Mostre fotografie per il 1° weekend di luglio

Aspettando il primo fine settimana di luglio 2017 con la nostra selezione di mostre fotografiche fresche di inaugurazione

Questa settimana chiude giugno con il primo weekend di luglio, al quale dedichiamo gli sguardi in mostra in tutta Italia con grandi fotografi e giovani promettenti, da quelli che lavorano con Medici Senza Frontiere a Letizia Battaglia, Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia 2017, in mostra a Spilimbergo, tra le icone di McCurry, AnimAlinari, musica da immaginare, emergenze, semplicità, feste, Festival, l'Italia dei giovani richiedenti asilo africani e di quelli che attraversano il Mediterraneo.

Con gli occhi di Medici Senza Frontiere

Presso la sede di viale Elvezia del CAM-Synlab di Monza, rimarrà allestita dal 26 giugno al 1 luglio - per poi essere ripresa anche dal 16 al 21 ottobre - la mostra “Con gli occhi di Medici Senza Frontiere”. Una serie di pannelli ripercorrono, attraverso gli scatti di fotografi di livello internazionale da sempre vicini a MSF e la voce di operatori sanitari e di pazienti, alcune tappe importanti della storia dell’organizzazione. Presentata in anteprima soltanto qualche settimana fa, la nuovissima mostra sarà accessibile gratuitamente da chiunque. La hall di ingresso della sede monzese CAM-Synlab di viale Elvezia ha già ospitato con successo, in altre occasioni, iniziative artistiche e culturali: l’intento è sempre stato quello di proporre a pazienti e visitatori stimoli e opportunità di confronto nella comodità del momento di accesso alla struttura. Ogni volta i cittadini hanno risposto con interesse e sensibilità: per questo, ricevere la richiesta di ospitalità da parte di Medici senza Frontiere è stato, per la direzione del centro, non solo un onore, ma anche l’occasione per proporre ai monzesi una riflessione di tragica attualità.

Come riportato nella presentazione della mostra, in questi anni si sta verificando una concomitanza unica di crisi umanitarie mai viste prima in termini di gravità e durata: dai conflitti in Siria, Iraq e Libia alle violenze endemiche in Repubblica Centroafricana, Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo; dalle controverse vicende di Somalia, Eritrea e Ucraina, alle nuove dinamiche d’instabilità in Afghanistan e Pakistan. Medici, infermieri, psicologi, logisti e altri operatori umanitari – tra cui oltre 240 italiani – compiono i loro passi ogni giorno per fornire assistenza medica, supporto psicologico, vaccinazioni, cibo e acqua potabile ai rifugiati, ai migranti e ai richiedenti asilo in tutto il pianeta. Attraverso la mostra, il visitatore ripercorrerà l’azione di Medici Senza Frontiere nei conflitti armati, nelle emergenze, sui territori colpiti da epidemie, nei soccorsi in mare e nell’aiuto dato alle popolazioni in fuga (oggi oltre 60 milioni di persone).

Dal 26 giugno al 1 luglio l’appuntamento - a ingresso libero e per tutti - è quindi presso il CAM–Synlab di Monza (viale Elvezia) dove, oltre all’allestimento della mostra, sarà presente lo staff di Medici Senza Frontiere, ONG premio Nobel per la Pace, per illustrare le attività medico-umanitarie svolte attraverso oltre 400 progetti in più di 60 Paesi, al fine di garantire a tutti il diritto alla salute.

