Angelo Antelmi e Hasselblad firmano il calendario “2013: A Kitchen Odyssey”

Storie di forchette, coltelli e cucchiai di tutte le dimensioni, trasformati in ritratti di soggetti, coppie, gruppi e famiglie, emergono dall'obiettivo di Angelo Antelmi per il calendario 2013: A Kitchen Odyssey, sponsorizzato da Hasselblad. Un vero 'delicatessen' che ho deciso di approfondire con l'autore. Fotografo pubblicitario, con un passato di giornalista e direttore creativo, fondatore dell’agenzia di produzioni SHOT.

01 Gennaio 2013 - concepimento
02 Febbraio 2013 -mamma con bambino
03 marzo 2013 - bambini che giocano a pallone
04 Aprile - la ballerina
05 Maggio - il gruppo di amici
06 Giugno - l\'incontro

07 Luglio - sesso
08 Agosto - il matrimonio
09 Settembre - l\'impegno
10 Ottobre 2013 - ritratto d ifamiglia
11 Novembre - i segni del tempo
12 Dicembre - dopo la morte

Ciao Angelo, parto dall'inizio, dalle posate, che ballano, si scambiano effusioni, promesse... curiosa di sapere da cosa nasce il progetto, la scelta dell'oggetto e del soggetto, ma soprattutto l'esigenza di un approccio così singolare.
La prima foto realizzata è frutto di una commessa: più di un anno fa mi era stato chiesto uno scatto per rappresentare una nota azienda di catering. Con questa foto dovevo esprimere l’eleganza e la discrezione del loro operato ed in aggiunta l’immagine doveva avere dei contenuti artistici perché una stampa molto grande doveva andare in asta per un evento di beneficenza. Così è nata la foto della ‘forchetta ballerina’. L’immagine ha avuto molti riconoscimenti a livello internazionale e numerose copertine di riviste, non per ultima la copertina della rivista ‘Phocus’ dell’Hasselblad. Esprimere degli elementi di umanità attraverso l’uso di semplici oggetti del quotidiano è a mio avviso un’operazione molto interessante per un fotografo pubblicitario. Rendere l’immagine mito vuol dire attribuirgli un valore intrinseco, emanciparla dal ruolo di commodity. Per me è stata una sfida nella direzione che mi sono scelto come fotografo. Spesso per paura di cambiare o per ignoranza si realizzano lavori molto banali, copie di lavori già fatti, volevo mettermi alla prova e trovare nuovi spunti creativi e narrativi.

Quali storie racconta questo progetto lungo un anno?
La storia è sempre la stessa, l’odissea dell’uomo. La storia raccontata da Omero, James Joyce e Stanley Kubrick. Questa volta però a raccontarla sono comunissimi oggetti del quotidiano, le posate, che assumono connotati femminili quando perdono la forma asessuata di cucchiai e si trasformano in forchette, e maschili quando diventano coltelli. La peculiarità di questa storia è la circolarità: inizia con il concepimento, rappresentato da cucchiaini-spermatozoi che corrono verso un mestolo-ovulo per terminare dopo la morte in una fusione che ricompone donna e uomo con la propria figura originaria di cucchiaio. Tutto si ricompone per dare inizio a un nuovo ciclo di vita.

Che tipo di equipaggiamento tecnico ha richiesto?
La peculiarità di questi scatti è certamente da identificare nell’idea creativa ma le problematiche tecniche sono state molte. In primis i tempi di esposizione spesso molto lunghi con la combinazione di luce flash e luce day light è stata possibile grazie alle caratteristiche del dorso Hasselblad. Ho usato il 39 mp. perfetto per esposizioni lunghe e su toni scuri. Anche le migliori 35 mm presentano forti disturbi su esposizioni multi flash e su esposizioni lunghe più di un minuto. Inoltre ogni fase della vita delle posate aveva bisogno di una specifica temperatura colore. Era difficile intervenire in postproduzione su scatti con tanto movimento. Per esempio la nuvola di luce rossastra che avvolge la scena di sesso sarebbe difficile da post produrre salvaguardando il colore delle posate. In alcuni casi per controllare le prospettive ho usato un banco ottico Silvestri con il dorso Hasselblad. La problematica di questi scatti nasce dal fatto che è molto difficile ricomporre delle emozioni in post e quindi era importante previsualizzare tutto in fase di scatto. Molte foto sono state scattate decine di volte fino a che era resa l’emozione. Importantissime sono state le luci flash: il d4 della Profoto mi ha permesso di fare gli scatti con multi flash, circa dodici flash in un unico scatto in posa B. Tutti i lampi erano uguali e con la stessa precisa temperatura colore. Non conosco altre attrezzature che me lo avrebbero permesso.

Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate, e le sorprese scovate durante il processo creativo?
Il lavoro è durato 4/5 mesi, ovviamente nelle pause tra un lavoro ed un altro. Alcune foto sono venute più facilmente, soprattutto quelle che avevo già in mente, come i bambini che giocano a pallone, ispirata dalla foto di Giacomelli dei preti che giocano a calcio, e quella della famiglia chiaramente influenzata dai ritratti di Irving Penn. Altre sono risultate molto più complesse compositivamente. Esprimere delle emozioni con delle posate era una sfida e nulla era scontato in partenza. Ho dovuto dare fondo alle mie esperienze tecniche per supportare la parte narrativa. Generalmente nei lavori commerciali avviene il contrario. Ogni foto doveva essere dinamica anche stando in posa, questo era chiaro dall’inizio, renderlo è stato difficile. Nel caso delle ultimi fasi della vita, lo scatto di Novembre, ho utilizzato una nuova tecnica mai usata prima per combinare luce ambiente e luce flash. Sicuramente è la mia preferita perché la più sofferta. In ogni caso ho notato che in funzione dell’età e del gusto personale le preferenze sono molto diverse. Volevo fare tutto su sfondo nero senza concedermi facili scorciatoie per rendere l’idea con facilità. Doveva essere un palcoscenico, a ripensarci mi viene voglia di ricominciare.

Che tipo di distribuzione hai previsto per il calendario?
Il calendario è distribuito da una tipografia che ne cura la stampa, da me che ne faccio omaggio ai miei clienti e da Hasselblad che ne cura la distribuzione nel mercato dell’arte e verso i suoi contatti commerciali.

He he he … io ho già la mia copia digitale, ma se qualcuno volesse acquistarlo come potrebbe fare?
Il calendario ha una distribuzione gratuita, perché è stato concepito come un’opera artistica mirata alla promozione verso le agenzie di comunicazione e i miei clienti, mio naturale terreno di lavoro. In programma ci sarà una mostra con le stampe numerate in vendita.

Hai consigli o sconsigli per chi ha intenzione di intraprendere un progetto calendario?
Il mondo è pieno di calendari con modelle. Escludete ogni ovvietà e vi ritroverete a sperimentare cose molto più belle ed interessanti. Una seconda cosa: pensate prima alla distribuzione. Qual è il vostro obbiettivo? Cercate di procurarvi un canale idoneo prima di iniziare a scattare. Se farete un bellissimo lavoro e a dirvelo saranno solo parenti ed amici avrete sprecato un’occasione.

Progetti futuri?
Ho tantissimi progetti editoriali, artistici, di beauty e di paesaggio per il prossimo anno. Per ora cerco di inseguire le consegne dei lavori commerciali per poi ricominciare a pensarci quando il periodo della moda estiva sarà terminato.

Prima di salutarci ringrazio Angelo per aver condiviso con noi la sua esperienza e questo calendario 'spaziale', pronto ad inaugurare l'Odissea 2013, e ricordo agli interessati che una mostra completamente digitale sarà allestita al Cinema teatro LUX di Pisa, dalle ore 19 del 23 giugno 2013, accogliendo ospiti e fotografi sin dalle ore 16, con un workshop gratuito che si svilupperà attraverso la proiezioni di lavori pubblicitari ed il personale percorso di Angelo per raggiungere il risultato. Questo è l'invito.

Foto | 2013: A Kitchen Odyssey © Angelo Antelmi

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