Autoritratti al Museo

Il dialogo tra fotografia e arte anima gli Autoritratti al Museo di Miriam Colognesi, insieme alla riflessione su ritratto e autoritratto nell’arte contemporanea

Nell'era dei selfie condivisi a tempo record dai social network, non mancano certo le riflessioni critiche su confini e distanze che investono autoritratto e ritratto, auto-rappresentazione e identità, chi guarda e chi è guardato, insieme al rapporto tra spettatore e opera d'arte, da sempre sensibile alle evoluzioni di tempi, stili, tecniche e linguaggi.

I "ritratti di riflessioni critiche" realizzati da Miriam Colognesi con gli Autoritratti al Museo, invitando lo spettatore a far parte dell'opera d'arte con la quale scelgono di interagire fisicamente, ne fotografa il rapporto che cambia la natura e il ruolo di entrambi.

«Chi guarda fa il quadro»

Marcel Duchamp

 

Prendendo l'affermazione di Duchamp come stimolo e rendendo lo spettatore complice del dialogo della fotografia con pittura e scultura, Miriam Colognesi ha realizzato i suoi ritratti approfittando di diversi workshop fotografici all’interno di importanti spazi museali.

In questo modo è nato l'autoritratto al Museo Archeologico Regionale di Aosta, ispirato da "Adamo ed Eva" (1964) di Enrico Baj, quello alla Galleria Sabauda di Torino, ispirato da "Cena in casa di Simone Fariseo" (1555-1556) di Paolo Veronese, o alla GAM di Torino, ispirato da "Lo specchio della vita (E ciò che l’una fa, e l’altre fanno)" (1895-1898) di Giuseppe Pellizza da Volpedo.

Una selezione di questi Autoritratti al Museo, animano la mostra a cura di Daria Jorioz, esposta all'Hôtel des Etats di Aosta, insieme al dialogo tra fotografia e arte, seguito dalla riflessione su ritratto e dell’autoritratto nell’arte contemporanea.

Autoritratti al Museo
Il dialogo tra fotografia e arte dell'artista Miriam Colognesi

fino al 24 settembre 2017
Hôtel des Etats
piazza Chanoux, 8
Aosta

Foto | Autoritratti al Museo, Courtesy Stampa

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