Dietro lo sguardo di Daniela V.

01 Hellzapoppin

Daniela V. è un piccolo mistero con una grande passione per la fotografia, per le emozioni e sensazioni che questa gli consente di cogliere e manifestare, per le Polaroid e gli sguardi analogici. Da giovane fotografa autodidatta, sensibile alla psicologia che osserva e analizza ogni nostro gesto, pensiero o emozione, Daniela si augura di riuscire a tradurre e sentire quello che il mondo dice e mostra, sente e sogna, grazie anche ad un obiettivo puntato su tutto quello che la circonda.

I suoi scatti, concentrati sulla carica emozionale dell’esistenza, che sa investire il nostro sguardo, un campo di grano, un fiume che scorre ineluttabile o le ossessioni compulsive, animano il suo profilo Carbonmade e Deviantart. Se siete curiosi di svelare il piccolo mistero che aleggia intorno alla sua identità, date un’occhiata a pagina 18 di Bulb Magazine n.9 e alla sua Hellzapoppin'. Curiosi? Io si! Quella che segue è la nostra chiacchierata.

Daniela V. ... La maggior parte dei fotografi mantiene la propria identità anagrafica nella sua interezza, per quanto impronunciabile o bizzarra, la tua al contrario è ammantata da un alone di mistero, da cosa ha origine questa scelta?
Ho scelto di scrivere solo l’iniziale del mio cognome per comodità, dal momento che ho la “brutta abitudine” di firmare le mie foto e per rendere il mio nome più semplice da ricordare.

Indipendentemente dal modo in cui ti percepiscono gli altri, chi è Daniela V. e cosa caratterizza il tuo stile fotografico?
Innanzitutto tengo a precisare che non sono una fotografa professionista, nel senso che non ho mai frequentato scuole o corsi, sono una ragazza di 25 anni, studentessa di Psicologia con una grande passione per la fotografia e attraverso quest’arte cerco di esprimere il mio modo di guardare alla vita, le mie emozioni e soprattutto il mio stato d’animo. Ecco perché penso che in realtà la mia fotografia non è caratterizzata da uno stile in particolare, credo piuttosto che sia in continua evoluzione. Lo stile delle mie foto cresce con me e rispecchia l’umore dell’istante in cui le ho scattate.

Facendo un passo indietro, ci racconti quando e com’è nata la tua passione per il linguaggio fotografico?
Ho cominciato ad appassionarmi alla fotografia più o meno all’età di 10 anni, avevo diverse macchine analogiche che utilizzavano i miei genitori, ma il vero colpo di fulmine è stato per la Polaroid Supercolor che mi ha regalato il mio papà. Da quel momento la fotografia si è letteralmente impossessata di me, scattavo foto a chiunque e a qualunque cosa, ti lascio immaginare quanto fossero pentiti i miei genitori di avermi insegnato ad usare quelle macchine fotografiche, dal momento che spendevano una fortuna in rullini e stampe.

Quali sono le tue migliori fonti d’ispirazione, qual è il tuo immaginario di riferimento?
Tutto ciò che mi circonda diventa per me fonte d’ispirazione, spesso scatto foto ad oggetti all’apparenza insignificanti o banali, ma che in certi contesti e con la luce giusta riescono a diventare “magici” ai miei occhi.

Cosa cerchi nei tuoi soggetti, nelle tue fotografie e soprattutto cosa ci trovi?
Cerco sempre la spontaneità, di cogliere quell’attimo che magari non si ripresenterà mai più; ma devo ammettere che non sempre riesco a trovarlo, soprattutto se i soggetti sono persone. Sai bene che quando ci si trova davanti ad un obiettivo si perde tutta quella naturalezza con cui si affronta la vita ogni giorno.

Cosa c’è di te nelle tue foto?
A volte c’è tutta me stessa nel vero senso della parola, visto che mi offro spesso come modella, eheh, colgo comunque l’occasione per fare un appello a chiunque voglia fare da “cavia da obiettivo” contattatemi… scherzi a parte, devo dire che ogni singolo scatto rispecchia sempre il mio stato d’animo, allegro o triste che sia.

C’è una foto alla quale sei particolarmente legata?
Forse sembrerò presuntuosa, ma sono legata a tutte le mie foto, perché in ognuna c’è un ricordo particolare, c’è uno scorcio della mia vita, è chiaro che alcune le trovo particolarmente riuscite, altre meno.

La cosa più bella del mondo da fotografare?
Ci sarebbe un bell’elenco da fare, è difficile sceglierne una…ehm, potrei dirti il sorriso di qualcuno in un momento di gioia, un fulmine a ciel sereno, una scivolata di qualcuno che detestiamo, eheh, sono davvero troppe.

