Mostre fotografiche per un weekend oltre i margini

Un weekend oltre margini, limiti e confini con la selezione di mostre fotografiche inaugurate nella prima settimana di ottobre 2017

La selezione di mostre fotografiche inaugurate in tutta Italia, aspetta il privo vero weekend di ottobre con un viaggio ai margini che punta a superare limiti e confini, a partire da quelli del giorno, con la lunga notte del Collettivo Spontanea che apre questa segnalazione con il video in attesa della sua mostra inedita.

Margini e confini sfiorati dai Gulag di Tomasz Kizny e la fotografia tedesca costretta ad emigrare di Alfred Eisenstaedt e Lotte Jacobi, l'umanità di Miron Zownir e Franco Pagetti, il mondo animale del 52 Wildlife Photographer of The Year, la Parigi in bianco e nero di Piergiorgio Branzi e i progetti della VIII edizione del Festival della Fotografia Etica, quanto dalle Borderlines di Michael Wolf e di Bi10 - Decima Biennale dell’immagine, la fashion photography differente di Peter Lindbergh o la Beat Generation di Lawrence Ferlinghetti.

Tomasz Kizny Gulag 


Sono 80 le foto tratte da “Gulag” di Tomasz Kizny (Bruno Mondadori, 2003) che saranno in mostra a Forlì nella Sala del Chiostro della Chiesa di San Mercuriale (Piazza XX settembre) dal 4 al 14 ottobre. La raccolta curata da Kizny è un documento eccezionale sulla storia dell’ex Unione Sovietica e sul suo sistema concentrazionario. 
Un’opera, quella da cui derivano le immagini in mostra, frutto di diciassette anni di ricerche, che raccoglie 550 fotografie (la maggior parte delle quali inedite), dati e analisi basate su documenti di prima mano. 
La mostra forlivese, che inaugura il 4 ottobre alle 10 (a ingresso gratuito), è stata organizzata dalla Fondazione Lewin nell’ambito del 900Fest che quest’anno alla sua IV edizione affronta il tema “Libertà e uguaglianza. La Rivoluzione russa e il Novecento” (dal 4 al 7 ottobre 2017).

Tomasz Kizny, fotografo e giornalista polacco, dopo l’entrata in vigore della legge marziale nel 1981, è stato uno dei fondatori di “Dementi”, associazione clandestina di fotografia indipendente. Dal 1986 ha raccolto le testimonianze dei vecchi prigionieri di guerra polacchi tornati in patria dopo la morte di Stalin. Dopo la caduta del regime sovietico ha viaggiato su tutto il territorio dell’ex Unione Sovietica alla ricerca di ricordi e tracce di quello che costituiva un mondo a parte, quella terra sperduta nel mezzo dell’immensità sovietica: il Gulag.

Dopo il 1929, quando Stalin divenne leader indiscusso all’interno del partito comunista bolscevico, si sviluppò in Unione Sovietica un complesso sistema concentrazionario creato al fine di reclutare, attraverso campagne di terrore, manodopera forzata da impiegare nelle regioni più remote dell’Unione Sovietica ricche di materie prime. Tra gli inizi degli anni Trenta e il 1953, anno della morte di Stalin, furono creati sul territorio sovietico circa 500 lager ciascuno dei quali poteva accogliere da poche decine sino a centinaia di migliaia di persone. Il numero complessivo di internati fra il 1929 e il 1953 è di circa 18 milioni. Nei Gulag i detenuti lavoravano in condizioni disumane, a temperature che scendevano anche fino a 50 gradi sottozero, erano malvestiti, denutriti e oggetto di violenze.

“Decine di milioni di zeks e prigionieri, fossero essi criminali o prigionieri politici, morirono di fame e di freddo, furono sfruttati, picchiati e uccisi. Alcuni tra i più giovani, i più forti e i più resistenti, riuscirono a sopravvivere. Ma la speranza di vita non andava al di là di un inverno” (Norman Davies).

