La fotografia spregiudicata e dirompente di Weegee

La fotografia nuda, cruda e sfacciata di Arthur Fellig alias Weegee, guarda in faccia polizia e criminali, personaggi noti e diseredati, il lato più oscuro di New York e quello più vero dell'umanità

"Non ho inibizioni come non ne ha la mia macchina fotografica. Ho vissuto una vita piena e ho provato di tutto. Quello che a voi può sembrare anormale per me è normalissimo. Se dovessi ricominciare da capo, vorrei vivere la stessa vita nello stesso modo… solo di più. Tutto quello che scrivo è vero… e lo posso dimostrare: ho le foto, i conti, i ricordi, e le cicatrici"

Weegee (Arthur Fellig)

Spregiudicato, dirompente e consapevole di esserlo, a quasi mezzo secolo dalla sua scomparsa, Arthur Fellig alias Weegee, arriva al pubblico come un pugno ben assestato, restituendo la verità, nuda, cruda e sfacciata, come l'ha vista, vissuta e fotografata, muovendosi con agilità tra polizia e criminali, personaggi noti e diseredati, dai bassifondo del Bronx ai piani alti di Manhattan, con i flash di cronaca nera e le mille luci di Hollywood.

Provvisto del coraggio di essere povero e provare tutto, liberarsi di limiti e imposizioni, pregiudizi e falsa morale, puntando l'obiettivo della macchina fotografica sul confine sottile che separa il bene dal male, la giustizia dal crimine, Arthur Fellig è diventato ben più del reporter di cronaca nera e precursore dei cosiddetti paparazzi, tanto scaltro da meritare lo pseudonimo di Weegee, fare business con il crimine e firmare le stampe vendute ai maggiori trabloid dell'epoca come "Weegee The Famous".

Ricorrendo ad un pony per fotografare i bambini nelle giornate di festa, la prima Chevrolet attrezzata con sistema radio della polizia, macchina da scrivere e camera oscura per arrivare prima di altri sulle scene del crimine, o solo la sua fedele macchina fotografica per cogliere la vita che anima la strada, scuote gli animi e agita la carne, Weegee resta uno dei testimoni più avvincenti del lato più oscuro di New York e più vero dell'umanità che muore e gioca in strada, spesso si abbraccia di nascosto e ruba baci che arricciano le dita dei piedi anche al cinema in 3D.

"People are so wonderful that a photographer has only to wait for that breathless moment to capture what he wants on film"

Weegee

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Weegee (Arthur Fellig): note biografiche, foto, conti, ricordi e cicatrici

Usher Fellig (poi Arthur Fellig Aka Weegee) nasce il 12 giugno 1899 nella cittadina polacca di Złoczew (allora appartenente all'Impero Asburgico), in una famiglia di religione ebraica, con il padre rabbino spinto dai primi movimenti antisemiti ad emigrare negli Stati Uniti nel 1906, dove lo raggiunge tutta la famiglia nel 1910, cambiando il nome da Usher in Arthur all’arrivo ad Ellis Island.

Il padre raggiunto dalla moglie e i sette figli per mantenere la famiglia lavora come venditore ambulante a Manhattan, ed insieme alla moglie anche come portiere, per avere in cambio il piccolo appartamento nel Lower East Side.

Nel 1914 il quindicenne Arthur decide di interrompere il ciclo di istruzione scolastica, per contribuire all'economia familiare dedicandosi ad una serie di occupazioni, dal lavapiatti al venditore di caramelle.

Nel 1917, oppresso dalle rigide regole della sua famiglia, abbandona però la casa paterna, vivendo per un bel po' come senzatetto e dormendo in parchi pubblici, la stazione ferroviaria di Pennsylvania Railroad e diverse opere missionarie.

Tra un lavoretto e l'altro, maturando il proposito di aprirsi uno studio fotografico, il giovane Fellig nel 1918 inizia a lavorare come addetto a tecniche di ripresa in studio e in camera oscura presso lo studio fotografico Ducket & Adler a Grand Street in Lower Manhattan, lasciato alcuni anni dopo per questioni di disaccordo sulla paga.

Divenuto freelance, Arthur Fellig acquista una macchina fotografica 5×7 di seconda mano e noleggiando un pony impiega fine settimane e giorni di festa a fotografare bambini, vendendo successivamente le stampe ai genitori.

Dal 1921 al 1922 lavora come assistente di camera oscura presso il New York Times e presso il collegato sindacato di fotografi: il Wide World Photos.

