36 Little Good Things: attimi di bellezza per Cortona On The Move 2017

36 frammenti di bellezza, scelti da 36 rullini scattati in 36 giorni da 36 fotografi internazionali, da Alessandro Penso a Phillip Toledano

Condividere istanti di bellezza, tenerezza, compassione e umanità, strappati al grande campo di battaglia del quotidiano, è diventata una consuetudine alla portata di tutti, con i progressi della fotografia digitale e l'avvento dei social network.

Ma che succede quando a farlo sono professionisti internazionali che più di altri si sono confrontati con temi scomodi come la fotografia di guerra?

"36 Little Good Things" nasce con l'obiettivo di selezionare questi momenti, tra 36 fotografi internazionali selezionati dalla curatrice Arianna Rinaldo, ai quali è stato chiesto di fotografarli con 1 rullino da 36 pose, nel corso di 36 giorni.


    Fati Abubakar, Juan Arredondo, Poulomi Basu, Albert Bonsfills, Alejandro Chaskielberg, Sagar Chhetri, Annalisa Cimmino, Rahul Dhankani, Giulio Di Sturco, Henrik Duncker, Thomas Dworzak, Alinka Echeverria, Ziyah Gafic, Tanya Habjouqa, Yaakov Israel, Dragana Jurišic, Michal Korta, Sheng-Wen Lo, Rania Matar, Rafal Milach, Sol Neelman, Zed Nelson, Franco Pagetti, Alessandro Penso, Sarker Protick, Daniele Ratti, Agnieszka Rayss, Lina Scheynius, Alexey Shlyk, Carlos Spottorno, Wei Leng Tay, Jeroen Toirkens, Philllip Toledano, Gihan Tubbeh, Martin Weber, Reed Young.

I fotografi di 36 Little Good Things: note biografiche


FATI ABUBAKAR
Fati Abubakar è una fotografa documentarista, fotoreporter e operatrice umanitaria per la salute pubblica in Nigeria. Utilizza la fotografia come mezzo per documentare la realtà, le culture, i conflitti, la povertà urbana, lo sviluppo rurale ed evidenziarne i problemi a livello comunitario. Il suo obiettivo è quello di dare voce agli "ultimi". I suoi progetti sono stati pubblicati da New York Times, Cnn, Bbc, Reuters, Voice of America online e altro.

JUAN ARREDONDO
Juan Arredondo è un fotografo che vive a Bogotá e NJ, membro di Getty Images. Nato nel New Jersey, è cresciuto in Colombia e si è trasferito negli Stati Uniti per conseguire la laurea in Chimica Organica. Il suo lavoro è stato riconosciuto dalle più importanti realtà internazionali. È un collaboratore fisso del New York Times e le sue fotografie sono state pubblicate dal The Wall Street Journal, Newsweek, Der Spiegel e Le Monde Magazine. Gli sono stati commissionati lavori dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), dall'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), dall'International Rescue Committee (IRC) e da Save the Children.

POULOMI BASU
Poulomi Basu è una storyteller, artista e attivista, nata e cresciuta a Calcutta. Con le sue immagini documenta il ruolo delle donne che vivono in comunità isolate o zone conflittuali, supportando i loro diritti. Membro del VII Mentor Program, è direttrice del "Just Another Photo Festival". Il suo progetto "A Ritual Of Exile" ha vinto il FotoEvidence Book Award 2017, Magnum Emergency Fund 2016 ed è stato finalista del W.Eugene Smith 2016. Poulomi è stata candidata al Premio Foam Paul Huff nel 2017 e 2015 la Magnum Foundation le ha assegnato il premio What Works 2016 Human Right Fellow.

ALBERT BONSFILLS
Albert Bonsfills è un fotografo che vive tra Tokyo e Barcellona. I suoi progetti sono stati pubblicati ed esposti nei Paesi Bassi, in Australia, Svizzera, Germania, India, Stati Uniti, Italia, Russia, Hong Kong, Francia e Regno Unito, tra gli altri. Il suo lavoro è stato premiato con il Wyng Masters Award Hong Kong, l'On The Move Prize 2014 e il Renaissance Prize. Più recentemente è stato nominato per il Prix Pictet, il Magnum Foundation's Emergency Fund and the Joop Swart Masterclass. Bonsfills sta attualmente lavorando al suo primo libro sulla pena di morte in Giappone.

