L'Albania di Elton Gllava: scura come il cromo e i corvi di Bulqizë

Il reportage di Elton Gllava sulla città di Bulqizë, fotografa l'Albania scura come il cromo delle sue miniere e i corvi che non cantano

Con una simbologia vasta e tenebrosa quanto il piumaggio, un fascino che sfiora il sublime e un linguaggio complesso, dall'estensione vocale tale da gracchiare in molti modi diversi per altrettanti significati, che li si consideri degli scaltri predatori, divinità o dei cattivi presagi, in realtà i corvi non cantano.

Men che che mai nell'Albania afflitta da corruzione, riforma delle proprietà terriere e disoccupazione, costretta a fare i conti con i meccanismi perversi e inarrestabili del capitalismo.

Di sicuro non cantano nel piccolo paese della penisola balcanica fra i più poveri d'Europa, protagonista del reportage fotografico di Elton Gllava, nato nell'Albania del chiuso regime comunista degli anni settanta, lasciata nei primi anni novanta, dopo la caduta del comunismo e l'apertura delle frontiere, insieme alle migliaia di albanesi in cerca di un futuro migliore.

Elton Gllava, pur vivendo in Italia dal 1992, esplorando il nord est dell'Albania con l’obiettivo della Hasselblad e lo sguardo di chi torna, ha scoperto e documentato l'esistenza della piccola città di Bulqizë, nota come la città dei minatori per la presenza del cromo, scoperto nel 1939 ma in una quantità tale da renderla il terzo produttore mondiale di questo minerale, apprezzato per la sua durezza e lucentezza, molto meno per la sua elevata tossicità.

"La prima volta che andai a Bulqizë era il 2013. Non sapevo nulla di questo paese. Il mio primo impatto con il suo peculiare universo fu spiazzante. Un colpo d’occhio che sembrava riportarmi indietro nel tempo. I palazzi grigi che costeggiavano la via principale, disegnavano i contorni di una città ferma nel tempo, cristallizzata nelle atmosfere dell'Albania della mia adolescenza. Tanti bar, qualche negozio di alimentari, sale scommesse, sale biliardi, un paio di “ristoranti”, due scuole."

Elton Gllava

Negli anni successivi il fotografo ha documentato questo scorcio di Albania, fermo in un tempo lontano dal benessere sperato, ma mai abbastanza dalle logiche del capitalismo, mentre il paesaggio resta scuro come il minerale che ha portato solo miseria, i volti dei minatori e i corvi che qui non cantano.

"Se non ci fosse stato il cromo qui, i corvi avrebbero cantato”, mi dice un vecchio sul bordo di una strada di periferia. Parlava di Bulqizë, della sua gente, delle miniere e dei minatori."

Elton Gllava

Il reportage in bianco e nero che entra nelle miniere cupe, attraversando i volti scuriti dei minatori di Bulqizë, presentato da principio con il solo nome della cittadina albanese di minatori, dopo aver riscosso attenzione e riconoscimenti, dal Premio FotoLeggendo 2016 all'Honorable mention al MIFA, passando per il secondo premio Miglior Portfolio all'Umbria Photo Fest, si è arricchito di nuove foto e si trova in mostra con Dove i corvi avrebbero cantato (Where the crows would have sung), a cura di Sara Palmieri e Lina Pallotta, tra le Storie più interessanti della XIII edizione di Fotoleggendo, alla Pelanda Factory del Museo Macro Testaccio di Roma, fino al 1 luglio 2017.

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Elton Gllava
Dove i corvi avrebbero cantato

Fotoleggendo 2017 - Storie
16 Giugno - 1 Luglio 2017
Spazio Factory ex Pelanda dei Suini
Museo MACRO Testaccio
Piazza Orazio Giustiniani, 4
Roma

Foto | Elton Gllava - Dove i corvi avrebbero cantato - Storie Fotoleggendo 2017 - Pelanda Factory Museo Macro Testaccio

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