ABRUZZO. Fotografie di Michael Kenna

In Abruzzo con le fotografie di Michael Kenna e il paesaggio trasfigurato dalla geografia dell'anima

La geografia dell'anima segue coordinate interiori capaci di trasfigurare ogni paesaggio, al pari di quelle che continuano a condurmi nell'Abruzzo più selvaggio e sublime della mia infanzia, arroccato tra le vette della ragione e gli abissi della memoria.

Un paesaggio resiliente, attraversato delle storie transumanti di uno zio pastore, i ricordi infantili delle avventurose esplorazioni dei suoi ettari di parchi nazionali e riserve naturali, la memoria del gusto e quella dell'arte, arrivata a contemplare anche le prospettive ingannevoli e conturbanti di Maurits Cornelis Escher, con le opere litografiche e xilografiche realizzate dall'artista olandese nel corso di diverse visite alla regione, dal 1928 al 1935.

A distanza di anni e celebri paesaggisti, sono le stesse attrazioni e tradizioni millenarie, in sintonia con ritmi e immensità della natura, ad ispirare il lavoro di Michael Kenna, dedicato per la prima volta ad una sola regione italiana, con le fotografie scattate tra il 2015 e il 2016 ad antichi borghi arroccati alle nuvole, rovine medievali, alberi, castelli, astrazioni e paesaggi al confine con il metafisico, insieme ad un sentito omaggio alla Scanno di Giacomelli.

Un viaggio lungo i 5700 km delle regione, dalle sue vette più alte d'Italia all'orizzonte indistinto della "Costa dei trabocchi", dalle brume dell’alba alle ombre del crepuscolo, in una dimensione quasi sospesa e decisamente sontuosa del paesaggio naturale, trasfigurato dal temperamento artistico di Kenna, con il bianco e nero strappato a lunghe esposizioni, camera oscura e silenzi preziosi.

Una visione del paesaggio nata per superarne limiti e confini, pronta ad entrare in sintonia con la storia millenaria di Loreto Aprutino (PE), attraverso l'orizzonte di oltre 80 fotografie di paesaggio rurale, costa, montagna, borghi e castelli, esposte per la prima volta con ABRUZZO. Fotografie di Michael Kenna, a cura di Vincenzo de Pompeis. 