ALEJANDRO CHASKIELBERG
Alejandro Chaskielberg è conosciuto in tutto il mondo per la sua visione innovativa e la sensibilità che supera i confini tra documentario e arte. È Direttore della Fotografia, con una laurea all'Istituto nazionale di Cinematografia in Argentina. Ha ricevuto il Burn Emerging Photographer Grant dalla Fondazione Magnum nel 2009 ed ha vinto il World Photographer of the Year nel 2011. L'Università di Boston gli ha conferito il Leopold Godowsky Jr. Award e il suo lavoro è stato presentato alla Brighton Biennial curata da Martin Parr nel 2009. Insegna al Tokyo Institute of Photography ed è stato di recente uno dei maestri della prima Latin American Masterclass organizzata dalla World Photography Organisation.

SAGAR CHHETRI
Sagar Chhetri vive a Kathmandu, in Nepal. Il suo lavoro mette a fuoco il mondo che lo circonda, dal punto di vista socio-politico, culturale e ambientale. Nel 2015 ha concluso l'International Photography Program al Pathashala South Asian Media Institute, Dhaka, Bangladesh e, successivamente, ha ricevuto una borsa di studio per completare un semestre in Fotogiornalismo alla Danish School of Media and Journalism, in Danimarca. Oggi lavora con Photo.Circle, piattaforma di fotografi nepalesi e nel 2016 ha ricevuto il 2° premio al Photojournalist club Nepal.

ANNALISA CIMMINO
Annalisa Cimmino è una fotografa e artista italiana nata a Napoli. Nei suoi lavori di ricerca personale indaga le diversità culturali e i “microcosmi” intesi come comunità di persone accomunate da usi, costumi, religione o luogo di residenza. I suoi lavori hanno vinto premi fotografici e sono stati esposti in mostre collettive e personali. Attualmente vive a Brooklyn dove collabora con altri fotografi e con l’agenzia Magnum e come volontaria per il RIF (Fondo Rifugiati e Immigrati).

RAHUL DHANKANI
Rahul Dhankani è nato nel 1987 a Calcutta, in India. Con la sua macchina fotografica rappresenta il mondo, semplice e complicato com'è, senza filtri o preconcetti. I suoi scatti sono un tentativo di capire l'esistenza e i cambiamenti della società. Ex studente della Danish School of Media and Journalism e co-fondatore di The Lighthouse (Calcutta), è costantemente alla ricerca di nuovi modi e mezzi innovativi per documentare il suo ambiente con la fotografia.

GIULIO DI STURCO
Giulio Di Sturco è un fotografo italiano che vive a Bangkok, in Thailandia. Due volte vincitore del primo premio del World Press Photo Awards, Sony World Photo Awards e del British Journal of Photography, ha oltre 15 anni di esperienza a livello internazionale come fotografo professionista. Giulio Di Sturco spinge i confini della fotografia documentaria, raffinando continuamente la sua estetica e ampliando il suo vocabolario visivo attraverso vecchi e nuovi strumenti.

HENRIK DUNCKER
Henrik Duncker è un fotografo che vive ad Helsinki. Le sue opere si trovano nelle collezioni del Kiasma a Helsinki, al Moderna Museet di Stoccolma, al Finnish Museum of Photography ed Encontros da Imagem, tra gli altri. Il suo lavoro è stato pubblicato da The Independent, The Sunday Telegraph, The New York Times, Libération, Wired, Details, Süddeutsche Zeitung, Carl's Cars de Helsingin Sanomat, per esempio. Nel 2016 è stato uno degli artisti in residenza del progetto Flâneur New Urban Narratives.

