Zio Charlie di Marc Asnin

Uncle Charlie looking out the window of his place at 23 Troutman St., Bushwick, Brooklyn © Marc Asnin

Con uno sguardo perso nel baratro, un corpo scarnificato da droga, spicofarmaci, stenti e la pesante eredità di famiglia, Charlie Henschke è il figlio di un piccolo boss di quartiere che gestisce scommesse e gioco d'azzardo, destinato a diventare una delle ombre che popolano i margini di Brooklyn, e lo Zio Charles per Marc Asnin.

Il fratello della madre di un bambino cresciuto a Brooklyn, con la passione per l'obiettivo, ispirata dalla fotografia pubblicitaria dal padre, che dall'età di diciotto anni inizia a raccogliere foto e storie per un album di famiglia, destinato a diventare quello di tante famiglie ed esistenze, oggi anche un libro e una mostra.


Dopo il matrimonio con una donna orfana, diabetica e affezionata alla bottiglia, cinque figli ((Charles, Joe, Brian, Mary, e Jamie) destinati a seguire le orme di famiglia, il divorzio, una fidanzata schiava del crack, la perdita del lavoro insieme al coraggio, Marc Asnin, giovane fotografo e nipote di Charles, inizia a fotografare e raccontare la storia dello Zio Charles, forse pazzo, forse solo sfortunato, in ogni caso un "prigioniero della propria mente", con una gran voglia di non vivere.


La storia di un uomo debole e depresso, rintanato in casa e a letto (nel divano letto del soggiorno), con le sue pistole, i suoi tatuaggi, gli spettri di un figlio morto di Aids e della sua mente, nel torpore di una stanza buia e un'esistenza scivolata via, guardando la strada dalla finestra, nonostante gli sforzi del nipote che per un trentennio ha assistito e documentato questa discesa nell'abisso, insieme al tentativo di ristabilire un contatto con un universo complesso.

“People often ask me what Uncle Charlie is about. After thirty years, one would think I would be able to easily sum it up. But this book is life, raw unintelligible life; the life of one man, my uncle, and as in life, there are no easy answers or summaries. It's about broken dreams, disappointment, and having the resiliency to find slivers of happiness in an oppressed existence. It's about consequences, missed opportunities, delusions and loss. It's a collaboration of sorts: his words and my images. It's my dance with my godfather.” Marc Asnin


A un ventennio dall'W. Eugene Smith Award, al culmine di più di trenta anni di lavoro dal fotografo, e dell'esistenza dello Zio Charlie, con il volto contratto in quella sorta di maschera mortuaria che trasfigura volto e fisionomia di chi sta morendo, o l'ha già fatto, rendendolo simile a tanti altri, diverso da quello che conosciamo, amiamo, ricordiamo, Uncle Charlie diventa il diario visivo della lotta, dell'isolamento, della povertà e delle relazioni familiari.

Marc Asnin - Uncle Charlie from PhotoBookStore.co.uk on Vimeo.

Un diario con 300 fotografie e 40.000 parole, che mettendo a frutto l'incontro tra fotografia documentaria e letteratura, istantanee di famiglia, interviste e materiale documentario, nelle 408 pagine del volume omonimo edito da Contrasto, tra i candidati del Fist Photobook prize al Paris Photo 2012, oggi allo stand Contrasto con il fotografo, mentre una mostra di 25 stampe in bianco e nero, accompagna l'uscita del libro, alla Steven Kasher Gallery di New York, fino al 22 dicembre 2012, e una più ricca e itinerante, portarà lo Zio Charlie fuori dalla sua stanza ed esistenza buia, fino al 2017.

Steven Kasher Gallery/Uncle Charlie Opening from Uncle Charlie on Vimeo.

Foto | CNN

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