Il fascino per il surreale di Valentina Cassano

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La formazione grafica, una passione per la Macrofotografia di insetti, il ritratto e il surreale, caratterizzano lo stile fotografico di Valentina Cassano. Autodidatta per scelta e per la voglia di scoprire da sola un approccio del tutto personale al linguaggio fotografico, la giovane fotografa di Milano continua ad esplorare se stessa e la realtà che la circonda, a caccia delle emozioni intangibili che certe immagini riescono a registrare e restituire con una forza dirompente.

Mi è bastato guardare Memories, la fotografia in bianco e nero che apre l’homepage del suo sito e il suo profilo DeviantART, ricca di sfumature surreali e intrisa di emozioni malinconiche, per avere voglia di dedicare un’intervista allo sguardo intenso, riflessivo, talvolta cupo e inquieto di Valentina Cassano.


Sul tuo sito affermi di non essere brava con le parole e di usare le immagini per parlare di te, quanto e come queste lo fanno, in che modo ti caratterizzano e tu caratterizzi loro?

Proprio perché non sono brava con le parole farò moltissima fatica a rispondere, ma ci proverò. Le mie immagini parlano di me tanto quanto io caratterizzo loro. Ovvero parecchio. Una categoria fondamentale in questo senso è quella degli autoritratti: è come se mettessi a nudo la mia anima per rendere partecipe l’osservatore dei miei disagi, delle mie paure, delle mie debolezze. Molti scatti parlano di me in modo disarmante e totale.

Essere il soggetto dei tuoi scatti è un progetto in progress o un’esigenza dettata dal momento?
Un po’ entrambe le cose. In certi momenti è un’esigenza dettata dal momento. Mi rendo conto però, che sento continuamente l’esigenza di comunicare qualcosa attraverso il mio corpo.

Cosa cerchi nei tuoi soggetti, nelle tue fotografie e soprattutto cosa ci trovi?
Molto spesso cerco me stessa. Cerco di raccontarmi attraverso il soggetto ritratto. Anche quelli che non sono autoritratti veri e propri, in realtà lo sono. In fondo provo a raccontare qualcosa del soggetto e qualcosa di me stessa, trovo conforto nel riuscire ad esternare i miei sentimenti attraverso uno scatto.

Quali sono le tue migliori fonti d’ispirazione, qual è il tuo immaginario di riferimento?
Fonte d’ispirazione è sicuramente Lasse Hoile, un artista danese che cura le immagini e i videoclip di artisti come Porcupine Tree e Opeth. Ha uno stile molto particolare … molto ‘dark’ se vogliamo. Moltissimi altri fotografi sono fonte d’ispirazione… ma se devo citarne uno direi Diane Arbus: sogno di riuscire un giorno ad avvicinarmi anche lontanamente ai suoi ritratti.

Indipendentemente dal modo in cui ti percepiscono gli altri, chi è Valentina Cassano e cosa caratterizza il tuo stile fotografico?
Sono una ragazza semplice, estremamente sensibile e molto malinconica … questo caratterizza fortemente le mie fotografie che sono sempre velate di nostalgia e inquietudine.

Facendo un passo indietro, ci racconti quando e com’è nata la tua passione per il linguaggio fotografico e il desiderio di utilizzarlo come mezzo d’espressione privilegiato?
La passione per la fotografia e in generale per le arti visive è sempre stata qui, dentro di me. Solo ora, con il senno di poi, mi accorgo di quanto fin da bambina avessi attitudini alla fotografia. Giravo sempre intorno alla macchina fotografica di mio papà, come l’ape intorno al miele… era un gioco per me vederlo posizionare la macchina fotografica sul cavalletto e poi correre verso di noi, già in posa dall’altra parte dell’obiettivo. Non sapevo che pochi anni dopo, sarei stata io a correre per posizionarmi in tempo di fronte all’obiettivo. In sostanza ho sempre amato questo mezzo d’espressione, negli ultimi anni l’ho semplicemente fatto più ‘mio’.

