Invasion 68 Prague di Josef Koudelka

L'invasione sovietica di Praga fotografata da Josef Koudelka nelle pagine di un libro e una mostra

A 40 anni dall'Invasione di Praga, le fotografie scattate da Josef Koudelka diventano un libro monografico e la mostra itinerante Invasion 68 Prague. Due 'strumenti' per evocare l’atmosfera e le emozioni di un periodo tumultuoso che ha cambiato il volto della storia.

«Il telefono squilla alle quattro del mattino; rispondo; un’amica grida: “Sono arrivati i russi”. Penso ad uno scherzo e abbasso. Suona una seconda volta, non ci credo e riattacco di nuovo. Alla terza telefonata la voce urla: “Apri la finestra e ascolta”. Mi alzo, metto la testa fuori per due minuti e sento il rumore degli aerei militari. Capisco che sta succedendo qualcosa. Mi vesto in fretta, prendo la macchina fotografica e tutte le pellicole che mi sono rimaste, ero tornato il giorno prima dalla Romania dov’ero stato a fotografare gli zingari. Scendo in strada, comincia appena ad albeggiare, istintivamente mi dirigo verso la sede della radio, a meno di un quarto d’ora da casa. I russi erano andati alla radio anche nel 1945. Ma allora erano venuti per liberarci».Josef Koudelka

Una buona occasione per ammirare le immagini colte allora per le strade della capitale, contrabbandate miracolosamente fuori del paese e arrivate al grande pubblico grazie a Magnum Photos, ma accreditate ad un fotografo ceco sconosciuto per evitare rappresaglie. Foto che hanno ricevuto il Robert Capa Award mentre il suo autore era ancora anonimo ed apolide. Dolo nel 1984 la Hayward Gallery di Londra ha mostrato per la prima volta, dopo 16 anni di anonimato, le foto dell'invasione di Praga accreditandole a Josef Koudelka.

«La prima cosa che vedo è un automobile d’epoca con il tetto scoperto che suona senza sosta il clacson per svegliare la città, a bordo ci sono tre ragazzi e una ragazza con una bandiera ceca. Gridano la stessa frase che ho sentito al telefono: “I russi sono arrivati”». Josef Koudelka

Il 21 agosto del 1968 Josef Koudelka fotografa quella macchina. La prima foto di duecento rullini e la testimonianza della sanguinaria repressione della Primavera di Praga destinata a scrivere la storia della fotografia con uno dei suoi reportage più sensazionali.

Foto, per certi aspetti inedite, costate al grande fotografo ceco 20 anni di esilio, sono ora visibili in tutta la loro intensità a New York, fino all’11 ottobre alla Pace/MacGill Gallery e fino al 30 ottobre, all'Aperture Gallery, ma la mostra Invasion 68 Prague proseguirà il suo viaggio ancora a lungo, a partire dal Katzen Arts Center dell’American University Museum di Washington (11 novembre - 28 dicembre 2008).

«L’esilio però ti fa due regali: il primo è che ti costringe a costruirti una nuova vita e ti dà la possibilità di farlo in un ambiente nuovo dove nessuno ti conosce e ha pregiudizi su di te; il secondo è che quando torni a vedere il tuo Paese lo fai con occhi diversi. Nel 1991 a Praga è stato formidabile: ogni mattina mi svegliavo prestissimo e cominciavo a camminare per guardare più cose possibile. Quando vivi in un luogo a lungo, diventi cieco perché non osservi più nulla. Io viaggio per non diventare cieco». Josef Koudelka

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