Un post condiviso da Keith T. Pollick (@ktpstyle) in data: 12 Giu 2017 alle ore 14:55 PDT

Dal 1924 al 1936 entra a far parte della Acme Newspictures (successivamente assorbita dalla United Press International Photos) come operatore di camera oscura e stampatore a 20 dollari a settimana. Si propone come fotoreporter, ma rifiutandosi di indossare camicia bianca e cravatta, viene inviato come fotografo solo occasionalmente nelle situazioni di emergenza.

Nel 1936 lascia l’Acme per dedicarsi all’attività di fotogiornalista free-lance. Equipaggiato di una Speed Graphic inizia una frenetica attività frequentando il quartier generale della Polizia di Manhattan. Ciò gli permette di essere sempre presente in occasione di assassini, risse notturne, incidenti ed incendi. Le sue foto vengono pubblicate negli articoli di cronaca delle principali testate newyorkesi: Herald Tribune, Daily News, Post, World-Telegram, Journal America, Sun ed altri.

La sua fama è talmente nota al Dipartimento di Polizia a Spring Street che Weegee può organizzare la sua attività allestendo un ufficio personale ed informale all'interno dell'Ufficio Persone Smarrite, ed è lì che tiene i suoi contatti, fa le sue chiamate telefoniche, riscuote compensi, invia conti, incontra gli amici.

Nel 1938 è il primo cittadino di New York a ricevere il permesso di installare il sistema radio della polizia sulla sua autovettura Chevrolet, sulla quale monta anche la sua attrezzatura fotografica a da stampa per utilizzarla anche come camera oscura.

"La macchina divenne la mia casa. Era una due posti, con un bagagliaio più grande del solito. Ci tenevo tutto, li dentro: macchina fotografica supplementare, cassette con le lampadine per il flash, caricatori con le lastre di scorta,macchine da scrivere, trucchi e travestimenti … Non dovevo più aspettare che il crimine venisse a chiamarmi: andavo io all’inseguimento. La radio della polizia era la mia salvezza. La macchina fotografica…quella era tutta la mia vita e il mio amore…la mia lampada di Aladino."

Weegee by Weegee. Autobiografia

La capacità di arrivare sul luogo del crimine insieme alla polizia, se non prima, gli consente di realizzare numerosi scoop fotografici, dandosi il nome d’arte di Weegee.

L’origine controversa del nome, vede Weegee come equivalente fonetico della popolare tavola Ouija per predire il futuro, così come per altri all'eventuale possesso della suddetta tavola, farebbe riferimento la domanda ironica rivolta al fotografo da un poliziotto, a cusa della sua presenza costante e tempestiva sulla scena del crimine. Per altri il nome d'arte deriva dalla stroncatura di squeegee boy, facendo riferimento alla sua precedente attività al New York Times e la fase di rimozione dell’eccesso di acqua dalle stampe prima di essere asciugate.

Born on this date in 1899, Arthur Fellig, AKA Weegee, in front of his studio on Centre Market Place about 1939. #weegee

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Dal 1935 al 1947 fotografando il lato più oscuro e vero di New York inizia il periodo più celebre della sua opera.

Nel 1940 la sua fama è già nota ed il progressista quotidiano serale PM Daily gli affida la creazione di foto-storie di sua scelta.

Weegee, self portrait lying in wait at his Centre Market Place lair, while he listens to the police scanner for a call to duty, 1941. #weegee

Un post condiviso da Photographers At Work (@photographers_at_work) in data: 12 Giu 2017 alle ore 19:18 PDT

Nel 1941 espone la sua prima personale al Photo League di New York con "Weegee: Murder is My Business", fonte di ispirazione per mostre successive.

Durante questo periodo inizia a sperimentare anche con una macchina da presa 16 mm.

Nel 1943 il Museum of Modern Art di New York acquista cinque fotografie di Weegee, esposte nella sezione permanente "Action Photography”.

Nel 1945 pubblic "Naked City" (New York: Duell, Sloan & Pearce; Essential Books), divenuto un bestseller in breve tempo, seguito da una campagna pubblicitaria nazionale.

Nel 1946 viene pubblicato "Weegee's People" (New York: Duell, Sloan & Pearce; Essential Books) ed è invitato ad eseguire una lettura presso la New School for Social Research di New York. Mark Hellinger acquista i diritti di titolo Naked City, per realizzarne la versione cinematografica ad Hollywood.