26 giugno – 1 luglio
CAM-Synlab
viale Elvezia
Monza

Arkadia, The Untold Tale - La semplicità è una conquista

Et in Arcadia ego». Ancora oggi l’iscrizione riportata in alcuni famosi dipinti del XVII secolo, di cui il più famoso è quello del Guercino, è ancora oscura, misteriosa. Perché manca il verbo? Cosa farò “io” in Arcadia? Chi è “io”? Ma soprattutto: chi sta parlando? E perché proprio in Arcadia? Questa regione dell’Antica Grecia, che occupava le alture al centro del Peloponneso, è divenuta nella cultura europea un simbolo, un’allegoria, un emblema di un luogo idealizzato dove regnano armonia, pace, comunione tra uomo e natura.
L’artista fotografo Nikos Mourkogiannis si reca fisicamente in Arcadia e crea immagini che sono un inno a una semplicità di linguaggio come forma ipercontemporanea di pacifica contestazione a un sistema di segni - quello occidentale - che oggi conosce solo la dimensione dell’eccesso visivo. La semplicità dei suoi paesaggi, dei suoi ritratti e dei suoi still-life non è un nostalgico ritorno a una visione pastorale dell’esistenza, ma il superamento della complessità per approdare a una pulizia semantica e visibile di emozioni e visioni.
Quella di Mourkogiannis è un’inquieta ricerca di una sintesi che vada oltre il diluvio di immagini – spesso inutili – da cui siamo inondati ogni giorno, per trovare il nucleo, il cuore, l’essenza di ciò che una foto può raccontare e raccontarci. La sua Arcadia geografica torna così a essere un’Arcadia mentale dove vige un’ecologia dei sentimenti. E quindi, sia un piatto con della frutta, sia il ritratto di una donna anziana, sia la foto di un albero, i suoi soggetti si trasformano in manifesti politici, nel senso etimologico della parola “politica”.
Ci sono fotografi che ci aprono una finestra sul mondo e fotografi che ci mostrano se stessi riflessi come in uno specchio, In questo caso, l’immagine- finestra è segno di un’apertura all’interno di noi stessi, riflette la nostra interiorità mentre sembra ritrarre l’esistente. Non c’è compiacimento sterile di un passato onirico, ma la dichiarazione programmatica che “qui” e “ora” una terra dove tutto è nato – le leggi, la poesia, la religione, la filosofia – può essere un esempio di comportamento giusto e positivo.
Così Nikos Mourkogiannis forse risolve il segreto che avvolge l’espressione «Et in Arcadia ego». L’Arcadia riguarda tutti, a cominciare da te che osservi queste immagini, a te che indichi te stesso come “io”. Dovresti regalarti un biglietto di sola andata per quel posto che chiami coscienza, etica, morale. E un semplice – mai semplicistico – concetto di bellezza.
Quella è la tua, la nostra Arcadia.
Antonio Mancinelli (Scrittore, caporedattore di Marie Claire)

Nikos Mourkogiannis è nato ad Atene, Grecia e vive a Torino dove si è laureato in Comunicazione Visiva presso l’Istituto Europeo di Design (IED). Lavora come pubblicitario freelance per alcuni famosi brands. Ha collaborato con diversi registi alla produzione di spot pubblicitari e cortometraggi. La sua passione per la fotografia è cresciuta insieme al suo interesse per la sperimentazione visiva. La sua ultima mostra fotografica è stata ospitata con successo a Washington e a New York.

28 giugno - 5 luglio 2017
Inaugurazione: mercoledì 28 giugno 2017, ore 18.30
Galleria del Primaticcio - Palazzo Firenze
Piazza di Firenze, 27
Roma

Iuav per l’emergenza

Il tema dell’emergenza è stato più volte affrontato allo Iuav nel corso degli ultimi cinquant’anni, dal disastro del Vajont del 1963 fino al più recente terremoto del Centro Italia del 2016. 
Gli autori dei progetti in mostra sono docenti Iuav che in varie occasioni hanno avuto modo di potersi confrontare con il tema della ricostruzione sia nella stesura di Piani che di progetti su singoli manufatti. L’attività è avvenuta tramite convenzioni stipulate tra Iuav e le amministrazioni pubbliche coinvolte nel disastro, o in libera professione Frequentemente i temi della ricostruzione sono stati portati all’interno delle aule coinvolgendo gli studenti dei laboratori di progettazione o di laurea. 

