La radioattività delle lenti al torio misurata con un contatore Geiger

La ragione del costo elevato delle ottiche sta nella produzione delle lenti, realizzate con materiali che ne assicurino caratteristiche ottimali. Le lenti più pregiate utilizzano le cosiddette "terre rare", ovvero tra le materie prime troviamo dei minerali poco frequenti in natura. Prima che le recenti legislazioni vietassero l'uso di sostanze potenzialmente nocive, venivano utilizzate anche sostanze radiattive.

Quindi tra le sopracitate "terre rare" poteva esserci il lantanio, l'uranio, il cerio oppure il torio. Quest'ultimo era utilizzato negli anni '70 dalla Pentax per realizzare la lente posteriore del 50mm f/1.4 Super-Multicoated Takumar (S-M-C Takumar), dato che l'ossido di torio aggiunto al vetro permette di creare lenti con alto indice di rifrazione e dispersione molto bassa. Però molto chiaramente la Pentax suggeriva ai clienti di non tenerlo vicino al corpo per troppo tempo.

Come potete vedere nel video in apertura il contatore Geiger dimostra che non si tratta di una precauzione inutile, in quanto rileva un livello di radioattività decisamente superiore a quella ambientale. In ogni caso il Pentax Takumar è una lente tra le più apprezzate, proprio grazie alle sue ottime caratteristiche ottiche. Per chi volesse approfondire l'argomento gli suggerisco di leggere questo interessante articolo su Nadir.

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