La fotografia sperimentale degli anni '20 va in scena su arte.tv

Nuova perla di un appuntamento televisivo per fan della storia della fotografia sperimentale. Il magazine settimanale "PHOTO", visibile ogni domenica a partire dalle 12.30 sul canale culturale franco tedesco arte.tv, invita gli spettatori ad immergersi nel mondo rivoluzionario della "Nuovelle Vision" degli anni '20, con un documentario concepito e realizzato da Stan Neumann, con la consulenza scientifica di Quentin Bajac, proposto da Luciano Rigolini (France, 2012).

12x26 minuti per la coproduzione di ARTE France, Camera Lucida, Centre Pompidou, Musée d'Orsay, Bibliothèque nationale de France, dedicata ad un'avanguardia spesso tendente politicamente verso l'estrema sinistra, incarnata da protagonisti del calibro di Moholy-Nagy, Umbo, El Lissitzky e Rodtchenko. Un periodo storico di grandi fermenti, responsabile di cambiamenti che avrebbero orientato l'evolversi stesso dell'intera démarche successiva, arrivata dopo innumerevoli modificazioni, fino ai giorni nostri, in una corsa innovatrice fatta di riflessioni e di consapevoli sovversioni.

Storie di linee scomposte e sovrapposte, di nuove prospettive, di soggetti tradizionali che non occupano più il centro della scena, ma lasciano il posto ad un'architettura visuale fatta di capovolgimenti e di rinascite, di nuove concezioni e di orizzonti trasformati spesso in obliquo, come i balconi...

Come il costruttivismo e la Bauhaus ai quali è vicina, la fotografia modernista rompe con le vecchie regole e con i canoni della "buona fotografia" dei professionisti. E' intimamente legata alla cultura urbana dalla quale deriva: immersioni, contro-immersioni, squilibri volontari nella composizione dell'immagine, punti di vista insoliti, deformazioni e altre curiosità che esaltano innanzitutto il dinamismo e la modernità delle macchine e delle città.[...] Con il suo carattere sperimentale, si interessa alle immagini senza apparecchio (fotogrammi), ai fotomontaggi, ai collages e alle super-impressioni. Tutti i mezzi sono validi per rigenerare lo sguardo umano attraverso la fotografia, per "educare l'occhio con l'ottica meccanica". Come scrive il russo Rodchenko nel 1934: "La fotografia ha tutti diritti e tutti i meriti necessari per essere l'arte del nostro tempo", ma quest'utopia sperimentale non resisterà alla grande crisi degli anni '30 e all'affermazione dei totalitarismi che imposero, sia in Germania che nell'URSS, il ritorno della "buona fotografia", del realismo e dell'accademismo.

Via | arte.tv/fr/nouvelle-vision-la-photographie-experimentale-des-annees-20

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