Mostre fotografie: ultimo weekend di novembre

Aspettando l'ultimo fine settimana di novembre con una selezione di mostre fotografiche oltre l'inganno del vero e le pareti delle gallerie

La selezione di mostre fotografiche inaugurate in tutta Italia questa settimana, aspetta l'ultimo weekend di novembre, con allestimenti che non disdegnano case in ristrutturazione e facciate di palazzi, obiettivi che guardano la realtà oltre il pregiudizio e l’inganno del vero, la natura selvaggia e quella in pericolo, spingendosi negli angoli più bui dell'anima e gli spazi più remoti del pianeta.

Stefano Guindani: Ey You! I bambini di Haiti sulle facciate della Microsoft House


Dal 22 novembre al 6 gennaio a Milano prende forma con il Patrocinio del Comune di Milano la prima mostra fotografica in esterni, Ey You! di Stefano Guindani, che utilizza le facciate della Microsoft House per raccontare la vita e i volti dei bambini di Haiti.

EY YOU! prende il nome dalla caratteristica espressione in creolo con cui i bambini accolgono gli stranieri negli slum della capitale Port Au Prince.

Su 100 finestre della Microsoft House saranno applicate le gigantografie dei bambini ritratti da Stefano Guindani mentre saltano, si danno idealmente la mano da un piano all’altro del palazzo e si aprono a calorosi abbracci. EY YOU! diventa così un saluto gioioso da parte dei bambini di Haiti agli Italiani, un invito a visitare la mostra, ma soprattutto un invito a non dimenticarsi di loro.

Contestualmente allo spettacolare allestimento esterno, oltre 65 immagini verranno esposte all’interno dello showroom della Microsoft House. La mostra raccoglie le immagini realizzate da Stefano Guindani durante il suo ultimo reportage sull’isola, assieme alla Fondazione Francesca Rava, nel luglio 2017, oltre a una selezione di scatti tratti dal volume ‘Do You know?’ edito da SKIRA e ad alcune tra le più suggestive immagini dei primi viaggi di Stefano ad Haiti tra il 2008 ed il 2010.

Al centro del racconto fotografico c’è proprio il sorriso dei bambini di Haiti, accolti nella Casa NPH e quelli negli slums: “Non è stata una mia scelta, sono stati i bambini a entrare con forza nel mio obiettivo. Ad Haiti i bambini sono dappertutto con i loro sorrisi, con le loro fragilità, con la loro allegria e spontaneità. Ho visto bambini sofferenti e malnutriti, li ho fotografati perché non ci si dimentichi di loro, ma ho fotografato anche tanti bambini gioiosi, bambini che – nonostante abbiano una baracca per casa e giochino a piedi scalzi nelle fogne a cielo aperto, hanno una carica vitale che ti sorprende e ti cattura. Li ho fotografati per dare un messaggio di speranza, un invito a non rassegnarsi” dice Stefano Guindani.

La mostra, a ingresso libero, rappresenta un’occasione concreta per sostenere i progetti della Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus in Haiti, in particolare le scuole di strada, che accolgono ogni giorno 13.000 bambini nelle baraccopoli di Port au Prince e nelle zone più povere del Paese, dando loro istruzione, cure mediche, un pasto e la protezione dai rischi della vita di strada.

Le immagini in mostra, stampate in tiratura limitata, certificate e autografate da Stefano Guindani sono a disposizione del pubblico e il ricavato sarà interamente devoluto alla realizzazione di una scuola di strada; sarà inoltre possibile contribuire con una donazione per il volume ‘Do You Know?’ oppure con un’offerta libera.

“La filosofia con cui la Fondazione Francesca Rava opera in Haiti e negli altri paesi in cui NPH è presente, è quella dell’aiuto immediato e di empowerment delle popolazioni locali, ma anche creare ponti di conoscenza tra i giovani. Perché i nostri giovani si sentano responsabili di aiutare i loro coetanei nei paesi del quarto mondo, e a loro volta possano imparare dagli stessi, i valori veri e il senso della vita. Le foto di Stefano Guindani alla Microsoft House ristabiliscono la connessione tra due mondi solo apparentemente lontani” dichiara Mariavittoria Rava, Presidente della Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus.

Il progetto EY YOU!, che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Milano, è reso possibile grazie al contributo di Fujifilm Italia, Microsoft Italia, Artemide e al sostegno di numerose aziende partner.

Microsoft Italia collabora da diversi anni con la Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus -mettendo a disposizione risorse e competenze e in particolare promuovendo la formazione tecnologica dei ragazzi e la creazione di nuove opportunità attraverso l’acquisizione di skill digitali.

“Siamo particolarmente felici di ospitare per la prima volta un’iniziativa di così forte impatto per sensibilizzare tutti coloro che passeranno vicino alla nostra sede sulle iniziative della Fondazione a sostegno dei bambini bisognosi, in Italia e nel mondo”, ha dichiarato Paola Cavallero, Direttore Marketing & Operations Microsoft Italia. “La mostra e le installazioni presso Microsoft House sono un segno concreto del nostro impegno nel sostenere le organizzazioni del terzo settore e si affiancano alle numerose attività di formazione tecnologica che realizziamo con la Fondazione”.