4 - 14 ottobre 2017
Inaugurazione: mercoledì 4 ottobre 2017, ore 10.00
Abbazia di San Mercuriale - Sala del Chiostro
Piazza XX Settembre
Forlì
tomasz-kizny-tomasz-kizny-gulag.jpgPh: Tomasz Kizny, Gulag © Tomasz Kizny

Miron Zownir - Tales from the other side

La mostra curata da Michele Corleone e Martina Alessandrini, presenta una serie di fotografie in bianco e nero scattate da Miron Zownir tra gli anni ’80 e oggi; e una retrospettiva cinematografica di corti e lungometraggi diretti da Zownir tra gli anni’90 e il 2015.

Famoso per le sue immagini scattate nella Berlino Ovest, a Londra e New York, nelle città post comuniste dell’Est Europa, Miron Zownir è considerato uno dei più radicali fotografi della scena contemporanea degli ultimi quarant’anni.
Tales From the Other Side, exhibition pensata per INTERZONE GALLERIA, mette in mostra fotografie che ritraggono una umanità ai margini: tossicodipendenti, senzatetto, prostitute, transgender, punk: ritratti in uno stile crudo, al limite della brutalità.
Più volte il suo lavoro fotografico è stato paragonato ma soprattutto considerato, come la naturale continuazione di dove Weegee (Athur Felling) e Diane Arbus si sono interrotti.
Zownir “esprime una personale visione del mondo senza rinunciare a una cifra documentaria e testimoniale”, attraverso il suo linguaggio duro, senza filtri tabù e pregiudizio, Miron Zownir è diventato un ambasciatore informale delle comunità emarginate.

Il fotografo Miron Zownir sarà presente al vernissage della mostra il 4 Ottobre 2017 alle ore 19.
In occasione dell’inaugurazione ci sarà il BOOK SIGNING del suo ultimo libro fotografico BERLIN NOIR (PogoBooks, 2017) e verrà presentato il SECONDO di una serie di POSTER d’autore in tiratura limitata della nuova collana INTERZONE POSTER COLLECTION.

A seguire nei giorni 5 e 6 ottobre, alla presenza di Miron Zownir, verranno proiettati al KINO CINEMA di Via Perugia 34, zona Pigneto, alcuni corti e lungometraggi underground diretti da Zownir, tra cui i due cortometraggi: SKINHEAD LANE del 1993 contro il razzismo, e VALUEV VS VIOLENCE del 2006 contro la violenza

Orario visite
martedì - venerdì, ore 15 – 20
sabato, su appuntamento telefonico
lunedì e domenica, chiuso

4 - 28 ottobre 2017
Inaugurazione: giovedì 5 ottobre 2017, ore 19.00
INTERZONE Galleria
Via Avellino, 5
Roma
nyc-004_1982miron_zownir.jpgPh: NYC-004_1982 © Miron ZOWNIR

TrapanInPhoto 2017 - Nutrimento

l Gruppo Scatto dell’ Associazione I Colori della Vita di Trapani, organizza la settima edizione di TrapanInPhoto. La manifestazione, riconosciuta dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF), e patrocinata dal Comune di Trapani, intende promuovere una serie di eventi culturali che affrontano, attraverso il mezzo espressivo delle immagini, diverse tematiche sociali. Tema portante della manifestazione il Nutrimento.

Quest’anno si è deciso di parlare del cibo inteso sia come soggetto in sé, capace di ispirare, attraverso le sue diverse forme e colori, composizioni artistiche, sia nella sua dimensione culturale emozionale e sensoriale che identifica l’appartenenza ad un determinato tessuto sociale.

In programma dal 5 al 15 Ottobre 2017 un calendario ricco di eventi ospitati nelle location più prestigiose del Centro storico di Trapani: Mostre – Incontri con gli autori – Lettura portfolio – Workshop – Presentazione libri – e la consegna del Premio per la cultura fotografica 2017.

In questa settima edizione, il gruppo Scatto dell’Associazione I Colori della Vita, vuole richiamare l’ attenzione verso il disagio sociale, inteso nelle sue diverse accezioni, attraverso un raccolta di fondi tra i soci, il cui ricavato sarà destinato all’Osteria Sociale di Trapani gestita dal Gruppo Saman, realtà locale che offre quotidianamente servizio di mensa e ristoro per i più bisognosi, assicurato attraverso i ticket rilasciati dall’ufficio Servizi Sociali del Comune per 63 soggetti svantaggiati. L’Osteria si trova in Corso Piersanti Mattarella, in un locale confiscato alla mafia.

