Panasonic Lumix DMC-GH3, prezzo contenuto e fotocameramen contenti


La Lumix DMC-GH3rappresenta il top della produzione Panasonic per quanto riguarda le apparecchiature fotografiche. Le caratteristiche infatti la mettono in competizione con l’altra top delle mirrorless e cioè l’Olympus OM-D E-M5 che però per il fatto di avere il monitor che non può essere ruotato a piacimento, come avviene invece nella Lumix DMC-GH3, risulta meno adatta alle riprese video.
E si perché la GH3 è fatta per i “fotocameramen” termine coniato da Ando Gilardi su Progresso Fotografico del dicembre 2008 quando recensì alla stregua di un libro il catalogo della Nikon D90, il primo apparecchio fotografico che realizzava anche video in HD. Secondo Gilardi da lì a poco il fotografo non avrebbe potuto produrre solo immagini “ferme” ma anche filmati visto che la copia cartacea dei giornali era in quel momento affiancata a quella digitale ma quest'ultima da lì a poco l’avrebbe superata ed il web vuole video mica foto, per non parlare dei servizi fotografici eseguiti agli sposi.

Cosa offre la GH3:


  • Corpo in lega di magnesio con guarnizioni contro polvere ed umidità per un peso inferiore ai 600 gr;

  • Sensore Live mos da 16,05 MP formato 4/3

  • Mirino elettronico e display orientabile da 3 pollici;

  • Ingresso per microfono esterno da 3,5 mm ed ingresso per le cuffie;

  • Formato video MPEG-4, AVCHD, H.264

  • Fotogrammi al secondo: 1920 x 1080 (60, 50, 30, 25 24 fps), 1280 x 720 (60, 50, 30, 25fps), 640 x 480 (30, 25fps)

Certo che il maggior numero di fotogrammi al secondo in modalità full HD che la macchina offre rispetto alle concorrenti faranno venire l’acquolina in bocca a chi ha bisogno di una buona qualità video senza spendere cifre astronomiche e se l’autofocus fa il suo dovere anche alle basse luci chi l’acquisterà non resterà deluso. Anche il parco ottiche utilizzabile sulla foto videocamera è nutrito, tra Panasonic ed Olympus oramai in formato micro 4/3 si trova tutto.

Per gli amanti del diaframma tutto aperto che vogliono emulare Stanley Kubrick e le sue riprese a lume di candela in Barry Lyndon rimane sempre la possibilità di acquistare con poche decine di euro anelli adattatori che consentiranno di utilizzare ottiche luminose prodotte da altre marche perdendo logicamente l’autofocus e l’automatismo del diaframma. E se il 12 mm f/2 Olympus non sarà abbastanza “largo” per le riprese potremo sempre fare qualche prova ed eventualmente far realizzare un aggiuntivo grandangolare che non ne riduca la luminosità. Anche Kubric lo fece sicuro che il leggero calo della qualità non sarebbe stato particolarmente evidente nel film.
Via| Panasonic

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