INAUGURAZIONE E ALTRI EVENTI COLLEGATI ALLA MOSTRA
L’inaugurazione con accesso libero avrà luogo mercoledì 22 novembre alle ore 19:00.
La mostra sarà poi aperta tutti i giorni dal 23 novembre al 6 gennaio 2018 dalle ore 10:00 alle 19:00 in Viale Pasubio 21. Ingresso gratuito.
In questa occasione gli istanti più significativi della serata verranno fissati dalle fotocamere a sviluppo istantaneo Fujifilm Instax e immediatamente condivisi con gli ospiti.

Inoltre, sabato 2 dicembre dalle ore 10:00 alle ore 13:00 Stefano Guindani terrà nello showroom della Microsoft House il workshop “Sul Set con Stefano Guindani”. L’incontro, gratuito, è rivolto a un massimo di 10 partecipanti che verranno selezionati tramite un social contest.

Si ringraziano per il sostegno e il prezioso contributo:
Bagutta – Cotril – Giovanni Cova & C. – Gabriella Magnoni Dompé – Dr. Farmer – IGP Decaux – Mirtillo – Moet&Chandon – Seri-Art – Silvana Editoriale – Taxi 8585.

23 novembre 2017 - 6 gennaio 2018
100 finestre della Microsoft House
Inaugurazione: mercoledì 22 novembre 2017, ore 19.00
Viale Pasubio 21
Milano

IPA – International Photography Award – BEST of SHOW 2017


Dal 2002 l’International Photography Awards ™ è una competizione annuale per fotografi professionisti e non, tra le più ambiziose e complete nel mondo della fotografia.

Ogni anno, l’IPA invita un curatore affermato a selezionare circa 50 immagini e ad assegnare dei premi ai migliori fotografi. I vincitori avranno poi la possibilità di esporre in una mostra esclusiva a New York, durante la settimana di gala del noto Lucie Awards.

Il Best of Show di quest’anno è curato da Patrizia Lanza di Annenberg space for photography (Los Angeles) e ospitato in diversi paesi e gallerie, in occasione di festival ed eventi.

Magazzini Fotografici il 24 Novembre alle ore 19.00 sarà la location scelta per la tappa a Napoli del best of show 2017. Durante l’inaugurazione sarà presente Hossein Farmani, fotografo internazionale, curatore di esposizioni e gallerie d’arte, filantropo, fondatore e Presidente del Lucie Awards a New York.

Gli autori in mostra:

Ulla Lohmann, Alain Schroeder, Divyakant Solanki, Sandro, Maurice Ressel, Arnaud Finistre, Jonathan Bachman, Kate Geraghty, Paolo Marchetti, Chris Gordaneer, Alex Timmermans, Onni Wiljami Kinnunen, Marcin & Sylwia Ciesielski, Rob Gregory, Ilaria Magliocchetti Lombi, PINCH / Martin Tremblay, Arjun Mark, Danny Yen Sin Wong, Alice van Kempen, Diana Bagnoli, Anya Anti, Andrea Fremiotti, Marcin Borun, Bart Heynen, Andrea Francolini, Christian Vizl, Christopher Morris, Argus Paul Estabrook, Tam Ming Keung, Manel Quiros, Renee Capozzola, Dag Ole Nordhaug, Placido Faranda, Leslie Hall Brown, Pistolwish, Frederic Aranda, Claudia Hans, Clyde Butcher, David Bacon, David Zimmerman, Christiaan van Heijst, Andy Yeung, Karen Divine.

La mostra sarà composta da 45 stampe del concorso principale e da 12 stampe provenienti dai contest indetti in Cina, Filippine, Russia e Spagna.

In contemporanea, durante l’inaugurazione del Best of Show, a Magazzini Fotografici sarà presentato il volume “Climate Smart Evolution”, curato dalla ricercatrice Silvia Gaiani e dal curatore Hossein Farmani.

Il catalogo fotografico è un prodotto editoriale corale che unisce arte fotografica e prestigio scientifico a qualificate testimonianze di esperti coinvolti nella lotta all’emergenza climatica.

Il progetto ha come obiettivo quello di alzare la soglia dell’attenzione su una serie di temi, tra cui le emergenze climatiche, la sostenibilità ambientale, l’economia verde e circolare e le questioni energetiche. Vuole quindi facilitare la diffusione delle informazioni attraverso 40 immagini scattate da maestri della fotografia tra i più famosi a livello mondiale ed attraverso i testi che le accompagnano, scritti da Silvia Gaiani e frutto di un’appassionata ricerca nel settore della sostenibilità, della ricerca scientifica ed applicata.

