Lorenzo Castore - ID

L'ID di Lorenzo Castore in mostra con il personale approccio fotografico che mette tutto se steso in ogni progetto

Identificare la sequenza alfanumerica dell'ID che ci 'autentifica' come utenti dell'universo digitale, più rivelarsi molto meno complicato della decodifica di quella natura identitaria che ci caratterizza nel mondo reale, complessa e mutevole anche non associando necessariamente l'ID all'Es psicoanalitico di Freud o l'inconscio più arcaico e incontrollabile.

Lorenzo Castore rende le cose più semplici, mettendo tutto se stesso nei progetti di lungo corso e ampio respiro che fotografa in ogni angolo di mondo, dal primo viaggio in India con gli amici di una vita, a quello recuperato nella memoria trattenuta dalle case vissute, amate o solo frequentate del suo 'Ultimo domicilio', scorgendo quello che vi fissa da una foto appesa al muro, prende il largo con vecchi velieri che profumano di legno, o vi aspetta dietro il drappo pesante della tenda di velluto rosso.

Recuperando, ricomponendo e condividendo immagini, insieme a nuove trame del vissuto e tessuto quotidiano, l'approccio documentario e narrativo elaborato da Castore nel corso degli ultimi venti anni, avventurandosi in molti luoghi e fin negli abissi dell'anima, si presta all'approccio espositivo del cosiddetto "ID" del fotografo, inaugurato dalla Plenum di Catania, con la mostra curata da Laura Serani, fornendo un nuovo percorso visivo ad una selezione di vecchie immagini di serie e storie diverse.

"Che parta a fotografare in India, nelle miniere di Carbonia, nei Balcani, a Cracovia, a New York o nei quartieri di Catania, per le strade o nelle case di amici, che racconti storie d'amore o di solitudini, storie note o da scoprire, Lorenzo Castore, sempre e ovunque, abita le sue immagini"

Laura Serani

L'ID di Castore fa tesoro del suo diario di viaggio più intimo e del personale approccio al linguaggio fotografico, fornendo prospettive nuove a quaranta vecchie immagini di nove diversi progetti, con altre associazioni per alcune e diverse dimensioni di stampa per altre.

Un post condiviso da @lorenzocastore in data: 6 Nov 2017 alle ore 02:04 PST

"La prima foto è del 1994, ci sono io in mezzo a un bosco di pini nani nella campagna del Montana. L'ultima è del 2017, una panoramica di foto tratte dall'album di mia madre e della sua famiglia. Assomiglia a uno spartito musicale: sopra e sotto una riga a colori fatta di fotografie d'epoca c'è la mia vita filtrata attraverso il mio occhio da fotografo"

Lorenzo Castore

La mostra inaugurata eccezionalmente domenica 19 novembre, insieme alla nuova stagione espositiva della galleria con la direzione artistica di Massimo Siragusa, offre un nuovo viaggio nella vita&fotografia di Lorenzo Castore fino al prossimo 15 dicembre.

Un dialogo sulle foto in mostra tra Lorenzo Castore e Massimo Siragusa, è programmato per le ore 20.00 di martedì 21 novembre 2017, mentre chi desidera approfittare dell'esperienza di uno dei fotografi più interessanti della sua generazione, ha a disposizione anche un workshop strutturato con due incontri di due giorni ciascuno, a distanza di un paio di mesi l’uno dall’altro (il 25-26 Novembre 2017 e il 17-18 Febbraio 2018), sfruttando il tempo minimo necessario alla realizzazione un progetto fotografico.

"Non credo si possa concepire un workshop fotografico dal tema generale; ognuno ha le sue caratteristiche, inclinazioni, attitudini e cercheremo di lavorare su queste, senza gerarchie e preconcetti. Non sarà un workshop tecnico: l’unica nostra preoccupazione sarà quella di capire di più di noi e in che direzione vogliamo andare nell’approfondimento di noi stessi e se e come la fotografia può aiutarci in questo"

Lorenzo Castore

Lorenzo Castore - ID
19 novembre - 15 dicembre 2017
Inaugurazione: domenica 19 novembre 2017, ore 18.00
PLENUM | Fotografia contemporanea
Via Vecchia Ognina, 142/b
Catania

Lorenzo Castore: note biografiche di un diario di viaggio

Lorenzo Castore nasce a Firenze il 22 giugno 1973.

Nel 1981 si trasferisce a Roma con la madre e dopo il liceo classico si iscrive alla facoltà di legge.

Nel 1992 vive per alcuni mesi a New York, dove lavora per Bob Seligman e comincia a fotografare la strada. Tornato a Roma studia fotografia privatamente, fotografando la zona della Stazione Termini.

"Mi sono imbattuto per caso nella fotografia, entrando in una galleria di Firenze che esponeva Koudelka. Quello è stato il momento in cui ho capito per la prima volta che la fotografia - quel preciso tipo di fotografia – poteva restituire il reale con uno spirito surreale. Conteneva una tensione tra gli opposti. Io avevo appena 19 anni ma già sapevo che la grande impresa sarebbe stata quella di intraprendere una strada fatta più di domande che di risposte".

