Fotografia tedesca: Alfred Eisenstaedt e Lotte Jacobi

L'Accademia Tedesca Roma Villa Massimo continua il viaggio nell'evoluzione della fotografia tedesca dagli anni Venti ad oggi

Tra mostre, rassegne, il "Viale degli Artisti" e una Festa dell’Estate sempre molto apprezzata, l'Accademia Tedesca di Roma a Villa Massimo continua il suo viaggio nell’evoluzione della fotografia tedesca dagli anni Venti ad oggi, con una nuova tappa della serie espositiva 'Fotografia' curata dalla celebre fotografa, storica e curatrice Ute Eskildsen.

Il viaggio nella storia della fotografia, documentato ad ogni tappa dal contributo di due fotografi tedeschi con approcci completamenti diversi alla medesima epoca, è iniziato nel 2014 dalla repubblica di Weimar con i ritratti realizzati da August Sander e Helmar Lerski.

I due approcci opposti al ritratto, nascono dall'incontro e il confronto della “struttura interiore” ritratta da Helmar Lerski (Strasburgo, 18 febbraio 1871 - Zurigo, 19 settembre 1956) sfruttando la drammaticità della luce, con la caratterizzazione sociale alla base del monumentale progetto di August Sander (Herdorf, 17 novembre 1876 – Colonia, 20 aprile 1964), con il quale ha documentando la gente della sua nativa Westerwald, vicino a Colonia, nonostante il divieto nazista di ritrarre soggetti che non aderivano al tipo ideale di razza ariana, la distruzione di molte lastre fotografiche e libri che le raccoglievano, insieme a quella del suo studio sotto un bombardato del 1944.

Il viaggio nella Repubblica di Weimar proseguito nel 2015, resta in sintonia con il presente della XV edizione di FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma, attraverso l'approccio al 'fotogiornalismo' di Dr. Erich Salomon e Friedrich Seidenstücker.

Un fotogioranlismo d'assalto con tanto di "candid camera" per l'obiettivo indiscreto di Erich Salomon (Berlino, 28 aprile 1886 – Auschwitz, 7 luglio 1944), arrivato ad escogitare un modo per scattare fotografie in ambienti chiusi senza ricorrere al flash, opposto a quello di Friedrich Seidenstücker (Unna, 26 settembre 1882 - Berlino Ovest, 26 dicembre 1966), definitosi "fotografo del momento" per le strade di Berlino e del suo zoo.

Il dopoguerra, la fine degli anni cinquanta e l'epoca del miracolo economico tedesco, sono toccati nel 2016 dal passaggo dalla fotografia applicata e quella libera di Willi Moegle e Otto Steine, entrambi in Germania durante il nazionalsocialismo e giunti alla notorietà dopo la seconda guerra mondiale.

Un viaggio dal bianco e nero che da spessore a forma e bellezza degli oggetti del quotidiano fotografati da Willi Moegle (Esslingen am Neckar, 1897 – Leinfelden-Echtendingen, 1989), a quello usato in modo sperimentale da Otto Steinert (Saarbrücken,1915 – Essen, 1978) per le sue astrazioni sperimentali di volti, superfici urbane e la cosiddetta fotografia soggettiva, ricorrendo a stampe in negativo, solarizzazioni, effetti surrealisti, ispirati a maestri come Moholy-Nagy e Man Ray.

"Qui si tratta di due fotografi in un Paese che non solo aveva perso una guerra, ma che con il regime nazionalsocialista era stato privato di ogni fondamento di cultura e umanità. […] Quello che è rimasto ora in Germania è una modesta oggettività. Nella consueta brillante realizzazione tecnica. Perché questa al Paese non si può sottrarre"

Joachim Blüher, Direttore di Villa Massimo

Nel 2017 il viaggio prosegue con i ritratti di Lotte Jacobi e Alfred Eisenstaedt, due fotografi ebrei già noti durante la Repubblica di Weimar per i loro successi professionali, costretti ad emigrare negli Stati Uniti dall’avvento del nazionalsocialismo.

"Entrambi, […], sono rappresentanti della massima mobilità. La tecnologia di cui fanno uso si chiama Ermanox e poi Leica."

Joachim Blüher, Direttore di Villa Massimo

Il bacio irruente del marinaio che festeggia la fine della guerra con l'infermiera sorpresa dal suo abbraccio vigoroso, fotografato il 15 agosto 1945 a Times Square da Alfred Eisenstaedt (Tczew, 6 dicembre 1898 – Massachusetts, 24 agosto 1995), la dice lunga sul contributo fornito dal grande fotografo alla storia della fotografia, insieme ai personaggi e situazioni dell'epoca, colti anche grazie alla pluriennale collaborazione con l’Associated Press a Berlino, in mostra con trenta stampe.

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Diciotto stampe di Lotte Jacobi, nome d'arte di Johanna Alexandra Jacobi (Thorn, 17 agosto 1896 – Concord, 6 maggio 1990), sono pronte ad affiancarle con una selezione della ritrattistica più rappresentativa della fotografa tedesca naturalizzata americana, realizzata prevalentemente in studio sin dall'età di dodici anni, nello studio di famiglia a Berlino e in quelli aperti negli Stati Uniti, cogliendo ritratti intimi della maggior parte dei principali artisti, politici e scienziati del periodo Weimar e dell'America di Roosevelt e Alfred Stieglitz.

Con Fotografia 4 L’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, è quindi pronta a continuare il viaggio nella fotografia tedesca, in mostra con le stampe vintage degli anni ’30-‘50, in arrivo dal Münchner Stadtmuseum, Museum Folkwang, Essen, Museum für Kunst und Gewerbe Hamburg, Axel Springer Syndication GmbH, ullstein Bild Berlin e la collezione del Haus der Photographie – Sammlung F.C. Gundlach, Hamburg.

Fotografia 4
Lotte Jacobi – Alfred Eisenstaed

6 ottobre – 24 novembre 2017
Inaugurazione: giovedì 5 ottobre 2017, ore 19.30
Accademia Tedesca Roma Villa Massimo - Galleria
Largo di Villa Massimo, 1-2
Roma

Foto | Fotografia 4 - Lotte Jacobi – Alfred Eisenstaedt, Courtesy Accademia Tedesca Roma Villa Massimo

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