THOMAS DWORZAK
Nato nel '72 e cresciuto nella piccola città di Cham, nella foresta bavarese, Thomas Dworzak ha deciso molto presto di girare il mondo, diventare fotografo e studiare le lingue: spagnolo ad Avila, cecoslovacco a Praga, russo a Mosca. Ha fotografato i conflitti nel Caucaso (Cecenia, Karabakh, Abkhazia) e le sue immagini drammatiche della caduta di Grozny hanno ottenuto premi e riconoscimenti. Fotografo Magnum dal 2004, ha vissuto le guerre in Afghanistan e Iraq per il New Yorker e Time Magazine ritraendo, in studio, i talebani, e successivamente ha coperto le principali notizie internazionali, dall'uragano Katrina alle rivoluzioni nelle ex repubbliche sovietiche, dagli attacchi terroristici in Europa alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

ALINKA ECHEVERRÌA
Fotografa britannico/messicana, si è laureata in Antropologia sociale all'Università di Edimburgo e in Fotografia al Centro Internazionale per la Fotografia di New York. La sua formazione in fotografia e antropologia sociale la porta a basare il suo lavoro sulle relazioni, la memoria collettiva e l'identità. Le sue foto sono apparse in pubblicazioni internazionali, come Le Monde Magazine, Geo, Libération, Time's LightBox e The Sunday Times Magazine, e presentate in oltre 30 mostre in tutto il mondo. I suoi premi includono il 2011 Prix HSBC Pour la Photographie.

ZIYAH GAFIC
Ziyah Gafic è nato nel 1980 a Sarajevo, in Bosnia, dove si è laureato in Letteratura comparata. Dal '99 ha raccontato importanti storie, dalla Cecenia al Ruanda. Il suo lavoro ha ottenuto numerosi premi e borse di studio: il World Press Photo, Getty Images, Arles Rencontres de la Photographie Grand Prix, Hasselblad masters finalist, Visa Pour l'Image Young reporter of the Year, Magnum Emergency Fund, Prince Claus Fund, Ted fellowship.

TANYA HABJOUQA
Nata in Giordania, cresciuta in Texas, Tanya Habjouqa oggi vive a Gerusalemme est. Ha vinto il World Press Photo 2014, il Magnum Foundation 2013, l'SND Award 2011. È l'autrice di "Pleasures Occupied", segnalato dal Time come uno dei migliori libri fotografici del 2015, ed è co-fondatrice di Rawiya, primo collettivo fotografico femminile del Medio Oriente.

YAAKOV ISRAEL
A Gerusalemme, Yaakov Israel lavora principalmente su progetti indipendenti. Il suo sguardo indaga l'identità israeliana attraverso l'architettura, il paesaggio e le persone riflettendo sul modo in cui la religione, la società e la politica contribuiscono a creare e a influenzare la sua realtà personale. Le sue fotografie fanno parte delle collezioni del Knesset, Haifa Museum of Art, l'Open Museum of Photography di Tel-Hai, l'Ashdod Art Museum e collezioni private. Yaakov insegna Fotografia in alcune delle scuole di arte e fotografia e nei college più importanti di Israele.

DRAGANA JURIŠIC
Dragana Jurišic è un'artista jugoslava acclamata dalla critica, che vive in Irlanda. Lavora prevalentemente utilizzando come strumento la fotografia ed esplorando le questioni di genere, gli stereotipi e gli effetti della perdita di memoria e di identità. Dragana Jurišic ha ricevuto numerosi premi e il suo lavoro è esposto in tutto il mondo.

MICHAL KORTA
Nato nel 1975 in Polonia, Michal Korta ha studiato Letteratura Tedesca e Fotografia e vive a Cracovia. Collabora con la stampa, agenzie pubblicitarie e istituzioni internazionali. Ha partecipato a personali e collettive in Polonia, Italia, Israele, Spagna. Ha vinto il BZ WBK Press Foto nel 2011 nella categoria "portrait/photo story". I ritratti e i documentari sono la sua specialità; l'identità, le identificazioni e le coincidenze sono invece i temi principali dei suoi progetti. È docente di Fotografia in Polonia e in Svizzera.

SHENG-WEN LO
Sheng-Wen Lo nasce nel 1987 a Taiwan. Attualmente svolge attività di ricerca presso il MA Photography of Kunstakademie St.Joost nei Paesi Bassi, con un Master in Computer Music Lab alla National Taiwan University. Il suo lavoro da scienziato gli consente di applicare alle sue opere fotografiche i valori e le metodologie scientifiche.