C’è qualcosa che non fotograferesti mai, per niente al mondo?
Al momento posso dirti che i fetish portrait e il nudo non fanno per me, ma nella vita, come si dice, mai dire mai…

Quando rivedi le tue vecchie fotografie, cosa pensi?
Alcune le trovo insensate, altre di una pessima qualità, altre ancora orribili sotto tutti i punti di vista, però ce ne sono alcune che continuano a stupirmi e a piacermi, forse più di quando le avevo scattate.

Cos’è la fotografia per te?
E’ un’arte attraverso cui è possibile esprimere tutto ciò che si vuole, pensieri, sentimenti, creatività…and the list goes on

Fotografi per … ricordare, immortalare, esplorare o per spingerti oltre?
Fotografo prima di tutto per esprimere ciò che ho dentro, per dare voce alla mia creatività e sicuramente per tutti gli altri motivi che hai citato.

Quando hai deciso di passare dall’analogico al digitale?
Fosse per me fotograferei ancora solo ed esclusivamente in analogico, ma oggi è diventato un po’ troppo dispendioso, comunque faccio ancora tante foto in analogico, quindi in teoria non mi sono ancora decisa… infatti, la prima digitale non l’ho neppure scelta io, è stato un regalo dei miei. Credo risalga a 6 o 7 anni fa, una Polaroid. Poi sono passata ad una Nikon coolpix e finalmente sono arrivata ad una reflex Canon.

Da fotografo cosa non puoi proprio fare a meno di portare sempre con te?
Ehm, la fotocamera, ahah, no dai, credo delle memory card di scorta visto che scatto più foto io in 1 ora che David Lachapelle in tutta la sua vita e una batteria di riserva.

Che mi dici della tua attrezzatura fotografica?
Attualmente lavoro quasi sempre con una Canon 1000D e obiettivi a seconda delle esigenze, spesso utilizzo Photoshop cs3 per piccole correzioni.

Come hai scelto la tua prima macchina fotografica?
La prima che ho scelto è stata una Nikon coolpix e l’ho scelta più che altro in funzione del mio budget, comunque volevo una compatta da poter portare ovunque andassi e che non fosse ingombrante ma al tempo stesso volevo che avesse delle caratteristiche che in una compatta non avrei mai potuto trovare. Risultato? Chi si accontenta gode e devo dire che mi sono resa conto che non è la fotocamera a fare il fotografo, si possono ottenere dei bellissimi scatti anche con una macchina dalle capacità ridotte.

Come concili quotidianità e fotografia?
Credo che ormai la fotografia faccia parte della mia quotidianità, non esco senza portare con me la fotocamera e ovunque mi trovo cerco di scorgere qualcosa di interessante da catturare, spero comunque che un giorno possa diventare la mia quotidianità, magari trasformando questa passione in un vero e proprio lavoro.

Progetti futuri o sogni nel cassetto?
Progetti futuri…organizzare un’esposizione fotografica, sogni…troppi, sono una sognatrice incallita, primo fra tutti realizzare un photobook, poi vedere pubblicati i miei lavori su qualche grande rivista e…forse sto esagerando…?

Cosa vivi la tua dimensione non solo professionale di creativa e fotografa italiana?
Trovo sia una gran bella soddisfazione per me essere contattata da persone che hanno visto le mie foto e vogliono magari anche solo complimentarsi con me, chiedermi dei consigli o info su come ho realizzato un determinato scatto, è semplicemente fantastico sapere che le mie foto trasmettono qualcosa a chi le osserva. Al di la del guadagno, in termini economici che posso trarre dai miei lavori, per me il supporto delle persone è ancora più importante perché mi arricchisce a livello personale. Inoltre ho ricevuto dei features da alcuni siti internet ed ho vinto molti contest e questo è davvero molto gratificante non solo dal punto di vista professionale ma anche a livello di soddisfazioni e come incentivo a continuare su questa strada.

Hai qualche consiglio o dritta per un’aspirante fotografa?
Forse non sono ancora nella posizione di dispensare consigli, però posso dire che l’originalità e la creatività sono un requisito indispensabile per intraprendere questa strada.

Ciao Daniela, grazie del tempo che ci hai dedicato e delle ‘confidenze’, mi auguro di avere presto l’occasione di riprendere la chiacchierata, magari per la tua mostra o il photobook . Ora però vi lascio alla gallery che Daniela V. ha selezionato per noi.

Daniela V Gallery
01 Hellzapoppin 02 in the springtime 03 Still
04 Lullaby of Birdland 05 Sweet Is the Air 06 All In The Golden Afternoon

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: