Mostre fotografiche per il primo weekend di novembre

Aspettando il fine settimana che lascia ottobre per novembre con la nostra selezione di mostre fotografiche in viaggio per tutta Italia

Questa selezione di mostre fotografiche appena inaugurate in tutta Italia, si prepara a salutare novembre con un lungo weekend all'insegna di viaggi segnati dal tempo, la violenza e la cultura dell'uomo.

SÔNG – MEKONG: A CONTEMPORARY PHOTOGRAPHY MISSION

Elisa Baglioni, Fabio Oggero, Federico Masini,Francesca Vergnano, Mattia Paladini, Paolo Tarenghi, Serena Vallana

Il delta del Mekong raccontato attraverso le immagini e le parole di sette autori in mostra: Elisa Baglioni, Federico Masini, Fabio Oggero, Mattia Paladini, Paolo Tarenghi, Serena Vallana, Francesca Vergnano.
Nell’ambito della settimana dedicata all’arte contemporanea a Torino, PHOS – Centro Fotografia Torino presenta una mostra collettiva di sette autori impegnati nell’ambito delle arti visive e della scrittura, invitati a sviluppare un progetto personale sul delta del fiume Mekong in Vietnam.
Il contrasto tra l’andamento lento del fiume e la velocità con cui il Paese si muove è la cornice nella quale si collocano le oltre sessanta immagini in mostra.
Le forme e gli agglomerati architettonici di Fabio Oggero, il gesto in un lampo di luce colto da Federico Masini, un alone di poesia e leggerezza nei volti ritratti da Paolo Tarenghi, la contemplazione curiosa e rispettosa delle case degli “altri” nelle immagini di Serena Vallana, il dialogo tra architettura, presenza umana e natura nelle composizioni di Mattia Paladini, la natura che si annoda intorno ai villaggi che popolano le rive del fiume negli scatti diFrancesca Vergnano e il contributo narrativo di Elisa Baglioni traduttrice e scrittrice.
“Sông” nasce da una proposta di Enzo Obiso ed è presentata da PHOS – Centro Fotografia Torino.
L’evento è inserito nell’edizione 2017 dell’Independent Art Festival organizzato da Nesxt.
Orario apertura
lunedì - venerdì, ore 15.00 - 19.30
sabato mattina su appuntamento

30 ottobre - 15 dicembre 2017
Inaugurazione: lunedì 30 Ottobre 2017, ore 18.30
Independent Art Festival 2017
PHOS
Centro Polifunzionale per la Fotografia e le Arti Visive
Via Giambattista Vico, 1
Torino

Scritture di luce. La Sicilia di ieri e di oggi nella visione fotografica di Capuana, Verga e Argentiero


ALLA BIBLIOTECA SORMANI FOTOGRAFIE E AUTOGRAFI DI CAPUANA E VERGA DIALOGANO CON GLI SCATTI CONTEMPORANEI DI ARGENTIERO E CON I TESTI DI SILVANA GRASSO RACCONTANDO L’ISOLA DEL SOLE DI IERI E DI OGGI

Mostra a cura di Roberto Mutti con la collaborazione di AFI (Archivio Fotografico Italiano)

Realizzata con la collaborazione di AFI (Archivio Fotografico Italiano), la
mostra intende proporre un viaggio nella letteratura siciliana di fine Ottocento raccontato
attraverso le immagini fotografiche, il rapporto epistolare e la narrativa di Luigi Capuana e
Giovanni Verga, i due romanzieri veristi che hanno amato la loro terra brulla e aspra ma
accogliente e ricca di fermenti culturali.

L’analisi della corrispondenza tra i due autori disvela infatti una fitta rete di mutui
sentimenti: dall’amicizia affettuosa contrassegnata dalla profonda stima e rispetto reciproci,
all’affinità delle vedute letterarie, morali e politiche che costituiranno per tutta la vita un
fortissimo legame umano e culturale, fino alla condivisione di passioni tra cui emerge quella
per la fotografia.
Agli albori della sua evoluzione, la tecnica fotografica entra nella storia di un’amicizia
facendosi motivo ispiratore di narrazioni e testimonianza di luoghi che racchiudono memorie
e segreti di paesaggi selvaggi animati dal popolo dei Malavoglia e dei Roccaverdina.
“Notevole è la capacità mostrata da Capuana di sfruttare diverse tecniche di sviluppo e di
stampa, sperimentando vari generi, dal ritratto allo still-life, al paesaggio e utilizzando la
fotografia come strumento scientifico. È sempre Capuana a introdurre l’amico Verga alla
fotografia, trasformando le opere in negativo in opere letterarie. No, non sono sfuggito al contagio fotografico e vi confesso che questo della camera nera è una mia segreta mania, dirà Giovanni Verga.
Un’attenzione per la realtà nella dimensione del quotidiano, ecco la funzione della fotografia
per Verga che scrivendo all’amico Capuana dice: … bisogna assolutamente che tu faccia o mi procuri gli schizzi e le fotografie di paesaggio e di costumi pel mio volume di novelle siciliane…” (Alfiuccia Musumeci, Paesaggio culturale e paesaggio fotografico: dialoghi itineranti di luce. Prefazione al volume Scritture di luce. La Sicilia di ieri e di oggi nella visione fotografica di Capuana, Verga e Argentiero. A cura di AFI, Milano 2017).

