’occasione verrà presentata una mostra collettiva di fotografi con i quali la galleria collabora e rappresenta da tempo.

PH Neutro nasce dalla passione per la fotografia di Annamaria Schiavon Zanetti, collezionista originaria di
Padova con ventennale esperienza anche nella produzione della Stampa fotografica.
Apre a Forte dei Marmi nel 2011, per poi trasferirsi a Pietrasanta nel 2013, dove tutt’oggi rappresenta un punto di riferimento tra le gallerie del luogo.

Nel 2017 dall’incontro e collaborazione di Annamaria con la senese Francesca Sani nasce l’idea di aprire una nuova sede di PH Neutro nel cuore di Siena.

Una galleria altamente specializzata e volta a produrre, diffondere e valorizzare la Fotografia d’Autore.
Questo è PH Neutro, un luogo dove opere dei più grandi maestri della fotografia, unitamente a quelle di artisti emergenti e mid-career del panorama italiano e internazionale, vengono proposte al pubblico ogni giorno all’interno della cosiddetta PH NEUTRO Collection, una Collezione d’Arte Fotografica in continua mutazione e implementazione dove poter ammirare, conoscere e acquistare le opere esposte.

Una galleria altamente specializzata e volta a produrre, diffondere e valorizzare la Fotografia d’Autore. Questo è PH Neutro, un luogo dove opere dei più grandi maestri della fotografia, unitamente a quelle di artisti emergenti e mid-career del panorama italiano e internazionale, vengono proposte al pubblico ogni giorno all’interno della cosiddetta PH NEUTRO Collection, una Collezione d’Arte Fotografica in continua mutazione e implementazione dove poter ammirare, conoscere e acquistare le opere esposte.

ARTISTI RAPPRESENTATI:
Beth Moon
Renate Aller
Jefferson Hayman
Kamil Vojnar
Tania Brassesco & Lazlo Passi Norberto

ARTISTI TRATTATI:
Paolo Ventura
Alex Prager
Thomas Ruff
Thomas Struth
Sebastiao Salgado
B&H Becher
Mario Giacomelli
Ansel Adams

orario galleria
martedì-domenica , ore 11.00 - 13.00 e 16.00 - 19.00

8 giugno - 31 agosto 2017
Inaugurazione: giovedì 8 giugno 2017, ore 18.00
Galleria PH Neutro
Via Delle Terme, 45
Siena
beth-moon-three-figures.jpgPh: Three Figures © Beth Moon

WIDE PHOTO FEST 17
9-10-11 giugno 2017
Piazza Gae Aulenti
Milano

I AM di Fabrizio Giraldi

Nell'ambito del circuito del festival Fotoleggendo di Roma, ROAM Photography presenta I AM, fotografie di Fabrizio Giraldi a cura di ROAM.
Il progetto documenta la realtà delle persone transgender attraverso ritratti realizzati prima e dopo il processo di transizione.
Scrive il fotografo:
"L’Italia discrimina i transgender, lo rileva un nuovo rapporto condotto in tutta la UE (“Essere trans nell’Unione europea, un’analisi comparativa”) pubblicato dall’Agenzia europea per i diritti fondamentali.
Il percorso di transizione condotto in Italia è lungo e faticoso. Ambiguità fisiche e documenti discordi rendono i più banali momenti di vita un problema. Andare al lavoro, relazionarsi con la famiglia o presentare i documenti. Hai la barba ma ti chiami Cristina, Giulia, Flora, Lara o Veronica. Un trucco leggero e capello lungo, ma ti chiami Enrico, Marco o Michel.
Il progetto a dittico raccoglie ritratti di persone che hanno deciso di raccontarsi per aiutare chi oggi come loro un tempo ha problemi a relazionarsi con il corpo in cui vive. Ad ognuno ho chiesto di portare una foto di loro prima della transizione. Molte le foto buttate, ne restano poche, a volte per caso."
La mostra è stata realizzata con il contributo di Mario Mieli, circolo di cultura omosessuale e Roma Pride.

9 - 28 giugno 2017
Inaugurazione: venerdì 9 giugno 2017, ore 19
FotoLeggendo 2017
ROAM.Photography
Via del falco, 30
Roma

David Bowie & Masayoshi Sukita: Heroes ‐ 40° anniversario
9 giugno – 2 luglio 2017
Castello Svevo
Piazza Federico II di Svevia, 4
Bari