ABRUZZO. Fotografie di Michael Kenna: Vincenzo de Pompeis


Spesso il lavoro di Kenna evoca le suggestioni del Romanticismo. Per esempio, nelle sue fotografie di paesaggi rurali storici si ravvisa un'aura di malinconia, che accompagna i ricordi del passato. Le sue immagini di rovine suscitano i sentimenti dello scorrere del tempo, dei legami in continua evoluzione tra storia e natura. Suggestioni romantiche si potrebbero provare nell’osservare le sue sublimi visioni di montagne selvagge, che svelano un "orrore dilettevole": cieli tempestosi, cime innevate e ciuffi turbolenti in infiniti mari di nuvole, danno un brivido di pericolo, sia pur senza un rischio reale. Queste immagini servono a farci sentire piccoli e fragili rispetto alla magnificenza della natura e ci trasmettono una sensazione equivoca di piacere e paura. Sublime è lo sguardo sulla natura infinita e possente, ma pacifica, nella sua fotografia “Distant Mountains”. I castelli medievali ed i borghi pittoreschi avvolti nelle nebbie, circondati da atmosfere vaporose, sovrastati da cieli agitati da nuvole minacciose, creano anch’essi un legame tra il Romanticismo e la realtà. I borghi arroccati sulle montagne o adagiati sui versanti delle colline, ricoperti di olivi, colpiscono per il loro armonico rapporto con la natura circostante e il loro aspetto antico. Spesso questi insediamenti sono millenari, come nel caso di Loreto Aprutino la cui storia risale a più di duemila anni.
Gli alberi sono tra i protagonisti preferiti di Kenna e in questo lavoro ci offre sorprendenti visioni dalle rigorose geometrie concepite dall'uomo che ridisegnano il paesaggio, quali file di alberi, di pali e di strutture balneari.
Kenna è affascinato dalle astrazioni interessanti, dalle composizioni grafiche e dai soggetti con potenzialità visive ed evocative, fornendo una rappresentazione del soggetto scevra da intenti descrittivi, ma rivolta a una sua comprensione emotiva rivelata attraverso i sentimenti e le sensazioni.
Infatti, la sua missione sembra essere di riconoscere e apprezzare lo spirito di un paesaggio, per poi presentarlo nel carattere poetico del suo linguaggio fotografico. Yvonne Meyer-Lohr scrive che
"Espansività. Immobilità. Vuoto. Spazio. Sviluppo. Cambiamento. Generosità. Riduzione. Semplicità. Forma" sono aspetti cruciali dell’espressione artistica di Kenna. A favore del vuoto, aggiunge che
"La semplicità e la chiarezza sono creati da spazi vuoti. Essi forniscono la libertà di tempo necessaria per essere in grado di assorbire una vasta gamma di pensieri e sentimenti ... Ciò offre lo spazio per la propria immaginazione, per la grazia e la bellezza delle piccole cose, per il rivelarsi di ciò che sta nel mezzo. Nelle sue fotografie, Michael Kenna crea pienezza dal vuoto, lui rende visibile l'invisibile".
Un esempio di questo modo di lavorare è dato dall'immagine di Kenna del "Trabocco Punta Le Morge", dove la linea dell'orizzonte che separa il mare dal cielo è invisibile, offrendo una visione surreale del luogo, con il trabocco che sembra essere sospeso nel vuoto, come in un sogno.
Spesso, le composizioni di Kenna mostrano un paesaggio che dialoga con un cielo movimentato, dove si notano particolari avvenimenti, come ad esempio un tramonto lunare o una curiosa formazione di nubi. Queste fotografie sono generalmente realizzate all'alba o al tramonto, tra le fasi della luce e del buio, del giorno e della notte, con l’utilizzo di lunghi tempi di esposizione. In questo modo Kenna cattura effetti visivi che l'occhio umano non può cogliere.
L'Abruzzo ritratto da Kenna è una terra di sentimenti primari, in cui si scoprono molti valori di Kenna. La maggior parte di questi paesaggi ci lascia con un senso della storia e vaghi ricordi del passato. Forse le nubi scure e minacciose che si agitano su di essi e le atmosfere vagamente cupe riscontrabili in molti di questi gioielli paesaggistici, lasciano intendere anche un senso di preoccupazione dell’autore per il futuro. Il passato è sicuramente molto importante per Kenna, è
una fonte di nutrimento e non è casuale la sua scelta del monòcromo come forma di espressione artistica; insiste ancora nel fare piccole stampe, fatte a mano, ai sali d'argento e l'articolazione della scala tonale cromatica rappresenta più che un’allusione al lavoro pittorialista del passato.
Kenna ci offre vedute dell’Abruzzo che sono già state molto fotografate e dipinte, ma le sue interpretazioni poetiche personali apportano nuove emozioni e sensazioni ai suoi soggetti. Ruth Bernhard ha scritto nel 1991, "Le fotografie di Michael sono isole di serenità e di silenzio in un mondo rumoroso e caotico ... Le sue stampe sono squisitamente seducenti, esperienze spirituali, simili alla
poesia o alla musica ... Colpiscono accordi cupi inoltre contengono una luce mistica che è allo stesso tempo malinconica e luminosa ... ". Molti anni dopo, queste stesse parole potrebbero essere utilizzate per descrivere giustamente l’ultimo lavoro di Michael Kenna sull’Abruzzo.

Vincenzo de Pompeis - Marzo, 2017
Tratto dal libro “Abruzzo. Photographs by Michael Kenna”, edito da Nazraely Press; edizione giapponese della Shuppan – Kyodosha.

Il paesaggio espositivo della mostra, ospitata dalle ore 18.00 di sabato 8 luglio 2017 nelle sale di Palazzo Casamarte, sarà accompagnato dalla monografia, edita da Nazraeli Press e aperta da un saggio bilingue dal curatore, disponibile nella prima edizione limitata a 2.500 copie e un'edizione speciale di 100 copie, numerate, firmate e presentate in cofanetto. Un'edizione giapponese è pubblicata in contemporanea da Shuppan-Kyodosha.

ABRUZZO
Fotografie di Michael Kenna

8 luglio – 8 settembre 31 ottobre 2017
Inaugurazione: sabato 8 luglio 2017, ore 18.00 apertura di mostra e musei, ore 20.00 book signing - Michael Kenna
Palazzo Casamarte
Via del Baio
Loreto Aprutino (PE)

Mercoledì 18 ottobre 2017, alle ore 19.00, gli spazi di Micamera - lens based arts a Milano, ospitano la firma del libro insieme ad una selezione di opere in mostra, con stampe esposte fino al 4 novembre 2018

Foto | ABRUZZO. Fotografie di Michael Kenna © Michael Kenna, Courtesy Stampa

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