Alessandro Dandini de Sylva, paesaggi poetici a ritroso all'IIC di Parigi

Alessandro Dandini de Sylva all\'IIC di Parigi
Ci sono promesse che non possono essere disattese, talenti che è un delitto dimenticare al loro destino, spesso feroce, nell'arena dell'arte. Obbedendo a tale filosofia di sostegno l'Istituto di Cultura Italiana di Parigi, su iniziativa della direttrice Marina Valensise, ha ideato la rassegna "Le promesse dell'arte" che si propone di sostenere la démarche creativa dei nostri connazionali, permettendo a giovani professionisti italiani che operano nell’ambito dell’arte, dell’architettura, della musica, della fotografia, del cinema e della letteratura, di essere ospitati in residenza e poi esporre nella cornice della sede, all'Hôtel de Galliffet, scrigno collocato nella frizzante rive gauche. In un quartiere brulicante e sensibile che accoglierà, in un'apposita esposizione organizzata alla fine del periodo, le opere nate durante il soggiorno, a testimonianza degli effetti che le settimane trascorse nella capitale francese, hanno avuto sulla poetica dell'artista.

Dopo le congiunzioni di Walter Niedermayr, ecco i paesaggi à rebours di Alessandro Dandini de Sylva, fotografo e curatore romano, fondatore del 9 Photography, collettivo attivo nella diffusione della fotografia contemporanea, scelto dal critico d’arte Marcello Smarrelli, i cui scatti saranno presentati domani alla presenza del loro autore, nel vernissage che comincerà alla 12 per proseguire nel pomeriggio.

Alessandro Dandini de Sylva all\'IIC di Parigi, \
Alessandro Dandini de Sylva all\'IIC di Parigi, \
Alessandro Dandini de Sylva all\'IIC di Parigi, \
Alessandro Dandini de Sylva all\'IIC di Parigi, \

Il titolo della mostra "À rebours (paysages)" rievoca liberamente il celebre romanzo di Joris Karl Huysmans, uno dei manifesti dell’estetismo simbolista, e sintetizza l'intima essenza dei lavori inediti di Dandini de Sylva in esposizione. Tra le "figure di passaggio", realizzate forzando il procedimento di una vecchia Polaroid, e una serie di fotografie in grandi dimensioni di fogli di carta, colorati e appesi nello studio, dai quali è partito per impressionare le Polaroid, si procede ad uno sviluppo a ritroso che rintraccia le radici dell'intero lavoro, in una stretta corrispondenza tra paesaggi reali ed artificiali, descritta dallo stesso artista:

"La mostra "À rebours (paysages)" è il risultato del lavoro fatto nel mese di residenza all'Istituto Italiano di Cultura a Parigi durante il Mois de la Photo. Sono partito da una nuova serie di paesaggi artificiali, realizzati intervenendo sulle chimiche di sviluppo delle polaroid, per poi procedere in un cammino a ritroso verso i fogli di carta colorati che sono alla base di tutto il processo. Utilizzo una polaroid camera a soffietto degli anni 70 e pellicole istantanee che permettono di manipolare l'immagine durante lo sviluppo intervenendo con le chimiche presenti nella fotografia. Non vi è alcuna ripresa del mondo esterno, il processo fotografico viene ridotto all'essenza. L'esposizione sarà quindi composta da due serie di immagini parallele e complementari: una serie di manipolazioni di polaroid di piccole dimensioni e una serie di fotografie di grandi dimensioni dei fogli di carta appesi nel mio studio. Questa esperienza parigina mi ha permesso di creare un legame tra i miei primi lavori con le polaroid e le fotografie di installazioni di fogli di carta che hanno costituito la base dei miei ultimi progetti." Alessandro Dandini de Sylva

Si ringrazia per la preziosa collaborazione l’Istituto di Cultura Italiana di Parigi, con particolare riferimento alle persone di Laura Napolitano e Irene Marta.

Via | iicparigi.esteri.it

  • shares
  • Mail