La sezione fotografica presenta molte immagini della mostra Addressing Climate Change Legacy allestita da Hossein Farmani e Susan Baraz per i capi di stato a Parigi COP 21, la conferenza sul clima svoltasi a Parigi nel 2015. Sono immagini che testimoniano quanto di catastrofico sta avvenendo attualmente nel mondo.

Tra gli autori presenti nel libro:

Andrea Alessio, Artistide Economopoulos, Wangling, Brent Lewin, David Burdeny, Colin Finlay, Gerd Ludwig, Emmanuel Coupe-Kalomiris, Matthew Turley, Sebastião Salgado, Simon Harsent, Rudi Dundas, Steve McCurry, Yvonne De Rosa (founder e art director di Magazzini Fotografici), Jose Francisco, Kensuke Suzuki, James Balog, Paul Souders, Alixandra Fazzina, Johannes Frank.

24 - 26 novembre 2017
Inaugurazione: venerdì 24 novembre 2017, ore 19.00
Magazzini Fotografici
Via S. Giovanni in Porta, 32
Napoli

Lei, Armando

Un libro fotografico, un’autobiografia, un archivio unico in Italia che documenta la vita di una comunità di travestiti e transessuali attiva a Brescia a partire da fine anni Sessanta.

Fine anni Sessanta. Quartiere Carmine di Brescia, un luogo di delinquenza e prostituzione ordinaria, fino a quando non arrivano tre uomini dall’aspetto tutto femminile: sono Lea, Carlotta e Lora, le prime travestite bresciane a scendere in strada a battere. Le autorità provano in tutti i modi a fermarle: l’arresto, le multe, le diffide, il confino coatto; ma loro si insediano al numero 5 di vicolo Rossovera e ne fanno un bordello da tutti conosciuto come Casa delle Bambole.

Pian piano la palazzina si riempie di altre ondate di travestiti e transessuali, non sempre ben accetti: le vecchie leve vedono aumentare la concorrenza e i nuovi arrivati devono conquistarsi il diritto di prostituirsi sotto casa. Armando è uno di loro, si trasferisce in Casa delle Bambole appena diciannovenne e vi resta per un decennio, prendendosi poche pause: qualche trasferta lavorativa estiva, una breve parentesi in galera e due anni di matrimonio. Armando ha conosciuto i desideri più nascosti delle migliaia di uomini che salivano le scale dissestate al numero 5 di vicolo Rossovera e per più di dieci anni ha fotografato la vita tra quelle mura, i clienti che le frequentavano, le colleghe di lavoro e le amiche di una vita. Centinaia di immagini in bianco e nero e a colori, sviluppate dentro le mura di case scattate con diverse macchine.

IGOR Libreria di Bologna ospita la mostra “Lei, Armando” in occasione della nona edizione del Festival internazionale di cinema trans DIVERGENTI organizzato dal Mit, Movimento identità trans. La mostra “Lei, Armando” è già stata al Museo Nazionale della Fotografia di Brescia, alla libreria Ponchielli di Cremona e alla Galleria Artepassante di Porta Venezia (Milano) e dal 22 novembre sarà a Macao di Milano.

24 novembre – 9 dicembre 2017
Inugurazione: venerdì 24 novembre 2017, ore 18.30
Senape Vivaio Urbano
Via Santa Croce, 10/abc
Bologna

Gioele - La Mostra
24 novembre – 16 dicembre 2017
Inaugurazione: venerdì 24 novembre 2017, ore 18.30
Acta International
via Panisperna, 83
Roma

Sguardo Italiano 2. Alberto Sinigaglia

Nell’ambito del progetto Sguardo Italiano, a Pistoia, presso il Museo dell’Antico Palazzo dei Vescovi e a San Gimignano, presso la Galleria d’arte Moderna e Contemporanea “Raffaele de Grada” il 24 e il 25 novembre apriranno al pubblico due esposizioni dedicate al fotografo Alberto Sinigaglia organizzate da Opera Civita con il contributo del Comune di San Gimignano, del Museo dell’Antico Palazzo dei Vescovi e della Regione Toscana tramite il bando Toscanaincontemporanea2017. La mostra si inserisce in un progetto più ampio, Fenice Contemporanea, con il quale da anni si condivide, in Valdelsa, la valorizzazione e promozione dei linguaggi del contemporaneo.

La rassegna, Sguardo Italiano, curata da Elio Grazioli, inizialmente pensata per la Galleria di Arte Moderna e Contemporanea De Grada di San Gimignano si apre ora anche al Museo dell’Antico Palazzo dei Vescovi di Pistoia, nell’anno della Capitale Italiana della Cultura. Il progetto, dedicato ai giovani fotografi italiani, aveva ospitato nel 2016 una personale di Gloria Pasotti che si inseriva in un più ampio progetto di mostre dedicate alla fotografia, organizzate a San Gimignano, fra le quali le personali dei Maestri Eliot Erwitt, Franco Fontana, Robert Capa ed Henri Cartier-Bresson.