Fotografie e disegni inediti, lettere autografe e manoscritti dei due romanzieri veristi
provenienti dal fondo Luigi Capuana di Mineo, città natale dello scrittore, stampe da lastre di Giovanni Verga, provenienti dalla Fondazione 3M, riproduzioni di ritratti e di paesaggi legati alla vicenda umana e letteraria dei due autori ricreano un itinerario narrativo in cui fotografia e letteratura si rivelano due linguaggi complementari che esprimono una sola poetica. Sotto la lente, dunque, la passione coltivata dai due autori per la fotografia che, da strumento di indagine della realtà diventa, per gli scrittori veristi, mezzo espressivo della propria arte e linguaggio in grado di comunicare, al pari della letteratura, idee e visioni del mondo.
Una rassegna di fotografie contemporanee dei medesimi luoghi proporrà, in un percorso parallelo, una rilettura iconografica del paesaggio elaborata dal fotografo Claudio
Argentiero con commenti letterari della scrittrice Silvana Grasso.
“La finalità del progetto fotografico di Claudio Argentiero è quella di riallacciare idealmente un dialogo tra il bianco e nero di Verga e Capuana fotografi, indagando l’unicità del verismo nelle sue trasformazioni e riletture, scoprendo il realismo contemporaneo, quello dei romanzi di Silvana Grasso che scardina i registri linguistici consueti a favore di una contaminatio che svela incanto ed esaltazione, tensione e meraviglia di una terra, la Sicilia, che continua ad essere prolifera di figli della luce. … una sfida da lanciare affinché la fotografia scriva con la luce e incontri una scrittura intrisa di passione intellettuale, quella di Silvana Grasso, espressione del connubio tra letteratura e vita …
Così la fotografia nelle parole di Claudio Argentiero: la luce è tensione e la fotografia si ciba di questo sentire, in perenne bilico tra filosofia e oggettività che da sempre alimentano enigmi e desideri, particelle dell’essenza della vita. …” (Alfiuccia Musumeci, Paesaggio culturale e paesaggio fotografico: dialoghi itineranti di luce. Prefazione al volume Scritture di luce. La Sicilia di ieri e di oggi nella visione fotografica di Capuana, Verga e Argentiero. A cura di AFI, Milano 2017)

La mostra è realizzata in collaborazione con Archivio Fotografico Italiano, Casa Museo Luigi
Capuana di Mineo, Fondazione 3M, Associazione Culturale Biblioteca Famiglia Meneghina- Società del Giardino, Fondazione Verga di Catania e Università degli Studi di Milano.

Orario visite
Lunedì – venerdì, ore 15.00 – 19.00
Sabato, ore 9.00-12.30.
Chiuso Domenica e festivi.
Ingresso libero

30 ottobre 2017 - 5 gennaio 2018
Inaugurazione: 30 ottobre 2017, ore 18.00
Biblioteca Comunale Centrale
Palazzo Sormani
Scalone Monumentale della Sala del Grechetto
Via Francesco Sforza, 7
Milano
scritture-di-luce-la-sicilia-di-ieri-e-di-oggi-nella-visione-fotografica-di-capuana-verga-e-argentiero.jpg

Christo and Jeanne-Claude – Palazzo Bricherasio 1998

Torna a Torino l’arte di Christo, l’artista internazionale che ha catalizzato l'attenzione mondiale con la sua "land art", a poco più di un anno dalla realizzazione di "The Floating Piers" sul lago d'Iseo.

Banca Patrimoni Sella & C., la banca del Gruppo Banca Sella specializzata nella gestione e amministrazioni di patrimoni che ha sede a Palazzo Bricherasio, infatti, organizza la mostra fotografica Christo and Jeanne Claude – Palazzo Bricherasio 1998", che ripercorre l’installazione artistica ospitata nello storico palazzo torinese quasi vent’anni fa.

Dal 31 ottobre al 5 novembre, nell’area pedonale di Via Lagrange a Torino, durante la settimana di Artissima, sarà possibile ammirare le fotografie che riproducono "Wrapped Floors and Stairway and Covered Windows", l’installazione che Christo e la moglie Jeanne-Claude realizzarono a Palazzo Bricherasio, nel 1998: 1200 metri quadrati di drappi in cotone color avorio che furono deposti sul pavimento, sulla balaustra, sul corrimano dello scalone d’onore e che rivestirono il parquet delle cinque sale del piano nobile dell’edificio seicentesco, accompagnati da una mostra antologica negli spazi espositivi del Palazzo.

Banca Patrimoni Sella & C., in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino, il Consolato della Bulgaria - paese di origine di Christo - e l'Accademia della Voce del Piemonte, ripropone l’evento torinese del 1998, attraverso la mostra fotografica en plein air e una nuova edizione del catalogo.

Christo sarà a Torino il prossimo 17 ottobre per ricevere la Laurea Honoris Causa in Storia dell’arte dall'Università degli Studi di Torino e il premio Internazionale Arca d’Oro Italia 2017 conferito dall’Accademia della Voce del Piemonte.

Con questa iniziativa Banca Patrimoni Sella & C. conferma il suo sostegno al mondo della cultura e dell'arte per supportare la crescita economica e culturale dei territori nei quali opera.

Palazzo Bricherasio, costruito nel 1636, è stato di proprietà di importanti famiglie torinesi che negli anni hanno apportato rilevanti opere di ristrutturazione. Il 1º luglio 1899 in una sala aulica del Palazzo venne raggiunto l’accordo per l'atto costitutivo della Fabbrica Italiana Automobili Torino - FIAT. Negli anni Novanta del secolo scorso nacque la Fondazione Palazzo Bricherasio, per promuovere eventi culturali e artistici. Dopo un periodo di chiusura al pubblico, dal 2010 il Palazzo è sede di Banca Patrimoni Sella & C. che, dopo un’attenta opera di ristrutturazione, nel 2013 vi ha trasferito la propria sede legale e direzione generale.

