Images Of Change: quando la fotografia testimonia l'impatto dell'uomo sull'ambiente

Siamo in un periodo storico in cui la fotografia è diventata un mezzo di comunicazione talmente diffuso da risultare quasi scontato. La causa (o il merito?) di questo fatto sono senza dubbio i social, veicolo di informazioni immediate, regno di mode e costumi che si diffondono in maniera virale a partire dal nulla. E' il caso della "tenyearschallenge", cui sicuramente molti di noi avranno preso parte.

Effettivamente da quando esiste la fotografia è possibile rendersi conto in maniera più certa ed efficace dei cambiamenti: cambiano i posti, cambiano le persone, cambia il modo di vestire, cambiano le abitudini e cambia anche l'ambiente. Se nella maggior parte dei casi il cambiamento può essere accettato, o anche apprezzato in quanto la qualità della vita sta crescendo, nell'ultimo citato - quello dell'ambiente per intenderci - ci si dovrebbe porre qualche domanda.

Quella di Clickblog non sarà una #tenyearschallenge normale: andremo a vedere alcune delle immagini diffuse dalla NASA ed altri enti negli ultimi anni, testimonianze allarmanti del cambiamento climatico e dei suoi danni al pianeta.

 

 

Groenlandia: i ghiacciai Tracy ed Heilprin (1987 - 2017)


Sono i due maggiori ghiacciai della Groenlandia e defluiscono nell'Inglefield Bredning, un fiordo appartenente alla costa nord-occidentale. Tra gli anni '80 e '90 si ritiravano con una media di rispettivamente 38 e 36 metri ogni anno. Tra 2000 e 2014 la loro riduzione è aumentata in maniera vertiginosa: Tracy è arrivato a perdere annualmente ben 364 metri di estensione, Heilprin 109 metri. Entrambi i ghiacciai si stanno riducendo a causa del progressivo riscaldamento del mare: il primo dei due defluisce in un canale molto più profondo e sta subendo le conseguenze peggiori.

 

Ghiacciaio Qori Kalis, Perù (1978 - 2011)


Il più grande ghiacciaio della Quelccaya Ice Cap, la seconda area ghiacciata subtropicale al mondo per dimensioni, si trova nelle Ande, su un altopiano del Perù centrale a 5691 metri. Nel 1978 il ghiaccio stava ancora avanzando, negli anni successivi ha però iniziato a ritirarsi fino a scomparire quasi del tutto, lasciando al suo posto un lago di 86 ettari e 60 metri di profondità.

 

California: Ghiacciaio Lyell, Yosemite (1883 - 2015)


Una delle trasformazioni più impressionanti è quella del Ghiacciaio Lyell, che vediamo nella sua interezza in una immagine scattata nel 1883 da Israel Russell. La seconda immagine lo ritrae invece nel 2015, dopo aver perso circa l'80% della superficie che aveva nel diciannovesimo secolo. Per la NASA i ghiacciai dello Yosemite sono importantissimi indicatori dei cambiamenti climatici per via della loro estrema sensibilità alle condizioni ambientali: le immagini parlano senza bisogno di aggiungere altro.

 

Nevada: Walker Lake (1988 - 2017)


Il Walker Lake ha perso il 90% del suo volume nel giro di un secolo a causa degli insediamenti umani: il lago è alimentato dallo scioglimento primaverile delle nevi della Sierra Nevada e molta di quell'acqua viene deviata lungo il suo percorso per irrigare campi e pascoli. La diminuzione dell'afflusso di acqua dolce nel Walker Lake ha causato, oltre alla progressiva riduzione dell'estensione del bacino, un aumento del tasso di salinità, ad oggi circa la metà di quello del mare. La conseguenza è stata la perdita della gran parte delle specie di pesci che popolavano il lago, da 17 a soltanto 3.

 

Alaska: ghiacciaio McCarty (1909 - 2004)


Concludiamo questa piccola rassegna con il ghiacciaio McCarty, ritiratosi a partire dal 1909 di ben 15 km. E' questo un altro caso di completa trasformazione di un paesaggio, con i depositi glaciali sedimentati che si sono sciolti nel tempo, permettendo la crescita di vegetazione in una zona prima sterile.

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