Le nuove visioni digitali di Andreas Gursky in mostra al Kunstpalast

La sintesi visiva dell'approccio al realismo di Andreas Gursky, utilizza immagini satellitari e stratificazioni digitali, per sondare la complessità della rappresentazione del reale, sintetizzare la moltitudine di prospettive e riflettere sulle evoluzioni e involuzioni della modernità.

Microscopici individui intenti a pulire enormi serbatoi di gas dorati, a bordo di navi al largo del piccolo Katar (Qatar) arabo. Pareti cavernose pronte ad assorbire tutto, anche un nome. Superfici liquide che lasciano emergere riflessi e rifiuti, come quelli che seguono il moto del fiume Chao Phraya di Bangkok, in una Thailandia inquinata e devastata da inondazioni.

Moltitudini elaborate in digitale, sintesi di strutture visive, a prezzi, dimensioni e profondità record, che rinnovano il linguaggio visivo e la gamma espressiva di Andreas Gursky, in mostra al Museo Kunstpalast di Duesseldorf, prorogata al 3 febbraio 2013 e nelle pagine di "Bangkok" edito da Steidl.

La mostra di 60 opere mescola vecchio e nuovo, dimensioni piccole e molto grandi, lungo un arco temporale che si estende dai primi anni '80 alla recenti Ocean I-VI (2010), Bangkok (2011) e Qatar (2012), passando per gli scaffali del supermarket di"99 Cent" (1999), "Madonna" (2001) e "Bahrain I" (2005).

Una sintesi visiva dell'approccio al realismo di questo artista che utilizza immagini satellitari e stratificazioni digitali, per sondare la complessità della rappresentazione del reale, sintetizzare la moltitudine di prospettive e riflettere sulle evoluzioni e involuzioni della modernità.

“It is not pure photography, what I do … All my works are based on a direct visual experience from which I develop a pictorial idea, and after that, there’s a studio testing to prove their plausibility, and finally they’re worked out with the help of a computer.”

Foto | Museum Kunstpalast Düsseldorf

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