31 ottobre - 5 novembre 2017
Palazzo Bricherasio
Via Lagrange 20
Torino
christo-and-jeanne-claude-palazzo-bricherasio-1998.jpg

Fabio Torre - Ritratti

Felsina Factory prosegue la collaborazione con il Teatro Duse organizzando una serie di “intervalli artistici” dedicati all’arte visiva che accompagneranno la nuova stagione all’interno degli eventi DUSEoff.
La rassegna è curata da Sandro Malossini e Tomaso Mario Bolis
Queste fotografie appartengono al ciclo “notturno rock”: Fabio Torre le ha realizzate negli ultimi quindici anni, frequentando ambienti e luoghi che gli hanno permesso di incontrare, e a volte di conoscere personalmente, artisti come Patti Smith, Lou Reed, Iggy Pop, Bruce Springsteen, Nick Cave, Neil Young, Bob Dylan, Joan Baez, i Rem e tanti altri. Rigorosamente in bianco e nero, come del resto tutto il lavoro artistico di Fabio Torre, le immagini testimoniano come la notte sia l’affascinante dimensione del rock e ci indicano che canzoni come “Because the night” non possono essere altrimenti concepite se non nel buio creativo della comunicazione.

Fabio Torre è nato a Bologna nel 1955, vive e lavora a Bagnarola di Budrio. La sua produzione, che ha stretti rapporti con la fotografia, comprende principalmente la pittura ad olio. In tempi recenti si è dedicato soprattutto alla ritrattistica (nell’anno in corso ha esposto allo Studio G7 di Bologna e alla Clampart Gallery di New York); in precedenza la sua indagine aveva riguardato aspetti dell’ambiente metropolitano, oggetti e strumenti della pratica fotografica. Dal 2000 ha esposto in una trentina di mostre personali e in diverse collettive in Italia e all’estero.
Le immagini del rock sono state esposte in diverse occasioni. Torre è anche autore del libro fotografico “Patti Smith - Simply a Concert”.

31 ottobre - 19 novembre 2017
Teatro Duse
Via Cartoleria, 42
Bologna
fabio-torre-ritratti.jpgPh: Fabio Torre - Ritratti (Patti Smith)

Paratissima XIII - DIS APPEARING - NoPhoto

NoPhoto è il progetto di Paratissima 13 dedicato alla fotografia.
Sin dalla scelta del nome, una sorta di spiazzante paradosso, s’intuisce la necessità di rappresentare un punto di rottura e di abbandonare i contenitori istituzionali dedicati alla fruizione delle opere d’arte, fotografiche e non. Infrangere i divieti e i limiti da essi imposti come, appunto, il divieto di fotografare, riformulare le logiche di relazione tra l’immagine fotografica e l’osservatore, diventano condizioni necessarie per una quotidianità in cui la fotografia è diventata il mezzo di comunicazione e di codifica/decodifica della realtà più utilizzato: semplicemente “no photo”, dunque, una vera e propria celebrazione di un codice nuovo e sempre più efficace di relazione con il mondo.

Per l’edizione 2017, il tema guida di tutti i progetti espositivi sarà la relazione tra individuo e società, nonché le modalità attraverso cui il soggetto decide di rivendicare la propria identità o soccombe all’omologazione sociale. “Dis/appearing”, appunto, come tensione sociale tra la dispersione dell’individualità e la sua riaffermazione.

NoPhoto è curato da Daniele Ratti e Laura Tota

I 23 fotografi selezionati per esporre i propri progetti durante la prossima sezione di NOPHOTO sono:

Matteo ABBONDANZA
AMBOS (Elena TALIANO e Luis Andres VALENCIA VASQUEZ)
Riccardo BANDIERA
Maddalena BARLETTA
Alessia BARUCCHI
Nicola BERTOGLIO
Roberta CAPELLO
Enrico CARNUCCIO
Carmen COLOMBO
Jordan COZZI
Montserrat DIAZ MORA
Mariano DORONZO
Pierfranco FORNASIERI
Giulia MAZZOLENI
Patrizia MORI
Pantaleo MUSARÒ
Maria Eugenia PALAZZO
Sergio RAFFAELE
Giampiero SICURELLA
Mikelle L. STANDBRIDGE
Carla SUTERA SARDO
Nicoletta Deva TORTONE
Stefano VITI

Artwork by © Carla Sutera Sardo

1-5 novembre 2017
Ex Caserma "La Marmora"
Via Asti, 22
Torino

Un post condiviso da Carla Sutera Sardo (@carla_sutera_sardo) in data: 4 Mag 2017 alle ore 04:53 PDT

Pier Luigi Meneghello - This is Everyday Violence


Lapersonale di Pier Luigi Meneghello (Vicenza, 1950), a cura di Giorgio Verzotti occupa gli spazi del Salone Delman e della Galleria Chopin.

This is Everyday Violence presenta una selezione di 28 opere di Pier Luigi Meneghello realizzate tra i primi anni ’90 e il 2017, con una particolare attenzione a quelle più recenti, da cui emerge con forza uno dei temi centrali del lavoro dell’artista: il rapporto tra gli esseri umani e l’ambiente che li ospita.

La violenza, esplicitata nel titolo, diventa soggetto del ciclo di opere presentate ed è raccontata attraverso un linguaggio allegorico che nel corso della sua lunga e coerente ricerca l’artista ha elaborato, trovando nella fotografia il suo esito fino a oggi più frequentato.
È la violenza di cui siamo testimoni ogni giorno che tocca maggiormente la sensibilità dell’artista, quella a cui lo spettatore sembra assuefatto per via dell’alienante potere dei mezzi di informazione. La consuetudine alla violenza anestetizza l’occhio di chi guarda, rendendo necessario l’intervento di uno sguardo critico come quello espresso dell’autore.