Nel 1947 sposa Margaret Atwood nel 1947 e con lei si trasferisce a Hollywood per seguire come consulente la lavorazione del film Naked City diretto da Jules Dassins, estendendo il consulto a diversi altri film, oltre ad interpretare alcuni ruoli minori e cammei.

Nel 1948 viene proiettato The Naked City dell’Universal Pictures e Weegee appare per la prima volta nel film Every Girl Should Be Married.

Nello stesso anno "Weegee's New York" (20 minuti, bianco e nero, muto, in 16mm), il suo primo cortometraggio muto in bianco e nero di 20 minuti, viene rappresentato nella mostra "50 Photographs by 50 Photographers" organizzata da Edward Steichen al Museum of Modern Art di New York.

Nel 1949 si separa da Margaret Atwood e un anno dopo divorziano.

"Sure. I’d like to live regular. Go home to a good looking wife, a hot dinner, and a husky kid. But I guess I got film in my blood. I love this racket. It’s exciting. It’s dangerous. It’s funny. It’s tough. It’s heartbreaking"

Weegee

Un post condiviso da Camille (@camille1co) in data: 10 Lug 2017 alle ore 00:14 PDT

Nel 1950 produce il cortometraggio "Cocktail Party" (5 minuti, bianco e nero, muto, in 16mm).

Nello stesso anno ritorna a New York e realizza la serie di distorsioni, definite dalle stesso Weegee "caricature dei ritratti di celebrità dello spettacolo e del mondo politico".

#AndyWarhol Photo: #weegee #FundacioColectania

Un post condiviso da Miguel A. Martínez Franco (@radiosaigon) in data: 20 Lug 2017 alle ore 00:04 PDT

Nel 1950 gli viene diagnosticato il diabete e si trasferisce sulla West 47th Street, a casa di Wilma Wilcox, sua compagna per il resto della vita.

Dicono che le foto non mentono, soprattutto quelle di Weegee e questa datata 1952 afferma di ritrarlo con il piccolo assistente Hypo.

Nel 1953 le distorsioni sono pubblicate in "Naked Hollywood" (New York, Pellegrini and Cudahy) e nel numero di luglio di Vogue. Nello stesso anno esce anche "Weegee’s Secret of Shooting with Photoflash as Told to Mel Harris" (U.S.A., Designers 3).

Un post condiviso da Ezma Amelia (@ezma_amelia) in data: 6 Giu 2017 alle ore 09:46 PDT

Nel 1958 Stanley Kubrick lo chiama come consulente per le riprese del "Dr. Strangelove: How I Stopped Worrying and Learned to Love the Bomb" (Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba), prendendo in prestito per il protagonista impersonato da Peter Sellers, anche l’accento di intonazione tedesca del figlio di emigrati.

Nello stesso anno il suo bestseller finisce per ispirare anche la serie TV Naked City.

Nel 1959 pubblica "Weegee’s Creative Camera" (Hanover House; First Edition edition).

Dal 1958 al 1968, lavorando per il Daily Mirror, viaggia in Europa come reporter, scrittore, fotoreporter, docente e autore di libri.

Nel 1959 partecipa a mostre e conferenze in Unione Sovietica, pubblica "Weegee's Creative Camera" (Garden City, New York, Hanover House) ed espone "Weegee: Caricatures of the Great" al Photokina di Colonia.

Nel 1961 è lo stesso Weegee a raccontare i suoi giorni più eccitanti a 'Weegeeland', con le battute pungenti e sfacciate che danno ritmo alla sua autobiografia "Weegee by Weegee" (New York, Ziff-Davis), edita successivamente anche in italiano da Contrasto.

"Anyway, I had got the famous pictures of a violent era, the pictures that all the great papers with all their resourses couldn’t get, and had to buy them from me. And in shooting these pictures, I had also photographed the soul of the city I knew and loved."

Weegee, Weegee by Weegee, pp. 64-76

Nel 1962 espone nuovamente al Photokina di Colonia.

Risale al 1963 il celebre scatto di Richard Sadler, 'Weegee the Famous', Coventry (nello scatto a seguire tra quelli scartati nel provino a contatto)

Un post condiviso da A N D Y A D A M S (@flakphoto) in data: 12 Dic 2016 alle ore 08:53 PST

Nel 1964 pubblica "Weegee's Creative Photography" (London: Ward, Lock, and Co.).

Nel 1965 realizza il cortometraggio "The Idiot Box" (5 minuti, bianco e nero, sonoro, 16mm).

Il 26 dicembre 1968 il mondo perde Weegee, scomparso a 69 anni a causa di un tumore al cervello.