La mostra si articola seguendo la scansione temporale degli eventi catastrofici all’interno dei quali sono raccolti i progetti che i docenti dello Iuav hanno saputo realizzare. 
Il primo riunisce i progetti per la ricostruzione dopo la catastrofe del Vajont, dal primo Piano di Giuseppe Samonà fino ai Piani particolareggiati di Longarone e della nuova Vajont. 
Il secondo prende in esame gli studi e i progetti di ricostruzione del centro storico di Venzone di Romeo Ballardini a seguito del terremoto del 1976 in Friuli, fino alla restauro del Duomo di Francesco Doglioni. 
Il terzo il Piano degli interventi di ripristino, recupero e restauro del patrimonio culturale delle Marche, il cosiddetto Codice di Pratica, a seguito del terremoto delle Marche e dell’Umbria del 1997, di Doglioni. 
Tutti questi sono Piani alla scala territoriale o urbana messi a punto per le amministrazioni, adottati e realizzati, trovano di fatto un loro compimento e diventeranno ‘casi’ di ricostruzioni. In questa sezione i progetti sono stati allestiti tramite le copie delle tavole di piano, rielaborate a una scala adeguata per la composizione dei pannelli in mostra. 
A questi sono stati aggiunti alcuni progetti realizzati Gino Valle e Romano Burelli nella ricostruzione del Friuli. 

Una seconda sezione della mostra riunisce, in ordine cronologico, altri eventi calamitosi come il terremoto del Molise del 2002, il terremoto dell’Abruzzo del 2009, il terremoto dell’Emilia del 2012, il tornado della Riviera del Brenta del 2015 e, infine, il terremoto dell’Italia centrale del 2016. Attraverso fotografie, schemi, rilievi e tavole di progetto sono illustrate, evento dopo evento, le attività di messa in sicurezza e di rilievo diagnostico, i progetti di consolidamento e di ricostruzione di manufatti, o piani di recupero per piccoli centri urbani interessati dalle calamità. A testimonianza dello stretto rapporto tra didattica e ricerca, che sempre ha connotato il mondo Iuav, trovano spazio in mostra anche le attività didattiche laboratoriali. Tra queste il Piano di ricostruzione di Concordia sulla Secchia (MO), coordinato da Maria Rosa Vittadini, che ha ricevuto una menzione speciale durante l’edizione 2015 del Premio Gubbio dell’Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici. 
Il quadro d’insieme mette in luce un’attenzione continua verso i temi della ricostruzione sia alla scala urbana che del singolo manufatto. Lo Iuav ha da sempre partecipato rispondendo prontamente con attività di primo intervento, di supporto alla conoscenza e di progetto, all’indomani di catastrofi, offrendo in molte occasioni le proprie competenze, mettendosi a disposizione delle amministrazioni e delle comunità interessate dai disastri. 

28 giugno – 15 settembre 2917
IUAV Università di Venezia
Tolentini, galleria del R ettorato
Santa Croce 191
Venezia 

Steve McCurry. Icons
28 giugno - 5 novembre 2017
Museo Civico Piero della Francesca
via Niccolò Aggiunti, 65
Sansepolcro (AR)

Mediterraneo: fotografie tra terre e mare
28 giugno – 17 luglio 2017
Sala delle Terrazze- Castel dell'Ovo
Via Eldorado, 3
Napoli

Gama Sadarwa
30 giugno - 20 luglio 2017
Inaugurazione: giovedì 29 giugno 2017, ore 19.00
Officine Fotografiche Milano
via Friuli, 58-60
Milano

Periscope: Beyond Photography


Ncontemporary e mc2gallery sono liete di annunciare Periscope: Beyond photography, mostra che include una selezione di artisti emergenti internazionali interessati ad andare oltre il limite naturale del medium fotografico.

Heikki Kaski, Benjamin Mouly, Gloria Pasotti, Benjamin Renoux, Eva Stenram, Cristiano Tassinari.

Senza dare una direzione chiara, le due gallerie hanno invitato gli artisti a presentare le recenti evoluzioni della loro ricerca; con un interesse specifico per l’archivistica, la manipolazione digitale e il dialogo tra la fotografia e l’installazione site-specific.