RANIA MATAR
Nata e cresciuta in Libano, Rania Matar si è trasferita negli Stati Uniti nell'84. Il suo lavoro si concentra sulle donne e le ragazze in America e in Medio Oriente ponendo l'accento, in particolare, sull'identità e l'universalità. Le sue immagini sono state esposte al Museum of Fine Arts di Boston, alla Stanford University, oltre che a Dubai, Beirut, Basilea e Londra e sono presenti nelle collezioni permanenti di musei, istituzioni e collezioni private di tutto il mondo. Matar ha vinto numerosi premi (tra cui il Mellon Foundation Grant nel 2017) e pubblicato tre libri. L'Amon Carter Museum of American Art in Texas le dedicherà una personale "In Her Image" (dicembre 2017 - maggio 2018).

RAFAL MILACH
Da Varsavia, in Polonia, Rafal Milach ha lavorato, per più di un decennio, sul tema della transizione nei paesi dell'ex blocco sovietico pubblicando tre libri monografici. Il suo lavoro è stato esposto al C/O di Berlino, Zacheta National Gallery of Art e MoCA di Shanghai. Ha ricevuto borse di studio dal Ministero della Cultura polacco, Magnum Foundation ed European Cultural Foundation. Le sue fotografie e i suoi libri sono stati premiati con il World Press Photo e il Pictures of the Year International. Le sue opere fanno parte delle collezioni del Center for Contemporary Art di Varsavia, Kiyosato Museum of Photographic Arts in Giappone, Brandts Museum for Kunst & Visuel Kultur e ING Polish Art Foundation. Rafal Milach è un membro fondatore di Sputnik Photos.

SOL NEELMAN

Sol Neelman è stato un atleta "fallito", così come si definisce, prima di diventare un fotografo sportivo. Vive a Brooklyn, New York. Nel 2007 era nel team vincitore del Premio Pulitzer per le "Breaking News Reporting", nello stesso anno ha lasciato il suo lavoro al The Oregonian per perseguire un progetto che documenta la cultura dello sport nel mondo. Il progetto è poi diventato una serie monografia, "Weird Sports" (2011) e "Weird Sports 2" (2014), edita da Kehrer Verlag (Heidelberg) e le sue immagini sono state pubblicate, tra gli altri, da National Geographic, ESPN, Mashable, Rolling Stone e Condé Nast Traveler.

ZED NELSON
Zed Nelson è uno storyteller: artista, antropologo e documentarista, allo stesso tempo, mette in discussione il mondo contemporaneo e il ruolo delle persone. Ha pubblicato tre monografie; “Gun Nation”, “Love Me” e “A Portrait of Hackney” e il suo lavoro è stato esposto in tutto il mondo. Nelson ha ricevuto numerosi premi, incluso il World Press Photo e il Visa d'Or, Perpignan. il suo lavoro è stato esposto alla Tate Britain (UK) ed è nella collezione permanente del V&A Museum and National Portrait Gallery a Londra.

FRANCO PAGETTI
Franco Pagetti è un fotografo italiano che ha raccontato la guerra in luoghi come l'Afghanistan, il Kosovo, Timor Est, Israele, Siria e Iraq. La lente di Pagetti ha catturato non solo scene di sofferenza, ma anche scorci di speranza e di umanità. Le sue opere sono state esposte in numerose sedi negli Stati Uniti e in Europa e le sue immagini sono conservate in collezioni pubbliche e private. Ha lavorato, su incarico, per Newsweek, New York Times Magazine, The New Yorker, Sunday Times, Vogue (USA) e W Magazine. È anche membro dell'Agenzia VII.

ALESSANDRO PENSO
Alessandro Penso è un fotografo documentarista italiano. Attento alle problematiche sociali, ha focalizzato il suo lavoro sul tema dell'immigrazione nel Mediterraneo e in Europa. Nel 2014 ha vinto il World Press Photo per il reportage su un campo profughi in Bulgaria, ha ricevuto il Magnum Foundation Emergency Fund Grant e gli è stato assegnato il Burn Magazine Emerging Photographer Fund e il premio Terry O'Neill Tag per il suo lavoro sulla situazione dei giovani migranti in Grecia. Nel 2015 è stato la scelta di Time per la foto-storia dell'anno. Il suo lavoro sui migranti in Grecia è stato anche il fulcro della mostra "The European Dream: Road to Bruxelles" che ha attraversato Grecia, Italia, Francia, Svizzera e Belgio, fino al Parlamento europeo.

