Mattia Novello partorisce libri artistici e individui liberi immersi nella spirale del quotidiano

Mattia Novello L\'uomo immerso nella quotidianeità, Stress, New York 2011
- Ci vuole coraggio - mi verrebbe da pensare, ma la riflessione sarebbe inevitabilmente velata da una specie di sottile ottimismo recriminatorio, incapace di aggiungere spessore ai soggetti delle immagini del giovane Mattia Novello (veneto, classe 1985) che invece trasudano una messa in pausa che non ha il semplice sapore della rassegnazione e che continua ad esprimersi potente, ma solo a tratti, come una volontà descrittiva altra, capace di sopravvivere ad innumerevoli apocalissi culturali. Perché l'espressione di libertà che appare a più riprese come intensità fondativa dal carattere quasi epistemologico, è un sofferto cedimento strutturale che sfugge letteralmente alle maglie dell'umana comprensione. Una battaglia urbana contenuta in un libro che è allo stesso tempo un inno gracchiante e una promessa di nuovi orizzonti. "La nascita dell'individuo libero" è una quête contemporanea e onnipresente, che ripercorre ossessivamente i sentieri dell'essere e nel farlo non esita a proporre domande tanto scomode quanto necessarie.

Mattia Novello L\'uomo immerso nella quotidianeità, Mediatori, Madrid 2010
Mattia Novello L\'uomo immerso nella quotidianeità, Model & Model Mother, New York 2010
Mattia Novello L\'uomo immerso nella quotidianeità, Scommettitori, Castelfranco Veneto 2009
Mattia Novello L\'uomo immerso nella quotidianeità, Same Way Every Day, San Francisco 2008
Mattia Novello L\'uomo immerso nella quotidianeità, Isolation, New York 2011

Una dimensione complessa e tormentata, che fonde in sé tutti gli elementi del reale e senza alcuna paura di eccesso di sovrapposizione, si rivolge attraverso lo scalpello della scarnificazione in bianco e nero, alla valutazione della potenza espressiva brut, ritrovando persino la nobile ed antica tradizione delle silhouettes, che si stagliano con una delicata violenza, sullo sfondo pressante della percezione istantanea, souvenir di un viaggio unico sulle rotte del mondo, di un periplo che unisce Madrid, Chicago, New York e l'Italia del nord-Est sotto la medesima, insopprimibile, sete incanalata criticamente nell'estratto del testo di Carolina Lio.

Lo sguardo di Mattia Novello può ora, in questo conquistato rinnovamento, vedere il mondo in un’ottica di comprensione allo stesso tempo profonda e semplice. La riappropriazione degli spazi avviene adesso in maniera silenziosa, con una superiorità che trasfigura le città, da New York a Parigi tornando in Italia. Il prodotto di questa nuova visione urbana, di un nuovo modo di muoversi nel mondo e sentirvisi parte con uno sguardo personale, lo si trova in buona parte del suo lavoro fotografico. [...] Mattia Novello trasforma gli spazi della città in un contro-spazio in cui essere completamente immersi conservando un senso di isolamento che perde le sue accezioni negative e si direziona verso una solitudine cosciente e intima. In questo nuovo contesto geometrico, dall’apparenza glaciale ed estesa eppure anche insolitamente privata, parte la sua ricerca fotografica verso soggetti umani da salvare a loro volta dall’estraneità banale della società di massa.

Si ringrazia per la cortese collaborazione Mattia Novello e Valentina De Poli

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