Personal Best/Personal Choice, il meglio di Elliott Erwitt all'Elephant Paname di Parigi


Ritrovarsi al centro di una grande retrospettiva quando si è ancora in vita è un onore destinato a pochi eletti. Se poi dietro gli scatti esposti c'è l'occhio attento e selezionatore dello stesso fotografo che li ha realizzati, spesso anni e anni prima, in epoche già lontane, la cosa assume una dimensione ancora più eccezionale. Due elementi che rendono l'esposizione di Elliott Erwitt all'Elephant Paname di Parigi, uno degli appuntamenti espositivi imperdibili della stagione nella capitale francese. Perché se le mostre del fotografo americano di ascendenza russa, sono sempre degli eventi, quella al quale facciamo riferimento in queste righe riunisce ben 80 celeberrimi cliché scelti proprio da Erwitt autore della "Personal Best/Personal Choice" del titolo.

Un percorso di quadri fotografici in bianco e nero, alcuni dei quali sono ormai impressi in maniera indelebile nell'immaginario collettivo collegato a grandi protagonisti della storia, della politica e del cinema, oppure a luoghi mitici come Parigi e New York.

Scoperto da Robert Capa, entra a far parte de l'agence Magnum del quale sarà anche presidente. Conosciuto per le sue immagini di Marylin col vestito bianco sulle bocche della metro, di Che Guevara e del suo sigaro e di JFK, ha anche fotografato i bambini, i cani e gli anziani in Europa e negli Stati Uniti, con un humour caustico, oltre ad aver prodotto numerosi programmi comici per la televisione.
Innamorato della Francia Elliott Erwitt è una specie di "Doisneau americano". Ha saputo cogliere il movimento quotidiano della strada attraverso le situazioni più incongrue: un cane che sembra volare all'estremo limite del guinzaglio, un uomo che salta dinanzi la Tour Eiffel con il suo ombrello nero. Dietro tutto ciò c'è la musica di Charles Trenet: c'è gioia nelle foto d’Erwitt!

Un'occasione per fare il punto sull'intera carriera di Erwitt e per soffermarsi sui lavori della giovane fotografa americana di origine polacca Magda Biernat, che nel suo "Continental Bounce" esalta la solitudine e la vacuità dell'esistenza che si dipana in maniera ripetitiva, ma mai identica, sia nei luoghi pubblici che negli interni familiari, in una feroce etnografia del quotidiano fatta di muri sottili e di paesaggi angoscianti, che passa attraverso la stretta focale dell'obiettivo.

Elliott Erwitt all'Elephant Paname, si ringrazia per l'immagine ©Emmanuel Donny

Via | elephantpaname.com/fr/programmation/elliott-erwitt

  • shares
  • Mail