Crescendo a Colori, forme e cromatismi di Georgia Nuzzo all'Art Photography Studio di Roma

Crescendo a Colori di Georgia Nuzzo, la voce del suk

Se il crescendo è "un'indicazione dinamica musicale che prevede l'aumento graduale dell'intensità del suono" un insieme di scatti al quale si applichi tale definizione, deve possedere una forza estetica in progressione continua e costante. pronta ad irrompere alla fine della parabola ascendente, con una vera e propria esplosione. Un po' quel che accade alle immagini di Georgia Nuzzo riuniti, e non a caso, sotto il nome "Crescendo a Colori", per esaltare il flusso che li lega nelle forme e nei cromatismi. Venticinque fotografie "alla ricerca della felicità" visibili in questi giorni presso l'Art Photography Studio di Roma.

Uno spazio nel quartiere Trieste che racchiude i ricordi di innumerevoli viaggi, seduzioni raccolte ed esposte in base al loro portato visuale in un sentiero che, come i sogni più articolati, passa da un luogo all'altro della terra in un solo veloce battito di ciglia.

Crescendo a Colori di Georgia Nuzzo, composizione
Crescendo a Colori di Georgia Nuzzo, musica
Crescendo a Colori di Georgia Nuzzo, città

Perché nel carnet di questa giovane fotografa italo-americana classe 1984, oltre alla formazione presso l'istituto Quasar-University of Design e l'International Center of Photography di New York, c'è l'India, il luogo nel quale ha scoperto la passione per fotografia che l'ha portata a collaborare con celebri esponenti del settore come Maria Mulas, Saverio Lombardi Vallauri, Sharon Schuster e Stefano Moro, mantenendo un'attenzione per il dato umano e una sensibilità testimoniate dal testo di presentazione della mostra.

Nel percorso visivo, l’Egitto è fatto di nomadi colti dall'obiettivo mentre una nuvola di sabbia si libra nel cielo azzurro, la Grecia ha i toni caldi dei sassi, fino ad arrivare all'India e a Bali dai colori violenti come l'arancione dei sari a Udaipur, mentre New York ha tutta l'astrattezza del bianco e nero. L'occhio della fotografa lungi dall'essere ingenuo è però allegro, costantemente alla ricerca di quanto c'è di gioioso e sorprendente nella natura e nelle persone. E' così che un banale lampadario può trasformarsi in una luce danzante, come nello scatto dal titolo “la voce del suk”. Se la felicità dura brevi istanti Georgia Nuzzo l'ha colta, per lei e per il pubblico, con la sua Nikon.

Spiega la fotografa:

La mostra racchiude le esperienze di sei anni di lavoro fatte soprattutto di suggestioni maturate in molti viaggi per il mondo. Ho deciso di esporre i miei lavori a Roma, perché è qui che sono nata. È come un tornare a casa dopo tanto tempo e far vedere foto agli amici. Poche immagini ma le più belle, almeno secondo me.

Via | georgianuzzo.com

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