Creare sinergie fra i luoghi della cultura in Toscana deve essere un obiettivo per i nostri territori e così l’artista ha pensato due mostre che si svolgono in parallelo fra Pistoia e San Gimignano, due luoghi che vengono uniti idealmente dal pensiero dell’artista e messi in rete.

Fino a un certo momento, la fotografia è stata la prova della realtà e uno strumento di conoscenza oggettiva. Con la possibilità di manipolazione della stessa fotografia, è venuta meno questa convinzione ed alcuni hanno rinunciato all’oggettività o hanno accettato l’indebolimento della sua funzione conoscitiva, altri hanno pensato di rafforzarla con la testimonianza diretta o di correggerne le manchevolezze attraverso la “didascalia” e la spiegazione.

L’opera di Alberto Sinigaglia raccoglie questa doppia sfida: con il montaggio delle immagini – cioè il loro inserimento in un insieme, che sia un libro o un’esposizione – intende smascherare l’uso manipolatorio o censorio che è stato fatto della confusione o del nascondimento della differenza tra reale e finzione; con un uso differente e positivo inoltre ne recupera la funzione conoscitivo-immaginativa in versione visiva.

Per farlo la strategia è innanzitutto quella di far leva su tutte le caratteristiche, anzi i caratteri, e le possibilità dello strumento. E dunque, per esempio: ecco una foto documentaria, un paesaggio, una scena, un oggetto; poi ci sono materiali appropriati, cioè che l’artista ha rifotografato, materiali d’archivio, copertine o pagine di libri; ci sono anche fotografie di materiale fotografico, come scatole Kodak o di altra marca; ci sono foto di testi; ci sono foto in negativo, altre che sembrano rielaborate.

A Pistoia e a San Gimignano Alberto Sinigaglia accosta due ambiziosi progetti. Il primo è il cielo: Big Sky Hunting , l’altro è Las Vegas: Microwave City.

Lo sguardo al cielo, è utile ricordarlo, è forse l’inizio di tutto. Sugli astri si sono fatte le prime proiezioni del pensiero umano: le costellazioni, l’immaginazione di come fosse potesse essere costituito lo spazio siderale. Anche la fotografia ha scrutato il cielo e i suoi corpi celesti. Il primo è stato lo stesso Daguerre già nell’anno della consacrazione della sua invenzione. Sinigaglia ha compreso nel suo progetto l’immagine della copertina del libro di J. E. Gore, The Scenery of the Heavens, del 1890, uno dei primissimi di divulgazione delle “meravigliose scoperte” dell’astronomia. Come ha scritto l’artista insieme a Annalisa Ardinghi, si tratta di un “viaggio ai limiti”, ai limiti della rappresentazione, ai limiti dello spazio – e del tempo aggiungiamo –, ai limiti delle nozioni di verità e finzione, di realtà e di invenzione, ai limiti della conoscenza – sublime e scientifica, del mistero e della pretesa oggettiva –, ai limiti della fotografia stessa.

La “caccia” è questa, è questo. Dice l’artista: “Hunting, la ‘caccia’, rappresenta il bisogno quasi ossessivo dell’uomo di analizzare e controllare l’ambiente e lo spazio in cui è immerso. Il viaggio nel cielo è un viaggio anche propriamente dentro la fotografia, nell’infinitamente piccolo oltre che nell’infinitamente esteso, un’effettiva interrogazione totale, e un ritrovamento.

Nel secondo progetto Microwave City, la “città a microonde” è Las Vegas, una città singolare, quasi più immaginaria che reale, o città dell’immaginario, quello del gioco, dello spettacolo, del divertimento e del piacere, una città, come sostiene lo stesso artista “ effimera dove tutto deve essere facilmente e velocemente voluto-ottenuto-consumato, un luogo che per sua stessa natura è basato sulla messa in scena e sull’esasperazione e dove non è possibile creare una netta linea distintiva tra realtà ed artificio”. Così vediamo le tipiche “copie” di edifici famosi che caratterizzano Las Vegas, i casinò, le insegne, le pubblicità, le offerte sessuali, immagini e scritte sparse che decontestualizzate vengono fatte alludere ad altro, spesso al significato opposto a quello per cui sono state usate.

Il progetto su Las Vegas ha anche un altro motivo: cresciuta dal niente, ai margini del deserto, una delle prime attrazioni di Las Vegas in realtà furono i test atomici atomiche che si tenevano non lontani dalla città, tanto che i turisti accorrevano per vederli, e fotografarli, dalle terrazze delle camere d’albergo. Le diverse “nuvole” che fanno parte dell’insieme di Microwave City sono quelle delle esplosioni. Alberto Sinigaglia ha selezionato alcune immagini di test atomici dall’archivio di Los Alamos e le ha rilavorate “al fine di produrre innocue, morbide, misteriose nuvole sospese nel cielo”, dice. “La bomba è lì ma è mimetizzata, il fruitore ne può percepire la presenza, ma la bomba è nascosta dal potere mistificatorio della fotografia”. Il “microonde” del titolo allude anche a questo, al forno microonde che ciascuno ha in casa e che è un derivato della scienza dell’energia e della tecnologia militare. Così l’immagine di Microwave City, l’altra faccia di Las Vegas, è rielaborata come fosse “cotta” al microonde, e quasi radioattiva.