I cicli di opere che Meneghello presenta spaziano attraverso diversi strati di questa tematica: opere dal forte impatto visivo, che attribuiscono alla “messa in scena” un valore simbolico arbitrario, non legittimato da alcuna consuetudine.
Ne sono un esempio la rivisitazione di due iconografie della cultura cristiana: Giù dal Paradiso, 1996, un Cristo appeso a testa in giù da un ponte e L’Ultima Cena, 1996, una tavola imbandita da tredici nidi vuoti davanti all’altare di una chiesa in rovina.
È sicuramente Remapping the world, 2017, il ciclo fotografico più recente e più emblematico, a sottolineare l’intento da cui è mosso oggi l’artista. In questa sessione di immagini la violenza rappresentata esplode in scenari apocalittici, dove grandi mappe geografiche colorate del vecchio mondo vengono progressivamente ricoperte da ampie distese di fanghiglia o liquami fino quasi a scomparire.

Un allarme lanciato da Meneghello sullo scontro che ormai non si limita solo al campo ecologico ma è simbolo di un malessere più profondo: la rottura tra l’ordine naturale dell’ambiente che ci circonda e “l’innominabile attuale” della globalizzazione.
Il visitatore lungo il percorso espositivo, percepisce la presenza costante di questa tensione, della forza negativa di cui la nostra quotidianità è intrisa, cioè la contrapposizione tra la società contemporanea e il suo ambiente.

“Il tema della mostra, l’elemento unificante che accomuna opere a volte così diverse l’una dall’altra è proprio la contraddizione che attraversa il soggetto storico – racconta il curatore Giorgio Verzotti - La lacerazione che si instaura a partire dalla consapevolezza della sua insanabilità e la necessaria allerta che deve governare le nostre conseguenti azioni. Se le contraddizioni non si possono risolvere nelle pacificanti sintesi dialettiche care a Hegel, dobbiamo almeno saper pensare la differenza che genera il conflitto, assumerla senza pregiudizi e senza paure e “tollerarla” dentro e fuori di noi.”

La mostra sarà corredata da un catalogo a colori con testi critici del curatore Giorgio Verzotti, edito da Prinp - Editoria D’arte.

1 - 19 novembre 2017
Inaugurazione: mercoledì 1 novembre 2017, ore 19
M.A.C. - Musica Arte Cultura
Salone Delman e della Galleria Chopin
Piazza Tito Lucrezio Caro, 1
Milano
rev1721811-ori.jpgPh: ATTRAVERSO LO STIGE, 1999, stampa su carta, 120 x 120 cm PH Pier Luigi Meneghello

Maria Gruzdeva
La canzone di Tkvarcheli

3 novembre – 2 dicembre 2017
Inaugurazione: venerdì 3 novembre 2017, ore 18.00
Fondazione Studio Marangoni
via San Zanobi, 19r
Firenze

Fulvio Bortolozzo – Like in China

Un resoconto visivo dell'attraversamento di quattro città cinesi, e dei loro dintorni, compiuto dall'autore nella primavera del 2017.

Al ritorno dal viaggio, Fulvio Bortolozzo ha messo mano all'archivio delle fotografie sopravvissute alle quasi tredicimila volte che ha premuto il pulsante di scatto e ha iniziato a pubblicarne una al giorno con l'hashtag #china sul suo profilo Instagram (https://www.instagram.com/borful), cosa che continua a fare ancora oggi. 

Nel flusso delle immagini scorrono volti, luoghi, oggetti e situazioni che, anche solo per un istante o viceversa durante lunghi momenti di osservazione, hanno attratto l attenzione dell autore. Non costituiscono una narrazione e nemmeno vogliono rappresentare nulla che non sia semplicemente la testimonianza di un passaggio

Un individuo, un italiano di mezza età, che si trova in Cina e si guar- da attorno seguendo liberamente la sua curiosità sostenuto solo dalla cultura d origine e dal non sapere quasi nulla di ciò che vede. 

Nell allestimento della mostra e del catalogo si è scelto di proporre il materiale seguendo l ordine di visita delle città: Beijing (Pechino), Xi an, Guilin, Shangai. Per ciascuna di esse sono state selezionate immagini di grande formato, realiz- zate con la tecnica dello stitching, che funzionano da centro attorno al quale si addensano le altre fotografie. L intento è quello di superare la descrizione dida- scalica verso un esperienza percettiva che possa lasciare a ciascuno la libertà di essere condotta come si desidera. In questo senso, Like in China è un conteni- tore di stimoli e spunti, che possono arrivare a compimento solo nella disponi- bilità a lasciarsene coinvolgere. 

Fulvio Bortolozzo

3 novembre – 30 dicembre 2017
Inaugurazione: 3 novembre 2017, ore 18.30
Volume OTTO
via Pinerolo,8
Torino 

#china

Un post condiviso da Fulvio Bortolozzo (@borful) in data: 20 Lug 2017 alle ore 21:07 PDT

DEAPHOTOEXPO 2017

Mostre, Presentazioni, Letture Portfolio

Sabato 4 e Domenica 5 Novembre
Limonaia di Villa Vogel / Via delle Torri, 23 Firenze


Si apre Sabato 4 Novembre alle ore 17 il Deaphotoexpo 2017 organizzato dall’Associazione Culturale Deaphoto in collaborazione con il Quartiere 4 del Comune di Firenze presso la Limonaia di Villa Vogel (Via delle Torri, 23). In programma nella due giorni un ricco calendario di Mostre ed Eventi legati alla fotografia. Quattro le mostre ospitate: tre collettive e una personale. Per le collettive Legnaia-Monticelli e Personal Portfolio presentano rispettivamente i lavori finali dei Corsi Deaphoto di Camera Oscura bn e di Stampa bn fine art (da negativo), mentre Notturni Urbani / Argingrosso costituisce la restituzione finale del Corso di Fotografia Notturna del Territorio Urbano. La mostra personale Confidenze dai luoghi 1997-2000 è invece una retrospettiva di un progetto a lungo termine di Sandro Bini a cura di Giovanni de Leo dedicato al rapporto con il paesaggio e alla memoria dei luoghi. Il programma si arricchisce Domenica 5 Novembre dalle ore 17 con le Letture dei Portfolio. Chiude, infine, alle ore 18 una Visita guidata alle mostre. Di seguito il programma dettagliato.


