Hasselblad: mezzo secolo fa si sbarcava sulla Luna

Hasselblad e la Luna: uno dei momenti più importanti nella storia dell'uomo documentato dal produttore di fotocamere svedese.

Gli anni dell'esplorazione spaziale riguardano forse uno dei capitoli più importanti della storia dell'uomo, anni in cui la competizione tra le due superpotenze si era spostata al di fuori dell'atmosfera terrestre mentre gli assetti mondiali stavano subendo uno stravolgimento importante. Il target di portare un uomo sulla Luna è stato raggiunto il 20 luglio 1969, nel pieno rispetto dei tempi del programma Apollo, avviato da Kennedy nel 1961 in risposta all'incalzare degli esperimenti Sovietici: proprio nei giorni che precedevano il famoso discorso del trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti, la navetta Vostok 1 aveva infatti portato in orbita Jurij Gagarin, primo uomo nello spazio. Dall'estate del 1961 al 20 luglio 1969, per poi proseguire fino al 1975 con altre 6 missioni, il programma Apollo ha portato a camminare sulla Luna ben 12 astronauti (foto in basso: Buzz Aldrin nel modulo Eagle).

In realtà la presenza di Hasselblad nelle esplorazioni spaziali inizia prima del programma Apollo. Fu infatti nel 1962, quando era ancora in corso il programma Mercury, che l'astronauta Walter "Wally" Schirra aveva suggerito alla NASA di utilizzare le medio formato Hasselblad per documentare le missioni. L'Agenzia Spaziale Americana non esitò ad accettare la proposta, anche perché la fotocamera che era stata utilizzata fino a quel momento non aveva restituito risultati soddisfacenti: furono acquistate diverse 500C, opportunamente alleggerite per poter essere portate nello spazio. Tra le principali modifiche troviamo la rimozione dello specchio e del mirino, la costruzione di un nuovo magazzino che contenesse un rullo da ben 70 pose ed una colorazione esterna in nero opaco, per evitare che la fotocamera si riflettesse nel vetro del suo stesso involucro. Inutile dire che gli scatti portati a terra da Schirra in seguito alla missione Mercury 8, nell'ottobre di quell'anno, ripresi durante le 6 orbite compiute attorno alla Terra, sancirono l'inizio di una proficua collaborazione tra la NASA ed il produttore Svedese.

Fu così che Hasselblad arrivò sulla Luna: l'Apollo 11 prevedeva infatti l'utilizzo della cosiddetta Hasselblad Data Camera (HDC), equipaggiata con un Carl Zeiss Biogon 60mm f/5.6 ed un magazzino da 70mm che conteneva un rullo Kodak da ben 200 pose. Questa fotocamera, montata sulla tuta spaziale di Armstrong all'altezza del petto, presentava tutti gli accorgimenti necessari ad affrontare le condizioni estremamente ostili presenti sulla superficie del nostro satellite, dove la mancanza di atmosfera determina una forte escursione termica: la HDC poteva operare in un range compreso tra -65 e +120 gradi centigradi. Una seconda camera, detta HEC (Hasselblad Electric Camera), era posizionata invece nel modulo Eagle al fuoco del classico Planar 50mm f/2.8. Un dato particolarmente indicativo è il fatto che siano state portate sulla Luna ben 12 Hasselblad, come 12, l'abbiamo già detto, sono stati gli uomini che vi hanno camminato.

La storia di Hasselblad dunque vede nella conquista della Luna una pagina importante, che sarà commemorata con un evento proprio il 20 luglio, esattamente a 50 anni di distanza dal più grande passo dell'umanità.

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