La mostra è curata da Elio Grazioli mentre il catalogo è dell’editore Sillabe.

24 novembre 2017 – 25 febbraio 2018
Museo dell’Antico Palazzo dei Vescovi
Via di Stracceria, 4
Pistoia

25 novembre 2017 - 4 marzo 2018
Galleria d’arte Moderna e Contemporanea “Raffaele de Grada”
Via Folgore da S. Giminiano, 11
San Gimignano
buster-dog-cloud-microwave-city-2016.jpgPh: Buster Dog Cloud -Microwave City, 2016 © Alberto Sinigaglia

Interno 12

Il Collettivo Interno si occupa di esposizioni estemporanee in spazi da rinnovare e per due giorni la casa in ristrutturazione di Francesca Orsi e Diego Barletti, ospita le mostre e installazioni di: Paolo Cardinali, Alessandro Ciccarelli, Dario Coletti, Ma Tha Micali, Novella Oliana, Barbara Palomba, Andrea Papi, Pamela Piscicelli Ferrante, Massimiliano Pugliese, Gaia Scaramella, Marco Soellner, Beatrice Squitti, Sveva Taverna, Francesco Viscụso, Yogurt Magazine.

orario visite
Sabato 25, ore 15.00 - 22.00
Domenica 26, ore 15.00 - 21.00

25 novembre – 26 novembre 2017
Casa in ristrutturazione di Francesca Orsi e Diego Barletti
Via Antonio Cerasi, 27
Roma
interno-12.jpg

Simone Sbaraglia: Sguardi sul Mondo - Oranghi

"Sguardi sul Mondo - Oranghi” è una mostra e un libro, edito da Bastioni Editori, che parlano di un animale in pericolo, ma anche della società in cui viviamo che ci porta sempre più lontano da ciò che siamo.

“Quasi Uguali” è il titolo di questa storia, perché l’orango è tra gli animali più simili all’uomo: condividiamo con loro circa il 97% del nostro patrimonio genetico. È un animale pacifico, curioso e divertente, nonostante le sue dimensioni e la sua forza.

Sopravvive oggi in poche aree protette tra Malesia ed Indonesia ed è purtroppo uno degli animali con il più alto rischio di estinzione (passato in pochi anni da Endangered a Critically Endangered nella red list della IUCN). La popolazione di oranghi è infatti diminuita di più del 50% negli ultimi 60 anni e le previsioni non promettono nulla di buono.

Simone Sbaraglia ci racconta in una mostra e un libro questo animale meraviglioso, la sua intelligenza, gentilezza e curiosità e la sua battaglia per la vita.


Inaugurazione: sabato 25 novembre 2017, ore 19.00 con presentazione libro
Emozioni Fotografiche
Via Francesco Amici, 8
Roma
22886256_10159415953915262_5897821396225537222_n.jpg

Patagonia di Niccolò Aiazzi / Stabilitas Loci di Giorgio Majno

In occasione della mostra della Camelia e dei Giardini d’inverno 2017, il Museo del Paesaggio – in collaborazione con MIA PHOTO FAIR di Milano – propone una doppia mostra fotografica. Protagonista degli scatti di Niccolò Aiazzi e Giorgio Majno è il paesaggio rappresentato nella sua potenza: gli scatti dei due fotografi ritraggono la poliedricità della natura incontrata durante viaggi alla ricerca del mistero del creato, in luoghi unici e magici, da proteggere e ammirare con umiltà. Niccolò Aiazzi presenta il ciclo fotografico dedicato alla Patagonia mentre Giorgio Majno un progetto sugli alberi secolari d’Italia.

PATAGONIA DI NICCOLO’ AIAZZI
“La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada” B. Chatwin, Viaggio in Patagonia
Per conoscere un paesaggio, il veicolo, il mezzo di trasporto, fa la differenza: il movimento e l’esperienza corporea e sensoriale che facciamo, cambia e assume ritmi diversi. Niccolò Aiazzi realizza questo reportage nel febbraio 2017 durante un lungo viaggio in motocicletta realizzato in Patagonia, tra Cile e Argentina: da Bariloche, attraverso gran parte della Carretera Austral e della Ruta 40, per poi terminare a la “fin del Mundo”, Ushuaia. Aiazzi ci racconta di territori selvaggi fatti di terra, di pietra, di legno di acqua e di ghiaccio, che scopriamo con lui straordinariamente vivi, sconosciuti e carichi di poesia. Paesaggi solcati e uniti da strade fatte dall'uomo, unico punto di riferimento nell’immensità che attrae e spaventa allo stesso tempo. Nelle sue immagini il paesaggio diventa un luogo pieno di dei, di storia, di miti, come di silenzio, un’opera d’arte creata per noi dalla natura. Luoghi fisici e metafisici, che trasmettono la forza e la potenza della natura ma allo stesso tempo la sua fragilità e i suoi limiti terreni. La Patagonia si rivela un luogo che fa parte della geografia di ognuno, anche di chi non c’è mai stato. Paesaggi purtroppo in pericolo, che rischiano di essere distrutti o compromessi dalla civilizzazione e dall'inquinamento del mondo industrializzato. In un momento storico tristemente caratterizzato da cambiamenti climatici epocali. Ora che la nostra specie rischia la propria vivibilità sul pianeta terra, il paesaggio da sfondo assume una centralità che è figlia della malinconia e di un senso di perdita e che richiede un profondo cambiamento di idee e di comportamenti. Ed è proprio la fondamentale coappartenenza di uomo e paesaggio a dettare uno dei precetti meno eludibili dei nostri tempi, ossia la responsabilità nei confronti dei luoghi.