PROGRAMMA

Sabato 4 Novembre ore 17-20
Inaugurazione Mostre e Incontro con gli Autori
Aperitivo e dj set a cura di Simona Sammicheli

Monticelli-Legnaia 2016-2017
Collettiva degli Studenti del Corso di Camera Oscura bn
Andrea Bartoli – Anna Sanesi – Daniele Potenza – Giorgia Di Tria
Lavinia Caparrotti – Simona Sammicheli – Vittoria Vigni

Personal Portfolio
Collettiva degli Studenti del Corso di Stampa bn fine art (da negativo)
Andrea Bartoli – Andrea Testi

Notturni Urbani / Argingrosso 2017
Collettiva del Corso di Fotografia Notturna del Territorio Urbano
Davide Gori – Francesca Venezia – Marco Wooster – Margherita Pelusio
Roberto Caroleo – Sara Zuccon – Simone Pini – Giovanni de Leo – Sandro Bini

Sandro Bini, Confidenze dai luoghi (1997-2000)
A cura di Giovanni de Leo

Domenica 5 Novembre ore 17-20
Ore 17 / Lettura dei Portfolio
Ore 18 / Visita guidata delle mostre

4 - 5 novembre 2017
Limonaia di Villa Vogel
Via delle Torri, 23
Firenze

Io sono un uomo invisibile No, non sono uno spettro... Sono un uomo che ha consistenza, di carne e ossa, fibre e umori. E si può persino dire che posseggo un cervello. Sono invisibile semplicemente perché la gente si rifiuta di vedermi... Quando gli altri si avvicinano vedono solo quello che mi sta intorno, o se stessi, o delle invenzioni della loro fantasia, qualsiasi cosa insomma, tranne me

(Ralph Elison)

Gigi De Rossi. Invisibili


"Penso che ogni città sia una città ideale per i fotografi, perché in ogni città c’è il non luogo per eccellenza, cioè la strada. Ed è nella strada che catturo le mie immagini, o piuttosto ne sono catturato. Perché nella strada c’è tutto, contraddizioni e differenze sociali, miseria e ricchezza, lavoro e disoccupazione, dolore e stravaganza. E ci sono loro, i vagabondi, i mendicanti, i poveri, come si chiamavano una volta. Oggi hanno altri nomi: Clochards, Homeless, Senzatetto, Incapienti e il peggiore di tutti… Barboni. Ma chi sono questi uomini e queste donne? Sono gli invisibili, quelli che non si vedono perché non si vogliono vedere, eppure non si nascondono. Quello degli emarginati è un problema sociale preoccupante, ma mentre sono in crescita i dati statistici, non crescono le iniziative sociali per risolverlo. Le ragioni di questo mio lavoro che dura ormai da anni, è il tentativo di non far distogliere lo sguardo da queste persone che, come dice lo scrittore afroamericano Ralph Ellison, hanno consistenza di carne e ossa e hanno persino un cervello. Non è certamente compito dei fotografi risolvere problemi sociali di tale portata, ma è compito loro mostrarli in tutta la loro drammaticità. Ho voluto inserire tra le altre, due foto di migranti, collettivamente presenti e visibili, ma invisibili individualmente. Ma questa è un’altra storia “

4 – 12 novembre 2017
Inaugurazione: sabato 4 novembre 2017, ore 17.00
Galleria Antonella Rizzo
Via Ginori Conti, 8
Trevignano Romano

[con17]temporanea
fotografie di Vinicio Drappo

5 - 26 novembre 2017
Inaugurazone: sabato 4 novembre 2017, ore 17.30
Museo Civico di Palazzo Della Penna
via Podiani, 11
Perugia

Brian Hamill’s Tests of Time: Woody Allen, New York e gli altri
4 novembre – 10 dicembre 2017
Inaugurazione: 4 novembre 2017, ore 18.30
ONO arte contemporanea
via santa margherita, 10
Bologna

Emmanuel Monzon. Urban Sprawl / George Jenne. Come in, stranger

prosegue il viaggio attraverso il linguaggio figurativo americano della galleria Privateview che propone ancora una volta due artisti inediti alla scena europea. La doppia personale del fotografo Emmanuel Monzon e del videoartista George Jenne, suddivisa tra i due piani della galleria, inaugura il 4 novembre a Torino in occasione della notte delle arti contemporanee. Urban Sprawl e Come in, stranger sono due mostre indipendenti, accomunate dall’esigenza di rivelare gli aspetti meno popolari e stereotipati della cultura americana, tutto quello che comunemente viene escluso dalla letteratura tradizionale on the road. L’America vera, l’America delle province, con tutte le contraddizioni e le differenze che contraddistinguono gli States; luoghi e suggestioni, che in maniera politicamente corretta, sono sempre esclusi dall’immaginario collettivo dell’American Dream preconfezionato per i pacchetti turistici e i palcoscenici glamour.

