Messa a fuoco manuale Leica APO Summicron M 50mm f/2 vs Leica 50mm f/2 Summicron R

Il Leica APO-Summicron-M 50mm f/2.0 è sicuramente il "normale" più sulla bocca (e secondo me anche nei sogni proibiti) di tutti se non altro per il costo spropositato per una luminosità vintage. Penso valga la pena di confrontarlo con un "messa a fuoco manuale" classico del corredo Leica R e cioè il Summicron 50/2, obiettivo facilmente reperibile anche sul mercato dell'usato a un costo di circa 300 €.

Come eseguire il confronto? Scartando l'idea di "tagliare" la mia Canon 5D Mark II come descritto nell'articolo di Gianluca Bocci per poter montare ottiche Leica M ho pensato di piazzare un cavalletto e scattare foto nella medesima situazione prima con Leica Monocrhome+Summicron 50 mm f/2 APO e poi con Canon 5D Mark II+ Summicron 50 mm f/2 montato su anello adattatore. I file DNG e RAW sarebbero stati aperti con lo stesso software ed avrei ridotto le dimensioni del file RAW alle stesse dimensioni del file DNG. La messa a fuoco sulla Canon sarebbe stata eseguita attraverso il display ingrandendo particolare a 10X. Ambedue le macchine avrebbero scattato a 320 ISO ed a f/2. Per evitare vibrazioni avrei usato su entrambi gli apparecchi la modalità "autoscatto" e avrei alzato lo specchio usando la Canon 5D. Ho scartato ipotesi di montare con adattatore il Leica 50mm f/2 Summicron-R su Leica Monochrome per ovvi motivi.

Alla fine avrei ottenuto un file a colori e uno in bianco e nero e quindi sarei dovuto intervenire su quello a colori trasformandolo in scala di grigi introducendo una ulteriore variabile. Con tutti i limiti questo mi è sembrato un metodo valido che mi avrebbe consentito di confrontare i due obiettivi visto che i sensori sono ambedue di alto livello.

Scattate le foto e aperti i file la differenza è saltata immediatamente agli occhi e, a mio parere, non è imputabile al sensore ma bensì all'obiettivo. Il 50 APO è decisamente più nitido già a f/2. Notare i particolari nell'immagine sopra pubblicata (con la lettera A porzione dell'immagine scattata con 50 APO e con lettera R porzione di immagine scattata con 50 vintage). Ottiche progettate con nuovi standard e nuove tecnologie a quanto pare forniscono risultati migliori di vecchie ottiche vintage. Qualcuno dirà che ci mancherebbe pure, parliamo di un 50 mm f/2 che costa 6000 € e poi il sensore della Monochrome modificando il file all'origine ne esalta magari il microcontrasto fornendo una immagine dalla nitidezza apparente superiore.

Per togliermi ogni dubbio ho eseguito ulteriore test a casa ma stavolta sulla Canon 5D Mark II ho montato il 60 mm macro f/2 della Tamron progettato per il formato APS-C (con la lettera T porzione dell'immagine scattata con Tamron 60 f/2 macro e con lettera R porzione di immagine scattata con 50summicro f/2).

Mi interessava vedere la risoluzione al centro del fotogramma per capire se l'anello debole era il sensore o l'obiettivo e quindi non mi importava la vignettatura ai bordi. Il risultato? Il sensore ha fatto egregiamente il suo dovere, quindi se vi serve un mediotele economico da ritratto per la vostra APS-C lasciate stare anelli ed ottiche "agè" e prendete un moderno obiettivo progettato per questo formato. Se deciderete di usarlo sulla vostra full frame basterà aggiungere un 1,4x senza un calo della qualità visibile ed ottenendo un bel 84 mm macro f/2.8 (arrivando ad un rapporto di riproduzione di 0,7:1)
Se mi inviate email su angeloclickblog@gmail.com vi invio file RAW e DNG delle immagini oggetto del test.

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