STABILITAS LOCI DI GIORGIO MAJNO. ALBERI SECOLARI D’ITALIA
Foto di Giorgio Majno Progetto di Giorgio Majno e Oddina Pittatore
Questo progetto è nato dall’amore, che condivido con mia moglie Oddina, per gli alberi secolari, testimoni del tempo e della storia, esseri viventi che hanno saputo intessere un profondo rapporto di armonia con l’ambiente di cui fanno parte.
Abbiamo viaggiato per gran parte dell’Italia alla ricerca di questi patriarchi, affascinati dalle loro caratteristiche specifiche: dimensioni eccezionali, forme uniche, resilienza, rilevanza storica. Ma anche attratti dal loro equilibrio dinamico, in continuo cambiamento e trasformazione e dalla forza e dalla resilienza che esprimono.
Con un adattamento intelligente al ritmo stagionale, al cambiamento climatico, all’unicità geografica, gli alberi hanno sviluppato un’intelligenza specifica, molto diversa dalla nostra. Sono organismi sofisticati e complessi, le cui capacità sono ancora poco conosciute, ai quali ci siamo avvicinati con rispetto, in silenzio, ascoltandoli, prima di ritrarli.
Il lavoro è presentato con foto singole, dittici, trittici e polittici, per comunicare con maggiore intensità l’altezza, l’ampiezza e la tridimensionalità di queste sculture viventi. Ogni singolo albero è un ritratto unico.

Le mostre fotografiche saranno allestite presso il piano nobile di Palazzo Viani Dugnani – sede storica del Museo del Paesaggio, dal 25 Novembre 2017 al 14 Gennaio 2018. L’inaugurazione si terrà congiuntamente con quella della mostra della camelia - per il primo anno ospitata all’interno delle sale del Museo – Sabato 25 Novembre alle ore 10.30.
La mostra sarà visitabile tutti i venerdì pomeriggio dalle 14.00 alle 17.00 e il sabato e la domenica dalle 11.00 alle 17.00 con orario continuato. In settimana la sede sarà aperta su prenotazione per i gruppi e le scuole.

25 novembre 2017 - 14 gennaio 2018
Inaugurazione: sabato 25 novembre 2017, ore 10.30
Museo del Paesaggio
Palazzo Viani Dugnani - piano nobile
Via Ruga, 44
Verbania Pallanza