Emmanuel Monzon, classe 1966, nato a Parigi, vive e lavora a Seattle, è uno dei massimi esponenti della fotografia minimalista, pluripremiato dalle riviste di settore e reduce dal sold-out della sua mostra personale ad Hong Kong dello scorso Aprile. Gli "esterni” di Urban Sprawl, al piano d’ingresso della galleria, creeranno un ipotetico viaggio nei grandi spazi americani attraverso 13 scatti iconici tratti dalla sua più recente produzione. La sua fotografia non è mai ritoccata, ma nemmeno costruita con set o luci artificiali. Sono “scorci di vite in assenza di vita” – come le definisce Mauro Piredda, curatore di entrambe le mostre – strade, edifici, paesaggi, il ripetersi dei medesimi soggetti, colti sempre in un momento di vuoto e di assenza, trasformano le ambientazioni delle sue foto da spazi fisici a dimensioni mentali.

George Jenne, classe 1973, vive e lavora in North Carolina, visual artist, fotografo, regista, sceneggiatore, presenta Come in, stranger. Il piano interrato della galleria sarà allestito in quattro "sale cinema" in cui i disturbanti racconti di Jenne rivelano la provincia americana più sotterranea. La ricerca dell’artista si dipana tra l’utilizzo della narrazione tradizionale, che si serve del linguaggio verbale, e la rappresentazione per immagini, le cui strutture visive attingono alle regole cinematografiche. La sintassi messa appunto nei suoi video è una struttura narrativa “rigurgitata” – come Jenne stesso la definisce - in cui la storia narrata verbalmente crea un corto circuito con quella rappresentata per immagini, una narrazione che compare, ma anche un’altra, suggerita, oltre lo schermo.

In occasione della collaborazione con George Jenne, la galleria Privateview annuncia la neonata casa di produzione cinematografica PRIVATEVIEW Pictures che produrrà il primo lungometraggio dell’artista.

04 novembre - 15 dicembre 2017
Inaugurazione: sabato 4 novembre 2017, ore 18.00
Privateview Gallery
Via Goito, 16
Torino
emmanuel-monzon-urban-sprawl-emptiness.jpgPh: Emmanuel Monzon, Urban Sprawl Emptiness

I fotografi veneti del Novecento


Grazie alla sinergia con alcune realtà venete e nazionali viene presentata al pubblico una grande mostra fotografica dedicata al Veneto nella quale saranno esposte 150 opere dei più importanti fotografi veneti dell’ultimo secolo. Le opere provengono dagli archivi del CRAF (Fulvio Roiter, Gianni Berengo Gardin, Fratelli Bassotto, Roberto Salbitani) de La Gondola di Venezia e della 3M Italia, oltre che dagli archivi dei singoli autori (Pino Guidolotti, Gianantonio Battistella, Marco Zanta, Cesare Gerolimetto).

Il Comune di San Vito al Tagliamento e il CRAF con la collaborazione della 3M Italia, del Circolo Fotografico La Gondola di Venezia, del FAST di Treviso, ed altre Istituzioni e Centri del Veneto oltre ché degli stessi Autori, ha elaborato il progetto di mostra fotografica composta di 130 fotografie tra vintages e digitali dedicata al Veneto: I Fotografi Veneti del 900, con opere degli Autori come da elenco allegato che proverranno dagli archivi del CRAF dove sono conservate ed inoltre per una parte dagli archivi dei singoli fotografi, e delle istituzioni citate che con il CRAF già collaborano da molti anni.

Il catalogo di Giavedoni editore conterrà testi di Luigi Perissinotto, docente di Filosofia del Linguaggio, Università Cà Foscari di Venezia, dell’Arch. Gianantonio Battistella, già assistente allo IUAV e all’Università di Udine, del critico Roberto Mutti, curatore della Fototeca 3M, di Nicola Bustreo per La Gondola e di Walter Liva, coordinatore del progetto.

La disponibilità del Comune di San Vito al Tagliamento di farsi carico della tappa iniziale, è di particolare rilievo poiché rappresenta un sostanziale contributo al progetto stesso e che permetterà di avviare la concreta costruzione dell’itinerario espositivo individuando le sedi successive e i tempi.

In passato, mai è stata realizzata una mostra di carattere antologico dei fotografi veneti del Novecento e quindi l’iniziativa proposta dal CRAF indubbiamente potrà essere foriera di interesse per un pubblico non solo locale.

Inoltre, una mostra siffatta può essere indubbiamente considerata un evento di rilievo quantomeno europeo e quindi potrà venire trasferita in sedi espositive di alto livello in Francia e in altri Paesi europei come pure a San Pietroburgo, città con la quale il CRAF – al pari della stessa Regione Veneto – ha buoni rapporti di collaborazione.

Come ha scritto Roberto Mutti nel suo testo, “… “Ferrania” comprava agli autori la fotografie che pubblicava contribuendo così a crearsi una collezione che poi in prospettiva avrebbero rivelato il loro pregio e il loro valore…Ma un’analisi più generale permette di cogliere i tanti aspetti che hanno caratterizzato gli stili dei fotografi qui considerati: si passa dal classico reportage di strada di Toni Del Tin a quello ironico di Libero Dell’Agnese, dallo studio di un’immagine espressivamente più spigolosa cara a Sergio Del Pero ai pregevoli ritratti di Gustavo Millozzi, Giorgio Giacobbi e Pino Guidolotti fino alla ricerca di composizioni marcatamente grafiche in Pino Dal Gal e Mario Bonzuan….”.

