Le esplorazioni urbane fotografiche, vertiginose e pericolose, dagli anni '30 a oggi

Skywalking Russia - Vitaly Raskalov

Dal “rooftopping” e il blur surfing del fotografo canadese Tom Ryaboi, al paesaggio inquadrato dall'alto di Detroit da Dennis Maitland, lo skywalking praticato dai giovani obiettivi russi di Vitaly Raskalov (lui però usa una Canon) e Alexander Remnov, o dalla Canon di Marat Dupri e amici, cambia il nome ma in sostanza non l'esplorazione urbana, audace e pericolosa, fotografata ad altezze vertiginose, con l'adrenalina al massimo e senza particolari protezioni.

Un fenomeno che a quanto pare dilaga tra i giovanissimi russi che amano non tenere i 'piedi per terra' e condividere le loro prodezze un tantino estreme, nonostante i rischi che comporta. Nel caso di Raskalov e amici anche l'arresto e una multa di 300 rubli ($ 9,61) per violazione di domicilio, dopo aver scalato, fotografato e condiviso sul social network i 737 metri del Zoltoy Rog Bridg. Una pratica che coinvolge anche le signore, a ben guardare sin dagli anni'30.


In un certo senso tra i pionieri illustri di questa particolare esplorazione urbana possiamo annoverare anche Margaret Bourke-White, arrampicata per LIFE sulle impalcature in-costruzione del Chrysler Building di New York nei primi anni'30, fotografata su un gargoyle da Oscar Graubner e protagonista del volume For the World to See: The Life of Margaret Bourke-White. Parecchi anni dopo, nel 1991 a godersi la vista da uno degli otto gargoyle al 61° piano del Chrysler è anche Annie Leibovitz con il suo assistente Robert Bean, fotografati da John Loengard.

Via | Live journal - Marat Dupri - The Moscow Times - Tumblr - Tumblr

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