Delfino Sisto Legnani – Troppo freddo per te qui


Il titolo della mostra a cura di Emilia Giorgi, riprende il motto rivolto a Gheddafi dai Tuwwar, i ribelli insorti, durante la rivoluzione, con riferimento metaforico alle condizioni climatiche della Cirenaica. Il fotografo allestisce per l’occasione una installazione site specific che divide, attraverso una sequenza di immagini impresse su grandi tessuti, gli spazi della galleria.
Nel 2013, un anno dopo la rivoluzione libica del 2012 che ha portato alla destituzione e morte di Gheddafi, Delfino Sisto Legnani (Milano 1985) parte per la Libia, con la fotografa Giovanna Silva, per realizzare una campagna fotografica che documentasse lo stato delle architetture del regime dopo il suo crollo. Segue il percorso della rivoluzione, partendo dalla Cirenaica (Bengazi) per arrivare alla capitale, Tripoli, sede di tutti gli edifici amministrativi e residenza del regime, passando per Misurata, dove hanno avuto luogo gli scontri più cruenti.
Una piccola parte di questo ampio reportage viene pubblicato sul numero della rivista “Domus” dell’aprile 2013. A 4 anni di distanza, la galleria Campo presenta il lavoro del fotografo e artista milanese in una esposizione personale curata da Emilia Giorgi.
Il titolo della mostra, Troppo freddo per te qui, riprende il motto rivolto a Gheddafi dai Tuwwar, i ribelli insorti, durante la rivoluzione, con riferimento metaforico alle condizioni climatiche della Cirenaica. Il fotografo allestisce per l’occasione una installazione site specific che divide, attraverso una sequenza di immagini impresse su grandi tessuti, gli spazi della galleria. Esplorare la mostra significa per il visitatore accompagnare il fotografo, tappa dopo tappa, nel viaggio condotto in Libia. L’allestimento stesso diventa parte essenziale di questa esperienza, un percorso lungo i paesaggi incontrati, che a Campo si manifestano come grandi apparizioni. Il viaggio prende forma attraverso una selezione di fotografie che mostrano gli ambienti e le architetture abbandonate nella loro surreale quotidianità. Percorrendo lo spazio, abbiamo l’occasione di vedere gli edifici governativi distrutti e saccheggiati, in alcuni casi divenuti dimore temporanee per la popolazione, così come i grattacieli di grandi catene alberghiere americane mai inaugurate. Il fotografo incontra le architetture coloniali italiane del ventennio e grandi città di nuova fondazione mai completate, frutto di accordi tra Gheddafi e il governo cinese, che occupano il paesaggio della Cirenaica come luoghi fantasma disegnati da esoscheletri che sono stati teatro degli scontri durante la rivoluzione e ora sono solo tonnellate di cemento senza scopo. L’ultima tappa è la residenza del Colonnello, dove l’autore realizza forse gli scatti più suggestivi. Una vera città nella città, circondata dalle abitazioni di tutti i suoi collaboratori, fino ai luoghi in cui venivano ospitati i capi di stato di tutto il mondo. L’obiettivo è quello di offrire un punto di vista inusuale sul reportage di guerra, prendendo in esame gli effetti sulle architetture, grazie a una chiave linguistica maturata durante la sua formazione di architetto e nella esperienza di fotografo per alcune delle più importanti riviste di settore internazionali.
Alle immagini si alternano alcuni oggetti, raccolti durante il viaggio, come una copia del celebre Libro Verde che Gheddafi ha pubblicato nel 1975, stampato poi in milioni di esemplari in 53 lingue diverse.
La mostra fa parte del programma Passeggiate Fotografiche Romane, promosso dalla Cabina di regia per la fotografia del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, diretta da Lorenza Bravetta. Un programma che costruisce a Roma, per 3 giornate, cinque percorsi reali o metaforici, per scoprire insieme a personalità di eccezione luoghi e personaggi della fotografia attraverso mostre, incontri, visite guidate, archivi aperti, laboratori, performance, proiezioni e progetti inediti.

Biografia
Delfino Sisto Legnani nasce nel 1985 a Milano dove vive e lavora. Dopo la laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano, l’incontro con Ramak Fazel lo introduce al mondo della fotografia. Dopo una prima esperienza nello studio di Fazel, diventa membro dell’Associazione dei Giornalisti Italiani e inizia a lavorare come fotografo con alcune delle principali testate internazionali e riviste indipendenti quali Domus, Abitare, Elle Decor, Vogue Italia, Apartamento, Mousse Magazine, Disegno, Pin-up Magazine, The New York Times, Repubblica e Corriere Della Sera. Spaziando tra la fotografia di reportage, quella di architettura e lo still life, il suo lavoro è stato premiato ed esposto in musei ed istituzioni quali il Victoria & Albert Museum di Londra, La Triennale di Milano e in numerose gallerie e spazi espositivi quali Pomo Gallery (Milano, 2014), Il Crepaccio (Milano, 2014), MIA Art Fair (Milano, 2011). Nel 2012 e nel 2014 partecipa alla 13esima e 14esima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Architettura di Venezia. Nel 2015 cura per la Fondazione Prada di Milano il progetto fotografico corale Fragments, sviluppato con lo studio OMA, per esplorare l’edificio di Rem Koolhaas per la sede della Fondazione.
Nel 2017 fonda, con Giovanna Silva e Davide Giannella, MEGA, uno spazio indipendente dove trovano visibilità progetti artistici e culturali di difficile collocazione.
Il suo ultimo progetto è una casa editrice indipendente che vedrà la luce nei prossimi mesi.

Orario visite
Lun-ven, ore 10.00-18.00

25 novembre 2017 - 26 gennaio 2018
Inaugurazione: sabato 25 novembre 2017, ore 18.00
CAMPO
via della Marrana, 94
Roma

Olaf Otto Becker, Above Zero

MARCOROSSI artecontemporanea è lieta di presentare in anteprima a Milano, e in contemporanea nella galleria di Verona, la mostra personale del fotografo tedesco Olaf Otto Becker, dal titolo Above Zero.

Becker è un raffinato viaggiatore la cui abilità risiede nel narrare gli angoli più remoti e selvaggi del globo. In modo particolare documenta le tracce visibili e le conseguenze delle influenze umane nel paesaggio; nelle quali confluiscono complessità di natura: scientifica, politica e artistica, la cui analisi ha valenza ideologica. Dopo le premiate fotografie mozzafiato della costa della Groenlandia, del ciclo Broken Line (2003-2004) Olaf Otto Becker rivolge la sua attenzione all'interno dell'isola, nella sua serie Above Zero, realizzato nel 2007-2008. Questo secondo progetto in Groenlandia diventa un trekking avventuroso negli sconosciuti ghiacci per documentare i percorsi dei fiumi glaciali appena formati.