I Fotografi Veneti del Novecento

Fatima Abbadi (Abu Dhabi 1978)

Claude Andreini (Liegi, 1950)

Fabiano Avancini (Padova, 1969)

Francesco Barasciutti (Venezia, 1969) Renato Barasciutti (Venezia, 1935 – 1986)

Attilio Barbon (Varago, 1890 – 1987)

Etta Lisa Basaldella (Venezia,1947)

Enzo (Verona, 1938) e Raffaello Bassotto (Verona, 1946)

Gianantonio Battistella (Treviso, 1957)

Renato Begnoni (Villafranca di Verona, 1956)

Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 1930)

Pietro Bertoja (Venezia, 1828 – 1911)

Alberto Bevilacqua (Venezia, 1961)

Diego Birelli (Asti. 1934 – Venezia 2011)

Fabio Bolinelli (Treviso, 1969)

Gino Bolognini (Verona, 1908 – 1994)

Cristiano Domenico Bonomo (Asiago,1861 – 1943) Mario Bonzuan (1904-1982)

Luigi Bortoluzzi, detto Borlui (Venezia, 1908 -1998)

Enrico Bossan (Dolo, 1956)

Mario Botter (Treviso, 1896 – 1978)

Giuseppe Bruno (Mestre, 1926 – 1999)

Luca Campigotto (Venezia 1962)

Studio Camuffo

Luigi Cavadini (Verona,1878 – 1962)

Pino Dal Gal (Verona, 1936)

Libero Dall’Agnese (Pordenone, 1903 – Venezia,?)

Giulio Dall’Armi (Valdobbiadene, 1800 – 1976)

Loredana Da Porto Barbaran (? – Vicenza, 1905)

Giancarlo Dell’Antonia (Lorenzago di Cadore,1956)

Mario De Biasi (Sois, Belluno, 1923 – Milano, 2013)

Sergio Del Pero (Murano, 1913 – Mestre, 1987)

Toni Del Tin (Venezia, 1912 – 1973)

Gian Luca Eulisse (Treviso, 1966)

Ferdinando Fasolo (Padova, 1960)

Alberto Furlani (Trieste 1937)

Claudio Franzini (Venezia, 1956)

Maria Letizia Gabriele (Tavoliere delle Puglie,1954)

Ivana Galli (Venezia, 1968)

Serena Genovese (Motta di Livenza,1988)

Cesare Gerolimetto (Bassano del Grappa, 1939)

Giorgio Giacobbi (Venezia 1921)

Giacomo Giacomelli (Trieste, 1860 – Venezia, 1907)

Pietro Giacomelli (Venezia, 1892 – 1939)

Paolo Gioli (Sarzana di Rovigo, 1942)

Ernesto Graziadei (? – ?)

Pino Guidolotti (Verona, 1947)

Cristian Guizzo (Valdobbiadene, 1971)

Mirella La Rosa (Venezia, 1958)

Mario Lasalandra (Este, 1933)

Ferruccio Leiss (Oneglia 1892 – Venezia, 1968)

Bruno Lorini (Padova, 1957)

Manfredo Manfroi (Venezia, 1940)

Carlo Mantovani (Venezia, 1915 – 2010)

Giulio Marino (Vittorio Veneto, 1890 -1962)

Umberto Martina (Dardago, 1880 – Tauriano, 1945)

Giuseppe Mazzotti (Treviso,1907– 1981)

Michele Mattiello (Padova, 1964)

Loris Menegazzi (Naefels, 1960)

Toni Meneguzzo (Portogruaro, 1949)

Italo Michieli (Padova, 1907 – San Vito al Tagliamento, 1976)

Gustavo Millozzi (Torino, 1934)

Paolo Monti (Novara,1908 – Milano, 1982)

Aldo Nascimben (Treviso, 1912 – 1997)

Giulio Obici (Venezia 1934 – Lago di Garda 2011)

Monia Perissinotto (San Donà di Piave, 1969)

Luca Radatti (Treviso, 1980)

Fulvio Roiter (Meolo, 1926 – Lido di Venezia, 2016)

Roberto Salbitani (Padova, 1945)

Paolo Salviati (Venezia, 1818 – 1894)

Umberto Sartorello (Buenos Aires, 1951)

Luciano Scattola (1902 – 1979)

Moreno Segafredo (Avigliana, 1958)

Elena Soloni (Monselice, 1982)

Massimo Stefanutti (Venezia, 1957)

Giovanni Umicini (Firenze, 1931)

Antonia Verocai Zardini (Cortina d’Ampezzo, 1876 – 1951)

Gabriella Veronese (Venezia, 1959)

Marco Zanta (Treviso, 1962)

Stefano Zardini (Cortina d’Ampezzo, 1945)

Mattia Zoppellaro (Rovigo, 1976)

Nel catalogo testi di di Luigi Perissinotto, Gianantonio Battistella, Nicola Bustreo.

Orario aperture
venerdì su appuntamento
sabato e domenica, ore 10.30-12.30 e 15.30-21.00

4 novembre - 7 gennaio 2018
Friuli Venezia Giulia Fotografia 2017
Chiesa di San Lorenzo
Via Pomponio Amalteo, 27
San Vito al Tagliamento (PN)
mario-de-biasi-dal-rifiugio-lagazuoi-dolomiti-tra-cortina-e-val-badia-anni-80.jpgPh: Mario De Biasi, Dal rifiugio Lagazuoi, Dolomiti tra Cortina e Val Badia, anni 80

Mathieu Asselin - Monsanto®: The Book

Spazio Labo’ è orgogliosa di presentare la mostra tratta dal libro Monsanto®: A Photographic Investigation (Verlag Kettler/Actes Sud, 2017) di Mathieu Asselin, un’indagine dettagliata e minuziosa sulla Monsanto® Company, la multinazionale statunitense specializzata in biotecnologie agrarie.