Quanto la tua formazione grafica influenza il tuo stile fotografico?
Dipende. A volte moltissimo, altre meno. Tendo a ritoccare parecchio le mie foto e a volte inserisco elementi tipicamente grafici. Altre invece ritocco il minimo indispensabile, perché la foto sembra già parlare da sé.

C’è una foto alla quale sei particolarmente legata?
Certamente. Una foto è sicuramente Luce Nera: stavo attraversando un momento buio, un periodo in cui non mi erano chiare molte cose, delusa profondamente da alcuni comportamenti di persone a me care. Così è nato Luce Nera, uno scatto che mi arriva dritto al cuore anche ora, a distanza di anni. Un’altra immagine a cui sono molto legata è Memories.

C’è una foto o qualcosa che ha cambiato il tuo modo di guardare il mondo e te stessa?
Qualcosa che ha cambiato il mio modo di guardare il mondo c’è, ma non è un mio scatto. Lo scatto è stato la conseguenza. Si tratta di The Wall, il famoso disco dei Pink Floyd. Un disco che mi ha cambiato molto, mi ha fatto riflettere e da questa riflessione è nata la serie Pink.

La cosa più bella del mondo da fotografare?
Tempo fa avrei risposto senza esitazione alcuna “gli insetti”. Oggi dico “le persone”.

C’è qualcosa che non fotograferesti mai, per niente al mondo
Ora come ora no, non credo.

Quando rivedi le tue vecchie fotografie, cosa pensi?
Sorrido… penso ai progressi fatti passo dopo passo con tanta passione.

Cos’è la fotografia per te?
Potrei banalmente risponderti “la fotografia è arte”. Senz’altro. Però oltre a questo, la fotografia è uno strumento di comunicazione fortissimo. Trovo sia il mezzo più forte per lanciare un messaggio.

Fotografi per … ricordare, immortalare, esplorare o per spingerti oltre?
Il più delle volte per immortalare un momento da ricordare domani. Mi piace da morire osservare foto di qualche anno fa. Mi fanno pensare al momento in cui l’ho scattata, a quello che provavo nel preciso istante in cui ho fatto click!

Da fotografo cosa non puoi proprio fare a meno di portare sempre con te?
La macchina fotografica!

Che mi dici della tua attrezzatura fotografica, in cosa consiste il tuo equipaggiamento standard?
Utilizzo una Canon EOS 400D. I miei obiettivi sono: Tamron 90mm – Canon 17-85 mm – Canon 50 mm – Sigma 70-300 mm. Cavalletto. Software: Photoshop e Camera RAW.

Come hai scelto la tua prima macchina fotografica?
Lo ricordo come se fosse ieri! Non ci capivo nulla, ma proprio nulla di fotografia. Mi piaceva scattare foto, punto. Così sono andata nel mediastore più vicino a casa e mi sono fatta consigliare dall’addetto alla vendita. Fu così che comprai la mia prima macchina fotografica, una Canon PowerShot A700. Triste forse, ma è andata proprio così. Appena sei mesi dopo comprai la mia prima Reflex, Canon 400D, macchina che utilizzo tutt’ora.

Progetti futuri o sogni nel cassetto?
Entrambi. Vivere a New York per parecchi mesi, magari anche un anno. Sono fortemente convinta che la grande mela possa stimolare la mia creatività. Continuare con le mie attività. Parallelamente al mio lavoro di grafica porto avanti un’attività insieme al mio ragazzo, la K4Visual Studio, con la quale ci occupiamo principalmente di fotografia di moda.

Valentina è ora di lasciarci ma salutandoti devo ammettere che mi piacerebbe incontrare più spesso individui che hanno la tua capacità di esprimersi, comprese le presunte e ‘smentite’ direi, difficoltà che affermi di avere con le parole ;D

Valentina Cassano Gallery
1_Memories 2_Me and I 3_Darkness
4_No words 5_Fear 6_Redroom

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