Canon EOS M, pregi e difetti della mirrorless secondo un etnofotografo

Sono sempre stato attratto dalle compatte, anni fa andavo in giro con una Contax T2 ed una Ricoh GR due compatte analogiche che non avevano nulla da invidiare a molte reflex in fatto di qualità d'immagine. Prima che comparissero le mirrorless ho usato una Ricoh GRD ed i suoi costosissimi accessori (paraluce ed aggiuntivo grandangolare) ma appena la sensibilità saliva oltre i 200 asa la qualità scendeva in modo sensibile a causa delle piccole dimensioni del sensore. E poi lo scatto era lento, non c'era il mirino etc etc etc.

Appena uscita l'Olympus PEN l'acquistai subito con il 17 mm. Dopo poco la barattai con una PL1 con mirino elettronico. La combinazione era niente male. Senza il mirino la macchina poteva essere riposta anche nella tasca di un giubbino leggero o in un marsupio, con il mirino si riusciva a scattare anche con tempi lenti senza problemi di micromosso. In seguito sostituì il 17 mm con il 14 mm Panasonic ( a breve test delle due ottiche) che è più adatto al mio modo di fotografare.

L'uscita della Canon Eos M mi ha quindi riempito il cuore di gioia se non altro perché avrei potuto su questa macchina tutte le mie ottiche Canon che uso sulla full frame quando scatto a foto a teatro.


  • Tipo di fotocamera Mirrorless ad ottica intercambiabile

  • Sensore CMOS da 18 MP formato 22.3x14.9 mm

  • Attacco obiettivo EF-M (obiettivi EF/EF-S compatibili tramite adattatore EF-EOS M)

  • Messa a fuoco Autofocus e manuale

  • Sensibilità ISO 100-12800 ISO espandibile fino a 25600

  • Flash Integrato e con possibilità di usare flash esterni

  • Tipo di file JPG e RAW

  • Filmato Full HD


Solo che i miei entusiasmi si sono spenti visto che la macchina ha tre grossi difetti e cioè:


  1. manca la possibilità di montare il mirino elettronico e quindi è impossibile fotografare con i telezoom a meno di non montare macchina su cavalletto;
  2. anche se monto il 22 mm (equivalente ad un 35 mm sul full frame) la macchina è pacioccona. Il tutto ha uno spessore di quasi 10 mm superiore alla mia Olympus EPL1 con il 14 mm per colpa del sensore più grande;
  3. nel rispetto della filosofia Canon è l'obiettivo che deve essere stabilizzato e non il sensore e quindi niente stabilizzazione per il 22 mm.

E poi il display touch screen, comodo quando si realizzano video con la macchina montata sul cavalletto, è praticamente inusabile facendo reportage quando invece le ghiere risultano essere imbattibili (mi innamorai della Ricoh GRD quando vidi che potevo manovrare con pollice ed indice due ghiere che potevano essere utilizzate per variare diversi parametri).

E quindi per il momento farò a meno del sensore più grande del mio sensore 4/3, di una maggiore qualità specialmente alle alte sensibilità (punto debole delle Olympus), di usare una macchina silenziosa a teatro, dove userei i miei telezoon stabilizzati, in attesa che Canon anche in questa fascia (che a breve andrà a sostituire quella delle reflex APS-C non professionali) ascolti i pareri dei professionisti.

Via | Canon

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