Dopo il grande successo riscontrato al festival Les Rencontres d'Arles edizione 2017, la mostra prodotta a Bologna è stata ripensata dal curatore Sergio Valenzuela Escobedo appositamente per la galleria di Spazio Labo’, proponendo una selezione di nuovi contenuti rispetto al festival francese. Monsanto®: The Book focalizza l’attenzione sul libro di Asselin e nasce con l’intento di mostrare come è stata portata avanti la sua indagine fotografica e come, fin dall’inizio, questo progetto sia stato pensato in forma editoriale. La scelta di concentrarsi sul “come” e sul processo realizzativo si coniuga perfettamente con la doppia anima di Spazio Labo’, galleria espositiva ma anche scuola di fotografia, motivo per cui alla mostra si affianca anche un workshop con l’autore in programma il 13 e 14 gennaio 2018.

Monsanto®: The Book propone immagini, documenti di archivio, contenuti multimediali, materiali pubblicitari e oggetti che raccontano senza filtri l’ascesa al potere, le strategie di comunicazione e manipolazione delle informazioni, la costruzione di un’identità e le drammatiche conseguenze delle azioni di una delle multinazionali più potenti al mondo. La mostra è anche un modo per riflettere su come la nuova fotografia documentaria stia diventando una alternativa alla comunicazione di massa che siamo abituati a fruire.

Monsanto®: The Book si configura, inoltre, come il contributo spontaneo che Spazio Labo’ vuole dare al dibattito culturale innescato dalle mostre e dai temi di “Foto/Industria 2017. Biennale di Fotografia dell’Industria e del Lavoro promossa dal MAST di Bologna fino al 19 novembre 2017.

In occasione dell’inaugurazione della mostra sabato 4 novembre 2017, Mathieu Asselin sarà protagonista di un incontro con il pubblico dalle 18 alle 19, l’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria (link eventbrite). Domenica 5 novembre sarà possibile approfondire ulteriormente i temi della mostra grazie a una visita guidata condotta da Asselin stesso e in programma alle ore 11. Anche in questo caso l’iniziativa è gratuita con prenotazione obbligatoria (link eventbrite).

IL PROGETTO
“Chemicals help you to live longer” Slogan pubblicitario Monsanto, 1977

Nato nel 2011, il progetto Monsanto®: a Photographic Investigation ha visto per cinque anni il fotografo Mathieu Asselin impegnato a documentare gli effetti nocivi, negli Stati Uniti e in Vietnam, di alcuni prodotti della multinazionale americana. Attraverso ritratti, foto di paesaggio, still life e materiali d’archivio (documenti, oggetti, video, testimonianze, articoli…) Asselin ha realizzato un’indagine approfondita a più livelli che ricostruisce in modo obiettivo - e, forse per questo, ancora più drammatico - la storia di Monsanto.
Monsanto®: a Photographic Investigation immerge il lettore nel complesso “sistema” della multinazionale statunitense, e lo fa conducendo l’inchiesta su un doppio binario.
Vengono così mostrate le conseguenze delle altissime concentrazioni di policlorobifenili in Alabama, le vittime di terza generazione del defoliante Agent Orange utilizzato durante la Guerra in Vietnam, la pressione esercitata a livello globale sugli agricoltori a favore dell’utilizzo di sementi OGM, ma non solo. Componente fondamentale del progetto è l’accurata ricostruzione delle strategie di marketing e comunicazione dell’azienda che rivelano, soprattutto grazie ai documenti più lontani nel tempo, una inquietante visione del rapporto natura-scienza.
Emerge così che Monsanto® intrattiene “relazioni pericolose” con il governo degli Stati Uniti, soprattutto con la FDA (Food and Drugs Administration). Mentre la multinazionale è impegnata a diffondere nuovi prodotti e tecnologie, scienziati, ecologisti, istituzioni a tutela dei diritti umani si battono per portare l’attenzione sui danni arrecati da Monsanto® in ambiti quali la salute pubblica, la sicurezza del cibo e la sostenibilità ecologica - questioni che determinano il futuro del pianeta. Muovendosi tra passato e presente, questo libro mostra come potrebbe essere il futuro se lasciato nelle mani di aziende come Monsanto®.

Il dummy di Monsanto®: a Photographic Investigation si è aggiudicato il primo premio del prestigioso Dummy Award Kassel 2016, vittoria che ha permesso la pubblicazione del libro nel 2017. Tra i riconoscimenti più importanti, la menzione speciale a Les Rencontres d’Arles Dummy Book Award 2016 e la selezione all’interno del PhotoBook Bristol’s Dummies and First Book Table. Di ottobre 2017 è la notizia che il libro Monsanto®: a Photographic Investigation è stato nominato finalista nella categoria First PhotoBook del prestigioso premio Paris Photo-Aperture Foundation PhotoBook Award, che verrà assegnato in occasione della prossima edizione di Paris Photo.

Monsanto®: A Photographic Investigation
Mathieu Asselin, 2017
156 pagine
Book design & Layout: Ricardo Báez
Editori: Verlag Kettler (versione inglese), Actes Sud (versione francese)
Copie: 1.000 (versione inglese), 2.000 (versione francese)

4 novembre 2017 - 12 gennaio 2018
Inaugurazione: sabato 4 novembre 2017, ore 19.00
Spazio Labo’
Strada Maggiore, 29
Bologna

Un post condiviso da Spazio Labo' Fotografia (@spaziolabo) in data: 19 Ott 2017 alle ore 05:45 PDT

Narciso Contreras
Libya: A Human Marketplace

4 novembre 2017 - 14 gennaio 2018
Inaugurazione: sabato 4 novembre 2017, ore 17.00
Notte delle Arti Contemporanee
Galleria d'Arte di Raffaella De Chirico
via della Rocca, 19
Torino

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