29 giugno - 8 settembre 2017
Inaugurazione: giovedì 29 giugno 2017, ore 18.30
Mc2gallery
Via Malaga, 4
Milano

Dido Fontana - Amen

L’esposizione che Dido Fontana presenta presso Boccanera Gallery contiene qualcosa di ardente e violento, una tensione vitale colma di passione.
Il raccontare di questa installazione è intenzionalmente provocatorio e crudo. Frutto del coincidere di diversi fattori nel medesimo processo creativo, rappresenta l’occasione per guardare alla volontà di potenza nelle sue epifanie più iconiche (violenza, sesso, libertà di espressione). Sentimenti e sensazioni esplodono in forme espressive disturbanti e inaspettate, passando da un registro astratto a quello figurativo attraverso l'uso di materiali e dimensioni differenti.
L’allestimento concentra provocazioni e suggestioni, dà forma alla pulsione e alla propulsione istintiva che traduce a compimento le intenzioni dell'uomo. Con ironia e determinata, personalissima precisione, il re cannibale si concentra su quelle tensioni ataviche calandole in un’atmosfera suggestiva densa di rimandi di nicciana memoria. Entrando nello spazio espositivo ci si cala in una atmosfera mistica, oscura e densa in cui le forze vitali si muovono e aleggiano come vessilli: l’amore, la conoscenza, l’illuminazione, l’emancipazione, la forza, il comando e la potenza.
Quello che appare agli occhi è una sequenza sinergica di elementi. Una mostra da vivere immersi nella profondità di una suggestione non solo visiva ma anche sonora, in cui gli echi di canti sacri riverberano nello spazio. Un invito ad entrare e abbandonarsi senza preconcetti a un estatico rapimento che preme su quella parte più profonda e istintiva – talvolta allineata e alterata da senso del dovere e senso di colpa - per coinvolgere totalmente lo spettatore e permettergli di sfiorare parti dense e oscure. Senza tabù, manierismi né imbarazzo e censura. Perché Dido Fontana ci ha abituati al suo stile crudo e provocatorio, mai fine a se stesso. E qui, spogliando l’allestimento di ogni orpello immaginifico, restituisce allo spettatore la responsabilità di interpretazione più profonda.
Dido Fontana provoca ancora un volta il nostro sguardo, lo allena nel modo a lui più congeniale, sollecita l’alterazione delle consuete percezioni. Invita a fermarsi e cogliere la centralità del messaggio, perpetuo circolo tra desiderio, immaginazione e crescita.
Copertine di film hard, tracce di un culto clandestino da rinnegare, raccolte e ostentate, riprendono vita e diventano icone parte di un ironico baccanale da spiare (ed espiare) come si fa con i piccoli peccati carnali. Perché è lì che lo sguardo cade. La meccanica. La violenza. La performance. La carne.
L’artista si rivolge all’osceno sublimandolo attraverso la sovrapposizione di sigilli come personali e moderni rituali, esaltatati dall’estremo realismo che accompagnano l’individuo nel percorso di accettazione e liberazione dalla repressione culturale e dalle convezioni polverose e perbeniste. Supera inoltre il limite della ripetitività e dell’inesauribilità di un desiderio protratto all’infinito che deve andare oltre per giungere a compimento.
Il desiderio che muove e spinge all’azione. L’arma ritratta su fondo nero, esposta e celebrata come metafora non di violenza fine a se stessa, bensì come strumento e tecnica che vincola energie, orientandole e incanalandole con precisione per il raggiungimento dello scopo. L’idea entra nel cervello e si fa liquida, penetra come una pozione sottopelle, e nelle vene. Pulsa e preme finché non trova la via, il mezzo, la forma. Bang. Invade totalmente la parete e sorprende, turba e ipnotizza. Scarna, essenziale e priva di cattive intenzioni. Forse. L’arma ritratta nella sua forma più essenziale, pura, assoluta che ne esalta la fascinazione estetica. Esasperata volutamente nelle dimensioni per confondere e celebrare il richiamo alla bellezza della forza e della potenza.
“Come un tiranno che si rispetti, non provi alcun senso di colpa”.
Il potere e il bambino ritratto nel dipinto, innocente per natura e privo di sovrastrutture si affaccia fiero e senza timore al mondo, sfidandolo. È un inizio, uno nuovo e incessante, come un gioco. Conquista con il suo sì alla vita ed esprime l’essenza dionisiaca della libertà, giocando nel mondo e traducendolo in un presente immortale.
È una celebrazione della vita che trova l’estrema sintesi nel trittico. Perfetto. Per dimensioni e potenza espressiva inchioda nuovamente la vista a quell’immagine. Così violenta e delicata allo stesso tempo. Epilogo e prologo. Quella figura leggera e delicata come una beata vergine che porta su di sé la perversione strumentale della volontà. Tra macerie che si fanno altare su cui l’artista rovescia e mette in scena la sintesi estrema di questo percorso simbolico attuale, più che concettuale. Così che l’ebbrezza dionisiaca viene rappresentata come stato totale (del corpo), una forza interiore, uno stato di potenziamento e pienezza. Le pulsioni e le forze che muovono esigono controllo e completo dominio, e l’artista (l’uomo, in generale) dovrebbe semplicemente sfruttarle e dominarle per trasportarle nella creazione e nel compimento della proprio natura.
Si coglie il senso della titolazione che, attraverso il rimando esplicito a invocazioni e suppliche e gaudenti celebrazioni, mantiene la promessa ed è un affidarsi – totalmente, ancora una volta - alla volontà (artistica) di Dido Fontana.
Amen.