Di seguito gli eventi dedicati alla fotografia.

MOSTRE
Caravaggio in cucina di Renato Marcialis
Sulle Ali della Farfalla di Enrico La Bianca
Pesca nel Mediterraneo di Filippo Mannino
Stuck in a Ghetto di Francesco Bellina
Street Food a cura del Gruppo Scatto ICDV

PRESENTAZIONE LIBRI
Sulle Ali della Farfalla di Enrico La Bianca
Ultima Sicilia di Giovanni Chiaramonte

INCONTRI CON L’AUTORE
Il destino del fotogiornalismo con Sandro Iovine
Caravaggio in cucina con Renato Marcialis
Incontro con Francesco Bellina

LETTURA PORTFOLIO
A cura di: Giacomo D’Aguanno, fotografo – Sandro Iovine, giornalista, critico fotografico e direttore responsabile FPmag – Gianmarco Maraviglia, fotogiornalista e docente IED Milano – Renato Marcialis, food fotographer- Diego Mormorio, critico e storico della Fotografia – Cristina Paglionico, docente FIAF e direttrice responsabile Fotoit – Pippo Pappalardo, critico fotografico e storico della fotografia – Chiara Oggioni Tiepolo, direttore artistico Officine Fotografiche Milano – Arturo Safina, Responsabile arti visive dell’Associazione I.C.D.V. – Info e modalità di partecipazione nel Regolamento scaricabile in fondo all’articolo.

CONVEGNO Fotografia e Territorio dal tema “Nutrimento”. Interverranno: Sandro Iovine, Diego Maggio, Gianmarco Maraviglia, Renato Marcialis, Diego Mormorio, Pippo Pappalardo, Cristina Paglionico, Chiara Oggioni Tiepolo.Moderatore: Marilena Galia

RICONOSCIMENTI E PREMIAZIONI
– Consegna Premio per la cultura fotografica “Salvatore Margagliotti” 2017 a Sandro Iovine
– Premiazione dei vincitori del 7° Concorso Fotografico Nazionale “Premio Salvatore Margagliotti” dal tema “La tradizione della pesca – Dal pescato alla trasformazione”

OPEN LAB

– “La parete bianca” con Chiara Oggioni Tiepolo

– “Mobile Photography” con Gianmarco Maraviglia

Patnership/Patrocini
Comune di Trapani, Fiaf, Museo Civico Torre di Ligny, Ordine degli Architetti di Trapani, Ente Luglio Musicale Trapanese, Diocesi di Trapani, Istiututo alberghiero Sciascia

Mediapartner
TELESUD, Click Magazine, Radio 102, Ideazionenews.it, TVIO, Trapaninostra.it, Trapani Oggi, FP Magazine.

OSPITI DELLA MANIFESTAZIONE
Francesco Bellina, fotoreporter – Giovanni Chiaramonte, fotografo e docente – Giacomo D’Aguanno, fotografo – Giorgio Geraci, psichiatra e psicoterapeuta – Sandro Iovine, giornalista, critico fotografico e direttore responsabile FPmag – Enrico La Bianca, fotografo – Diego Maggio, presidente Associazione Paladini di Sicilia – Vito Mancuso, presidente Ordine degli Architetti di Trapani- Filippo Mannino, fotografo – Gianmarco Maraviglia, fotogiornalista e docente IED Milano – Renato Marcialis, food fotographer – Diego Mormorio, critico e storico della Fotografia, saggista – Cristina Paglionico, docente FIAF e direttrice responsabile Fotoit – Pippo Pappalardo, critico fotografico e storico della fotografia – Chiara Oggioni Tiepolo, direttore artistico Officine Fotografiche Milano.

5 -15 ottobre 2017
sedi varie
Trapani
trapaninphoto2017.jpg

Piergiorgio Branzi. Parigi, 1954-2017

Saranno esposte 30 fotografie in bianco e nero, scattate negli anni tra il 1954 e il 2017 da questo grande interprete del nostro tempo.

Per un fotografo Parigi è il luogo ideale: una vera e propria “invenzione letteraria”, dal fascino stimolante di una costante sorpresa. Lo sguardo raffinato di Piergiorgio Branzi si sofferma su dettagli, volti e scorci, offrendo una riflessione visiva profonda e sorprendente su una città che non smette mai di affascinare.