Nel 1989 viene pubblicato il postumo "The Village" (Da Capo Paperback) di Weegee con gli scatti più felici e divertenti della sua città (Da Capo Press; Reprinted Ed edition (21 agosto, 1989).

Nel 1992 Howard Franklin dirige "The Public Eye" (Occhio indiscreto) ispirato a vita e opere di Weegee, con Joe Pesci nei panni del personaggio Leon Bernstein (Bernzy) che lo emula e diverse sue foto rendere inequivocabile il protagonista del film.

Un post condiviso da Foto Colectania (@fotocolectania) in data: 10 Lug 2017 alle ore 06:03 PDT

Tra gli altri film che ha ispirato, compaiono "LA Confidential" di Curtis Hanson (1997), "Road to Perdition" di Sam Mendes (2002) e "Nightcrawler" di Dan Gilroy (2014).

Una versione ritagliata della foto scattata da Weegee nel 1940 alla "Crowd at Coney Island" e usata per la copertina di "Naked New York", nel settembre 1990, è stata usata per la copertina di "Listen Without Prejudice Vol. 1", secondo album da solista del cantante britannico George Michael.

Le monografie dedicate a Weegee contano: Capa, Cornell, and John Coplans.Weegee the Famous (1977); Stettner, Louis. Weegee. (1977); Coplans, John. Weegee: Täter und Opfer: 85 Fotografien. (1978); Nothhelfer, Gabriele. Bildinterpretationen zu Fotografien von Weegee. (1978); Talmey, Allene. Weegee. Photo selection by Marvin Israel (1997); Coplans, John. Extra: Weegee at Wolf. (1980); Arthur Fellig Alias Weegee: New York Photographs, 1935–1950. (1981); Coplans, John. Weegee’s New York: 335 Photographs, 1935–1960. (1982); Martin, Peter. Weegee: Credit Photo by Weegee the Famous. (1984); Laude, André. Weegee. (1989); Porter, Allan. Weegee, 1899–1968. (1991); Marshall, Joseph. Weegee the Famous and the New York Milieu. (1993); Weegee:The Photography of Arthur Fellig (1899–1968). (1995); Barth, Miles. Weegee’s World.(1997); Coplans, John. Weegee: Naked New York. (1997); Zuckriegl, Margit. Weegee’s Story: From the Berinson Collection. (1999); Purcell, Kerry William. Weegee. (2004); Keller, Judith. Weegee: Photographs from the J. Paul Getty Museum. (2005), Naked Hollywood: Weegee in Los Angeles (MoCA, 2011), Weegee: Murder Is My Business (ICP, 2011) …

La fotografia di Weegee impreziosisce numerosi musei e collezioni private di tutto il mondo, oltre alle collezioni permanenti del Museum of Modern Art di New York; il J. Paul Getty Museum di Los Angeles; il San Francisco Museum of Modern Art; ll Museum of Modern Art di Oxford; il Museum of Contemporary Art di Los Angeles; l'International Center of Photography di New York, tra i tanti.

L'influenza di Weegee conta anche moltissimi estimatori tra i colleghi, da Diane Arbus: "He was SO good when he was good. Extraordinary!" a Daido Moriyama.

Un post condiviso da Foto Colectania (@fotocolectania) in data: 15 Lug 2017 alle ore 06:40 PDT

Weegee by Weegee in mostra

Dopo numerose pubblicazioni, riedizioni, personali e collettive, un’attenta selezione del lavoro di Weegee, riporta in mostra il lato più oscuro, eccessivo e vero della New York degli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso, con oltre 100 scatti iconici, provenienti dalla sontuosa collezione svizzera M. + M. Auer, esposti insieme alla stampa dell'epoca e diverse pubblicazioni, a partire dall'edizione originale del celebre Naked City.

Richiamando alla memoria verve e tenacia del grande fotografo, a partire dal titolo ispirato alla biografia, Weegee by Weegee ospitato dalla Fundación Foto Colectania di Barcellona, fino al prossimo 5 novembre, offre un viaggio senza ritorno nella grande mela e tutta la verità della fotografia amata e praticata da Arthur Fellig, senza limiti, pregiudizio o sconti per nessuno.

Weegee by Weegee
fino al 5 novembre 2017
Fundación Foto Colectania
c/ Passeig Picasso, 14
Barcellona

Foto | Weegee by Weegee © Weegee / International Center of Photography / Cortesía Colección M. + M. Auer
Via | Fundación Foto Colectania

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