Nikon Photo Contest 2018-2019: la fotografia che parla

Ecco tre immagini molto significative nella selezione finale del Nikon Photo Contest 2018-2019.

Lo scorso ottobre si sono aperte le candidature per uno dei concorsi fotografici più importanti e longevi poiché inaugurato nel lontano 1969: il Nikon Photo Contest.

Il concorso, giunto dunque al suo cinquantenario, in questa edizione ha toccato il suo record di partecipazioni, con circa 33 mila artisti che, da 170 paesi, hanno inviato ben 97369 scatti. Tre le categorie: Open, Next Generation e Short Film. La terza rappresenta una novità, introducendo la possibilità di partecipare con un corto, le altre due riguardano rispettivamente l'idea di "cambiamento" e quella di "identità", quest'ultima è inoltre, come dice il nome ("Next generation"), destinata a fotografi di 25 anni o meno di età. Le fotografie vincenti sono state selezionate da una giuria internazionale di artisti e critici, i quali si sono espressi in base a criteri che considerano vari aspetti, dalla tecnica al linguaggio fino al messaggio trasmesso dalle opere. Per ogni categoria abbiamo un podio con oro, argento e bronzo: proprio a partire dai primi premi delle categorie sarà estratto il "Grand Prize Winner", che sarà annunciato nella cerimonia che si terrà a Tokyo il 23 agosto.

Queste immagini rappresentano talvolta storie molto toccanti, come "Alma and Alzheimer's", vincitrice del Gold Prize della categorie Open come immagine singola, scattata da Jason Parnell-Brookes (UK). Una fotografia che racconta in pieno la storia di Donald e sua moglie Alma, lui novantenne, lei di 84, con alle spalle un matrimonio di 60 anni. Dopo una convivenza segnata dallo stress post-traumatico riportato dall'uomo in seguito al rientro dalla Seconda Guerra Mondiale, la coppia ha dovuto affrontare la malattia di Donald, morbo che paradossalmente l'ha trasformato nuovamente nell'uomo placido che era prima di intraprendere la guerra. Nello scatto un momento di convivenza quotidiana: lei che cena e lui, in secondo piano, su una poltrona.

Nella categoria Open è stata designato anche un primo premio per una Photo-Story, realizzata dall'indonesiano Thaib Chaidar, che racconta l'operazione alla cataratta ricevuta da Sorina Ullo, il cui esito positivo le ha restituito la vista. Il tutto si svolge in un'area remota della Papua.

Passando a Next Generation, lo scatto di Sara De Antonio Feu ritrae Ayimpoka, una bambina albina che vive in Ghana. L'albinismo è, ancora oggi, in Africa, motivo di discriminazione ed atti di violenza a causa della sua connessione, nell'immaginario popolare locale, alla magia ed alla stregoneria. A ciò si aggiunge la fragilità della pelle che, chiara, è maggiormente soggetta a scottature se esposta al sole per troppo tempo. A casa di Ayimpoka, come scrive l'autrice, ognuno le dona protezione, con l'aiuto di una ONG locale. Si tratta solamente di alcune delle immagini selezionate, da cui tuttavia emergono messaggi di speranza, di cambiamento e forse, come negli ultimi due esempi, anche di ottimismo. Tutto ciò a dimostrazione del fatto che la fotografia è un potente mezzo di comunicazione, un mezzo che produce emozioni e che trasmette messaggi, che colpisce e ferisce nella maniera diretta in cui presenta la realtà: queste immagini hanno tutte una storia, che ne conferisce un valore diverso, ma altrettanto importante, rispetto alla fotografia più stereotipata, velata, estetica, perfezionista, a cui siamo oggigiorno abituati.

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