"Strascicare i piedi lungo i marciapiedi di
quella invenzione letteraria che si chiama
Parigi, per un fotografo è pur sempre sentirsi
vampiro in una macelleria."
Piergiorgio Branzi

Il primo incontro con la fotografia di Piergiorgio Branzi è stato nella sua Toscana, nei primi anni ’50. Ben presto la macchina fotografica divenne un pretesto per girare prima l’Italia, poi il Mediterraneo, finché il suo lavoro di giornalista televisivo non lo portò in giro per il mondo, dal Nord Africa a Mosca, dove Branzi ha vissuto cinque anni in quanto inviato per la Rai. Approdò poi a Parigi, città per la quale nutre un antico amore visivo e che ha avuto modo di ammirare e rimirare più volte. In questi anni Branzi ha gironzolato per i suoi Boulevards come un flâner, cercando di cogliere quello spirito “femminile” di una città senza tempo; si è seduto ai suoi cafè per afferrare l’indole del suo popolo, ha viaggiato sui suoi metrò per osservarne le abitudini: nelle sue fotografie ha immortalato la vera essenza parigina, intrisa di arte, letteratura, sogno e mistero.

“Ma Parigi in realtà non esiste, è tutto e il contrario di tutto, un luogo comune sognato da lontano, una accattivante invenzione, un miraggio, un sortilegio, la “similitudine” di se stessa appunto. È da sempre come vuoi che sia, ci trovi quello che cercavi di trovare. Ma la puoi rovistare come la tua tasca e non scoprirai mai com’è, e qual è quella vera: come una “femmina”, appunto, della quale ti resterà sempre il desiderio di conoscerne compiutamente la natura profonda, anche se al tuo fianco da tutta una vita.
Colui che l’attraversasse a passo veloce perderebbe tutto questo: il fascino stimolante di una costante sorpresa.”
(da Il giro dell’occhio, ed. Contrasto 2015)

5 ottobre - 1 dicembre 2017
Inaugurazione: mercoledì 4 ottobre 2017, ore 18.30
Contrasto Galleria
Via Ascanio Sforza, 29
Milano
Parigi, 1997Ph: Parigi, 1997 © Piergiorgio Branzi, Courtesy Contrasto Galleria Milano

Franco Pagetti
Tutti i confini ci attraversano
 
5 ottobre 2017 – 21 gennaio 2018 
Inaugurazione: giovedì 5 ottobre 2017, ore 18.30 
CMC - Centro Culturale di Milano 
Largo Corsia dei Servi, 4 
Milano

Fotografia 4
Lotte Jacobi – Alfred Eisenstaedt

6 ottobre – 24 novembre 2017
Inaugurazione: giovedì 5 ottobre 2017, ore 19.30
Accademia Tedesca Roma Villa Massimo - Galleria
Largo di Villa Massimo, 1-2
Roma

La notte del Collettivo Spontanea

Gli scatti dei fotografi del Collettivo Spontanea, selezionati per la mostra della notte curata da David Wilson, saranno esposti a Chiari (Bs) a cura del circolo Oltre Lo Sguardo, nell'ambito di "Observa - Street Photo Festival", ospitato nelle Ex-carceri in piazza Zanardelli, dal 6 al 15 Ottobre 2017, inaugurato alle ore 21.00 di venerdì 6 ottobre 2017, alla presenza di Umberto Verdoliva, tra i cofondatori del collettivo.

6 - 15 Ottobre 2017
Inaugurazione: 6 ottobre 2017, ore 21
Observa Street Photo Festival
Palazzo Ex-Carceri
Piazza Zanardelli
Chiari (BS)

Wildlife Photographer of The Year 52a
6 ottobre - 10 dicembre 2017
Inaugurazione: venerdì 6 ottobre 2017 (su invito)
Fondazione Luciana Matalon
Foro Buonaparte, 67 (pressi Teatro dal Verme)
Milano

VIII Festival della Fotografia Etica
7 – 29 ottobre 2017
sedi varie
Lodi

Bi10 - Decima Biennale dell’immagine - Borderlines Città divise / Città plurali

Torna la Biennale dell’immagine e ancora una volta, fedele alla sua ambizione di porsi come momento di riflessione sul nostro vivere contemporaneo, si prefigge di indagare un tema di grande attualità. Mai come in questi tempi le città sono al centro della cronaca quotidiana, scosse da attentati e da tensioni sociali, meta di intensi flussi di popolazione, testimoni e complici di una squilibrata distribuzione della ricchezza, confrontate con i limiti del loro stesso sviluppo e con i mutamenti cruciali che segnano la nostra epoca.