Nel 1997 compie il suo primo viaggio in India, seguendo gli itinerari dei pellegrinaggi induisti dell’Himachal Pradesh.

Nel 1998, una selezione di foto scattate durante il suo primo viaggio in India, diventano protagoniste della prima piccola mostra alla Galleria romana di via della Minerva 5.

Nel 1999, appena laureato, parte per l’Albania ed il Kosovo, dove documenta la vita di un gruppo di vecchi serbi reclusi in un monastero ortodosso assediato da kosovari di etnia albanese.
Compie il primo viaggio in Polonia, nella regione mineraria della Slesia.
Nello stesso anno vince il premio Dintorni dello sguardo.

"Ho cercato di formarmi nel modo più indipendente e libero possibile. La musica è la mia forma d'arte di riferimento. Dostoevskij, Guénon, Camus, Sebald sono alcuni degli autori letterari che prediligo"

Nel 2000 si reca in Polonia, e poi di nuovo in India, nello stato dell’Uttar Pradesh.
"Szczesc Boze" presenta la prima mostra del lavoro sulla Slesia all’Istituto Polacco di Cultura di Roma.

Nel 2001 è ancora in India, poi in Polonia e a New York.
Realizza la documentazione fotografica della costruzione del Teatro degli Arcimboldi, un lavoro di quasi due anni, raccolto da una monografia edita da Skira.
Espone a Varsavia, Genova, Milano, Katowice, Carbonia, Gliwice, Zurigo e Cracovia.
Parte del lavoro su New York, riguardante l’11 settembre, viene presentato con il titolo di 'Babylon, New York' alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma.

Dal 2001 è rappresentato dall’Agenzia Grazia Neri.

Nel 2002, dopo due lunghi soggiorni a L’Avana, nasce 'Paradiso'.
Comincia a lavorare con lo scultore Giuseppe Spagnulo.
Lavora per Gregotti Associati Intl alla documentazione fotografica della costruzione di Pirelli Head Quarters, di varie unità abitative nel quartiere della Bicocca di Milano e alla costruzione del nuovo stadio di Marrakech.
Espone il progetto sulla Slesia a Varsavia, 'Babylon, New York' a Monaco di Baviera.

Da maggio 2003 è rappresentato dall’Agence e Galerie VU’.

Del 2003 sono le fotografie per la prima campagna P-Zero, in mostra al Museo della Permanente di Milano e nel catalogo edito da Federico Motta Editore.
Lavora a lungo nel Sulcis, regione della Sardegna sud-occidentale, al progetto Nero, su incarico della Società Umanitaria di Carbonia.
Fotografa la Biennale di Venezia per il Museo d’Arte Contemporanea /Padiglione del Lussemburgo, poi vincitore.
Comincia a tenere workshop.
Vince il Premio Mario Giacomelli.
Partecipa al Festival Internazionale FotoGrafia di Roma nella collettiva 'Circa 35', alla mostra 'L’attimo fuggente tra fotografia e cinema' presso gli spazi della Fondazione Agnelli al Lingotto di Torino, alla collettiva 'Unique' per il quinto anniversario della galleria VU’ a Parigi.
Paradiso viene proiettato ai Rencontres d’Arles, Bruxelles, Parigi, Piacenza, Catania e Cracovia.
La prima mostra personale di Paradiso viene prodotta e presentata dalla galleria Grazia Neri a Milano.
Espone con Michael Ackerman in una mostra dal titolo 'Fedeli alla linea', in occasione del Mese della Fotografia di Cracovia.

Nel 2004 espone 'Paradiso' alla galleria VU’ di Parigi; una sintesi dei 5 anni di lavoro in Slesia presso lo Spazio San Fedele a Milano; 'Nero' a la Torre Littoria di Carbonia e al Palazzo Reale a Milano.
Federico Motta Editore pubblica il libro Nero.
"L’altra strada per Anas" arriva in mostra a Roma, ospitata nelle sale di Castel Sant’Angelo.

Nel 2005 lavora in Italia, Francia, Spagna, Polonia e Germania.
Con 'Paradiso' vince il Leica European Publishers’ Award for Photography.

Nel 2006 presenta diverse mostre in Italia, Germania, Polonia, Crazia e Francia: 'La Terra sotto i Piedi' nelle Gallerie Fnac italiane; 'Paradiso' alla Galleria Leica tedesca di Solms, ai Rencontres d’Arles e al Photokina di Colonia, seguite dalla Galleria Envy di Francoforte nel 2007.

Nel 2007 lavora in Polonia, Ungheria, Italia e Grecia.
Con 'Altri Mondi' partecipa al Festival Internazionale FotoGrafia di Roma.
Documenta la demolizione dell’Area Ex-Fiera di Milano per CityLife.
Una piccola selezione di 'La Terra sotto i piedi' viene presentata a Cracovia alla Galleria AnimaArt, mentre la prima mostra completa dello stesso progetto è presentata con 'Mani in alto!' alla Galleria Yours di Varsavia.
Il lavoro viene proiettato durante la rassegna svizzera 'SlideNite' alla Turnhalle di Berna.