SARKER PROTICK
Nato nel 1986, Sarker Protick è un artista di Dhaka, Bangladesh, che lavora con la luce e il suono, intorno all'idea di spazio e tempo. Nelle sue opere, dove la luce è protagonista, la realtà è sospesa e il tempo è rallentato per mostrare gesti, storie ed emozioni. Membro del VII Photo Agency, nel 2014 è stato nominato nel British Journal of Photography's annual "Ones to Watch". Nello stesso anno, è stato selezionato per il World Press Photo Joop Swart Masterclass. Nel 2015 ha vinto il World Press Photo per la sua storia "What Remains" ed è stato inserito nell'elenco dei 30 fotografi emergenti dell'anno dal PDN's.

DANIELE RATTI
Nato a Milano nel '74, vive e lavora a Torino. La sua prima personale risale al 2004 e da allora la carriera artistica viene affiancata da altre attività di tipo curatoriale. Le sue opere si trovano nelle collezioni permanenti del Pan di Napoli, Gai di Torino e Fondazione Bartoli Felter di Cagliari. Nel 2013 ha intrapreso un progetto che lo ha portato nelle ex colonie italiane in Africa dal titolo "Eritalia". Dal 2015 collabora con il festival Cortona on the Move e nel 2016 ha creato la sezione NoPhoto all'interno di Paratissima.

AGNIESZKA RAYSS
Agnieszka Rayss vive a Varsavia, in Polonia, è la co-fondatrice del collettivo Sputnik e si occupa di fotografia documentaria. Due volte vincitrice del Picture of the Year 2011 e 2012 e finalista dell'Hasselblad Masters Award, Lucie Foundation, Alexia Foundation Grant, Lens Culture Exposure Award. Ha vinto, inoltre, diversi concorsi fotografici sulla stampa nazionale, tra cui il Grand Press Photo, BZWBK Press Photo, Newsreportaz; ha ricevuto una borsa di studio dal Ministero della Cultura nel 2012 e dal Fondo Visegrad e ha partecipato a numerose mostre personali e collettive: dalla Biennale di Praga al Noorderlicht Photofestival, dal Lodz Fotofestival alla Triennale della Fotografia di Amburgo.

LINA SCHEYNIUS
Nata nel 1981 a Vänersborg in Svezia, Lina Scheynius attualmente vive e lavora a Londra. Con apparente casualità, Lina cattura scene dalla sua vita quotidiana, condividendo alcuni dei dettagli più intimi del suo mondo. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre personali e collettive a Zurigo, Berlino, Amsterdam, Vienna, New York, Tokyo. Dal 2012 cura una rubrica settimanale su ZEITMagazin, seguendo le orme di Jürgen Teller.

ALEXEY SHLYK
Alexey Shlyk è nato nel 1986 a Minsk, in Bielorussia. Dal 2009 ha esposto le sue fotografie in mostre personali al Museum of Modern Fine Art di Minsk, al Russian Museum of Decorative and Applied Art di Mosca, all'Erarta Museum of Contemporary Art di San Pietroburgo, al Duloun Museum of Modern Art di Shanghai e ha partecipato a diversi festival internazionali di fotografia. Attualmente sta seguendo un master alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa con Geert Goiris e Bert Danckaert. Oggi vive e lavora ad Anversa, in Belgio.

CARLOS SPOTTORNO
Carlos Spottorno è un fotografo documentarista spagnolo. Il suo lavoro, focalizzato su questioni economiche, sociali e politiche, è stato pubblicato su vari media spagnoli e internazionali, come El País Semanal. Ha pubblicato sei libri e vinto, nel 2003 e nel 2015, il World Press Photo Awards, il Kassel Photobook Award nel 2013 e il Premio Lacritique, Rencontres d'Arles nel 2014. È stato finalista, nel 2013, del Paris Photo, del Publishers Awards nel 2009 e nel 2013 e del RM Photobook Awards nel 2013. Ha inoltre avuto una menzione speciale a PhotoEspaña 2014 e ricevuto una delle BBVA Leonardo Grants nel 2015 destinata ai "Ricercatori, innovatori e creatori culturali".

