Vucciria Reload di Nino Cannizzaro

L'approccio al reportage di Nino Cannizzaro, viscerale e resiliente come I balati ra Vucciria e il ventre molle di Palermo, anima la rassegna FOTOREPORTAGE. Esistenze, resistenze, geografie umane

Visitare un mercato storico come La Vucciria di Palermo regala sicuramente esperienze interessanti e fragranze più facili da ricordare che da descrivere, ma se avete più familiarità con le pennellate di social realism di Renato Guttuso che con la convivialità viscerale della quarume (steet food), consiglio l'assaggio della sua natura a prova di crisi e tendenze che anima volti, scorci e profumi di Vucciria Reload con il reportage di Nino Cannizzaro.

Gli scatti che attraversano la superficie di questo luogo con tutte le sfumature del bianco e nero, sono sfuggenti e indefiniti come la 'natura del suo ventre molle', profumano di viscere come tutta la fotografia di Nino Cannizzaro e il viaggio che intraprendono dal mercato storico al centro della movida notturna, è attento agli sfrigolii di Palermo e sensibile alla sinuosità della vita, a prova delle ombre del crepuscolo, temperature roventi e tacchi alti.


    "Quannu s’asciucanu i balati ra Vucciria"

    Luci, ombre, anima e resistenza della Vucciria di Palermo, da mercato storico a centro della movida notturna

    Al crocevia di culture e commerci per secoli, nel cuore di Palermo e dell’antico quartiere della Loggia, la ‘vanniata’ della Vucciria e la confusione che porta nel nome l’antico mercato della capitale siciliana, cambia profumo ma non l’anima, lasciando il regno dell’abbondanza di frutti della terra e del mare nel dipinto di Renato Guttuso, insieme alle pietre del suo lastricato, destinato ad asciugarsi solo per prefigurare eventi improbabili.

    «I balati ra Vucciria ‘un s’asciucanu mai»

    Il lastricato del groviglio di vicoli silenti e palazzi fatiscenti, botteghe chiuse e fontane abbandonate anche dai coccodrilli ghiotti di picciriddi 'ra Vucciria', è ormai riarso dal "cuore troppo caldo" di Palermo, mentre le ombre del crepuscolo rianimano il suo ventre molle che 'profuma' di street food e resistenza … alla crisi, alla modernità, al ritmo del sound system di 'abbanniate' e djset a cielo aperto da movida alternativa.

    Il profumo di un cambiamento che resiste agli urti, 'ammucciato' negli anfratti di Vucciria come 'lu Purpu vugghiutu' schivo di natura, scovato per la strada con tanto limone, 'ciumi ri vinu' e schiuma di birra, fili volanti, venditori ambulanti, bombole del gas, estetica del degrado urbano e locali notturni che hanno smarrito i confini tra dentro e fuori, senza rinunciare ai segnali di fumo che arrivano dalle viscere di mangiafuoco e da quell’anima cotta alla brace da ‘u’ stigghiolaru’, o gustata sin dal medioevo ‘cu ‘u pani cu ‘a meusa’ insieme a tradizioni e identità.


    Glossario popolare palermitano:
    Vuccirìa: in palermitano il termine è traducibile in "confusione" e da il nome al suo storico mercato
    "Quannu s’asciucanu i balati ra Vucciria": espressione popolare per prefigurare gli eventi più improbabili
    Balati: le grosse pietre rettangolari che lastricano la strada
    Abbanniata o vanniata: termini riferiti alla pratica di gridare notizie per la strada in generale, al mercato in particolare
    Picciriddi: ragazzini
    Lu Purpu vugghiutu: il polpo bollito
    Stigghiolaru: il venditore di stigghiuola, stigghiola o stigghiuole, ovvero la budellina di agnello o di capretto cotta alla brace
    Ciumi: fiumi
    Pani cu 'a meusa': il panino con la milza che si mangia per strada sin dal medioevo.

L'approccio al reportage di Nino Cannizzaro, viscerale e resiliente come I balati ra Vucciria e il ventre molle di Palermo, anche quando non intraprende viaggi più intimi, anima anche la rassegna FOTOREPORTAGE. Esistenze, resistenze, geografie umane, organizzata dall'Afi – Archivio Fotografico Italiano con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Castellanza (Va), presso la sua storica Villa Pomini.

La rassegna si propone di indagare i differenti stili connessi al fotogiornalismo, al reportage sociale e geografico, attraverso stili e linguaggi espressivi che identificano Vucciria Reload di Nino Cannizzaro, quanto SP 40 di Claudio Aresi, la Storia del mondo in 30 immagini di Pigi Cippelli e Anitya di Monica Bonacina, dal 21 ottobre al 5 novembre 2017.

FOTOREPORTAGE - Esistenze, resistenze, geografie umane
21 ottobre – 5 novembre 2017
Villa Pomini
Via Don Luigi Testori, 14
Castellanza (Va)

Foto | Vucciria Reload © Nino Cannizzaro, Courtesy autore

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