Nel 2008 fotografa gli interni di case abbandonate durante la guerra a Sarajevo e porta avanti un progetto editoriale che raccoglie il lavoro di anni, insieme a 'Si vis pacem, para bellum (No Peace Without War)', dedicato a un fratello e una sorella di Cracovia in eta’ matura che da 6 anni, ovvero dalla morte di loro padre, sono tornati a vivere insieme, con foto d’archivio della loro infanzia scattate principalmente dal padre, le foto dei due oggi e un film girato nel 2009 insieme ad Adam Cohen.

Nel 2009 porta avanti "No Peace Without War"; cura la prima mostra personale in Italia di Adam Cohen; partecipa alla collettiva 'Clear Light'.
Presenta "Notebook", una mostra di fotografie scattate nell’arco dei sei mesi precedenti all’inaugurazione presso la Galleria Libreria s.t. di Roma, successivamente presentata a Foiano in occasione del festival omonimo.
Una selezione di 'No Peace Without War' è presentata al Noorderlicht Festival di Groeningen. 'Erratic Shelter' è presentato in Francia, all’Espace St Cyprien di Toulouse.

Nel 2010 la prima mostra completa di 'No Peace Without War' è prodotta e presentata dal museo svizzero Pasquart di Biel/Bienne.
Realizza la campagna fotografica per Medecins du Monde Francia e due campagne per Nike a Milano.
Con altri nove fotografi italiani viene incaricato da Confindustria di sviluppare un progetto originale in occasione del Centenario, realizzato con la serie di ritratti di industriali, esposti al Museo della Triennale di Milano e all’Ara Pacis di Roma.

Nel 2011 comincia a documentare la costruzione dell’area ex-fiera di Milano ad opera di Zaha Hadid, Daniel Libeskind e Arata Isozaki.
Nello stesso anno completa 'Ultimo Domicilio', presentato anche in forma di proiezione animata con le musiche originali di Emanuele de Raymondi, a Roma, Atene e Salonicco.

Nel 2012 fotografa la Caserma Cavalli di Torino per la Scuola Holden.
Il cortometraggio documentario 'No Peace Without War' diretto con Adam Cohen, viene presentato in competizione a Visions du Reel International Film Festival di Nyon, al Krakow Film Festival e al Cameraimage Film Festival, dove vince il premio come miglior documentario corto.
Partecipa alla collettiva di proiezioni 'Temps Zero' a Berlino, Parigi e Toulouse.

Nel 2013 l’Istituto Polacco di Roma produce e presenta una mostra sugli anni polacchi, dal 1999 al 2013. La foto libreria galleria s.t. di Roma espone 'Notebook 2' in occasione del festival internazionale FotoGrafia. Realizza la campagna fotografica nazionale per ENEL e OSR.

Nel 2014 realizza il suo secondo cortometraggio 'Casarola', presentato al Festival Internazionale del Cinema di Roma.

2015 le foto della casa di sua nonna subito dopo la sua morte, diventano il settimo e ultimo capitolo di 'ultimo domicilio'. Lavora allo sviluppo della rete Luz. Dopo molti anni di preparazione inizia a lavorare su una comunità di travestiti a Catania.

Nel 2016 continua a lavorare a Catania. Inizia a lavorare con Eloi Gimeno sul concetto di libro e sulla modifica di più di 20 anni di fotografia in bianco e nero.
Collabora con il coreografo e regista Enzo Cosimi a due nuovi brani, 'estasi' e 'Corpus Hominis'.

Nel 2017 lavora a Catania con crescente intensità e impegno. Realizza una serie in memoria del suo caro amico e grande scultore Giuseppe Spagnulo.

Per il 2018 è attesa anche la storia dei due fratelli polacchi EWA & PIOTR, "Si vis pacem, para bellum".

Lorenzo Castore continua anche a rioganizzazzione il suo archivio fotografico, pubblicato gradualmente a partire dal 2019.

"Sarà una sorta di autobiografia letteraria dal 1994 in poi, divisa in quattro volumi o più a partire dalla mia adolescenza fotografica, condivisa tra viaggi e amici, alla scoperta dell'ego e dei cattivi maestri che ha segnato il mio ingresso nel mondo degli uomini, e poi la terza tappa con la scoperta dell'altro" (l'hegeliana 'idea fuori-di-sé'), fino alla fase attuale, "che ha avuto inizio nel 2012 ed è ancora aperta. Quello sull'identità non è un progetto, è una vita"

Lorenzo Castore

Un post condiviso da @lorenzocastore in data: 18 Mar 2016 alle ore 07:11 PDT

Foto | Lorenzo Castore - ID
Via | Plenum fotografia contemporanea

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