WEI LENG TAY
Wei Leng Tay è una fotografa che vive a Hong Kong e Singapore. Ha collaborato ed esposto con varie istituzioni, come l'Australian National University CIW Gallery (2016), National University of Singapore (NUS) Museum (2010-2011), Chulalongkorn University Art Center, Bangkok (2012), Tokyo Metropolitan Museum of Photography (2014) e partecipato a diversi festival di fotografia in Corea del Sud, Cina e Paesi Bassi. Ha ricevuto numerosi premi e le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche al NUS Museum; National Taiwan Museum of Fine Art, Fukuoka Asian Art Museum, Japan and Heritage Museum, Hong Kong.

JEROEN TOIRKENS
Il lavoro di Jeroen Toirkens si concentra sulla fotografia "sociale" e su progetti di slow-journalism. Nel 2011 è stato pubblicato il suo primo libro "Nomad", sul nomadismo nel 21° secolo, premiato con il prestigioso premio Canon. Nel 2013 è uscito il secondo libro "Solitude", un ritratto intimo delle persone che vivono nella regione artica del nord della Scandinavia e della Russia. Nel 2015 è stato invitato dall'Anchorage Museum in Alaska a viaggiare per le isole remote Diomede situate nel mezzo dello Stretto di Bering. In questo momento sta lavorando al progetto "Borealis" con lo scrittore Jelle Brandt Corstius in cui si raccontano le foreste del Nord.

PHILLIP TOLEDANO
Nato a Londra da madre francese-marocchina e padre americano, Phillip Toledano cambia i media, dalla fotografia all'installazione, per perseguire il fine socio-politico del suo lavoro. Toledano crede che le fotografie dovrebbero essere come frasi incompiute per lasciare spazio alle domande. Le sue opere sono esposte in tutto il mondo e il suo lavoro è stato pubblicato dal New York Times, The New Yorker, The London Times, Le Monde e Interview.

GIHAN TUBBEH
Da Lima, in Perù, Gihan Tubbeh, poco dopo aver concluso i suoi studi di fotografia, è stata selezionata dal Joop Swart Masterclass di WPP. Nel 2010 ha vinto il World Press Photo nella sezione "Daily Life" e nello stesso anno è stata selezionata per partecipare al Reflexions Masterclass per due anni. Le sue opere sono state esposte in Francia, Spagna, Cina, Perù, Brasile, Germania, Italia, Paesi Bassi, Grecia, Irlanda, Stati Uniti; ha inoltre partecipato a Les Rencontres di Arles, Angkor Festival in Cambogia, Dali Photography Festival in Cina, Paraty em Foco and Eco in Brasile, Noorderlicht Photofestival in Olanda, tra gli altri.

MARTIN WEBER
Argentino, Martin Weber ha studiato presso l'Università di Buenos Aires e il Centro Internazionale di Fotografia di New York, dove è stato premiato con una borsa di studio (1992-1993), a cui sono seguiti molti altri riconoscimenti assegnati da diverse Fondazioni. Nel 2016 ha ricevuto il Great Prize on Installations and Alternative Media at the National Salon in Argentina. "Map of Dreams Latin American", il suo primo film e il suo debutto alla regia, è stato dichiarato di interesse culturale dal Comune di Buenos Aires, dopo aver ricevuto nel 2013 il sostegno dell'INCAA dell'Argentina. Nel 2011 il suo libro "Echoes of the Interior" è stato inserito da Paris Photo nella top 100 dei libri fotografici pubblicati tra il 1997 e il 2011.    
REED YOUNG
Reed Young è un fotografo di New York. Racconta storie di persone che vivono lontane dai riflettori e luoghi che lo affascinano: recentemente ha fotografato i doppiatori italiani dei più popolari film di Hollywood e i residenti di una piccola città rurale in Alaska. Le sue storie sono state pubblicate dal The New Yorker, The New York Times, National Geographic, Time magazine, NPR, Wired e The Guardian.

Dalle 36 stampe dei 36 rullini, scattati in 36 giorni dai 36 fotografi, è stata scelta 1 solo foto delle 36 che in totale saranno esposte con la collettiva "36 Little Good Things" insieme alla fotografia contemporanea in viaggio con la settima edizione di Cortona On The Move.

Alla fine della mostra, questi momenti di intimità, sinuosità, gioia, speranza, tenerezza, pace e grazia, del progetto ideato, organizzato e promosso dal 'branco di creativi' di Spacenomore, in collaborazione con Cortona on the Move e la onlus 1Caffè, saranno donati alla stessa onlus e battute all'asta a fini benefici.

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