Unfinished Culture: Carmelo Nicosia - Japan, flight maps

Japan, flight maps, personale di Carmelo Nicosia a cura di Gianluca Collica, dialoga perfettamente con le esposizioni dedicate a Federico Baronello, Mauro Cappotto e a Vincenzo Agnetti che lo hanno preceduto nel progetto -Unfinished Culture- promosso dalla Fondazione.
L’artista continua la sua esplorazione fotografica nei luoghi dell’immaginario contemporaneo; città, luoghi di transito, territori invisibili, mari, cieli, archivi della memoria, identità. Egli utilizza la fotografia, il video, la scrittura come mezzi d’indagine socio antropologica, rivisitando il linguaggio tradizionale della “fotografia di viaggio” e restituendo allo strumento una dimensione volutamente primigenia, che azzera gli effetti speciali della moderna tecnologia. L’artista siciliano, attento ai fenomeni socio antropologici e in particolare ai flussi sociali delle società complesse, ha estrapolato segni essenziali e sospesi, tratti di una cultura millenaria che lotta tra il consumismo estremo di origine occidentale, lo sviluppo tecnologico e una tradizione imponente: un cortocircuito che genera una miriade di focus culturali di grande fascino.
La mostra comprende 10 “flights maps” di grandi dimensioni; una serie di installazioni a parete intese come “mappe esistenziali”, momenti di vita quotidiana, isole linguistiche, ciascuna composta da 12 immagini in sequenza narrative; un video tratto dalla serie “travel architectures”. Saranno esposti inoltre, una serie di oggetti e di rimandi visivi, ove il segno e la scrittura creano un legame tra il luogo della partenza, la Sicilia, e il Giappone. Memoria di una esperienza vissuta da Nicosia come catarsi, pratica filosofica, riflessione sul tempo. Riprese frontali, dirette, forme arcaiche si ripetono nei volti, nelle architetture, nei cerimoniali storici e quotidiani, linee dritte che osservano un orizzonte possibile.
I luoghi: Monte Fuji e l’Etna, Shigiuno, Asakusa, Odaiba, Fushimi Inari Taisha, Nara, Bamboo Forest. I compagni di viaggio Pier Paolo Pasolini, Fosco Maraini, Yukio Mishima, Daido Moryiama, Tokiro SatoC
Partner dell'iniziativa: Kenji Suzuki - Japan, Fon Art Gallery - Catania, Fondazione Oelle - Catania, Accademia di Belle Arti Catania Scuola di Fotografia.

Libero per l’inaugurazione. Su appuntamento per l’intera durata della mostra

10 giugno - 4 agosto 2017
Inaugurazione: venerdì 9 giugno 2017, ore 18.30 /rinviata
Fondazione Brodbeck
Via Gramignani, 93
Catania

Giuseppe Nucci. DEntro Terra

DEntro Terra
a cura di WSP Photograhy
 
L’Italia ha dimenticato di essere una nazione di paesi e una parte della propria anima è stata destinata all’oblio con tutto il suo carico di tradizioni, superstizioni e credenze. 
 Il progressivo abbandono dei paesi dal dopoguerra ad oggi è diventato sempre più drammatico. Poche sono quelle zone d’Italia che appaiono come riserve del patrimonio storico minore e molte di loro sono situate lungo la catena appenninica. Le montagne con i loro inverni lunghi e rigidi e la mancanza di infrastrutture moderne che portino progresso e benessere, hanno contribuito a preservare le radici di tutti coloro che dal dopoguerra ad oggi sono partiti in cerca di lavoro e fortuna altrove.  
  
L’alto Molise e l’alto Sangro sono due di queste aree, composte da tanti piccoli paesini di montagna situati nell’entroterra di Abruzzo e Molise. 
Ci sono 3 parole alla base di questo lavoro: 
 
Dentro, perché questi sono i luoghi da dove provengo. 
 
Terra, in quanto tutta questa civiltà, queste usanze e queste tradizioni hanno a che fare con il mondo contadino. 
 
Entroterra, perché nel piccolo questo è uno spaccato significato di quell'Italia interna troppo spesso bistrattata. 
 
  Un paese ci vuole. 

BIO
Giuseppe Nucci classe 1982, nasce in una piccola località al confine tra l’Abruzzo e il Molise. Sin da adolescente la ricerca di stimoli sempre nuovi e la voglia di sperimentare lo inducono a trasferirsi a Fermo, dove frequenterà il rinomato ITIS Montani e conseguirà il titolo di perito informatico. Nel 2009, trasferitosi a Roma dopo aver concluso gli studi universitari in Informatica a L’Aquila, quello che fino a quel momento sembrava essere solo un richiamo latente alla fotografia si manifesta chiaramente ed ha luogo la sua iniziazione artistica.  
Il contesto culturale capitolino gli offre l’opportunità di consacrarsi con dedizione allo studio di questa arte, riuscendo a fondere in un connubio armonioso le specifiche competenze informatiche con l’essenzialità dello scatto. Attento osservatore della realtà che lo circonda, perfezionista dal temperamento riservato e sensibile, amante delle piccole cose, trova nella fotografia il suo mezzo di espressione.  
Negli ultimi anni, dopo aver affinato la tecnica e il proprio senso estetico, si è dedicato alla fotografia come strumento di narrazione.

10 giugno - 7 luglio 2017
Inaugurazione: sabato 10 giugno 2017, ore 19.00
FotoLeggendo 2017
WSP Photography
Via Costanzo Cloro, 5
Roma
dentroterra-fotoleggendo-2.jpg

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