In posti solitari con Gregory Crewdson

Gregory Crewdson, \'Untitled (Shane)\', 2006 © Gregory Crewdson. Courtesy Gagosian Gallery

Il mondo è pieno di posti solitari pronti ad accogliere l'inquietudine del mondo, quanto l'universo fotografico di Gregory Crewdson in mostra al Centre for Contemporary Photography di Melbourne con In a Lonely Place, dal titolo ispirato all'omonimo film noir di Nicholas Ray, e un tour di alienazione e solitudine che la curatrice Estelle Af Malmborg ha selezionato dalle serie Fireflies (1996), Beneath the Roses (2003-2008) e Sanctuary (2010), con il video Field Notes (2009) in esclusiva.

Un universo sospeso tra realtà e fantasia, che trasforma i paesaggi urbani anonimi nei sogni inquietanti di Beneath the Roses, costruiti come un film sulla natura umana che non lesina il mistero del quotidiano, la sinistra normalità del banale e quello che resta in agguato nella radura, nel sobborgo, con tanto di scenografie, parco luci, tecnici di produzione, truccatori ecc.

Un mondo di set surreali che entra nelle ‘cattedrali di vuoti’ di Sanctuary, nutrendosi delle calma pervasa di mistero che avvolge i teatri di posa abbandonati degli Studi di Cinecittà, tra relitti di sogni e impalcature fantasmatiche.

Anche le lucciole dalla natura eterea, che scaldano la notte con le loro scie luminose e Fireflies con la suggestione, trasfigurano un paesaggio pronto ad edificare l'immaginazione con sensazioni e stato d'animo, da quelle più romantiche alle apparizioni più inquietanti.

L'universo generato dall'obiettivo di Gregory Crewdson, perso lungo la linea di confine tra realtà e finzione, l'artificio dei tableaux vivants e il realismo delle vestigia artificiali dell’universo cinematografico, bellezza e decadenza, resta in mostra nella galleria australiana fino all'11 novembre 2012.


Via | Le Journal de la Photographie

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