Dido Fontana, fotografo. Nasce a Mezzolombardo il 29 giugno del 1971. Vive in Trentino a Borgo Valsugana a un passo dal Fiume Brenta e lavora nel mondo. Non ritocca le foto perchè dice che la realtà è di per sè troppo interessante. Il suo stile è stato definito antifashion e neobarocco.
La produzione recente del fotografo Dido Fontana insegue le partecipazioni a progetti collettivi e personali in Europa e negli Stati Uniti, sovrapponendole alle commissioni ottenute dal mondo della moda, della comunicazione e dell'editoria. Si tratta complessivamente di una produzione molto ampia in cui i due ambiti, quello più specificatamente creativo e quello commerciale, si confondono lasciando emergere una creatività onnivora ed una spiccata personalità fotografica, sia per quanto riguarda l’interpretazione del mezzo che per la definizione del soggetto.

Valentina Rinaldi, Copy e Creative Writer.
Da Verona a Milano, andata e (qualche) ritorno. Una laurea in Lettere Moderne. Passando per il lato oscuro della pubblicità, a quello artificiale delle trincee commerciali, fino alla luce creativa di LaboratorioMiniera, il Master in Art Direction e Copywriting del Politecnico di Milano dove studia e collabora come Tutor.
Perennemente fuoritempo e fuoriluogo. Osservatrice inquieta, rincorro immagini e parole, le annoda, le annota. scrive, scrive silente, di visioni, finzioni e cose belle.
Collabora con CasaDiRinghiera, magazine culturale.

30 giugno - 1 settembre 2017
Inaugurazione: giovedì 29 giugno 2017, ore 19.00
Boccanera Gallery
Via Alto Adige, 176
Trento
dido-fontana-amen.jpg

VI Ragusa Foto Festival
Le metamorfosi del territorio

30 giugno – 2 luglio 2017
mostre fino al 30 luglio 2017
Ragusa

Immaginare la musica.
Fotografie di Luca D'Agostino e Luciano Rossetti

30 giugno – 27 agosto 2017
Galleria Nazionale dell’Umbria
corso Pietro Vannucci, 19
Perugia

Nuovi sguardi gardesani: Edoardo Delille, Gabriele Galimberti, Paolo Woods

Venerdì 30 giugno 2017 alle ore 21.00 sarà inaugurata la mostra fotografica "Nuovi sguardi gardesani" di Edoardo Delille, Gabriele Galimberti e Paolo Woods, a cura di Giovanna Calvenzi.
Seguirà festa con dj set di Lorenzo Hugolini nel cortile interno del Museo, in collaborazione con Consorzio RivainCentro.
Partecipazione gratuita.

