Laia Abril - Lobismuller

Laia Abril ricostruisce il sanguinario caso del lupo mannaro di Allariz, aggirandosi nella Galizia del XIX secolo con storia e mito del primo serial killer spagnolo

Come in ogni angolo di mondo al confine con il crepuscolo della fantasia e le ombre del folclore, sui territori più oscuri della Galizia aleggia la licantropia del lobishome, insieme alla storia enigmatica e sanguinaria del primo serial killer documentato di Spagna. Manuel Blanco Romasanta!

Un piccolo uomo dichiaratosi 'lupo' per una maledizione di famiglia, divenuto parte del folklore spagnolo come il lupo mannaro di Allariz o il meno comune Uomo Sego, dalla consuetudine di realizzare sapone di ottima qualità con il grasso delle sue vittime. Il caso di un reo confesso che dopo più di 150 anni, continua ad ossessionare la memoria collettiva, confondendo criminologi, psicologi, storici, mentre recenti prove forensi lo dichiarato affetto da una rara sindrome di intersessualità, identificata come Pseudoermafroditismo femminile.

Il lupo mannaro di Allariz era una donna?

Con un lampo di luce nel bosco, a palesare la presenza inquietante e indistinta di quello che si spinge oltre una definizione, Laia Abril apre le pagine di "Lobismuller" (nel video di apertura), insieme al suo lavoro di documentazione e ricostruzione sul caso del primo serial killer spagnolo, entrando nel territorio del lupo.

Un post condiviso da Laia Abril (@laia_abril) in data: 15 Nov 2016 alle ore 23:30 PST

Manuel Blanco Romasanta, nato nel 1806 in un villaggio della Galizia, dopo essere battezzato e cresciuto come una ragazza per i primi sei anni della sua vita, diventa un uomo ordinario di piccola statura, con lineamenti leggermente effeminati, capace di cucire e cucinare oltre che leggere e scrivere che, rimasto vedovo e senza figli all'età di soli 25 anni, diventa venditore ambulante e guida per i viaggiatori in tutta l'area montuosa inospitale, tra la Galizia e le vicine province di León, Asturie e Cantabria.

Nel 1843 viene accusato del primo omicidio, ma sfuggito all'arresto si ritira sotto falso nome ad una vita religiosa apparentemente tranquilla, in una parrocchia remota vicino al villaggio di Robordechao, dove si guadagna fiducia e affetto di donne single, separate e vedove dalla zona.

Nel 1853 confessa di aver massacrato molte di loro insieme con i loro figli più piccoli e di averli mangiati, continuando a dichiararsi una semplice vittima della volontà del male a causa di una maledizione di famiglia che lo trasforma in un lupo.

Dichiarato colpevole di soli nove omicidi dimostrabili, Manuel viene condannato a morte per garrota, ma un paio di anni più tardi, la regina Isabella II commuta la sua condanna al carcere a vita, per permettere ai medici di studiare il suo caso clinico di "lycophilia".

Ricorrendo ad immagini indistinte e conturbanti per evocare l'identità sfuggente e l'atmosfera agghiacciante del caso, insieme ad illustrazioni d'epoca, collage scientifici e frammenti aguzzi di corpi e pelle, il libro della Abril, realizzato con l'Art Director Ramon Pez, attraversando le nebbie della Sierra de Mamede, dove l'assassino guidava le sue vittime prima di ucciderle, entra nelle zone d'ombra del mito, giocando con una dualità in equilibrio tra razionalità e superstizione, scienza e mito, immagine realistica e astratta, uomo e mostro, uomo e donna ...

Un post condiviso da Laia Abril (@laia_abril) in data: 21 Lug 2016 alle ore 06:52 PDT

Frutto di una laboriosa operazione di ricerca, ricostruzione ed elaborazione delle fonti, per l'esplorazione della natura perturbante di questo paesaggio concettuale, Lobismuller si allontana dalla lettura documentaria usata per i progetti precedenti, da questa fotografa che si è guadagnata il prestigio internazionale con indagini che spaziano dai disturbi alimentari di A bad day, alla misoginia di A History of Misogyny, il cui primo capitolo On Abortion è stato presentato in anteprima ad Arles, conquistando il Premio Rivelazione Madame Figaro - Rencontres Arles e diventando libro con Dewi Lewis.

Secondo per la versione ufficiale Manuel Blanco Romasanta è morto di cancro allo stomaco nel 1863, mentre era detenuto nel carcere di Ceuta e i suoi resti non sono mai stati trovati. 

"Per il mito, resta un lupo condannato a vagare in eterno nella Sierra de San Mamede". In questo modo termina il progetto editoriale della Abril, pubblicato da RM e Images Vevey, presentato in anteprima internazionale al Festival Images Vevey 2016, aggiudicandosi l'Images Vevey Book Award.

Laia Abril sta lavorando anche a un'edizione da collezione del libro, mentre il progetto arriva in mostra, con un'installazione decisamente hot, dal CCCB / FotoColectania di Barcelona al percorso espositivo della XIII edizione di Fotoleggendo, alla Pelanda Factory del Museo Macro Testaccio di Roma, fino al 1 luglio 2017.

Foto | Laia Abril - Lobismuller

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