Seconda solo all'Antartide, la Groenlandia ha lo strato di ghiaccio continentale più spesso del mondo. Gli spettacolari ritratti di Becker in questa regione sono catturati con una macchina fotografica di grosso formato portata con sé durante percorsi fisicamente faticosi, a volte pericolosi per la vita tra le crepe glaciali e i flussi innevati. I suoi studi fotografici rivelano la straordinaria bellezza di questo paesaggio e documentano contemporaneamente la sua minaccia esistenziale, perché anche in questa regione completamente disabitata, le influenze umane hanno conseguenze fatali. La polvere e la fuliggine nell'aria sono neri depositi crostosi che, insieme al riscaldamento globale, accelerano la fusione degli strati di ghiaccio, creando risultati catastrofici inevitabili.

Un totale di 27 opere a colori, archival pigment prints su carta Hahnemuhle, suddivise tra le due gallerie (tra cui un dittico e due portafoglio di 17 e 18 immagini), documentano il progressivo scioglimento dei ghiacci e la nascita di nuovi flussi di acqua purissima. Ogni scatto, come in un set sperimentale e scientifico, è accompagnato da dati di geolocalizzazione GPS che mappano il percorso di quattro lunghi fiumi glaciali e restituiscono, allo stesso tempo, la natura estrema dell’impresa.

La fotografia di Becker è un ritorno ai fotografi intrepidi del paesaggio del XIX secolo. Come Muybridge, Watkins e O'Sullivan prima di lui, da quasi trent’anni, Becker prende la sua ingombrante camera 8 × 10 pollici e la colloca nella natura più selvaggia, inesplorata e spesso pericolosa, per catturare le sue vere glorie. Le immagini prodotte spesso tendono ad avere un impatto formale e nello stesso tempo profondamente contemplativo e lirico.

+ INAUGURAZIONE SPECIALE +
alla presenza dell'artista, sabato 25 novembre,
per tutta la giornata dalle ore 11:00 alle 19:30

+ APERTURA STRAORDINARIA +
domenica 26 novembre apertura straordinaria
della galleria dalle ore 11:00 alle 19:00

25 novembre - 27 gennaio 2018
Inaugurazione speciale: sabato 25 novembre 2017, ore 11.00 - 19.30
Galleria Marcorossi artecontemporanea
Milano

Sandro Becchetti - L’inganno del vero

A quattro anni dalla scomparsa si celebrano i temi principali della poetica fotografica di Sandro Becchetti.

La mostra ternana vuole ripercorrere l’intera attività artistica dell’autore romano, suggerendo nuove chiavi di lettura del suo lavoro, sia come fotografo che come scrittore, e lo fa attraverso un doppio percorso espositivo fatto di immagini e parole.

Oltre agli scatti già noti, come i ritratti dei principali protagonisti della cultura del XX secolo: Alfred Hitchcock, Andy Wahrol, Pier Paolo Pasolini, François Truffaut, Federico Fellini – le periferie della Roma “pasoliniana” e i paesaggi umbri – sono esposte dieci fotografie che Becchetti realizza alle Acciaierie di Terni negli anni Settanta, di cui alcune inedite.

Un progetto espositivo di Opera Laboratori Fiorentini con Indisciplinarte e promosso dal Comune di Terni, curato da Valentina Gregori e Irene Labella, con la collaborazione dell’associazione culturale Primavere Urbane e Sistema Museo.

25 novembre 2017 – 4 marzo 2018
CAOS | Centro Arti Opificio Siri
Viale Luigi Campofregoso, 98
Terni

Hall of Mirrors


Dagli archivi di ILEX Gallery, abbiamo messo insieme Hall of Mirrors, una “casa degli specchi” in cui l’elemento jazz della fotografia, dove ogni foto richiama alla successiva, crea una traiettoria d’immagini come se fosse una giostra. Ogni foto conduce a quella dopo, e a quella dopo ancora… Selezionate tra molte fotografie, le immagini di questa mostra riflettono connessioni dirette o casuali, alcune subconsce, altre volutamente ispirate alla storia dell'arte, come Durer e Rembrandt ispirano i ritratti di animali di Rory Carnegie, o i paesaggi marini di Davide Monteleone che sembrano rimandare a Rothko.

Con le foto di René Burri, Rory Carnegie, Nathalie Daoust, Rena Effendi, Jason Eskenazi, Maya Goded, David Alan Harvey, Vivian Maier, Davide Monteleone, Jan Rosseel, Marina Sersale, Angelo Turetta e Francesco Zizola.
A cura di Laura Mocci.

26 novembre 2017 - 2 Marzo 2018
Inaugurazione: domenica 26 novembre 2017, ore 16.00
ILEX Gallery@10b Photography Gallery
via San Lorenzo da Brindisi, 10b
Roma

  • shares
  • Mail