Leica Monochrome e 50 mm f/2 APO prime impressioni


È appena arrivata la Leica Monochrome con il 50 mm f/2 APO.  La prima cosa che faccio e mettere sotto carica la batteria e subito dopo prendo in mano il manuale di istruzioni la cui copertina è realizzata in cartoncino nero con finiture seta lucida molto elegante. Solo che è scritto in inglese e tedesco. Vabbè!

Evito quindi di leggerlo e aspetto che si carichi la batteria per iniziare a capirci un po’ di più e osservo due tra gli oggetti più desiderati o odiati dai fotografi. E si perché le Leica a telemetro o si amano o si odiano, i compromessi non sono possibili. Io per un periodo le ho amate avendo  comprato, e molto usato, la mia prima e unica Leica, una M2 prodotta  nel 1962, nel 1996 (pagandola 1.600.000 delle vecchie lire) per rivenderla nel 2004 per acquistare la mia prima reflex digitale.Chi è abituato alla visione reflex troverà molto scomodo dover inquadrare avendo come riferimento delle cornicette che se si riducono sempre di più usando dei tele. Le Leica a telemetro sono fatte per i grandangolari moderati , il 28 mm ed il 35 sono perfetti il 50 mm è secondo me la focale più lunga da poter utilizzare facendo reportage. Qualcuno dice che il corpo macchina Leica è solo qualcosa per attaccarci su un 35 mm summicron. E poi che seccatura il caricamento della pellicola. Avete provato a caricare una M2 (per non parlare delle Leica a vite) avendo fretta? Provateci e poi guarderete con occhio diverso le vostre reflex analogiche made in Japan.

Presa in mano la Monochrome ci si rende conto che Leica ha voluto continuare su alcune cose che, malgrado scomode,  la caratterizzano e quindi per inserire la batteria e la scheda SD devo rimuovere il fondello proprio come facevo con la mia M2 per inserire la pellicola. Quindi se con una mano tengo la macchina con l’altra dovrò sostituire la scheda tenendo in mano il fondello. Non è il massimo della comodità se si ha fretta.

Appena carica la batteria la inserisco, inserisco scheda SD innesto l’obiettivo e accendo la macchina. Capisco che il manuale di istruzioni è un accessorio inutile. Il menù è molto intuitivo e poi c’è poco da regolare, imposto subito “italiano”, sensibilità “320” e il formato DNG+JPG fine. Metto l’occhio al mirino per notare che, come prevedibile, non mi viene indicato il diaframma che sto usando ma solo il tempo d'esposizione se lavoro a priorità di diaframma o due freccette, se lavoro in manuale, che mi indicano se sto sovraesponendo o sottoesponendo ed un pallino rosso che si accende per comunicarmi che l’esposizione è corretta.

Inserendo scheda da 8 GB la macchina mi dice che potrò scattare 181 foto. Consulto l’elegante manuale  e leggo  che con la batteria a piena carica scatterò al massimo poco più di 300 foto,  basterà acquistare scheda sa 16 GB per stare tranquilli. Ma scattare con una Leica fa diventare parsimoniosi e quindi non penso di avere problemi.

Il mirino è molto luminoso e mettere a fuoco è un vero piacere. Abituato alla eccessiva fluidità delle ottiche autofocus quando vengono usate in messa a fuoco manuale il 50 mm all’inizio sembra un po’ duro ma è meglio così per mettere a fuoco con precisione visto anche che l'obiettivo mette a fuoco da infinito a 70 cm con una rotazione di circa 90°. Sicuramente un uso “professionale” renderebbe la messa a fuoco più morbida. Una volta ho visto Sebastiano Salgado usare Leica M sul campo, era a Badolato il paese della costa ionica catanzarese dove erano sbarcati dei profughi curdi (parlo del 1998) ma vi viene difficile oggi immaginarlo con in mano una Monochrome in una simile situazione. E poi ricordo la fluidità del mio 35 mm f/2 summicron (sacrificato insieme alla M2).

Scatto e …. Il rumore non è quello a cui ero abituato per colpa delle tendina metallica. Cari leicafeticisti dimenticate il soffio della tendina in tela delle vecchie Leica M. Uno scatto silenzioso è stato barattato con  sincroflash veloce ed un tempo di 1/4000 e quindi la tendina deve essere metallica ed a scorrimento verticale (possiedo anche una  Konica Hexar RF che ha la tendina metallica a scorrimento verticale ed il rumore al momento dello scatto è lo stesso).

I progettisti hanno previsto la possibilità di avere uno scatto più silenzioso impostando dal menù "Scatto" la macchina su soft, discreto o discreto+soft. Nell'uso pratico però non mi sembra il problema rumore "sonoro" migliori molto se non impostando su scatto "singolo",

Per ora basta. A breve altre considerazioni.

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