Obscura: il surrealismo di Simon Hjortek

Obscura: il surrealismo di Simon Hjortek

Vecchie televisioni, sigarette, una palestra dallo stile retrò, angurie. La fotografia intesa come arte non si limita agli "standard" (vuoti e facili da emulare) che girano nella nostra home di Instagram: talvolta una certa componente soggettiva prevale, con messaggi e suggestioni che scaturiscono dall'inconsueto, per dar vita a qualcosa di veramente interessante.

Ed è proprio nel vedere l'accostamento di elementi che appartengono a sfere diverse della vita umana, cioè che non hanno tra loro correlazioni evidenti, che si manifesta nello spettatore una certa curiosità. Quel punctus, come lo definirebbe Barthes, è certamente presente nella fotografia dello svedese Simon Hjortek, più precisamente nella sua serie intitolata "Obscura".

Un concept che rientra nei canoni del surrealismo, dove ogni cosa perde la sua connotazione, la propria identità originaria, per costituire un insieme nuovo, con nuovi significati. Vediamo così, nell'atmosfera un po' nostalgica e talvolta evanescente di una vecchia palestra, soggetti quasi privi della loro identità che interagiscono con oggetti di tutti i giorni: una televisione o un carrello portavivande, mangiando tagliatelle o fumando sigarette (addirittura tre).

Il tutto è immerso in una visione chiara, senza eccessivi contrasti, dove il posizionamento degli elementi ha una coerenza (non è certamente casuale) e dove la cura dell'illuminazione, non nascondendo nulla allo sguardo dello spettatore, non crea ostacoli all'interpretazione ed alla fantasia. Una serie che, forse in maniera piuttosto forzata e faziosa, ci sembra il risultato di un paradossale incontro tra Man Ray e Wes Anderson. Immagini utilizzate con licenza CC 4.0. Potete vedere la serie completa qui.

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