A dieci anni dall'ultima campagna fotografica di "Sguardi Gardesani", il MAG propone un nuovo progetto pluriennale sulla fotografia d'autore volta a indagare il paesaggio contemporaneo nella zona del lago di Garda.

Edoardo Delille ha messo al centro della sua esperienza fotografica il lago di Garda e i suoi frequentatori. Protagoniste del suo lavoro dal titolo "Full Immersion" sono l’esperienza fisica dell’immersione e l’attesa dell’impatto con l’acqua, affrontate con la collaborazione dei bagnanti che hanno condiviso le sue sperimentazioni visive.

Con "Vista lago", Gabriele Galimberti ha messo in scena una rappresentazione quasi teatrale nella quale reali agenti immobiliari lo hanno accompagnato a visitare gli appartamenti che vengono offerti ai turisti e che garantiscono la possibilità, appunto, di vedere almeno un pezzetto di lago.

Paolo Woods, incuriosito dal luogo comune che vuole che gli abitanti di Riva, per la connotazione del territorio, non vedano né albe né tramonti, ha fotografato il paesaggio dall’alto, affascinato dalle “spade d’ombra” (titolo anche della sua ricerca) che sezionano la visione e disegnano sul paesaggio due campiture nette, di ombra e di luce.

30 giugno - 5 novembre 2017
Inaugurazione: venerdì 30 giugno 2017, ore 21.00
MAG Museo Alto Garda
Piazza C. Battisti, 3/A
Riva del Garda

Festa della fotografia 2017

In occasione della chiusura dell’anno accademico del Centro Sperimentale di Fotografia Adams e in collaborazione con Tevere Art Gallery, gli autori:

Elisa Bianchini, Cesare Carloni, Paola Cimmino, Oriana Ciocia, Nicoletta Cipriani, Gisella D’Alessandro, Francesca D’Angelo, Valeria D’avossa, Federica Di Benedetto, Alessandro Di Norma, D’orsi Roberta, Silvia Enriotti, Cristina Fanton, Lucia Frascadore, Flavia, Foglietta, Filiberto Galli, Maria Luisa Giannino, Franco Gerino, Claudio Granato, Carola Graziani, Giovanna Guarino, Andrea Karasekova, Maria La Civita, Danila Labia, Francesca Lalli, Claudio Maracaglia, Alessandro Marchetti, Jacopo Marchini, Roberta Marsigli, Roberto Masi, Roberta Massino, Maria Matarese, Simone Merlo, Antonia Mosca, Roberto Naviglio, Daniel Patino, Giovanni Perazzini, Leonardo Perri, Roberta Pezzetta, Pierluigi Razza, Giorgia Re, Chiara Rea, Emanuela Rizzo, Roberta Rocchi, Federica Rossi, Cecilia Signorini, Giacomo Sirchia, Stelvio Peti, Sara Terreni, Jessika Tosi, Jeremy Turner , Maria Cristina Valeri, Alessandro Venditti, Volpini Gabriele, Zinghini Andrea

Vi aspettano con le loro fotografie e con tanta musica.
Ingresso aperto a tutti

1 luglio 2017, ore 19.00
Tevere Art Gallery
Via di Santa Passera, 25
Roma
festa-della-fotografia-2017-federica-di-benedetto.jpg

AnimAlinari
Dialogo im-possibile attraverso le fotografie storiche dell'Archivio Alinari

1 luglio - 1 ottobre 2017
Inaugurazione: sabato 1 luglio 2017, ore 18.00
Fondazione Raffaele Cominelli
Via Padre F. Santabona, 9
Cisano di San Felice del Benaco (BS)

Steve McCurry. Icons
1° luglio - 5 novembre 2017
Ex Convento San Francesco d'Assisi all'Immacolata
via Gargallo, 67
Siracusa

Letizia Battaglia
(Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia 2017)

1 luglio – 3 settembre 2017 
Palazzo Tadea 
Piazza Castello, 4 
Spilimbergo (PD)

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