The Centre Cannot Hold nel regno (animale) di David Gulden

The Centre Cannot Hold - crocteeth © David Gulden

Un'inquietante e avvincente paesaggio di denti incastonato su pelle inspessita dal passare dei secoli e degli stravolgimenti evoluzionistici, inconsueti particolari di testuggine, felini colti in stato di massima allerta o abbandonati a sonni tranquilli come micetti, somiglianze generazionali tra mamme rinoceronte a passeggio con cucciolo al seguito, lotte territoriali tra elefanti e balletti di giraffe, restituiscono le mille sfumature di un regno animale fotografato in Africa per venti anni da David Gulden, al fianco di Peter Beard.

Un universo intimo e per certi versi singolare, per un viaggio nella terra che ancora custodisce natura selvaggia e visioni sorprendenti, dal Masai Mara al lago Turkana, e questo fotografo e ambientalista, ha condensato nelle 244 pagine e i 95 scatti in bianco e nero di The The Centre Cannot Hold, il suo primo, prezioso e (costoso) volume edito da Glitterati Incorporated il 1 ottobre 2012, da sbirciare nella gallery e sfolgiare anche dopo il salto.

The Centre Cannot Hold - crocabove © David Gulden
The Centre Cannot Hold - tortoiseshell © David Gulden
The Centre Cannot Hold -  rhinofrom © David Gulden
The Centre Cannot Hold - leopardsleep © David Gulden
The Centre Cannot Hold - leopardcover © David Gulden
The Centre Cannot Hold - tortoise © David Gulden
The Centre Cannot Hold - lionflehmen © David Gulden
The Centre Cannot Hold - elefight © David Gulden
The Centre Cannot Hold - giraffebouquet © David Gulden

Sguardi concentrati su particolati, momenti e comportamenti che passano spesso inosservati, e quel concetto di cambiamento globale che ispira la poetica del The Second Comings di William Yeats, quanto il titolo della raccolta.


TURNING and turning in the widening gyre
The falcon cannot hear the falconer;
Things fall apart; the centre cannot hold;
Mere anarchy is loosed upon the world,
The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere
The ceremony of innocence is drowned;
The best lack all conviction, while the worst
Are full of passionate intensity.

Surely some revelation is at hand;
Surely the Second Coming is at hand.
The Second Coming! Hardly are those words out
When a vast image out of Spiritus Mundi
Troubles my sight: somewhere in sands of the desert
A shape with lion body and the head of a man,
A gaze blank and pitiless as the sun,
Is moving its slow thighs, while all about it
Reel shadows of the indignant desert birds.
The darkness drops again; but now I know
That twenty centuries of stony sleep
Were vexed to nightmare by a rocking cradle,
And what rough beast, its hour come round at last,
Slouches towards Bethlehem to be born?

Foto | Le Journale del la Photographie

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