Sebastião Salgado: Kuwait. Un deserto in fiamme

Gli scatti inediti di Sebastião Salgado ci riportano alla Guerra del Golfo e al paesaggio infernale scatenato dall'uomo per la guerra dell'oro nero

«Non ho mai visto, né prima né dopo quel momento, un disastro innaturale così enorme»

Sebastião Salgado

Molti di noi non hanno bisogno dei libri di storia per ricordare i drammatici eventi della Guerra del Golfo (2 agosto 1990 – 28 febbraio 1991) al centro del dibattito mondiale e della crisi del Medio Oriente, l'invasione del Kuwait trasmessa per la prima volta in diretta televisiva e le fiamme dell'inferno 'accese' dall’esercito iracheno di Saddam Hussein con la cosiddetta "politica della terra bruciata", incendiando più di 600 pozzi petroliferi (con una stima che oscilla tra i 605 e i 732), nei mesi di gennaio e febbraio 1991, per ostacolare l’avanzata della coalizione militare guidata dagli Stati Uniti.

Sebastião Salgado, tra i primi fotografi a intuire la reale portata della situazione, ne ha documentato il paesaggio infernale che bruciava davanti ai suoi occhi, insieme a lenti, macchina fotografica e molta pellicola, disperdendo migliaia di tonnellate di protossido di azoto e anidride carbonica nell'aria, spingendo il fumo ad assorbire il 75%-80% delle radiazioni solari e portando le particelle di petrolio fino a 20.000 piedi.

«era come affrontare la fine del mondo, un mondo intriso di nero e di morte»

Sebastião Salgado

Sotto la pioggia nero-petrolio, con 200 rullini e molta pellicola andata distrutta, il fotografo brasiliano ha documentato l'immane operazione di spegnimento dei pozzi che ha richiesto un anno di lavoro a vigili del fuoco e tecnici arrivati da tutto il mondo, per limitare i danni di una catastrofe ambientale.

Oil Field, Kuwait, 1991. #sebastiaosalgado

Un post condiviso da Sebastiao Salgado Photographs (@sebastiao_salgado_photographs) in data: 2 Mag 2016 alle ore 02:33 PDT

Un viaggio all'inferno scatenato dall'uomo, con il bianco e nero di Salgado capace di cogliere l'alone rovente dell'aria irrespirabile, la luce irreale e 'apocalittica' del paesaggio devastato e le espressioni che attraversano i volti coperti di catrame di vigili, tecnici e testimoni diretti del disastro.

Il mondo intero ha guardato da una prospettiva che non ammette fraintendimenti, l'esito di uno dei peggiori disastri ambientali causati dall'uomo, attraverso le potenti immagini scattate in quei giorni da Salgado, apparse per la prima volta a giugno 1991 sulle pagine del New York Times Magazine, aggiudicandosi successivamente anche l’Oskar Barnack Award della World Press Photo Foundation, assegnato alle documentazione visive che indagano il rapporto tra uomo e ambiente.

Oil Field, Kuwait, 1991. #sebastiaosalgado

Un post condiviso da Sebastiao Salgado Photographs (@sebastiao_salgado_photographs) in data: 30 Apr 2016 alle ore 00:29 PDT

Una selezione di 83 immagine della serie, ha già arricchito le 208 pagine della monografia "Sebastião Salgado. Kuwait. A Desert on Fire", edita da Taschen a novembre 2016, anche in edizione limitata numerata e firmata e Art Edition (No. 1–100), accompagnata dalla stampa firmata in gelatina d'argento.

Un documento importate della nostra storia moderna, al pari di Genesi (in mostra al PAN di Napoli fino al 28 gennaio 2018), La mano dell’uomo, In cammino e Ritratti di bambini in cammino che, dopo più di 25 anni da quei giorni in Kuwait, si arricchisce di scatti inediti, recuperati da Salgado durante un lungo periodo di convalescenza.

Una nuova occasione per riflettere sulle conseguenze del nostro attuale stile di vita e l'impatto che hanno sul futuro del pianeta, offerta dalle trentaquattro immagini di grande formato, in mostra per la prima volta a Forma Meravigli con l'allestimento di grande impatto visivo di Kuwait. Un deserto in fiamme. Fotografie di Sebastião Salgado.

L’esposizione, inaugurata dal celebre fotografo brasiliano 73enne, al cospetto di una folla internazionale e Gianni Berengo Gardin in prima fila, è realizzata in collaborazione con Amazonas Images, con il patrocinio del Comune di Milano e promossa da Forma Meravigli, un’iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia, in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano, MonzaBrianza, Lodi e Contrasto.

Kuwait. Un deserto in fiamme.
Fotografie di Sebastião Salgado

21 ottobre 2017 - 28 gennaio 2018
Forma Meravigli
Via Meravigli, 5
Milano

Foto | Kuwait. Un deserto in fiamme © Sebastião Salgado /Amazonas Images/Contrasto
Via | Forma Foto

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