L'archeologia del presente di Léonie Hampton a Roma

L'archeologia del presente di Léonie Hampton nella Roma sull'orlo del collasso e della sua inossidabile vitalita, tra i volumi grigio polvere dell'incompiuto, le sfumature d'assenza che riempieno gli spazi dell'abbandono e lampi blu di baci 'appena nati' su quello che resta eterno

Tra gli abbracci marmorei della storia dell'arte e le inevitabili complessità di una metropoli con radici secolari, anche una "Città Eterna" come Roma, cambia sotto gli occhi di tutti pur restando inesorabilmente se stessa, mentre la Commissione Roma continua ad offrirne 'ritratti' inediti invitando grandi fotografi internazionali ad esplorarla, sin dal 'Teatro del Tempo' della città scarnificata, colta ai suoi albori dall'obiettivo viscerale di Josef Koudelka per l’edizione 2003 di FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma diretto da Marco Delogu.

L'ultima edizione della Commissione, arricchita dalla sensibilità visionaria di Roger Ballen, le esplorazioni degli strumenti del web di Jon Rafman, i paesaggi delle sovrapposizioni da cartolina di Simon Roberts e l'approccio street di Leo Rubinfien, insieme al contributo dei fotografi delle passate edizioni, ha impreziosito anche la collettiva principale della XV edizione di FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma, dedicata a "Roma, il mondo".

Dopo Josef Koudelka (2003), Olivo Barbieri (2004), Anders Petersen (2005), Martin Parr (2006), Graciela Iturbide (2007), Gabriele Basilico (2008), Guy Tillim (2009), Tod Papageorge (2010), Alec Soth (2011), Paolo Ventura (2012) Tim Davis (2013), Marco Delogu (2014), Paolo Pellegrin (2015), Roger Ballen e Simon Roberts (2016), la produzione della Rome Commission, entrata a far parte delle collezioni dei musei civici cittadini, torna a riflette sulla memoria della Città Eterna, affidando la sua quindicesima edizione alla fotografa britannica Léonie Hampton, ben nota e apprezzata per la dimensione intima dei suoi reportage puntati sull'archeologia del presente, sia quando l'obiettivo è puntato sui legami familiari segnati della sindrome ossessivo-compulsiva della madre (In the shadow of things), sulle ragioni del turismo in Israele a prova di conflitto (Escape in Israel), i lavori su commissione, o Roma.

L'archeologia del contemporaneo fotografata dalla Hampton, esplorando i margini periferici e meno noti della capitale insieme al collettivo Stalkers, custode, guida e artista dei territori di margine, dei vuoti urbani, degli spazi abbandonati e in via di trasformazione.

Una Roma sull'orlo de collasso e della sua inossidabile vitalita, tra i resti marmorei del suo passato e i volumi grigio polvere dell'incompiuto, le sfumature d'assenza che riempieno gli spazi dell'abbandono e lampi blu di baci 'appena nati' su quello che resta eterno.

La Roma che riflette sull'archeologia del presente, interrogandosi sull'eredità di un futuro a cui non basterà la cartolina del glorioso passato, in mostra per la prima volta nella Sala Bianca del MACRO - Museo d'Arte Contemporanea Roma, insieme alla la prima antologia italiana di Guy Tillim, protagonista della Commissione Roma nel 2009, autore simbolo del festival romano e recentemente anche vincitore del prestigioso HCB Awards.

Due mostre curate da Marco Delogu, con la collaborazione di Flavio Scollo, promosse da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e aperte al pubblico fino al 26 dicembre 2017.

Léonie Hampton - Mend
XV Edizione Commissione Roma
8 novembre 2017 - 26 dicembre 2017
MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma
Via Nizza, 138
Roma

Foto | Léonie Hampton
Via | Patrizia Morici - Zètema Progetto Cultura

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