In questa decima edizione, fotografi e artisti guardano alle città come a un osservatorio privilegiato delle trasformazioni in corso. La manifestazione si inaugura il 7 ottobre alle 18:00 al Cinema Teatro di via D. Alighieri 3b a Chiasso, e propone esposizioni, incontri e proiezioni in tutto il Canton Ticino, lungo un percorso ideale che dal confine svizzero continua verso nord: Bruzella, Balerna, Ligornetto, Capolago, Lugano, Porza, Giubiasco e Minusio. La manifestazione terminerà il 10 dicembre 2017.

Dalle impressionanti metropoli asiatiche di Michael Wolf alla sorprendente Berlino quasi trenta anni dopo la caduta del Muro vista da Giuseppe Chietera, Roberto Mucchiut, Domenico Scarano e Fabio Tasca, dagli scricchiolii di una convivenza irrequieta sul confine italo-svizzero, con Paola Di Bello e Giacomo Bianchetti, fino ai ritratti di Angélica Dass e alle infinite sfumature di colore che fanno la bellezza della nostra differenza, Bi10 raccoglie indizi e visioni, mette alla prova stereotipi e luoghi comuni, fornisce spunti di analisi e possibili percorsi, per condividere attraverso le immagini lo spirito del tempo presente.

Inoltre, tra le molte collaborazioni con enti pubblici e iniziative private, ricordiamo quelle con Chiasso_culture in movimento (per Humanæ) e con il m.a.x. museo del Centro Culturale Chiasso (che propone la mostra Oliviero Toscani. Immaginare), con il Museo Vincenzo Vela di Ligornetto (tra le diverse iniziative, anche la proiezione, accompagnata al pianoforte, di Berlin, Die Sinfonie der Grossstadt, di Walter Ruttmann) e la Hupac SA di Chiasso (per la presentazione del nuovo libro di Gian Paolo Minelli dedicato ai 50 anni di attività della ditta nell’ambito del traffico intermodale europeo). Significativa anche la collaborazione con le altre associazioni culturali attive in città, come il Cineclub del Mendrisiotto e ChiassoLetteraria.

Cosa succede se il luogo simbolo della convivenza, della pluralità e della diversità diventa uno spazio frammentato, polarizzato, attraversato da linee di separazione reali e simboliche? E se lo spazio pubblico, invece che luogo d’incontro e di creazione di comunità, diventa luogo di chiusura e di negazione, quale sviluppo sarà possibile? La grande seduzione che la scena urbana ha sempre esercitato soccomberà ai sentimenti di paura e insicurezza che dominano il mondo globalizzato o si rinnoverà di nuove e finora impensabili opportunità? Queste le domande da cui prende il via Bi10.

7 ottobre - 10 dicembre 2017
Inaugurazione: 7 ottobre 2017, ore 18:00
Cinema Teatro
via D. Alighieri 3b
Chiasso

Life in Cities / Michael Wolf
Biennale dell’immagine 2017
Borderlines. Città divise / Città plurali
7 ottobre - 10 dicembre 2017

Spazio Officina
Via D. Alighieri, 4
Chiasso (CH)

Peter Lindbergh
A different vision on fashion photography

7 ottobre 2017 - 4 febbraio 2018
Reggia di Venaria
Rooms of the Arts, primo piano
piazza della Repubblica, 4
Venaria Reale (Torino)

A Life: Lawrence Ferlinghetti. Beat Generation, ribellione, poesia

La mostra mette in luce l’importanza della figura di Lawrence Ferlinghetti, poeta, pittore, editore e agitatore culturale americano di origini bresciane, nel panorama letterario degli anni Cinquanta e Sessanta, ed in particolare all’interno del movimento della Beat Generation.

