Questioni di Famiglie e fotografia a Bibbiena

La FIAF porta in mostra le rappresentazioni fotografiche della famiglia, da Basilico a Ventura, aspettando la mostra del suo nuovo progetto di indagine sulla famiglia italiana

La storica FIAF - Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, continua ad usare le attitudini e potenzialità della fotografia, per esplorare le diverse sfumature del nostro panorama sociale e culturale, mentre lo spirito collettivo che la anima da sempre, invita i soci dei suoi circoli a riflettere sulla rappresentazione della famiglia italiana contemporanea per fornirne una panoramica rappresentativa delle numerose declinazioni.

Come accaduto per l'articolato panorama esplorato dall'indagine di "Tanti per Tutti. Viaggio nel Volontariato italiano", il nuovo progetto nazionale dedicato a "La famiglia in Italia", condividerà l'esito del suo percorso d'indagine, con la mostra allestita nel 2018 al CIFA (Centro Italiano della Fotografia d’Autore) di Bibbiena (AR), nato per volontà della FIAF e pronto a festeggiarne il 70° compleanno con questo evento ideale.

Aspettando l'esposizione delle molteplici sfumature di questo complesso nucleo sociale alla base dell'esistenza dei singoli, una mostra è pronta a sintetizzare gli aspetti presi in considerazione in passato per rappresentarla fotograficamente.

Se la famiglia è una questione difficile da liquidare e rappresentare, "Questioni di Famiglie" prova a farlo in dieci diverse sezioni e differenti curatori, per oltre 200 immagini che spaziano dalla famiglia in posa e senza posa a quella social, da Federico Patellani a Paolo Ventura, insieme a Gabriele Basilico, Settimio Benedusi, Gianni Berengo Gardin, Mario Cresci, Cesare Colombo, Giovanni Gastel, Nino Migliori, Paul Ronald, Toni Thorimbert, Uliano Lucas, tra i tanti.

Questioni di famiglia: 10 sezioni e curatori per oltre 200 fotografie

Tatiana Aglini ha curato la sezione “La famiglia vista dai giornali”. Nella presentazione la curatrice scrive: “…il settimanale illustrato si rivela una fonte preziosa per leggere i cambiamenti nel modo di intendere la famiglia nella società italiana. Attraverso pagine di giornali e fotografie, la sezione della mostra richiama momenti e aspetti dell'evoluzione della rappresentazione della famiglia sulla stampa dal secondo dopoguerra ai primi anni del Duemila”.

Massimo Agus, curatore della sezione “La famiglia a tavola”, spiega invece che: “La superfice delimitata della tavola apparecchiata è lo spazio dove la famiglia italiana negozia le sue dinamiche e costruisce i suoi riti e le sue abitudini. È il luogo dove agiscono i rapporti interni tra i membri della famiglia, si stabiliscono le abitudini gastronomiche e si celebrano le cerimonie speciali. … Le fotografie scelte … ci raccontano il rito del pasto della famiglia italiana durante questi ultimi 25 anni. Ma ci raccontano anche il modo come i diversi autori hanno guardato al fenomeno della famiglia e ai suoi cambiamenti”.

Giovanna Calvenzi, che ha curato la sezione “La Famiglia in posa”, con 16 immagini che abbracciano il periodo dal 1946 al 2016, afferma: “Nella realizzazione dell’immagine, fotografo e famiglia si confrontano e ognuno persegue necessariamente un proprio intento. Il risultato è la fotografia di una famiglia in posa, ma spesso l’immagine è più veritiera di quanto lo siano le intenzioni delle parti in gioco”.

Attilio Lauria si è dedicato alla “Famiglia Social” con un’installazione che prevede anche video.

