Henri Cartier-Bresson voce e immagini del secolo breve


Si definiva impaziente Henri Cartier-Bresson, con la cura a specificare che la sua inquietudine non rilevava dal nervosismo quanto piuttosto da un'innata attitudine a percepire l'inesorabile e tirannico scorrere del tempo. Un tratto che percepiamo distintamente nel documentario realizzato da Pierre Aussoline, il biografo che rappresenta una vera e propria autorità in materia del grande fotografo francese, e trasmesso dal canale culturale franco-tedesco Arte.tv proprio ieri sera. Ascoltando la viva voce del Cartier-Bresson pioniere del fotogiornalismo moderno desacralizzato, ma anche mito che non esita a parlare dei suoi rapporti con la fede, gli spettatori hanno modo di ripercorrere l'intera parabola del "secolo breve".
Dalla Guerra Civile in Spagna, alla prigionia, e poi i tedeschi, la liberazione di Parigi e Charles De Gaulle, la nascita della Repubblica Popolare Cinese, passando per il Maggio del 1968, Martin Luther King, il Mahatma Gandhi e la Russia comunista, l'autore di alcune tra le immagini più marcanti della storia si svela poco a poco, accompagnando con i souvenir della sua inseparabile Leika e con un tono costante interrotto da scatti di riso, i grandi avvenimenti che hanno marcato la sua epoca.
Il secolo di Cartier-Bresson visual
Il secolo di Cartier-Bresson, ritratto

Scopriamo così che stanco dei limiti figurativi della pittura, e toccato da una delusione amorosa, cominciò i suoi peripli a partire in Africa a soli ventuno anni. Impregnato di riferimenti letterari, colui che avrebbe successivamente affermato di non amare i viaggi, ma piuttosto i trasferimenti in luoghi lontani, cominciò la sua avventura con in tasca Rimbaud, l'Ulisse di Joyce e "Anthologie nègre" di Blaise Cendrars, ricordando le parole del "Cuore di tenebra" di Conrad e la Costa d'Avorio descritta da Céline in "Voyage au bout de la nuit", un inizio leggendario che sarebbe stato seguito da innumerevoli altri eventi. L'intero documentario è disponibile per i prossimi sette giorni al link.

Non c'è niente da dire, bisogna vedere, ma è talmente difficile saper vedere, non si insegna alla gente a vedere....Fotografare equivale a trattenere il fiato quando tutte le nostre facoltà convergono per cogliere la realtà fuggente, è in quel momento che la cattura di un immagine procura una grande gioia fisica e intellettuale.

Via | arte.tv/fr/le-siecle-de-cartier-bresson

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