Olympus OM-D E-M5, la recensione della migliore micro quattro terzi sul mercato

Olympus OM-D E-M5 recensione

Riallacciarsi alla tradizione è spesso una carta vincente. Specialmente nell'ambito del design. Nel settore dell'automobile non è una novità. I remake della Mini, del Maggiolone e della Cinquecento sono dei successi sotto gli occhi di tutti. Nel mondo della fotografia abbiamo visto un effetto simile con il lancio della Fujifilm X100, che con le sue linee classiche ha fatto innamorare tantissimi fotografi.

La stessa idea è stata sfruttata nella progettazione della mirrorless Olympus OM-D E-M5, che richiama le linee e quindi il nome della gloriosa Olympus OM degli anni '70. Al design si abbina un comparto tecnologico innovativo, tra cui spicca la stabilizzazione su 5 assi, che riguarda non solo gli spostamenti verticali ed orizzontali, ma anche le rotazioni.

Grazie alla Polyphoto ho potuto provare a lungo questa bella mirrorless. Dopo il salto potete leggere in dettaglio le mie impressioni.

Olympus OM-D E-M5 recensione
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DESIGN ED ERGONOMIA

La Olympus OM-D E-M5 è davvero bella. Le linee sono spigolose e trasmettono una sensazione di solidità. Sensazione confermata dai materiali di eccellente qualità. Usarla è poi un piacere: i "clic" delle ghiere ricordano per l'appunto il feeling delle fotocamere di qualche decennio fa. L'impugnatura è salda ed agevolata dall'ampio appoggio per il pollice. Per le mie mani grandi manca invece un appoggio per anulare ed indice, ma volendo si possono aggiungere le due impugnature aggiuntive, una frontale ed una inferiore. Sempre per le mie dita alcuni tasti sono un po' troppo piccoli e quindi scomodi, come quello per rivedere gli scatti. I tanti tasti permettono però di evitare al massimo l'uso dei menù: ottima in questo senso la presenza di due tasti funzione programmabili. Inoltre c'è il monitor da 3" di tipo tattile: possiamo usare la punta del dito per mettere a fuoco, per scattare e per tanti altri scopi. Il monitor è orientabile, ma solo verticalmente, scelta discutibile dato che con un minimo sforzo si sarebbe potuto installare quello presente sulla Olympus E-5. Io in ogni caso ho quasi sempre usato l'ottimo mirino elettronico, che si attiva appena si avvicina il volto, grazie ad un sensore di prossimità. Non manca la slitta standard per flash esterni, indispensabile nell'uso in sala posa. Manca il flash incorporato, ma in caso di necessità si può usare il piccolo illuminatore fornito di serie. Io durante la prova l'ho tenuto quasi sempre montato, dato che le ridotte dimensioni non creano particolari problemi. Inoltre risulta molto facile attivarlo e disattivarlo: basta sollevarlo manualmente per accenderlo e ripiegarlo per spegnerlo. Ho anche apprezzato l'ergonomia dello zoom fornito per la prova, l'Olympus M. Zuiko Digital 12-50mm 1:3,5-6,3, dotato di ghiera posizionabile a pompa su tre posizioni: zoom manuale, zoom motorizzato, macro. Sul barilotto troviamo poi un'ulteriore tasto funzione, ovviamente personalizzabile. Peccato solo per la lunghezza che compromette la compattezza e quindi trasportabilità della mirrorless: io vedrei meglio come ottica kit un fisso pancake, come il vecchio Olympus M. Zuiko Digital 17mm 1:2.8.

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IMPRESSIONI D'USO

Usare la Olympus OM-D E-M5 è davvero piacevole, perché tutto funziona senza intoppi. L'autofocus è preciso e veloce anche in condizioni di scarsa illuminazione, il ritardo allo scatto è praticamente inesistente. L'otturatore meccanico pur essendo percepibile ha un tono basso, poco metallico, che consente di scattare senza essere notati. Esposimetro e bilanciamento del bianco funzionano correttamente. Davvero impressionante lo stabilizzatore meccanico a livello di sensore, che si vede sia in fase di ripresa che in fase di scatto. La sua presenza è avvertibile anche per il continuo leggero ronzio che proviene dalla macchina. Purtroppo non ho potuto verificare al meglio quanto la stabilizzazione influisca sul consumo delle batterie, in quanto a causa di un disguido la fotocamera in prova mi è stata fornita con una batteria non funzionante, costringendomi ad usare dei prodotti compatibili. In ogni caso con quest'ultime ho realizzato tranquillamente oltre duecento scatti, in una settimana e con un'unica carica.

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QUALITÀ IMMAGINE

Le fotocamere Olympus, indipendentemente se compatte, bridge o reflex, sono ben note per il loro file JPG "pronto all'uso". La Olympus OM-D E-M5 restituisce infatti un file già ottimizzato per essere immediatamente utilizzato, rendendo puramente personale la scelta se ricorrere all'elaborazione del RAW. Come potete vedere nello scatto di confronto, dettaglio e contrasto sono praticamente identici tra JPG e RAW. Unica differenza è a livello di saturazione e tonalità, leggermente abbondante e tendente al caldo nel JPG, ma è una caratteristica che sto riscontrando spesso nelle impostazioni standard delle fotocamere immesse nel mercato di recente. A chi non piace basterà correggere per l'appunto saturazione e tonalità tramite le impostazioni della fotocamera. La pulizia agli alti ISO è ottima fino agli 800 ISO. Dai 1600 ISO fino ai 6400 ISO abbiamo comunque scatti perfettamente utilizzabili anche per stampe di medie dimensioni, dato che il rumore viene tenuto bene sotto controllo, pur se a discapito dei dettagli più fini. Le sensibilità più alte sono invece da considerarsi utili solo per le emergenze. Sono in ogni caso ben lontani i tempi dei primi sensori quattro terzi, che avevano proprio nel rumore alle alte sensibilità il loro tallone d'Achille. Ottimo infine il comportamento dell'ottica Olympus M. Zuiko Digital 12-50mm 1:3,5-6,3, che mi ha restituito immagini nitide e ben corrette anche ai bordi, indipendentemente dalla focale in uso. La nitidezza è buona già a tutta apertura, mentre lo sfuocato, anche se non sempre facile da evidenziare data le aperture in gioco, rimane sempre piacevole.

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CARATTERISTICHE SPECIALI

La Olympus OM-D E-M5 oltre alle classiche funzioni fotografiche è arricchita dai simpatici Art Filter, permette di effettuare raffiche di 9 fotogrammi al secondo, e può ovviamente effettuare riprese video Full HD. Quest'ultime sono supportate da un tasto dedicato, dallo stabilizzatore e dallo zoom motorizzato dell'ottica, che evita ancora di più spostamenti involontari trasmessi dall'utente alla fotocamera. Per chi pensa di fotografare in condizioni avverse sarà interessato alla completa tropicalizzazione, che protegge il corpo da polvere e spruzzi.

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COSA CHIEDEREI DI PIÙ

Davvero difficile chiedere qualcosa di più alla Olympus OM-D E-M5, tanto che ho intitolato questa recensione attribuendole personalmente il fregio della "migliore micro quattro terzi sul mercato". A voler sognare sarebbe comunque bello vedere una OM full frame, ma la Olympus ha più volte dichiarato di non voler investire al momento in questa direzione.

CONCLUSIONI

La Olympus OM-D E-M5 è un'ottima macchina, bella da vedere, ancora più bella da utilizzare. Chi cerca una fotocamera compatta, specialmente se abbinata ad un'ottica pancake, troverà in questa Olympus un'ottima scelta, che non gli farà rimpiangere le più voluminose e pesanti reflex tradizionali. Il fatto poi di poter utilizzare le ottiche costruite dalla Panasonic, tra cui alcune anche firmate Leica, rende il sistema ancora più interessante.

Per concludere ecco riassunto cosa mi è davvero piaciuto e cosa non:

Piace:

- estetica e materiali
- velocità e precisione autofocus
- stabilizzatore su 5 assi
- qualità immagine

Non piace:

- alcuni tasti troppo piccoli
- monitor non completamente orientabile

Voglio ringraziare infine la modella Benedetta Rusticucci per aver posato negli scatti di prova, nonché il mio collega Andrea Corsi per avermi procurato le batterie necessarie per alimentare la fotocamera.

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