Antonio Maraldi ha selezionato le immagini relative alla sezione “La famiglia nel cinema italiano”. Egli scrive: “A ben vedere, il tema della famiglia e dei rapporti familiari attraversa da sempre il cinema italiano e tocca in pratica tutti i generi, dalla commedia al film d’autore. Si potrebbe affermare che i registi abbiano soprattutto raccontato o storie d’amore o storie di famiglia…”

Lucia Miodini, che ha curato la sezione “Memorie familiari”, scrive: “Nella ricerca contemporanea s’individua la persistenza di poetiche accomunate dal riuso della fotografia familiare, pur tenendo conto dei diversi orientamenti e stili espressivi che caratterizzano l’opera degli autori. Sono fotografi e fotografe appartenenti a diverse generazioni che interrogano le pratiche, le forme di presentazione e le articolazioni narrative della memoria familiare… Accomuna tutte queste esperienze il superamento dei confini tra tempo reale e memoria, tra autenticità e contraffazione, tra appropriazione e simulazione del reale.”

Una cella dedicata all’”Album di famiglia” è presentata da Claudio Pastrone. “Tra i tanti Album di famiglia, oggetto che, da quando la fotografia e la sua produzione è diventata alla portata di tutti, è stato per anni presenza consueta nelle case, abbiamo scelto un caso particolare. Una coppia, che dal 1980 ai giorni nostri ha raccolto e conservato in 43 modesti album/raccoglitori migliaia di fotografie. Le pagine aperte appese alle pareti sono un omaggio al ricordo personale e privato della loro storia familiare e affettiva.”

Nella cella adiacente Michele Smargiassi propone un’operazione concettuale dal titolo “La famiglia senza posa”. “…Due sguardi differenti raccontano la famiglia italiana attraverso la fotografia. Il secondo è uno sguardo pubblico, quello dei fotografi professionali, dei fotogiornalisti, dei fotografi artisti, dei fotoamatori… Il loro posto è la pagina del giornale o del rotocalco, l’album professionale, comprato bello che fatto, o la parete della mostra. Il primo è uno sguardo privato, autoriflessivo, tecnicamente assistito dalle fotocamere economiche e automatizzate… Sono le foto delle vacanze, delle cresime, delle comunioni, delle occasioni felici. Ma c’è un terzo genere di fotografia che coinvolge la famiglia. Uno sguardo selvaggio, involontario, mai codificato, che sfugge sia al controllo dell’osservatore esterno che all’autocontrollo del nucleo familiare... Nelle cartoline turistiche, ad esempio…”

La famiglia postbellica” è il titolo della sezione curata da Enrica Viganò. “A guardare indietro di settant’anni scopriamo – scrive la Viganò - una struttura familiare così diversa da quella dei giorni nostri che diventa difficile immaginare le tappe di un’evoluzione così rapida e radicale. Ma dopo gli anni bui del fascismo, dopo le privazioni della seconda Guerra Mondiale e con la ritrovata libertà, è stato tutto un concorso di energie positive e nuove visioni ad accelerare il cambiamento (ancora in atto) nella società occidentale…”

Con la curatela di Renato Longo e Claudio Pastrone, nel corridoio del CIFA trovano posto anche immagini storiche tratte dagli archivi dell’Associazione per la Fotografia Storica e dagli archivi della FIAF, la Fototeca Nazionale FIAF di Torino e l’Archivio del CIFA di Bibbiena. Immagini che, dalla metà dell’ottocento a tempi più recenti, ripropongono un percorso frammentato e ideale della fotografia che ha per soggetto la famiglia.

L'inaugurazone di "Questioni di Famiglie", fissata per le ore 18.00 di sabato 17 giugno 2017, sarà anticipata da una tavola rotonda con i curatori della mostra (alle ore 16.00), seguita alle ore 17.30, dalla cerimonia di installazione permente delle nuove opere di Franco Fontana, Francesco Zizola e Piergiorgio Branzi, per la galleria a cielo aperto di Bibbiena città della fotografia, inaugurata ad ottobre 2016 con le opere di Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Giovanni Gastel e Nino Migliori, alle quali si è aggiunta anche quella di Mauro Galligani ad aprile 2017.

Questioni di Famiglie
17 giugno - 3 settembre 2017
Inaugurazione: sabato 17 giugno, ore 18.00
CIFA, Centro Italiano della Fotografia d’Autore
Bibbiena (AR)

Foto | Questioni di Famiglie
via | 6Glab

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