“Ferlinghetti – afferma il Direttore di Brescia Musei Luigi Di Corato – oltre ad essere autore di una delle raccolte di poesia più vendute al mondo “A Coney Island of the Mind” (1958), ha avuto un ruolo determinante nella diffusione dell’opera degli scrittori della Beat Generation, tramite la libreria e casa editrice City Lights Bookstore, da lui fondata nel 1953 assieme a Peter D. Martin. Ripercorrere la carriera di Ferlinghetti, come fa questa mostra bresciana, dà modo di rendere omaggio all’intero movimento letterario, aprendo lo sguardo non solo sull’opera dei singoli autori ma più in generale sul fenomeno Beat, che da New York a San Francisco, dalla costa est alla costa ovest, ha animato il panorama culturale underground americano degli anni Cinquanta e Sessanta”.
Il percorso espositivo vuole inoltre raccontare come questa corrente letteraria abbia avuto un particolare seguito in Italia grazie alla traduttrice e critica letteraria Fernanda Pivano, che per prima ha tradotto e fatto pubblicare l’opera di autori come Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Burroughs, Gregory Corso, Charles Bukowski e lo stesso Ferlinghetti di cui è stata sostenitrice e amica”.

La visita in Italia di alcuni di questi autori – ad esempio Kerouac partecipa a diverse conferenze e rilascia un’intervista alla RAI nel 1966 e Ginsberg prende parte al Festival dei due Mondi di Spoleto nel 1967 – contribuisce inoltre al fatto che il movimento Beat diventi nel paese un fenomeno culturale, musicale e di costume. La mostra diventa quindi l’occasione per ripercorrere la storia di quegli anni e ricrearne l’atmosfera attraverso materiali a stampa, fotografie e registrazioni video. Molti dei libri e documenti in mostra, oltre a una serie di fotografie scattate ai Beat da Ettore Sottsass, provengono proprio dallo sterminato archivio di Fernanda Pivano, oggi curato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e dalla Fondazione Corriere della Sera.
Oltre ai bellissimi scatti di Sottsass, alcuni dei quali inediti, sono presentate in mostra fotografie di Robert Capa, Aldo Durazzi, Larry Keenan, Allen Ginsberg, Christopher Felver e Fred Lyon.

In mostra viene documentata anche la carriera artistica di Ferlinghetti che inizia a disegnare e dipingere nell’immediato dopo guerra mentre si trova a Parigi, per conseguire un dottorato alla Sorbona. Qui frequenta nel tempo libero gli atelieres livres per esercitasi nel disegno dal vero, così scoprendo la propria vocazione per le arti figurative.
In Santa Giulia viene esposto il prezioso olio su tela Deux del 1950, prima opera dipinta da Ferlinghetti, oltre a un’ampia selezione di disegni realizzati tra gli anni Cinquanta e Duemila, mai esposti in Italia prima d’ora. Tele di grandi dimensioni, provenienti direttamente dalla collezione dell’artista, vanno ad arricchire le sezioni della mostra, testimoniando come Ferlinghetti sia stato sempre ispirato dalle proprie esperienze di vita, dagli avventurosi viaggi in giro per il globo alla costante ricerca delle proprie origini.

Le ultime sale della mostra in Santa Giulia vengono riservate al rapporto di Ferlinghetti con l’Italia. Il poeta scopre di avere origini italiane solo a vent’anni quando richiede il proprio certificato di nascita per arruolarsi volontario nella Marina degli Stati Uniti, scelta che determinerà poi la sua partecipazione allo Sbarco in Normandia. In quell’occasione Ferlinghetti realizza che il padre Carlo Leopoldo, morto prima della sua nascita, aveva anglicizzato il proprio cognome in Ferling. Solo nel 1955 il poeta deciderà di prendere ufficialmente il proprio cognome italiano e di firmare con quello tutta la sua opera letteraria e artistica.
Da questo momento in poi Ferlinghetti intraprenderà una lunga e tortuosa ricerca per risalire alla città di nascita del padre, Brescia, riuscendo ad individuare nel 2005 la casa da dove era partito per emigrare giovanissimo negli Stati Uniti.

7 ottobre 2017 - 14 gennaio 2018
Brescia Musei - Museo di Santa Giulia
Via dei Musei, 81/b
Brescia

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